mercoledì 14 ottobre 2015

Grano rosso sangue (1984)

Lo sapete che ogni tanto mi piace cimentarmi col vintage quindi in questi giorni ho tirato fuori dal cilindro Grano rosso sangue (Children of the Corn), diretto nel 1984 dal regista Fritz Kiersch e tratto dal racconto di Stephen King I figli del grano, contenuto nella raccolta A volte ritornano.


Trama: durante un viaggio in macchina, due fidanzati investono apparentemente un bambino. In realtà il piccolo era già morto e, cercando una stazione di polizia per denunciare l'omicidio, i due scopriranno l'orribile segreto che si nasconde nella città di Gaitlin...


Prima di cominciare a parlare di Grano rosso sangue forse è meglio che vi avverta di quanto questo post sarà poco obiettivo, in quanto AMO il racconto originale di Stephen King. Nonostante infatti legga King dall'età di 13 anni è capitato poche volte che provassi realmente paura o non dormissi la notte dopo aver affrontato un suo romanzo o un suo racconto ma il 90% delle storie contenute in A volte ritornano mi mettono i brividi e I figli del grano a mio avviso è una delle più terrificanti che il Re abbia mai scritto. Ecco perché, per quel che mi riguarda, Grano rosso sangue è una schifezzuola della peggior specie. E pensare che il film comincerebbe anche bene, con un'introduzione di 10 minuti cattivissima e ben girata, accompagnata dall'inquietante cantilena che perseguiterà lo spettatore per tutta la durata della pellicola. Questo folgorante inizio tuttavia è proprio una delle cose che condanna ciò che segue all'ignominia perché il mistero dei Figli del grano è, di fatto, ciò che rende intrigante il racconto Kinghiano, all'interno del quale la coppia in crisi formata da Burt e Vicky vagano inquietati da tutte le stranezze anacronistiche presenti nell'apparente cittadina fantasma di Gaitlin mentre intorno a loro il grano non smette di frusciare; è attraverso immagini simboliche ed indizi che il lettore arriva a provare lo stesso inspiegabile terrore dei protagonisti, che si accentua ulteriormente dopo la comparsa dei piccoli adepti di Colui che Cammina tra i Filari, divinità implacabile e terribile venerata da bambini dei quali non veniamo a sapere nient'altro che i nomi. Le potenti immagini dei mostruosi crocifissi fatti di foglie di grano intrecciate, degli occhi rossi di Colui che Cammina tra i Filari o dell'onnipresente ed opprimente grano, nel film vengono edulcorate e rese meno disturbanti dalla scelta di dare un passato e una personalità ad alcuni dei bambini, che diventano figure rassicuranti e quasi "carine", mentre Vicky e Burt passano dall'essere ignare vittime sacrificali a riluttanti salvatori, protagonisti di un banale horror a sfondo "demoniaco" dove ci scappa persino un esorcismo. Laddove il racconto di King non lasciava speranza a nessuno dei coinvolti, men che meno al lettore, il film di Kiersch si appropria del pensiero finale di una dei protagonisti cartacei e lo mette in pratica, offrendo allo spettatore un finale tanto rassicurante quanto debole.


Alla mancanza di atmosfera causata da un approccio assai codardo nei confronti del racconto, va aggiunta anche una generale pezzenteria per quel che riguarda la realizzazione del film che, a differenza di molti suoi coetanei, si porta addosso i suoi più di trent'anni come se fossero sessanta. A parte la musica e l'inizio, infatti, c'è ben poco da ricordare di questo Grano rosso sangue, un film zeppo di attori svogliati (con tutto il rispetto per Linda "Sarah Connor" Hamilton ma tra lei e Peter Horton fanno a gara a chi ha la faccia meno espressiva e anche un vecchio caratterista come R.G. Armstrong risulta inutile, messo giusto per aggiungere una non necessaria nota di colore bucolico...) e ancor più brutti effetti speciali, che si riducono fondamentalmente a nubi turbinanti e a una sorta di disturbo statico che ad un certo punto avvolge interamente il folle predicatore in miniatura Isaac. A proposito del quale spunta l'unica cosa davvero interessante, e anche un po' aberrante, della pellicola: John Franklin all'epoca aveva ben VENTICINQUE anni e sebbene il suo corpo, a causa del nanismo ipofisario, fosse bene o male quello di un ragazzino, il suo viso era già palesemente segnato come quello di un adulto. Non è un caso che John Franklin sia diventato il personaggio icona del film, tanto da ritornare nel 1999 in uno dei mille seguiti di Grano rosso sangue, Children of the Corn 666 - Il ritorno di Isaac, uscito solo per il mercato dell'home video, anche perché la scelta di utilizzare un attore col fisico di un bambino e lo sguardo di un adulto è stata probabilmente l'unica azzeccata dai realizzatori del film e l'unico elemento dissonante in grado di perturbare lo spettatore. Il resto, è un mero utilizzo "scenografico" delle bizzarrie inquietanti inserite da King nel racconto e, mi duole dirlo, una pellicola dimenticabile e immeritatamente entrata a far parte dei cult horror degli anni '80. Personalmente non ve lo consiglio ma vi invito a recuperare I figli del grano e, ovviamente, A volte ritornano nella sua interezza!

Fritz Kiersch (vero nome George Keith Kiersch) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto una mezza dozzina di film che assolutamente non conosco, come Ultima occasione, The Stranger e The Hunt. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 64 anni.


