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giovedì 30 giugno 2011

Machete (2010)

Ho rimandato a lungo, centellinando la visione come si fa col vino. E alla fine sono riuscita a vedere il tanto atteso Machete, diretto nel 2010 da Ethan Maniquis e Robert Rodriguez. Mi è stato chiesto di citare questa frase nell’eventuale recensione, lo faccio subito, giusto per riassumere le mie impressioni: è una cazzata così grande che non potevo non commuovermi.



Trama: Machete è un ex agente federale che viene incaricato di fare fuori un senatore impegnato nella lotta contro l’immigrazione messicana. Il “lavoro” non va a buon fine, Machete viene incastrato e da lì comincia la sanguinosa vendetta…



Cominciamo con un po’ di storia. Machete nasce nel 2007, in uno dei fake trailer che accompagnavano la versione USA del film Grindhouse, feature doppia che univa A prova di morte di Quentin Tarantino e Planet Terror di Robert Rodriguez (anche se il personaggio di Machete lo si incontra fin dal primo Spy Kids). Gli splendidi ed esilaranti fakes in questione erano Hobo With a Shotgun, Werewolf Women of the SS di Rob Zombie, Don’t di Edghar Wright e Thanksgiving di Eli Roth. Se avessi dovuto scommettere su chi per primo di questi registi avrebbe tratto un intero film da questi trailer, avrei detto Eli Roth. Ma siccome lui continua a menarsela con produzioni varie e tempestando i fan di tweets da far morire dal ridere senza mai mettersi dietro la macchina da presa, ecco che ci ha pensato l’infaticabile Rodriguez a prendere lo spirito del tamarrissimo trailer di Machete e a riportarlo fedelmente in un film. E che film!!



Machete è la quintessenza del b – movie, della mexploitation, chiamatelo un po’ come volete. In termini più prosaici è la legittimazione della tamarreide (senza pulmino e senza Fiammetta, per fortuna) più cafona, è un film fatto apposta per essere assurdo, senza senso, mal recitato, pieno di buchi nella trama, con personaggi inconsistenti e terronate assortite, dove il regista molla i freni del buon senso e del buon gusto e mostra sangue, mutilazioni, tette, culi, esplosioni praticamente in ogni scena, con il risultato che Machete si arriva o ad amare alla follia o ad odiare e demonizzare. Che piaccia o meno, è un giocattolo, e come tale va trattato. E’ il divertimento del bimbo Rodriguez, qualcosa che chi ha un minimo di senso dell’umorismo, nostalgia dei “bei tempi andati” e cultura trash non può non apprezzare. Ecco perché mi commuovo davanti a tanto spavaldo senso del ridicolo.



Considerata la marea di attori che si sono prestati all’operazione (tra cui un De Niro matto come un cavallo che si è palesemente divertito a far la parte del senatore razzista e pure un po’ porcello), accettando di indossare mise perlomeno imbarazzanti e pronunciare dialoghi a tratti inascoltabili (il monologo finale di Steven Seagal con corollario di dialogo imbecille tra la Rodriguez e la Alba è qualcosa che non riuscirò a dimenticare tanto facilmente…), mi viene da pensare che non sono l’unica cultrice del trash a questo mondo. E se Danny Trejo è l’icona vivente del (non) attore che mangia lo schermo con la sua inespressività, il capello unto, il corpo tozzo alla Wolverine, le sue frasi storiche (“Machete NON manda messaggi”), la sua capacità inspiegabile di far cadere ai suoi piedi le più belle donne del creato, insomma se lui E’ Machete già di per sé, Rodriguez gli crea attorno un gruppo di personaggi a dir poco splendidi nella loro assurdità e gli da la possibilità di compiere le imprese più sanguinose ed improbabili senza lesinare in effetti speciali, citazioni e gore. Lungi da me descrivere ogni immagine (il bungee jumping intestinale), dialogo, personaggio (Osiris!! Osiris!!) e sequenza ad avermi colpita (nel senso di farmi stramazzare a terra dalle risate urlando “No… ma come puoi?? Ma cos’è???”), perché non basterebbe un libro e rovinerei la sorpresa e l’incredulità di chi ancora non ha avuto la fortuna di vedere Machete. Vi basti sapere che dovete guardarlo, fosse l’ultima cosa che fate. Aspettando che Rodriguez decida davvero di girare Machete Kills e Machete Kills Again.



