domenica 24 marzo 2019

Schegge di follia (1988)

Dopo anni, è arrivato il momento di recuperare Schegge di follia (Heathers), diretto nel 1988 dal regista Michael Lehmann.


 Trama: Veronica, "outsider" del gruppo più in della scuola, le Heathers, finisce coinvolta in una spirale di suicidi dopo aver conosciuto il bel J.D.


Benché adori questo genere di commedie ambientate nei licei americani, quei film in cui il gruppo dominante di bitches viene ridotto a più miti consigli da chi rifiuta di sottostare al loro esilarante giogo, non avevo mai visto Schegge di follia, che di questo tipo di pellicole può essere considerato un po' il papà. Definirlo commedia, però, sarebbe improprio, perché Schegge di follia è soprattutto una folle e nerissima riflessione su un fenomeno tristemente diffuso come quello dei suicidi adolescenziali, causati da problemi apparentemente futili che, nella mente di un ragazzo o ragazza delle superiori, arrivano a diventare degli scogli insormontabili, alimentati da una pressione sociale spietata e costante. Diversamente da quello che accade nella realtà, però, in Schegge di follia a suicidarsi non sono i ragazzini deboli ed emarginati, bensì le reginette e i fighetti della scuola, a cominciare dalla bionda e stronzissima Heather, capo di un trio formato da altre due fanciulle con lo stesso nome, al quale la mora Veronica vorrebbe appartenere pur consapevole della pochezza di spirito dei suoi membri . Quando Veronica commette l'errore di sfogarsi con J.D., bello e maledetto, il ragazzo decide di aiutarla nel modo peggiore possibile, ovvero inscenando il suicidio di Heather e scatenando, di fatto, un'epidemia (una moda?) di gente pronta a togliersi la vita per diventare ancora più benvoluta e famosa. Il suicidio, dunque, come mezzo per ripulirsi da tutte le imperfezioni e assurgere a idolo da ricordare con deferenza e affetto, perché la morte, come dice J.D., è l'unico mezzo per far sì che tutti, dalle cheerleader ai nerd ai metallari alle prom queen, vadano d'accordo e dimentichino le differenze sociali. Un concetto tanto orribile quanto perfetto per fare presa sulle menti malleabili, che lo sceneggiatore Daniel Waters riesce a rendere assurdo, grottesco ma non meno credibile, dissimulandolo grazie a una cricca di personaggi incredibilmente borderline e caricaturali, a partire dalla stessa protagonista.


La strana Veronica, infatti, sarebbe da prendere a ceffoni dall'inizio del film e non si capisce perché,nonostante il carisma naturale che la porta a scontrarsi da subito con la capa delle Heathers, decida non solo di rimanere nel gruppo ma anche di farsi plagiare da un ragazzo palesemente matto come un cavallo, che se la giostra e la percula come vuole. Per buona parte del film, Veronica è dunque vittima più o meno inconsapevole di eventi sempre più allucinati e allucinanti, un incubo di morte che si alterna a quanto di più squallido esista all'interno della tipica vita di un liceo americano, tra festini a base di alcool dove gli universitari tentano di approfittare delle ragazze più giovani e imbecilli che stuprano le ragazze al primo appuntamento, il tutto sotto l'occhio "vigile" di genitori da operetta, più amici e complici che educatori (per non parlare degli insegnanti...). La regia di Michael Lehmann segue la frenesia di questa vicenda andando a fissare gli stilemi che sarebbero diventati cifra stilistica di questo genere di commedia, ovvero ralenti del trio/quartetto di sgallettate protagoniste mentre camminano per i corridoi, inquadrature insistenti sui dettagli del loro guardaroba iconico e all'ultimo grido, carrellate di studenti alternativamente annoiati o in fibrillazione per qualche sciocchezza, e in più confeziona esilaranti scene da incubo ambientate ai funerali, con tanto di citazioni burtoniane annesse (come sempre, Glenn Shadix compare poco ma è impossibile da dimenticare) e riesce a far risaltare tutta la futilità delle morti presenti nel film, recidendo la vita di adolescenti come se fosse un gioco. Schegge di follia si conferma quindi un film sempre fresco e tristemente attuale, a patto che lo spettatore moderno si sforzi di ignorare le orride mise di fine anni '80 e le pettinature ridicole di Winona Ryder, Shannen Doherty e delle due bionde che le affiancano. Ma tanto, quel periodo storico sta tristemente tornando di moda, no?  Gesù, meglio il suicidio!


