domenica 20 settembre 2015

Inside Out (2015)

Giovedì sono andata a vedere Inside Out, diretto e co-sceneggiato dai registi Pete Docter e Ronaldo Del Carmen. Le aspettative per l'ultimo film della Pixar erano altissime e sono state tutte ripagate.


Trama: fin dalla più tenera età, l'interno della testa dell'undicenne Riley è governato dalle emozioni Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto. Dopo un traumatico trasloco, Tristezza comincia a comportarsi in modo strano e contamina i ricordi base della ragazzina; Gioia cerca di fermarla ma finiscono entrambe fuori dal "centro di controllo" assieme a questi importanti ricordi, perdendosi nella mente di Riley e lasciandola in balia di Paura, Rabbia e Disgusto..


Sono passati parecchi giorni ma ancora non riesco a dimenticare le mille emozioni che ha suscitato in me la visione di Inside Out, ultimo arrivato in casa Pixar e subito entrato di diritto nella top 5 dei capolavori della casa di produzione americana. Non sarà facile scrivere un post sensato perché non riesco a ripensare alla maggior parte delle sequenze presenti nel film senza sentire un groppo in gola, un magone difficile da spiegare. Perché Inside Out, al netto delle gag esilaranti (e ce ne sono tante, soprattutto negli imperdibili titoli di coda), della caratterizzazione splendida delle cinque emozioni che governano la piccola Riley, dell'incredibile bellezza della sua realizzazione, è un'amarissima e per questo molto realistica rappresentazione del passaggio dall'infanzia all'adolescenza, un passaggio che, per dirla negli stessi termini utilizzati nel film, si è probabilmente sedimentato nella mente di molti di noi come un "ricordo base", fondamentale per lo sviluppo della nostra personalità. Senza stare a raccontare la trama del film o a rovinare la sorpresa, Inside Out è una pellicola "tosta", capace di veicolare un messaggio complesso senza ricorrere a spiegoni e senza concedere scappatoie allo spettatore, che viene brutalmente spinto a ricordare e rivivere esperienze che ognuno di noi avrà sperimentato almeno una volta nella vita. La complessità dei ricordi, che da bambini avevano ognuno un "colore" specifico e che crescendo hanno cominciato ad acquisire sempre più sfumature, sensazioni tristi che vanno necessariamente a braccetto con i momenti più felici, inevitabili "sacrifici" richiesti dal tempo che passa e dalla necessità di crescere, emozioni apparentemente negative che servono invece a renderci più sensibili e percettivi; sono tutti argomenti che Inside Out affronta con eleganza e semplicità, deliziandoci con un paesaggio mentale allo stesso tempo favoloso ma anche molto realistico e offrendoci alcune ironiche spiegazioni sui più comuni "scherzi mentali" a cui siamo soggetti quotidianamente, come il deja vu, quelle maledette canzoncine che non riusciamo a toglierci dalla testa o quelle nozioni di trigonometria che sono andate misteriosamente diminuendo fino a venire dimenticate del tutto.


