mercoledì 27 marzo 2019

Christine - La macchina infernale (1983)

Era nella lista dei "film da vedere" su Netflix da qualche tempo e un paio di sere fa ho quindi guardato assieme al Bolluomo Christine - La macchina infernale (Christine), diretto nel 1983 dal regista John Carpenter e tratto dal romanzo omonimo di Stephen King.



Trama: Arnie, ragazzino sfigato e vessato, si invaghisce letteralmente dell'automobile chiamata Christine e si impegna a restaurarla a dovere. Christine nasconde però un terribile segreto e una volontà omicida...



Non vedevo Christine - La macchina infernale da parecchi anni, più o meno tanti quanti la prima e ultima volta che ho letto Christine di Stephen King. Onestamente, all'epoca (credo fosse un'estate ai tempi dell'università) non mi erano piaciuti granché né il libro, che in effetti ricordo pochissimo, né il film e riguardando quest'ultimo qualche sera fa ho temuto, con tutto il rispetto per Carpenter, che mi sarei fatta due palle cubiche. Invece, pur continuando a non essere il miglior Carpenter (almeno a parer mio) e pur non riuscendo minimamente a provare ansia all'idea di una macchina senziente che uccide le persone, ammetto di essermi divertita guardando Christine - La macchina infernale, perfetto da prendere come "b-movie" per una serata senza troppe pretese. Messo da parte, infatti, il risvolto "spettrale" di Stephen King, nel cui romanzo la Plymouth Fury era posseduta dallo spirito del precedente proprietario, Christine si concentra su una storia di amore, ossessione e reciproca dipendenza, una "follia sentimentale" dove lo sfigatello Arnie riesce a superare tutti i suoi limiti onde compiacere un'automobile, aggiustandola e facendosi aggiustare a sua volta, con sommo scorno di amici, fidanzata e familiari. A Christine, rossa di fuoco, vengono attribuite tutte le caratteristiche di una femme fatale e, come tale, non è un caso che voglia il protagonista tutto per sé, arrivando a provare un'inaudita gelosia per la bella Leigh, sogno proibito di tutti i ragazzi della scuola, anche del migliore amico di Arnie, il giocatore di football Dennis. Il quale, probabilmente, è uno dei motivi per cui Arnie decide di trovare qualcosa di "suo", così da uscire dall'ombra di un amico gentile e protettivo ma comunque, in qualche modo, superiore sia per bellezza che per carisma. Quella di Christine è dunque la tipica situazione da teen horror, in cui il ragazzetto vessato dai bulli e sfigatello trova un modo assai pericoloso per assicurarsi il riscatto sociale e la vendetta, con tutte le conseguenze del caso.


Dispiace, ovviamente, che un budget risicato causato dall'insuccesso commerciale de La cosa abbia trasformato Christine - La macchina infernale da un potenziale macello a un film dove il gore è praticamente assente e gli omicidi della macchina senziente vengono tagliati sul più bello (per dire, a momenti è più splatter Brivido) ma lo stesso, già che ho nominato Brivido, la mano del Maestro si vede e, nonostante questo sia palesemente un lavoro girato a scopi alimentari, Carpenter è riuscito a confezionare delle sequenze che fanno scuola ancora oggi. Una su tutte, neanche a dirlo, è la scena in cui lo spettatore si ritrova davanti la soggettiva di Christine mentre insegue una delle sue vittime su strade buie, alternata a riprese in cui la macchina è in fiamme, come un incubo uscito direttamente dall'inferno, ma anche la claustrofobica scena della morte del ciccio, con le "zanne" di Christine sempre più vicine, a mo' di squalo, è girata divinamente, per non parlare della sensualissima presa di coscienza di Arnie, con quel suo "fammi vedere" nemmeno si trovasse davanti Kim Basinger in 9 settimane e mezzo. Altro punto a favore del film è la colonna sonora, composta in gran parte da pezzi anni '50 sparati a tutto volume dall'autoradio di Christine e scelti palesemente in base all'umore della macchina, quindi melensi e sdolcinati in presenza dell'amato Arnie, più significativi e badass durante i momenti di vendetta, con la Bad to the Bone di George Thorogood ad aprire i film sottolineando la natura maligna della Plymouth. In sostanza, Christine - La macchina infernale si è rivelato un film più godibile di quanto ricordassi e vi consiglierei di farci un pensiero prima che lo tolgano dal catalogo Netflix!


Del regista John Carpenter ho già parlato QUI. Harry Dean Stanton (detective Rudolph Jenkins) e Kelly Preston (Roseanne) li trovate invece ai rispettivi link.


Keith Gordon, che interpreta Arnie, è diventato col tempo più regista televisivo che attore e sua è la mano dietro a molti episodi di Dexter, The strain, Fargo e persino Legion mentre Alexandra Paul, che interpreta Leigh Cabot, sarebbe entrata a far parte del cast fisso di Baywatch. Se vi chiedete poi dove avete già visto il volto stralunato di uno degli amichetti di Buddy, provate a ricordare Ghostbusters e gli esperimenti del Dr. Venkmann con gli studenti! Il ruolo di Arnie era stato offerto a Kevin Bacon, che lo ha rifiutato per partecipare a Footlose, mentre pare che Nicolas Cage avesse fatto l'audizione per il ruolo di Buddy. Detto questo, se Christine - La macchina infernale vi fosse piaciuto, recuperate La macchina nera, Duel, Brivido e Grindhouse - A prova di morte. ENJOY!


13 commenti:

  1. Non il mio King preferito, non il mio Carpenter preferito, però lo ricordo non male in effetti.

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  2. Non lo ricordo benissimo ma l'ho visto anche più di una volta.
    E in effetti dovrei rivederlo, assolutamente.
    Di fatto, King riesce meglio come trasposizione tele-cinematografica che in originale, ahaha XD

    Moz-

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    1. Oddio, l'ultima cosa che hai scritto è la bestemmia più grossa che io abbia mai letto XD
      Di solito i film/serie tratti da King sono inguardabili e quando funzionano è perché viene cambiato completamente il materiale originale per lasciare spazio alla visione del regista, salvo rare eccezioni.

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    2. Ahah lo so, io però alla lunga King non l'ho sopportato più XD

      Moz-

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  3. Il libro l'ho letto due volte e secondo me nasconde una profondità diversa dal semplice racconto di una macchina assassina. Il film non è male, ma nemmeno troppo bene. Caruccio, ma Carpenter mi ha regalato ben altre emozioni.

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    1. Il libro dovrei rileggerlo in effetti, mi è tornata voglia u.u

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  4. A me romanzo e film piacciono ancora oggi, anche se il film non lo rivedo da parecchio.
    " La sua furia indomabile ."

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    1. Approfittane allora, adesso che è su Netflix!

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  5. C'è una cosa veramente azzeccata in questo film, la morbosità della possissione. Se non è uno dei migliori film di Carpenter, molto "alimentare" come lo hai definito, rimane un teen horror che ha di base una forte critica politica alla società consumistica, dove per apparire devi possedere qualcosa che altri non hanno, ma si badi bene a non farsi possedere dall'oggetto del desiderio. Si è vero è un dei Carpenter minori se voglioamo, ma più passa il tempo più anche questi lavori di secondo piano mi sembra tanto potenti

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    1. Sicuramente più potenti della banalità dei film horror "commerciali" di oggi, dove quelli fatti con poche lire solitamente si basano su possessioni e tremolii con camera a mano.
      Carpenter era sicuramente un gran signore!!!

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  6. film mitico nient'altro da dire...

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