Di Winona Ryder (Veronica), Christian Slater (J.D.), Shannen Doherty (Heather Duke) e Glenn Shadix (Padre Ripper) ho già parlato ai rispettivi link.

Michael Lehmann è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Hudson Hawk - Il mago del furto, Airheads - Una band da lanciare ed episodi di serie quali Dexter, American Horror Story, True Blood, Californication, Scream Queens e Jessica Jones. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 62 anni.


Brad Pitt aveva sostenuto l'audizione per il ruolo di J.D. ma era stato scartato perché "troppo carino" mentre i genitori di Heather Graham le hanno impedito di partecipare come una delle Heather a causa dell'argomento troppo cupo del film. Jennifer Connelly ha invece rifiutato il ruolo di Veronica, scritto apposta per lei. Jennifer Rhodes, che interpreta la madre di Veronica, sarebbe diventata la nonna delle sorelle Halliwell in Streghe, a cui ha partecipato proprio Shannen Doherty. Per la cronaca, Christian Slater dice di aver mollato Kim Walker (Heather Chandler) durante le riprese del film proprio per mettersi con Winona Ryder ma quest'ultima dice di non essere mai uscita con Slater. SPOILER SUL FINALE: Nella sceneggiatura originale Veronica uccideva J.D. con un colpo di pistola e poi si imbottiva di esplosivo, facendosi saltare in aria; le parole pronunciate dal ragazzo alla fine del film venivano riportate su un biglietto d'addio ritrovato nell'armadietto di Veronica. Il film si concludeva con un prom ambientato in Paradiso dove finalmente, come profetizzato da J.D., tutti ballavano con tutti dimenticando le differenze sociali annullate dalla morte. Ovviamente, i produttori hanno messo il veto ritenendo questo finale troppo cupo per un target di adolescenti. FINE SPOILER. Sono anni che lo sceneggiatore di Schegge di follia ha in mente un sequel nel quale Veronica diventa il portaborse di una senatrice chiamata Heather e interpretata da Meryl Streep ma al momento non ci sono novità all'orizzonte per quanto riguarda questo folle progetto. In compenso, Schegge di follia ha dato origine a un musical e ad una serie TV andata in onda nel 2018, quindi se il film vi fosse piaciuto potreste recuperarla e aggiungere l'immancabile Ragazze a Beverly Hills, Giovani streghe, Amiche cattive, Cruel Intentions, Mean Girls, Jennifer's Body e All Cheerleaders Die. ENJOY!

8 commenti:

  1. Purtroppo mi manca, ma so che apprezzerei. Me lo (ri) segno!

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    1. Cavolo, avrei detto fosse uno dei tuoi cult! :D

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  2. Ma magari arrivasse il sequel!
    Film MITICO, davvero, e rimasto nel mito anche da noi per una questione di cronaca.
    Infatti, non viene più trasmesso, sai?
    Una ragazza si suicidò, metà anni '90, il giorno dopo che Italia1 mandò in onda questo film. Il suicidio era similare a quello visto nella pellicola.

    Moz-

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    1. Ecco perché non l'ho mai visto in TV. Non sapevo di questo fatto di cronaca, tra l'altro sciocchissimo perché il film è impossibile da prendere sul serio -.-

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  3. Film che (l'avresti mai detto?) ho amato tantissimo e visto più e più volte, all'epoca!

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    1. Obiettivamente, visto nell'epoca giusta sarebbe diventato un cultissimo anche per me. Ora l'ho trovato interessante ma inevitabilmente kitsch :P

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  4. Adoro questo film, una black comedy perfetta.

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    1. Sì, è molto divertente e incredibilmente assurdo... ma nemmeno troppo :P

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