Inside Out, come dice il titolo, è un viaggio all'interno della mente della protagonista ma anche la rappresentazione delle conseguenze di questo viaggio nella vita quotidiana di Riley, che smette di'essere una ragazzina solare e gioiosa diventando all'improvviso cupa, incapace di provare emozioni che non siano di rabbia, disgusto e paura. L'intelligenza del film sta nel rappresentare ciò che dall'esterno può essere percepito (soprattutto da genitori ed insegnanti) come un periodo negativo di transizione in modo che invece, per le emozioni all'interno della testa di Riley, equivalga ad una sorta di armageddon, con intere zone di paesaggio annichilite da forze sconosciute oppure sgomberate da solerti operai mentali; in realtà, tutto quello che succede a Riley è quello che è accaduto (o che prima o poi accadrà) a tutti noi ed è proprio la consapevolezza di stare assistendo ad eventi normali e condivisibili a rendere Inside Out un piccolo gioiello in grado di regalarci ben DUE racconti di formazione, uno più bello ed intrigante dell'altro. Ognuno a suo modo, i due personaggi chiave della pellicola imparano che non è giusto indulgere costantemente in pensieri tristi e sprecare la propria esistenza a lamentarsi ma non è neppure giusto prendere tutto alla leggera, convincendosi che ogni cosa possa essere risolta con una risata o che tutto stia andando per il meglio: questo è l'importantissimo messaggio che Inside Out vuole comunicare. E' un messaggio forse impopolare e di sicuro contro corrente rispetto a quell'"impara a fischiettar" che negli anni '30 cercava di inculcarci la buona Biancaneve, sorridente persino davanti alla morte, ma io mi sento meglio sapendo che un cartone animato si sia preso il mal di pancia di insegnare ai bambini che la vita può essere brutta e che non si può essere vincitori sempre e comunque; se la vita dà dei limoni non bisogna fare per forza buon viso a cattivo gioco e bersi una limonata con gli amici oppure "fischiettare" aspettando che passi ma avere la sensibilità (cosa rarissima a questo mondo) di ascoltare e condividere la tristezza altrui oltre al coraggio di vincere Rabbia, Paura e Disgusto e confidarsi con chi è pronto a consolarci ed aiutarci. Forse, quest'atteggiamento non ci porterà dritti sulla Luna che sognavamo da piccoli ma chissà che non ci possa semplicemente aiutare a vivere un'esistenza serena benché semplice e, soprattutto, ad affrontare tutti quei cambiamenti che riteniamo devastanti ed impossibili da superare. Per il resto, ci sono sempre i sogni e i ricordi preziosi, quelli non ce li può togliere nessuno perché sono parte di noi e di ciò che siamo. Tra i miei ci sarà di sicuro e per sempre questo meraviglioso Inside Out... e almeno UN indimenticabile, dolcissimo e coraggioso personaggio.


P.S.
Sì, il corto Lava, che precede il film, è meraviglioso. Sì, la canzone che fa da trama e colonna sonora insieme è entrata di diritto a far parte di quelle melodie che partono a tradimento nella mia testa. E sì, piango ogni maledetta volta che succede. Grazie, Pixar.


Del regista e co-sceneggiatore (nonché voce originale della rabbia di papà) Pete Docter ho già parlato QUI mentre Kyle MacLachlan, che doppia il papà di Riley, lo trovate QUA.

Ronaldo Del Carmen è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Filippino, ha diretto episodi della serie Freakazoid. Anche e soprattutto animatore, ha 56 anni.


Tra le altre ventisette emozioni prese in considerazione c'erano anche Sorpresa, Orgoglio e Fiducia, ma i realizzatori hanno deciso alla fine di limitarsi a cinque, per rendere tutto meno complicato e sono stati eliminati anche un cucciolo e una sorella minore, per rendere Riley più vulnerabile; allo stesso modo, è stato presto scartato il primo plot di Inside Out, nel quale un bimba di 8 anni veniva colpita da un ramo perdendo la memoria a breve termine e costringendo le emozioni a recuperare i ricordi, così come l'accoppiata Gioia-Paura (al posto di Tristezza) o l'idea di fare viaggiare Riley nella propria mente. A parte questo, sappiate che nell'edizione home video del film sarà incluso anche il corto Riley's First Date?, che prosegue la storia del film; nell'attesa, QUI trovate un assaggio e se Inside Out vi fosse piaciuto recuperate Up, la saga di Toy Story e Monster & Co. ENJOY!

27 commenti:

  1. Film stupendo, senza se e senza ma.
    Uno dei migliori della Pixar e dell'anno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, ha tranquillamente spodestato il mio favorito Mad Max XD

      Elimina
  2. ci vado martedì! quindi vorrei cancellare domani dal calendario XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora torna a farti sentire dopo la visione!! :)

      Elimina
    2. l'ho visto *_* e sto pensando di andare a rivederlo! mi è piaciuto un sacchissimo!

