mercoledì 28 luglio 2010

Predators (2010)

Non ho mai amato molto i film di fantascienza, mi annoiano. Ma da piccola ero rimasta terrorizzata dallo splendido (per quanto zamarro) Predator con il buon vecchio Schwarzenegger e così, grazie anche ad un trailer della madonna e al richiamo di nomi come Robert Rodriguez e Danny Trejo, sono andata a vedere il nuovissimo Predators di Nimród Antal, solo per rimanerne abbastanza delusa.


La trama: un gruppo di militari, assassini, mercenari con dottorino al seguito vengono scaraventati su un pianeta, senza sapere bene perché o percome. Quando cominciano a spuntare alieni rasta in ogni dove, i malcapitati capiscono di essere diventati prede in una caccia che dura da tempo immemorabile…


Parliamoci chiaro. Il mondo, e soprattutto l’America, sarebbe un posto migliore se Schwarzenegger fosse rimasto a fare film invece di impelagarsi in politica. Perché l’ex Mister Universo è un’icona degli anni ottanta, più simpatico di Stallone, più tamarro di Chuck Norris, più bello di Steven Siegal e poi, diciamocela tutta, i film che gli cucivano addosso erano praticamente perfetti nella loro assurdità. Non faceva eccezione Predator che, con due effetti speciali in croce, riusciva a mettere addosso un’ansia inaudita e a rendere il buon Schwarzy ancora più “cool” di quanto non fosse in altri film. Cosa che, purtroppo, non riesce a questo Predators, nonostante i meravigliosi effetti speciali del divino Nicotero e ad un’accozzaglia di attori di tutto rispetto. Per carità, qualche attimo di tensione c’è e almeno un personaggio è azzeccatissimo, senza contare che c’è anche qualche apprezzabile citazione del capostipite, ma la cosa finisce lì.


A dire il vero quello che rimane alla fine di Predators è un senso di spreco e di presa per il culo commerciale. Non tanto per la trama assurda, quella ci può stare: ciò che nel primo film accadeva in Amazzonia, se non sbaglio, nel nuovo capitolo si trasferisce in un pianeta che sta a metà strada tra l’isola di Lost e Pandora, e pazienza se non sapremo mai come tutti i personaggi siano finiti lì e come siano stati strappati alle loro attività. Pazienza anche se tutti, tranne il povero sfigato che si spetascia al suolo in un trionfo di budella all’inizio (l’unico personaggio ad avere avuto una reazione credibile), mostrano al massimo una blanda sorpresa nel ritrovarsi in caduta libera e su un pianeta sconosciuto. Però l’80% dei protagonisti viene sfruttato malissimo, Danny Trejo in primis, e in aggiunta sono tutti detestabili: Adrien Brody può essersi pompato come un novello Mister Muscolo, ma sicuramente non ha il phisique du role che aveva Schwarzy (non a caso non gli riesce nemmeno il trucchetto del fango…), Laurence Fishburne si palesa in un cameo che vorrebbe fare quasi il verso all’alienato Kurtz di Apocalypse Now ma lascia basiti per quanto è trash… ma mai trash, ovviamente, come la figura dello Yakuza, che vorrebbe strizzare l’occhio al diffuso amore cinematografico per l’arte delle lame giapponesi e che ci regala un duello tra katana e Predator a dir poco deprimente. Gli unici che si salvano sono Topher Grace, con il suo dottore sfigato fino all’inverosimile, e Walton Goggins nei panni di un condannato a morte particolarmente esilarante. Il resto è carne da macello, e rimane solo da capire chi verrà masticato per primo dagli alieni: non sbattetevi però, come abbiamo fatto io e la mia amica, a cercare una sequenza di morti che possa sorprendere, perché non si sono impegnati nemmeno in questo. Mi chiedo anche quale sceneggiatore possa aver deciso di infilare nel cast uno Spetsnaz (un membro dei corpi speciali russi) sentimentale e boccalone come quello che vediamo nel film: sarà che la prima volta che ho sentito questo termine è stato sulle pagine di Preacher, dove indicava un ex soldato talmente spietato da ricorrere anche al cannibalismo, ma insomma, quello di Predators ha il sembiante e la spina dorsale di Samvise Gamgee. Se dovessi dirla tutta, tra l’altro, anche gli alieni sono ormai talmente iconizzati da non fare nemmeno più paura. Cancelliamo il deludente film dalla memoria e andiamo avanti, verso l’infinito e oltre!

