martedì 13 aprile 2010

Tagli al personale (2006)

Passate le vacanze pasquali, nonostante i problemi di connessione persistano in maniera alquanto seccante, quale modo migliore di ricominciare a scrivere sul blog se non con un simpatico slasher inglese dal titolo italiano assai particolare, ovvero Tagli al personale (Severance), diretto nel 2006 da Christopher Smith? Che resti tra noi, al momento spererei che un destino simile possa capitare a chiunque lavori in Telecom, ma andiamo avanti…


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La trama: alcuni dipendenti della Palisade, un’azienda produttrice di armi, intraprendono un viaggio aziendale in Ucraina, così da cementare lo spirito di gruppo attraverso gioiose attività “formative”. Tra reciproci punzecchiamenti, odi nemmeno tanto latenti, concupiscenze, spinelli e funghi allucinogeni, i nostri sbagliano strada, complice anche un impauritissimo ed incomprensibile autista, e finiscono per ritrovarsi non già nel rifugio extralusso che avrebbe dovuto ospitarli, bensì in uno squallido e pericolante edificio in mezzo al bosco. E lì comincia la mattanza…


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Ho già detto parecchie volte su questo blog che io non amo gli slasher, soprattutto quelli americani. Noiosi, banali, si aspetta solo che la vittima sacrificale crepi e che si passi a quella dopo. Già i francesi calcano di più la mano, creando però dei mostri che persino io difficilmente riesco ad apprezzare, da tanto sono pesanti, sanguinolenti e realistici. Questo Severance, invece, lì per lì non parrebbe neppure uno slasher, ma una di quelle ironiche e pungenti commedie inglesi, incentrata sugli screzi tra colleghi di lavoro: c’è l’impiegata straniera, bionda e concupita, il ragazzetto perdigiorno concentrato solo sulle escort e le droghe che potrà trovare nel paese stranero, il nerd patito del lavoro di gruppo, l’impiegato “rampante” e in carriera, disgustato da tutto e tutti, il capo incapace di farsi rispettare senza gettarti in faccia la sua autorità, ecc. Certo, l’inizio in medias res non lascia dubbio alcuno sulla natura di Severance, visto che uno dei personaggi viene subito appeso come un capretto e come tale sventrato, però subito dopo l’atmosfera pesante viene alleggerita con abbondanti dosi di humour inglese e soprattutto dialoghi divertentissimi.


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Il bello di Severance è proprio questo continuo mescolare i generi, che sovverte anche le regole canoniche dell’horror. Viene dissacrata ogni situazione “tipica”, a partire da quella più classica che coinvolge un’enorme tarantola sulla spalla di una delle protagoniste (e che si risolve in maniera decisamente inaspettata…) fino ad arrivare alle soluzioni più estreme per conservare arti amputati o per uscire da profonde trappole, e queste sono solo alcune delle mille macabre gag di cui si compone il film. Che peraltro non è esente da scene drammatiche o da pugno nello stomaco, sia ben chiaro: l’esecuzione col lanciafiamme oppure la lenta tortura di uno dei protagonisti sono terribili, e le immagini sono comunque molto realistiche, sostenute da validi effetti speciali. Una cosa molto positiva è che non ci sono “superuomini” nel film: la sfiga colpisce chiunque, buoni o cattivi (che sono tutt’altro che immortali) ed il regista fa molta attenzione anche ai piccoli dettagli, come un dente che salta, una pietra troppo pesante da sollevare, e così via.


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Diversamente da altri film simili, Severance è registicamente curatissimo, e molto particolare. Io vado matta per la sequenza in cui, a tavola, viene raccontata con tre punti di vista e stili differenti, l’ipotetica storia del rifugio in cui i malcapitati protagonisti vengono a trovarsi: la prima volta ci viene mostrato un film muto e in bianco e nero, con tanto di pianoforte in sottofondo e didascalie (nonché attore praticamente identico a Nosferatu…)… la seconda volta l’atmosfera è quella più vicina a un horror moderno, mentre la terza volta lo stile e quello che ci si potrebbe aspettare da un soft – porno, a seconda della natura che viene conferita al rifugio, ex manicomio, ex base militare oppure ex ospizio gestito da infermiere ninfomani. Oltre a quest’idea originale ci sono anche la soggettiva filtrata dagli occhi di una testa mozzata, citazioni da 2001 Odissea nello spazio (il ragazzo allucinato dai funghi che si alza e si gira solo per vedere il suo corpo ancora seduto), un’esilarante sequenza che coinvolge uno sboronissimo (e inutile) tentativo di salvataggio con bazooka, e un uso della bella colonna sonora decisamente appropriato. Secondo me Severance è un film che potrebbe piacere tantissimo a chiunque sia un minimo appassionato di horror. Gli animi sensibili però si astengano.


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Di Andy Nyman ho già parlato qui. Della serie, Dr. Jeckyll e Mr. Hyde: il suo dolcissimo e sfortunato personaggio, Gordon, fa a pugni con lo schifoso produttore che ha interpretato in Dead Set, ma è altrettanto esilarante.


Christopher Smith è regista e sceneggiatore della pellicola. Inglese, ha diretto un altro horror, molto meno bello, Creep – Il chirurgo. Ha 40 anni e un film in uscita.


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Laura Harris interpreta Maggie. L’attrice canadese ha recitato in It, Frequenze pericolose, The Faculty, inoltre la troviamo in serie come X-Files, I viaggiatori, Oltre i limiti, 24, CSI e nel film tv tratto dalla serie Sabrina – Vita da strega. Ha 34 anni.


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Se vi è piaciuto il genere e avete un po’ di pelo sullo stomaco, date un’occhiata anche a Hostel di Eli Roth, anche se l’umorismo è decisamente più rozzo e grebano, così come le torture più pesanti, oppure al bellissimo ma altrettanto devastante La casa del diavolo di Rob Zombie. Per la cronaca, “Severance” in inglese indica sia il taglio che il licenziamento, quindi per una volta il titolo italiano è fatto bene e rispetta il gioco di parole dell’originale. Intanto vi lascio con un trailer per una volta italiano, tanto per cambiare!! ENJOY!!




6 commenti:

  1. ma sai che questo film lo beccai una volta in seconda serata alla tv?La parte in cui trovano l'albero a bloccargli la strada e proseguono a piedi.... ma cambiai canale o.òperò la tua recensione mi ha incuriosito e se riesco a trovarlo, me lo guardo tutto u.u

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  2. Sembra decisamente interessante, non so perchè mi ha ricordato la trama di Botched, horror si, ma anche divertente e demenziale nonostante i fiumi di sangue! Bella recensione, penso che me lo procurerò :)

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  3. Botched mi manca o__Ocomunque sono contenta ti sia piaciuta la recensione, il film merita davvero ^^Grazie per essere passato!

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  4. Veditelo Botched perchè se visto con la giusta ottica risulta molto divertente :) Fai un salto anche da me se ti va, in fondo svolgiamo lo stesso hobby...!

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  5. Mi sono resa conto di aver visto questo film su Italia2, svariati mesi fa, e di non conoscerne il titolo.
    Niente di eccezionale.

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    1. Io lo adoro per il suo umorismo nerissimo!

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