      Elimina
    3. Evviva!! Benvenuta nel club :)

      Elimina
  3. La trama è minimale, il genio sta nel punto di vista scelto per raccontarla ;-) Sono d'accordo con te la Pixar è tornata a fare la Pixar, e il corto Lava è bellissimo ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lava mi ha spezzato il cuore e risvegliato emozioni che credevo sepolte dal cinismo!! :)

      Elimina
  4. Sul film pare che siamo tutti concordi, anche io e me stesso. Per quanto riguarda invece Lava non posso che esser in non sintonia con la media giacché l'ho trovato abbastanza brutto. Credo il peggior corto visto prima di un film Pixar. Mieloso oltremodo e quella canzone... Più che entrarmi in testa mi stava trapanando direttamente il cervello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, io continuo ancora adesso a piangere come un vitello. E la versione inglese della canzone è ancora più carina.

      Elimina
  5. Ma davvero vi è piaciuto così tanto? Io non ci sono andata matta. Mi è sembrato che si potesse fare vedere un po' meno il viaggio di Paura e Tristezza e un po'di più le interazioni fra interno ed esterno. L'idea di base però è ottima e sono curiosa di vedere il corto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho adorato, senza riserve :)
      Se togliere tempo a Gioia e Tristezza avesse significato privarmi di un personaggio come Bing Bong credo sarei morta di dispiacere :(

      Elimina
  6. Film meraviglioso, che ho già voglia di rivedere anche se chi lo spiega al mio magone e alle mie lacrime?
    La Pixar si supera ancora, ormai nella mia top5 sono tutti accavallati...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, niente, bisogna far lasciare passare un po' di tempo o si piange. Hai notato che non ho messo foto di quel certo personaggino...? T___T

      Elimina
  7. Ne sto sentendo parlare un gran bene in giro,secondo molti addirittura sarebbe il miglior Pixar di tutti i tempi. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo non saprei dirlo, purtroppo non li ho guardati tutti ma sicuramente rientra nella mia personalissima Top 5 :)

      Elimina
  8. A seguito di qhesto film fate tutti bellissime riflessioni. Per me il film è molto bello e il messaggio bello e chiaro.... solo che mi mancava qualcosa per emozionarmi tanto da dirlo capolavoro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come sempre e per fortuna il cinema è soggettivo. Io mi sono immedesimata parecchie volte in Riley e ho trovato molto doloroso il suo naturale cambiamento interiore, forse perché mi risulta difficile affrontare i cambiamenti in generale. Ecco perché ritengo Inside Out un Capolavoro, perché è riuscito a parlarmi come altri film non sono riusciti a fare :)

      Elimina
  9. Dovevo andare oggi, ma purtroppo devo aspettare ancora qualche giorno. E non vedo l'ora... Le ovazioni sono miriadi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io aspetto l'articolo su GiocoMagazzino, eh!! :D

      Elimina
  10. Capolavoro! Dopo qualche passo falso (e qualche sequel di troppo), la Pixar torna ai massimi livelli con un film che, come ai bei tempi, può essere goduto attraverso più piani di lettura.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti era da troppo che non uscivo fuori da una sala realmente entusiasta per un cartone!! :)

      Elimina
  11. Sembra carino, anche se l'idea non è proprio originalissima. Ricordo infatti un telefilm di una 15ina di anni fa basato sulla stessa idea.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì me lo stanno dicendo in tanti ma chissene :) Cioé, l'importante è rinfrescare anche le idee vecchie, soprattutto se il risultato è questo!

      Elimina
  12. Questo film è fatto per me,quando riuscirò a vederlo non sarà mai abbastanza presto XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so come fai a resistere, io mi sarei già catapultata al cinema! :D

      Elimina
    2. Eh ma sai come siamo noi, aspetto che arrivi a casa ;)

      Elimina

Se vuoi condividere l'articolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...