giovedì 11 giugno 2009

Identità (2003)

Io sono una di quelle persone folli, che rivedono un film almeno 300 volte se gli è piaciuto, anche se il film in questione è assurdo rivederlo, proprio perché viene meno l’elemento sorpresa che è alla base della trama. Però se gli attori sono bravi ed il film è fatto bene, come nel caso di Identità (Identity), diretto nel 2003 da James Mangold, ogni visione è sempre un piacere.

 


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La trama: durante una sorta di diluvio, i destini di dieci persone si intrecciano nel più scabeccio dei motel. A poco a poco queste persone cominciano a morire, trucidate da mano ignota o da casualità più o meno inquietanti, e i sopravvissuti devono cercare di capire chi li vuole tutti morti e, soprattutto, come rimanere in vita. Nel frattempo, in un’altra città, giudici e psichiatri riuniti devono decidere se condannare o meno a morte Malcom Rivers, maniaco assassino affetto da disturbi di personalità multipla…


 


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Premetto una cosa: Identità non è un film da vedere mentre si fa dell’altro, o si perdono tanti piccoli particolari. Certo, è un film americano quindi il regista e gli sceneggiatori quei particolari ve li faranno saltare all’occhio ad un certo punto, ma il divertimento è proprio quello di stupirsi, mettere in moto il cervello e dire: “Eeh? Ma, aspetta un po’…”, e farlo prima che la cosa divenga troppo evidente. Lì per lì la pellicola sembra davvero un giallo di Agata Christie, con omicidi commessi sotto gli occhi di tutti da qualcuno che molto probabilmente fa parte del gruppo di personaggi, anche perché, grazie ad un abile gioco di interessanti flashback, si capisce che la maggior parte di loro non è chi dice di essere o comunque ha qualcosa da nascondere. Tutti i protagonisti sono ambigui, fanno qualcosa che “stona” con il loro essere e sono ugualmente sospettabili tranne, forse, la sfortunata famigliola la cui tragedia dà il via al film.


 


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Ma anche gli eventi che scandiscono il film sono strani, e lo spettatore deve seguirli con attenzione, se non vuole perdersi, perché alcune cose non vengono spiegate, ma solo intuite con la rivelazione shock a tre quarti del film, e lasciano parecchie domande allo spettatore: perché il galeotto non approfitta della liberazione per scappare? Perché nessuno, in effetti, pensa a lasciar lì le macchine e fuggire dal maniaco invisibile? Perché ad un certo punto i corpi spariscono senza lasciare traccia? Ma soprattutto… cos’ha a che fare con tutto questo Malcom Rivers? Non preoccupatevi, a quest’ultima domanda si troverà risposta, ma non in un modo troppo ortodosso… ed è questo il bello del film. Regista e sceneggiatori si divertono a mescolare diversi piani della realtà e tempi, incrociando flashback, ricordi, eventi che stanno avvenendo in contemporanea in due posti diversi e senza soluzione di continuità, lasciando che la tensione e la curiosità dello spettatore siano costanti.




Identity


Ovviamente buona parte del merito per la bellezza della pellicola sta negli attori: John Cusack, che io adoro, è perfetto per la parte dell’ex poliziotto divorato dai dubbi e dai sensi di colpa, Ray Liotta è ambiguo come non mai, John C. McGinley (il dottor Cox di Scrubs, per intenderci) per una volta è lo sfigato di turno, che verrebbe semplicemente massacrato dal buon dottore che interpreta nella serie, Pruitt Taylor Vince è un inquietante serial killer dalle mille sfaccettature. Il mio consiglio è quello di guardarlo, e poi dopo qualche tempo riguardarlo alla luce delle rivelazioni finali: vi accorgerete che non perde assolutamente di bellezza, ma anzi, riuscirete ad apprezzare il meccanismo giallo pressoché perfetto che governa la pellicola. Vorrei far notare che il film è anche stato “omaggiato” da Sclavi nel numero 243 di Dylan Dog, L’assassino è tra noi… E il buon Sclavi non omaggia mai a caso!!! Insomma, in una parola: guardatelo.




James Mangold è il regista della pellicola. Tra i suoi film ricordo Ragazze interrotte, Kate & Leopold e Walk The Line. Americano, ha 53 anni e un film in uscita.


 


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John Cusack interpreta Ed. L’attore americano è uno dei miei preferiti, anche se alterna film orrendi a film che rasentano il cult, come Alta fedeltà, Stand By Me ed Essere John Malkovich. Tra le altre pellicole ricordo Con Air, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, La sottile linea rossa, I perfetti innamorati e 1408. Ha dato la voce a Dimitri nell’edizione USA di Anastasia e ha partecipato alla serie Frasier. Ha una sorella, Joan Cusack, che è stata un’esilarante Debbie ne La Famiglia Addams 2, che ha recitato con lui in Alta fedeltà e che ha fatto un sacco di altri splendidi film. Ha 43 anni e quattro film in uscita.