Attori e registi coinvolti nella realizzazione di Machete hanno già trovato ampio spazio sul Bollalmanacco: Robert Rodriguez, Danny Trejo (Machete), Robert De Niro (Senatore John McLoughlin), Michelle Rodriguez (Luz), Tom Savini (Osiris), persino Nimród Antal (una delle guardie del corpo di Booth, a occhio e croce quella che si fa venire la crisi di coscienza), li trovate tutti cliccando sui link.

Ethan Maniquis è l’altro regista della pellicola. Già collaboratore di Rodriguez dai tempi di Desperado, per quanto riguarda montaggio ed effetti speciali. Di lui non sono riuscita a scoprire né la nazionalità, né l’età, sorry.



Jessica Alba interpreta Sartana. Americana, la ricordo per film come Giovani diavoli, Fantastici 4 e Sin City; ha inoltre partecipato a Beverly Hills 90210, Flipper e Dark Angel, la serie tv che le ha dato la notorietà internazionale. Anche produttrice, ha 30 anni e un film in uscita, il quarto episodio di Spy Kids.



Steven Seagal interpreta Torrez. Prima di Chuck Norris erano lui e Jean Claude Van Damme a spaccare le chiappe a mille anonimi cattivoni in quanto versioni tamarre e più sfigate delle star Stallone e Schwarznegger. In particolare, Seagal ha partecipato a roba come Nico, Duro da uccidere e Sfida tra i ghiacci. Americano, anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 60 anni (Cristo, ha l’età di mio padre… Oddio, Seagal E’ mio padre!!).



Jeff Fahey interpreta Booth. Americano, la maggior parte dei lettori se lo ricorderà come Lapidus, il pilota di Lost, ma ha partecipato a parecchi film come Psycho III, Il tagliaerbe, Grindhouse, Planet Terror, e a serie tv come Miami Vice, Criminal Minds, Cold Case e CSI: Miami. Anche produttore, ha 59 anni e nove film in uscita.



Cheech Marin (vero nome Richard Anthony Marin) interpreta Padre Cortez. Uno dei migliori caratteristi degli ultimi decenni, utilizzatissimo da Rodriguez ma non solo, lo ricordo per film come Fuori orario, Ghostbusters II, Desperado, il meraviglioso Dal tramonto all’alba, Paulie – Il pappagallo che parlava troppo, Spy Kids (e seguiti), C’era una volta in Messico, Grindhouse e Planet Terror. Ha doppiato la versione inglese del Pinocchio di Benigni, i film Disney Oliver & Company e Il re leone, un episodio di South Park e ha partecipato alle serie Nash Bridges, Grey’s Anatomy e Lost. Americano, anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 65 anni e due film in uscita.



Don Johnson (vero nome Donnie Wayne Johnson) interpreta Von. Ex marito di Melanie Griffith, famosissimo per il suo ruolo come protagonista della serie Miami Vice, ha partecipato a film come Harley Davidson e Marlboro Man e a serie come Kung Fu, La famiglia Bradford e Nash Bridges. Americano, anche regista, produttore, compositore e sceneggiatore, ha 62 anni e due film in uscita.



Lindsay Lohan interpreta April. Ennesima ragazzina prodigio rovinata dal precoce successo che è riuscita, in tempo zero, ad affossare la sua carriera grazie a condanne per ubriachezza, furto, droga e quant’altro (infatti alla “veneranda” età di 25 anni è già frusta da morire..), ha partecipato a film come Genitori in trappola, Quel pazzo venerdì, Mean Girls e Herbie – Il super maggiolino, oltre ad alcuni episodi delle serie That’s 70’s Show e Ugly Betty. Americana, ha tre film in uscita.



Le guest star della pellicola sono quasi tutte più o meno legate all’universo “rodrigueziano” e ci vorrebbe un fan sfegatato per riconoscerle tutte. Nel mio piccolo segnalo Daryl Sabara (Julio), ovvero il piccolo Juni presente in tutti gli Spy Kids e Gilbert Trejo, ovviamente figlio di Danny, nei panni del muto disegnatore Jorge; tornano anche il dottore ciccione e le crazy babysitter twins di Planet Terror (le gemelle Elise ed Electra Avellan, nipoti acquisite di Rodriguez), qui “trasformate” in due combattive infermiere, mentre la reporter di origine messicana, interpretata dall’attrice Ara Celi, era la “inca mummy girl” dell’omonimo episodio della terza serie di Buffy l’ammazzavampiri. Vi fosse piaciuto Machete, io vi consiglio di vedervi in sequenza Dal Tramonto all’alba e Planet Terror, giusto per assistere all’escalation tamarra di Rodriguez, poi aggiungerei Desperado, sempre dello stesso regista e l’immancabile I mercenari, altro trashissimo omaggio moderno ai film di una volta. E ora, vi lascio con il trailer di questo capolavoro... ENJOY!!

mercoledì 28 luglio 2010

Predators (2010)

Non ho mai amato molto i film di fantascienza, mi annoiano. Ma da piccola ero rimasta terrorizzata dallo splendido (per quanto zamarro) Predator con il buon vecchio Schwarzenegger e così, grazie anche ad un trailer della madonna e al richiamo di nomi come Robert Rodriguez e Danny Trejo, sono andata a vedere il nuovissimo Predators di Nimród Antal, solo per rimanerne abbastanza delusa.