Linda Hamilton interpreta Vicky. Americana, la ricordo per film come Terminator, Terminator 2: Il giorno del giudizio, Rosso d'autunno e Dante's Peak - La furia della montagna, inoltre ha partecipato a serie come La signora in giallo, Hercules, La vita secondo Jim e Weeds. Ha 59 anni e un film in uscita.


R.G. Armstrong (vero nome Robert Golden Armstrong Jr.) interpreta Diehl. Americano, ha partecipato a film come Il mio nome è Nessuno, La macchina nera, Mister miliardo, Il paradiso può attendere, Il cane infernale, Predator, Dick Tracy e a serie come Ai confini della realtà, Alfred Hitchcock presenta, Perry Mason, Starsky e Hutch, Fantasilandia, Charlie's Angels, Dinasty, Hazzard, Walker Texas Ranger e Millenium. E' morto nel 2012, all'età di 95 anni.


John Franklin (vero nome John Paul Salapatek) interpreta Isaac. Americano, ha partecipato a film come La bambola assassina, La famiglia Addams (anche a La famiglia Addams 2, sempre nei panni di Cugino Itt), Children of the Corn 666 - Il ritorno di Isaac e Python - Spirali di paura. Anche sceneggiatore, ha 56 anni.


Robby Kiger, che interpreta il piccolo Job, avrebbe partecipato anche ad uno dei cult della mia infanzia, Scuola di mostri, prima di sparire dalle scene. Stranamente, Grano rosso sangue non ha avuto subito dei sequel ma ha dovuto aspettare fino al 1992 prima che la Trans Atlantic Entertainment decidesse di cominciare a mungere la vacca con Grano rosso sangue II: Sacrificio finale, a cui sono seguiti Grano rosso sangue III: Urban Harvest, Inferno a Grand Island (il primo ad essere uscito straight to video, una dimenticabile boiata con Naomi Watts e Karen Black che passava spesso a Notte Horror), Gli adoratori del male (edito straight to video negli USA ma, chissà perché, arrivato due anni dopo nelle sale cinematografiche italiane e io, scema, ero anche andata al cinema a vederlo senza sapere che mi sarei trovata davanti l'ennesimo sequel di Grano rosso sangue!), Children of the Corn 666 - Il ritorno di Isaac, Children of the Corn: Revelation (entrambi usciti straight to video) e Children of the Corn: Genesis; oltre a questi, esiste anche un film TV del 2009 intitolato Campi insanguinati, giunto anche sui canali satellitari italiani. Vi sconsiglierei di recuperare quest'ammasso di boiate ma se Grano rosso sangue vi fosse piaciuto potrebbero interessarvi altri horror come Cimitero vivente, Il giglio nero, Il presagio, Il villaggio dei dannati e The Children. ENJOY!!

12 commenti:

  1. Hai ragione "I figli del grano" era uno dei racconti più inquietanti di Zio Stevie, questo film malgrado i difetti (non pochi) è diventato un culto, diciamo che è solo per appassionati veri ;-) Cheers!

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    1. Ma proprio per quelli che passano sopra a ogni difetto, eh XD

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  2. Non ho (ancora) letto il racconto, ma che il film non sia all'altezza è un peccato, da libri e racconti del Re sono state tratte opere bellissime.

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    1. Il racconto, come ho detto, per me è uno dei più terrificanti mai scritti dal Re. Renderlo in video però, come è successo del resto anche a La nonna, è un altro paio di maniche, sempre, soprattutto per la brevità del testo.

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  3. Children of the corn è uno di quei casi inspiegabili in cui un film dichiaratamente brutto diventa un cult al di là dei suoi effettivi meriti.
    Penso sia dovuto al fatto che ci hanno bombardato con i suoi passaggi televisivi su Notte Horror per anni, perché forse i diritti tv del film erano economici :D
    Il suo successo (ha una ventina di seguiti più un remake) è del tutto inspiegabile.
    Io credo che le intenzioni del film fossero migliori rispetto ai risultati. Neanche sembra un prodotto anni '80, ma del decennio precedente.
    Si respira un'aria di serietà davvero pregevole. Peccato per la miseria diffusa in ogni reparto.
    E per la timidezza con cui la sceneggiatura adatta il racconto di KIng.

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    1. Sì, il film purtroppo ha tante, troppe cose sbagliate, in primis che purtroppo non fa paura, non inquieta, non affascina. Eppure, come dici tu, la serietà è innegabile. Chissà se avremo mai l'onore di vedere, prima o poi, una valida trasposizione del racconto.

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  4. Non ho mai letto il racconto...il film forse l'ho visto per sbaglio un milione di anni fa ma ne ho ricordi molto ma molto vaghi...

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    1. Il racconto devi assolutamente leggerlo, il film anche se non lo riguardi è la stessa XD

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  5. Il racconto era bellissimo uno dei migliori della raccolta " A Volte Ritornano", in quanto al film...avevo cominciato a vederlo ma dopo i primi minuti discreti la delusione ha regnato sovrana.
    Per non parlare dei suoi vari seguiti...tutti trasmessi in orari notturni nelle varie "Notti Horror".

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    1. Ah ma infatti i seguiti sono delle maledizioni che a ogni appassionato di horror è toccato sottostare almeno una volta nella vita, purtroppo...! XD

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  6. Io sono arrabbiata con sti Children of the corn perché non si può che i film più di merda siano sempre tratti dai racconti più belli di King, non me lo spiego. Mi fan prudere le mani.

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    1. Effettivamente la cosa ha un che di incomprensibile o__o

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