domenica 30 aprile 2017

The Corpse of Anna Fritz (2015)

Oggi parlerò di The Corpse of Anna Fritz (El cadáver de Anna Fritz), penultimo recupero horror dell'anno passato diretto e co-sceneggiato dal regista Hèctor Hernández Vicens. Seguono turpiloquio a palate e SPOILER limitati al secondo paragrafo.


Trama: un impiegato di obitorio invita due suoi amici a vedere il cadavere di Anna Fritz, famosissima e bellissima attrice. La vista della donna nuda, benché morta, scatena nei tre istinti malsani...



Ve lo dico sinceramente: ho faticato ad andare oltre i primi dieci minuti di The Corpse of Anna Fritz. Di base, infatti, sono una persona che detesta qualunque tipo di accenno alla necrofilia che, anche se per fiction, è un'idea che mi fa davvero schifo e che trovo totalmente inconcepibile (Buio Omega, al di là dei siparietti trash, è un film che mi da i brividi, Dead Girl non voglio neppure sapere cosa sia e l'episodio M is for Munging di The ABCs of Death 2.5, che speravo di dimenticare in breve tempo, ancora mi provoca conati). Immaginate quindi come possa essermi sentita davanti alle prime sequenze del film di Vicens. Tre stronzi (uno meno degli altri ma comunque stronzo nell'accezione più generica del termine), tra i quali un impiegato di obitorio, obnubilati dai fumi dell'alcool e della coca decidono di penetrare nottetempo nella camera mortuaria dove riposa il corpo nudo di Anna Fritz, attrice molto bella e amata, morta giusto qualche ora prima. All'improvviso, l'idea geniale, essere gli ultimi a fare sesso con l'attrice più famosa del momento. Chissenefrega se è morta, se il corpo è freddo, se l'atto che si sta per compiere è probabilmente il più immorale dopo la pedofilia: stiamo pur sempre parlando di Anna Fritz, ormai fare le foto al volto di un cadavere è una roba da bambini, vuoi mettere il ricordo indelebile di una scopata con la celebrità? Tanto, ormai, la tizia è morta, è un pezzo di carne e non può protestare, in più l'inserviente sfigato conosce anche qualche trucchetto per rendere l'esperienza più "gradevole", vuoi mica rinunciare all'opportunità? Vi lascio immaginare cosa succeda dopo. Per fortuna, devo dargliene atto, Vicens è un regista raffinato e, nonostante le sequenze "incriminate" siano particolarmente esplicite, le inquadrature giocano più sulla suggestione, sugli sguardi, sul "pensiero stupendo che nasce un poco strisciando" nella mente dei tre imbecilli, senza andare a vilipendere ancor più il corpo nudo della povera Anna, concentrandosi sul viso immoto dell'attrice. Certo, quello di Vicens è comunque un gioco crudele perché ci costringe ad immedesimarci col meno stronzo dei tre ragazzi, Javi, nascosto dietro una porta a guardare senza volontà di toccare ma anche senza il coraggio di distogliere lo sguardo o intervenire in qualche modo per salvare Anna dalla profanazione e Iván e Pau dal peggiore errore della loro vita, che è un po' quello che succede ogni volta che qualche bulletto picchia dei ragazzini mentre gli altri lo riprendono senza intervenire. Per dire che, nonostante tutto, The Corpse of Anna Fritz è un film che porta a sensazioni ben diverse dal semplice schifo iniziale, riflessioni scomode che acquistano ancora più forza dopo l'inaspettato twist.

HIC SUNT SPOILER, quindi non leggete oltre se non avete visto il film.


La telecamera è puntata sul volto di Anna Fritz mentre Pau sta raggiungendo quello che probabilmente è l'orgasmo della sua vita. E la donna, ad un certo punto, apre gli occhi. Se all'inizio ero disgustata all'idea della necrofilia, in quel momento mi si è stretto lo stomaco per il modo in cui il regista è riuscito a cogliere il terribile momento di consapevolezza di una donna impotente, confusa, violata nel peggiore dei modi, una ridda di sensazioni devastanti interamente concentrate nello sguardo sconvolto della bravissima Alba Ribas. Da quel momento il film diventa un Cose molto cattive all'ennesima potenza, uno scomodo spaccato della bassezza umana e di come il terrore possa stravolgere gli animi delle persone nonché un ulteriore richiamo agli episodi di cronaca che sempre più spesso vengono riportati in TV. La reazione di Iván e Pau non è infatti di preoccupazione per la salute fisica e mentale di Anna, bensì per il proprio culo, ché probabilmente la ragazza avrà capito di essere stata violentata; a Javi invece importa solo di restituire l'attrice all'affetto dei suoi cari e da quel momento in poi, come avrete capito, per l'amicizia fraterna dei tre saranno cavoli amari. Non c'è molto sangue in The Corpse of Anna Fritz, solo in un paio di momenti topici, c'è più che altro una violenza verbale ancora più terribile, interamente sbattuta in faccia alla protagonista, letteralmente colpevole di non essere rimasta morta così che Iván e il pavido Pau potessero farla franca e tornare alla loro vita di tutti i giorni con un eccitante segreto di cui magari bullarsi in serate dal tasso alcoolico particolarmente alto; la figura femminile, ancora una volta, viene ridotta a mero involucro di carne fatto apposta per eccitare il maschio alfa che, poverello, ai suoi istinti non può mica dire di no. Quindi, giù botte di cagna, di puttana, di stronza a questa povera crista che non riesce neppure a controllare i propri muscoli, a muoversi o a rimanere in piedi. La seconda metà di The Corpse of Anna Fritz è peggio di un survival horror, è il cervello dell'attrice contro gli istinti primitivi dei suoi carnefici codardi, è il suo desiderio di rimanere viva dopo un'esperienza terribile, è la fatica fisica di dover superare la morte apparente, il tutto condito da un cinismo e una lucidità spietati. C'è catarsi sul finale? Mah, sicuramente c'è un senso di euforica vendetta che tuttavia lascia presto il posto ad un devastante disgusto per l'intera umanità. La dolorosa consapevolezza nell'ultimo sguardo di Anna Fritz è un mirabile esempio di come l'unione tra una scrittura semplice ma non banale, regia attenta e abilità interpretativa possano rendere un gioiellino anche un film dal budget ridotto all'osso e infondere eleganza anche al più scabroso degli argomenti.

Hèctor Hernández Vicens è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Spagnolo, è al suo primo lungometraggio. Anche produttore, ha 41 anni e un film in uscita, il remake de Il giorno degli zombi.


Se The Corpse of Anna Fritz vi fosse piaciuto considerate l'idea di vedere Piccoli omicidi tra amici, Cose molto cattive e Among Friends perché, sinceramente, non mi sento di consigliarvi film a tema! ENJOY!


7 commenti:

  1. Bollicina ben tornata, e questo è colui che vuole fare il remake di un film mitico del grande George Andrew Romero? Altolà, i capolavori non si toccano, apparte questo, credo che lo salterò ben volentieri, la necrofilia mi fa schifo hahaha xD

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    1. Eppure io a costui darei molta fiducia :)

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    2. ah tu dici? Se ne vale la pena una occhiata gliela do pure io ;)

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    3. Il film, come ho scritto, è davvero molto bello. Parla di necrofilia, è vero, ma non è disgustoso (è un argomento che solitamente schifa anche me) né è quello preponderante, per fortuna. Dagliela una chance!

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  2. Sembra terribile e molto bello (ma non lo guarderò mai XD)!

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    1. Ehm... no, a te non lo consiglio XD

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