La trama: un gruppo di militari, assassini, mercenari con dottorino al seguito vengono scaraventati su un pianeta, senza sapere bene perché o percome. Quando cominciano a spuntare alieni rasta in ogni dove, i malcapitati capiscono di essere diventati prede in una caccia che dura da tempo immemorabile…


Parliamoci chiaro. Il mondo, e soprattutto l’America, sarebbe un posto migliore se Schwarzenegger fosse rimasto a fare film invece di impelagarsi in politica. Perché l’ex Mister Universo è un’icona degli anni ottanta, più simpatico di Stallone, più tamarro di Chuck Norris, più bello di Steven Siegal e poi, diciamocela tutta, i film che gli cucivano addosso erano praticamente perfetti nella loro assurdità. Non faceva eccezione Predator che, con due effetti speciali in croce, riusciva a mettere addosso un’ansia inaudita e a rendere il buon Schwarzy ancora più “cool” di quanto non fosse in altri film. Cosa che, purtroppo, non riesce a questo Predators, nonostante i meravigliosi effetti speciali del divino Nicotero e ad un’accozzaglia di attori di tutto rispetto. Per carità, qualche attimo di tensione c’è e almeno un personaggio è azzeccatissimo, senza contare che c’è anche qualche apprezzabile citazione del capostipite, ma la cosa finisce lì.


A dire il vero quello che rimane alla fine di Predators è un senso di spreco e di presa per il culo commerciale. Non tanto per la trama assurda, quella ci può stare: ciò che nel primo film accadeva in Amazzonia, se non sbaglio, nel nuovo capitolo si trasferisce in un pianeta che sta a metà strada tra l’isola di Lost e Pandora, e pazienza se non sapremo mai come tutti i personaggi siano finiti lì e come siano stati strappati alle loro attività. Pazienza anche se tutti, tranne il povero sfigato che si spetascia al suolo in un trionfo di budella all’inizio (l’unico personaggio ad avere avuto una reazione credibile), mostrano al massimo una blanda sorpresa nel ritrovarsi in caduta libera e su un pianeta sconosciuto. Però l’80% dei protagonisti viene sfruttato malissimo, Danny Trejo in primis, e in aggiunta sono tutti detestabili: Adrien Brody può essersi pompato come un novello Mister Muscolo, ma sicuramente non ha il phisique du role che aveva Schwarzy (non a caso non gli riesce nemmeno il trucchetto del fango…), Laurence Fishburne si palesa in un cameo che vorrebbe fare quasi il verso all’alienato Kurtz di Apocalypse Now ma lascia basiti per quanto è trash… ma mai trash, ovviamente, come la figura dello Yakuza, che vorrebbe strizzare l’occhio al diffuso amore cinematografico per l’arte delle lame giapponesi e che ci regala un duello tra katana e Predator a dir poco deprimente. Gli unici che si salvano sono Topher Grace, con il suo dottore sfigato fino all’inverosimile, e Walton Goggins nei panni di un condannato a morte particolarmente esilarante. Il resto è carne da macello, e rimane solo da capire chi verrà masticato per primo dagli alieni: non sbattetevi però, come abbiamo fatto io e la mia amica, a cercare una sequenza di morti che possa sorprendere, perché non si sono impegnati nemmeno in questo. Mi chiedo anche quale sceneggiatore possa aver deciso di infilare nel cast uno Spetsnaz (un membro dei corpi speciali russi) sentimentale e boccalone come quello che vediamo nel film: sarà che la prima volta che ho sentito questo termine è stato sulle pagine di Preacher, dove indicava un ex soldato talmente spietato da ricorrere anche al cannibalismo, ma insomma, quello di Predators ha il sembiante e la spina dorsale di Samvise Gamgee. Se dovessi dirla tutta, tra l’altro, anche gli alieni sono ormai talmente iconizzati da non fare nemmeno più paura. Cancelliamo il deludente film dalla memoria e andiamo avanti, verso l’infinito e oltre!

