venerdì 6 novembre 2009

Una notte al cimitero (1987)

Tempi di suine e di malanni, tempi in cui ci si ritrova a vedere un po’ il fondo della propria collezione di DVD. Che, guarda caso, è arrivata ad un cofanetto di Lamberto Bava per cui, dopo Ghost Son, mi è toccato spararmi Una notte al cimitero, filmetto prodotto da Rete Italia (ergo televisivo, ergo scadente…) e diretto dal nostro nel 1987, come parte di un ciclo di quattro film che comprendeva anche La casa dell’orco, A cena col vampiro e Fino alla morte.

 


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La trama: cinque ladruncoli, dopo aver derubato un supermercato, fuggono in zone semi – paludose e si ritrovano appiedati a dormire nei ruderi di una chiesa costruita sopra delle catacombe. D’un tratto trovano anche una locanda con dei dubbi figuri che li sfidano a passare una notte nelle cripte per poter ottenere un favoloso tesoro che, si dice, risalga ai tempi di Giuda. Superfluo dire che nelle cripte troveranno di tutto di più..



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Sono costernata. Non so davvero da che parte cominciare a parlare del trash e della pochezza che trasudano da ogni fotogramma di questa pellicola. Il film è più o meno comprensibile ed accettabile finché non comincia a dipanarsi la trama, in fondo ci sono questi strepponcelli che si perdono nel bosco e decidono di dormire nel primo luogo che trovano, ovvero le rovine di una chiesa. E da qui comincia l’assurdità… Povere creature, ovvio che in mezzo alla nebbia non si accorgano dell’enorme PUB costruito sotto la chiesa stessa (sfidando ogni logica architettonica, devo dire), con tanto di insegna “Miller” luminosa all’esterno. Colpa della nebbia, ovviamente. Ma all’interno del pub non ce n’è quindi non vedo il motivo per cui della gente con un minimo di senno ci si dovrebbe fermare, e soprattutto perché dovrebbe stare ad ascoltare bufale tipo “Qui non si parla di lupi mannari!!” oppure “Qui non si scherza sulle scommesse!” detto ovviamente da esseri che a definirli umani si fa loro un complimento; ora, passi i “clienti”, che sono giusto un po’ bianchicci (però vestiti da contadini dell’’800…) ma l’oste è un mostro orrido con l’occhio sinistro che balugina di rosso, un incrocio tra Terminator e una creatura della Troma! Ma tutto passa in secondo piano di fronte all’oro! Aah, la meraviglia di possedere una boccia di vetro con dentro gioielli, monete e carte di credito… se è vero che quel cumulo di ricchezze risale ai tempi di Giuda, mi chiedo perché all’interno ci siano per la maggior parte American Express (utili eh, in un tesoro…) e dollari americani: pub e catacombe itineranti oppure semplicemente i turisti lì ci arrivano a frotte? E tanta è la paura una volta entrati nel vivo del film e della “sfida”: cadaveri semoventi talmente pietosi che verrebbe da abbracciarli, teste baffute (suore?) incastrate nei muri che si limitano ad aprire gli occhi, impiccati volanti, pozze colme di melma fumante ed ossa, e dulcis in fundus una famiglia di freaks ottocenteschi impegnati in una cena che scappano a gambe levate appena vedono i nostri.



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Scapperei anche io, povere creature, davanti ad una recitazione che non definirei imbarazzante, perché sarebbe un complimento. E’ ovvio che il doppiaggio italiano non rende, soprattutto quando i giovani attori recitano in inglese e vengono ridoppiati.Toglie loro naturalezza, e rimangono solo le espressioni facciali, che sono da dimenticare. L’unico che più o meno si salva è Tognazzi, che palesemente parla italiano e porta un po’ di brio con la sua parlata romanaccia, che pur non aiuta a far prendere il film più sul serio, intendiamoci. I personaggi in generale, al di là della capacità degli attori, sono però imbarazzanti, nemmeno dei clichè, ma proprio delle macchiette. C’è il “belloccio”, che a mio avviso è identico al Samvise del Signore degli Anelli, e che per enfatizzare questa sua “belloccità” dorme a torso nudo e fuori dal sacco a pelo mentre tutti gli altri ci si infilano con tanto di giacche. Lo vorrei vedere su a Bardineto, d’agosto, st’idiota… Ma tralasciando i lardominali scolpiti del nostro, ci sono anche le chicche della sensitiva improvvisata (una sciacquetta che nemmeno saprebbe fare due più due e che all’improvviso diventa la medium del gruppo..) e del locandiere “sinistro” che parte con la risata malefica a sproposito o alla fine di ogni battuta.



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E a proposito di “fine”. Il finale è una boiata pazzesca, ad un certo punto lo spettatore è incerto se i ragazzi siano o meno morti, ma il dubbio viene fugato e il film chiuso nel modo più assurdo possibile (com’è possibile uccidere quella che dovrebbe essere, a ragion veduta, la Morte stessa?). Il picco trash del film, oltre al furgoncino Ford ipertruccato e alla cena di mostri, è ovviamente lo zombie che si prende un ceffone dalla “zomba” che ha risvegliato palpandole il seno. Per quanto riguarda la regia, è piatta e televisiva, gli effetti speciali non sono malvagi nonostante tutto, ma il tasso di gore è praticamente inesistente, come quello di ansia ed inquietudine. Evitatelo se siete da soli (perché vi addormentereste come ho fatto io ad un certo punto…) ma guardatelo tranquilli in compagnia di amici che abbiano spirito un po’ goliardico e che non vi facciano volare fuori dalla finestra: vi divertirete, credo. (ma anche no). Una curiosità: il film viene distribuito anche all’estero, ma col titolo Graveyard Disturbance.



POSADERO


 

Di Lamberto Bava ho parlato qui mentre, fortunatamente, del manzo Gregory Lech Taddeus (il belloccio) si sono perse le tracce, e anche suoi compari hanno goduto di una gloria effimera: Karl Zinny (che interpreta David) ha sicuramente ottenuto il ruolo in questo ed altri film come Demoni in quanto figliastro di Remo Girone, Lea Martino si è persa nelle nebbie di pochi film e un telefilm mentre l'altra interprete, Beatrice Ring, ha girato Zombie 3 con Fulci.

 

Gianmarco Tognazzi interpreta Johnny. Figlio d’arte del grande ed indimenticato Ugo Tognazzi, si è destreggiato tra commedie, drammi moderni all’italiana e produzioni televisive senza mai emergere troppo. Tra i suoi film ricordo Vacanze in America, Sposerò Simon Le Bon, Ultrà, I laureati, Romanzo Criminale. Ha 42 anni e tre film in uscita tra cui l’ennesima rovina per il cinema italiano, il cinepanettone Natale a Beverly Hills. Ma un bel Natale tra le grinfie di Al Qaeda no?



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 Vi lascio ora con il trailer inglese, le cui voci mi sembrano paradossalmente un pò  migliori! ENJOY!!

 

 

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