Nimród Antal è il regista della pellicola. Americano, trentasettenne, l’unico altro suo film a me conosciuto è Vacancy, che peraltro devo ancora vedere.


Danny Trejo interpreta il messicano Cuchillo. Dopo averlo visto in un numero sterminato di film sono arrivata ad amare questo meraviglioso caratterista. Peccato solo che le sue comparsate durino pochissimo, ma non disperiamo: sta per arrivare il tamarrissimo Machete, e lui lì dovrà esserci dall’inizio alla fine del film visto che ne è il protagonista!! Comunque se volete gustarvi le performance dell’attore californiano guardatevi L’alieno (che peraltro è anche un film bellissimo), Desperado, Heat – La sfida, il meraviglioso Dal tramonto all’alba (e i due seguiti Dal tramonto all’alba: sesso, sangue e denaro e Dal tramonto all’alba: la figlia del boia), Anaconda, Con Air, Sei giorni sette notti, Animal Factory, Spy Kids (dove interpreta già Machete, così come nei seguiti Spy Kids 2 – L’isola dei sogni perduti e Missione 3D – Game Over), il bellissimo corto Beat the Devil, C’era una volta in Messico, Anchormen: The legend of Ron Burgundy, All Saints Day: Dia de los muertos, La casa del diavolo e Halloween: The Beginning. Ha lavorato anche parecchio per la TV, come testimoniano episodi di Baywatch, NYPD, Walker Texas Ranger, X – Files, Alias e persino Desperate Housewives. Californiano, ha 66 anni e la bellezza di 17 film in uscita. Chiù Trejo pè tutti!!


Adrien Brody interpreta l’odioso Royce. Ultimamente questo attore bravissimo (ha vinto persino un Oscar come migliore attore protagonista per Il pianista) dev’essere impazzito, perché un tempo si dedicava a cazzutissimi ed indipendenti film d’autore, ora si butta via con schifezzuole assortite. Lo ricordo per film come Assassini nati, La sottile linea rossa, Summer of Sam, Bread & Roses, L’intrigo della collana, The Village, King Kong, Il treno per il Darjeeling e due pellicole che ancora aspetto di vedere, il deludente Giallo di Dario Argento e l’ispirevole Splice di Vincenzo Natali; ha inoltre prestato la voce per The Fantastic Mr. Fox. Newyorchese, ha 37 anni e cinque film in uscita.


Laurence Fishburne interpreta il sopravvissuto Noland. Universalmente conosciuto come il Morpheus della trilogia di Matrix, questo attore ha partecipato anche a film come Apocalypse Now, Il giustiziere della notte 2, Rusty il selvaggio, Il colore viola, Nightmare III – i guerrieri del sogno, Danko, King of New York, Othello, lo splendido Mystic River e Mission: Impossibile 3, inoltre ha doppiato Osmosis Jones e TMNT, mentre in tv lo troviamo ospite quasi fisso di CSI Scena del crimine, nonché in vari episodi di MASH, Miami Vice, CSI NY e CSI Miami. Americano, ha 49 anni e due film in uscita.


Topher Grace interpreta il dottorino Edwin. Diventato famoso per il ruolo di protagonista nell’ingiustamente sottovalutata sit-com That’s 70’s Show, lo ricordo in film come Traffic e Spiderman 3. Ha inoltre doppiato la versione americana del Pinocchio di Benigni (da la voce a Lucignolo) e un episodio de I Simpson. Newyorchese, ha 32 anni e tre film in uscita.


Tra gli altri attori presenti segnalo un Derek Mears, già novello Jason nel reboot di Venerdì 13 e qui nascosto da strati e strati di lattice e rasta, nei panni del Predator prigioniero dei suoi simili. Il film sarebbe stato sicuramente più interessante e “Rodrigueziano” se nel ruolo di Royce fossero stati presi Josh Brolin o Freddy Rodriguez, assieme al reduce di Lost, Jeff Fahey, nel ruolo di Noland (cast molto simile a quello di Planet Terror!), e anche se il cameo di Schwarzenegger non fosse stato tagliato dallo script, visto che il buon Arnie, a quanto pare, non ne ha voluto sapere. Comunque, piuttosto che spendere dei soldi inutili per vedere questo Predators, guardatevi l’originale Predator del 1987 e, se volete rimanere nel mood “duri e mitici” degli anni ’80, cercate il primo Rambo. E ora vi lascio all'ingannevole trailer... ENJOY!



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