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Ray Liotta interpreta l’ambiguo Rhodes. Lui per me è e rimarrà sempre l’indimenticabile protagonista di Quei bravi ragazzi, uno dei miei film preferiti in assoluto, imprescindibile. Tra gli altri film di questo particolare attore ricordo Una moglie per papà, Hannibal, Heartbreakers – Vizio di famiglia. Ha recitato in Frasier, ER e inoltre ha doppiato episodi de I Griffin e Spongebob. Ha 55 anni e cinque film in uscita.


 


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Amanda Peet interpreta Paris. Fortunata fidanzata di Bruce Willis in FBI protezione testimoni e nel suo seguito, l’attrice americana ha recitato anche in Un giorno per caso, Scherzi del cuore, Tutto può succedere, l’orrendo Syriana e X – Files – Voglio crederci. Ha partecipato inoltre alle serie TV Law & Order, Spin City e Seinfeld. Ha 37 anni e quattro film in uscita.


 


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John C. McGinley interpreta lo sfortunato ed ansioso George. Dopo anni di onorata carriera come attore feticcio di Oliver Stone, questo caratterista americano ha trovato la fortuna e la fama internazionale, paradossalmente, interpretando il nevrotico e meraviglioso Dr. Perry Cox della divertentissima serie Scrubs. Se volete vederlo in panni diversi, vi consiglio Platoon, Wall Street, Talk Radio, Nato il 4 luglio, Se7en, The Rock e, per la TV, Frasier. Ha inoltre doppiato alcuni episodi delle serie Spider – Man, Kim Possibile e Robot Chicken. Ha 50 anni.


 


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Pruitt Taylor Vince interpreta lo psicopatico Malcom Rivers. Potete ritrovare il ciccionissimo e bravo caratterista in miriadi di film “storici” come Angel Heart – Ascensore per l’inferno, Danko, Mississippi Burning – Le radici dell’odio, Poliziotto a quattro zampe, Cuore selvaggio, JFK – Un caso ancora aperto, Scappo dalla città 2, Natural Born Killers, Il dottor Dolittle, gli splendidi La leggenda del pianista sull’oceano e Mumford, l’inguardabile Cell – La cellula, Sim0ne, L.A. Confidential, Constantine e il devastante Captivity. In TV lo troverete invece in alcuni episodi de L’ispettore Tibbs, X – Files, Alias, CSI, Dr. House. Ha 49 anni e due film in uscita.


 


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Meritano una menzione anche Clea DuVall (già citata in questo blog come protagonista del film The Grudge), Alfred Molina (il Dr. Octopus dello Spiderman 2 diretto da Sam Raimi), e una delle attrici “cult” degli anni ’80/’90, Rebecca De Mornay, protagonista di La mano sulla culla. E siccome io AMO il Dr. Cox, non vi lascio con il trailer di Identità, bensì con i monologhi in italiano del divin dottore. ENJOY!!!




8 commenti:

  1. Bellissimo questo film.
    Leggendo il tuo post m'è venuta voglia di rivederlo... :D
    Cusack è un grande. E Pruitt Taylor Vince davvero bravo (mi sono sempre chiesta, comunque, se il difetto che ha agli occhi sia un tic naturale o no).

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  2. Avessi mai il tempo di guardare un film senza fare altro.. ç_ç
    Me lo ricordo questo e non nego che certi passaggi non siano ben chiari, probabile sia colpa proprio dell'attenzione alternata che ho riservato al film (mea culpa.. o.ò)

    Ad ogni modo, non male come trama.. originale sicuramente : P

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  3. Anche io faccio parte di quei fanatici che guardano i film piaciuti ogni volta che ce n'è l'occasione.
    In verità, la prima volta che ho visto questo film, mi è sembrato caotico e sopravvalutato.
    Ma dopo una seconda visione, mi è piaciuto molto.

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    1. Io l'ho adorato fin dall'inizio!

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  4. Delle tante versioni non dichiarate di "Dieci piccoli indiani" di Agatha Cristie questa è una delle più riuscite, sfruttando la gara ad eliminazione tipica dei gialli ci si ritrova in una morsa senza via d'uscita fino alla fine.

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    1. Eh sì, è davvero difficile ad una prima visione trovare un bandolo della matassa :P

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    2. In compenso è uno di quei pochi film, come del resto sottolinea nella tua recensione, che si lascia rivedere nonostante sia basato su di un finale "shock"

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    3. Assolutamente! Ogni volta si scopre un dettaglio nuovo ^_* E poi gli attori sono bravissimi!

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