Nimród Antal è il regista della pellicola. Americano, trentasettenne, l’unico altro suo film a me conosciuto è Vacancy, che peraltro devo ancora vedere.


Danny Trejo interpreta il messicano Cuchillo. Dopo averlo visto in un numero sterminato di film sono arrivata ad amare questo meraviglioso caratterista. Peccato solo che le sue comparsate durino pochissimo, ma non disperiamo: sta per arrivare il tamarrissimo Machete, e lui lì dovrà esserci dall’inizio alla fine del film visto che ne è il protagonista!! Comunque se volete gustarvi le performance dell’attore californiano guardatevi L’alieno (che peraltro è anche un film bellissimo), Desperado, Heat – La sfida, il meraviglioso Dal tramonto all’alba (e i due seguiti Dal tramonto all’alba: sesso, sangue e denaro e Dal tramonto all’alba: la figlia del boia), Anaconda, Con Air, Sei giorni sette notti, Animal Factory, Spy Kids (dove interpreta già Machete, così come nei seguiti Spy Kids 2 – L’isola dei sogni perduti e Missione 3D – Game Over), il bellissimo corto Beat the Devil, C’era una volta in Messico, Anchormen: The legend of Ron Burgundy, All Saints Day: Dia de los muertos, La casa del diavolo e Halloween: The Beginning. Ha lavorato anche parecchio per la TV, come testimoniano episodi di Baywatch, NYPD, Walker Texas Ranger, X – Files, Alias e persino Desperate Housewives. Californiano, ha 66 anni e la bellezza di 17 film in uscita. Chiù Trejo pè tutti!!


Adrien Brody interpreta l’odioso Royce. Ultimamente questo attore bravissimo (ha vinto persino un Oscar come migliore attore protagonista per Il pianista) dev’essere impazzito, perché un tempo si dedicava a cazzutissimi ed indipendenti film d’autore, ora si butta via con schifezzuole assortite. Lo ricordo per film come Assassini nati, La sottile linea rossa, Summer of Sam, Bread & Roses, L’intrigo della collana, The Village, King Kong, Il treno per il Darjeeling e due pellicole che ancora aspetto di vedere, il deludente Giallo di Dario Argento e l’ispirevole Splice di Vincenzo Natali; ha inoltre prestato la voce per The Fantastic Mr. Fox. Newyorchese, ha 37 anni e cinque film in uscita.


Laurence Fishburne interpreta il sopravvissuto Noland. Universalmente conosciuto come il Morpheus della trilogia di Matrix, questo attore ha partecipato anche a film come Apocalypse Now, Il giustiziere della notte 2, Rusty il selvaggio, Il colore viola, Nightmare III – i guerrieri del sogno, Danko, King of New York, Othello, lo splendido Mystic River e Mission: Impossibile 3, inoltre ha doppiato Osmosis Jones e TMNT, mentre in tv lo troviamo ospite quasi fisso di CSI Scena del crimine, nonché in vari episodi di MASH, Miami Vice, CSI NY e CSI Miami. Americano, ha 49 anni e due film in uscita.


Topher Grace interpreta il dottorino Edwin. Diventato famoso per il ruolo di protagonista nell’ingiustamente sottovalutata sit-com That’s 70’s Show, lo ricordo in film come Traffic e Spiderman 3. Ha inoltre doppiato la versione americana del Pinocchio di Benigni (da la voce a Lucignolo) e un episodio de I Simpson. Newyorchese, ha 32 anni e tre film in uscita.


Tra gli altri attori presenti segnalo un Derek Mears, già novello Jason nel reboot di Venerdì 13 e qui nascosto da strati e strati di lattice e rasta, nei panni del Predator prigioniero dei suoi simili. Il film sarebbe stato sicuramente più interessante e “Rodrigueziano” se nel ruolo di Royce fossero stati presi Josh Brolin o Freddy Rodriguez, assieme al reduce di Lost, Jeff Fahey, nel ruolo di Noland (cast molto simile a quello di Planet Terror!), e anche se il cameo di Schwarzenegger non fosse stato tagliato dallo script, visto che il buon Arnie, a quanto pare, non ne ha voluto sapere. Comunque, piuttosto che spendere dei soldi inutili per vedere questo Predators, guardatevi l’originale Predator del 1987 e, se volete rimanere nel mood “duri e mitici” degli anni ’80, cercate il primo Rambo. E ora vi lascio all'ingannevole trailer... ENJOY!



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