lunedì 7 febbraio 2011

Frankenstein Junior (1974)

Ogni tanto i gestori italiani di sale cinematografiche ne azzeccano qualcuna, e anche l’orrido multisala della mia zona si conforma alle (poche) iniziative degne di nota. In questo caso, la riproposta, in occasione dell’uscita in Blu-Ray, di un classico della demenzialità come Frankenstein Junior, diretto nel 1974 dal regista Mel Brooks.

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Dubito che qualcuno ancora non conosca la trama, ma comunque eccola: il dottor Frederick Frankenstein (si pronuncia franchenstin!) entra in possesso del diario del ben più famoso nonno e decide di recarsi nella sua antica dimora di famiglia in Transilvania. Lì, aiutato dal gobbo servo Igor (si pronuncia AIgor!), dalla procace assistente Inga e dalla misteriosa Frau Blucher, cerca di fare rivivere… la creatura.

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Non so spiegare la sensazione di vedere un simile classico, un simile capolavoro, restaurato e su schermo gigante, in una sala cinematografica. Dopo aver chiuso per un attimo gli occhi e superato lo scandaloso shock di trovare siffatta sala mezza vuota (ma quanto possiamo essere ignoranti e taccagni noi italiani…?), li ho riaperti per ritrovare dei vecchi amici che non vedevo da tempo: Frederick, Aigor, Inga, Frau Blucher, la Creatura, l’esilarante Elisabeth, sono personaggi ormai così incarnati nell’immaginario di ogni cinefilo che si rispetti che rivedere Frankenstein Junior è come avvolgersi ogni volta nella coperta preferita e rilassarsi, ridendo a crepapelle. Non importa che si conoscano a menadito ogni battuta, ogni gag, ogni gesto, ogni sguardo dei protagonisti e ogni nota della colonna sonora, perché ogni volta, comunque, il film raggiunge l’obiettivo e diverte.

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Detto questo, come posso anche solo pensare di essere obiettiva nel recensire Frankenstein Junior o di avere anche solo il diritto di scriverne? Non lo farò, quindi, mi limiterò a darvi un paio di motivi per vederlo assolutamente. Motivo numero 1: Aigor. Marty Feldman al suo meglio, uno dei personaggi più riusciti della storia del cinema, un servo bastardo dalla gobba semovente, dagli occhi pallati e dalla lingua tagliente. Motivo numero 2: il numero messo su da Frankenstein e dalla Creatura sulle note di Puttin’on the Ritz, con il mostro che ripete le parole finali della canzone ululandole e ballando cercando di stare dietro ad un Gene Wilder mai così in forma. Motivo numero 3: le gag ininterrotte, dalla storica “lupo ululà, castello ululì”, al nome Blucher che fa nitrire i cavalli ogni volta che viene pronunciato, all’enorme “swanstuck” della creatura, delizia della verginella fidanzata di Frederick, passando per mille altre deliziose “idiozie”. In due parole: un Mel Brooks in stato di grazia, la quintessenza della comicità inserita in un film talmente curato da poter competere con qualsiasi pellicola “seria”. Da vedere e rivedere, pena il ritrovarsi Frau Blucher in casa!!

Mel Brooks (vero nome Melvin Kaminsky) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Storico autore delle migliori parodie cinematografiche e non solo, lo ricordo per film come Per favore non toccate le vecchiette (che gli è valso un Oscar per la miglior sceneggiatura), Mezzogiorno e mezzo di fuoco, L’ultima follia di Mel Brooks, Balle spaziali, Robin Hood: un uomo in calzamaglia e Dracula morto e contento. Americano, ha 85 anni.

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Gene Wilder (vero nome Jerome Silberman) interpreta il Dottor Frederick Frankenstein. Collaboratore storico di Mel Brooks ed elegante, malinconico comico particolarmente famoso negli anni ’70 – ’80 e particolarmente odiato, chissà perché, da mia madre, lo ricordo per film come Per favore non toccate le vecchiette, l’originale Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere, Mezzogiorno e mezzo di fuoco, La signora in rosso, Non guardarmi: non ti sento, Non dirmelo… non ci credo e Alice nel paese delle meraviglie. Ha inoltre partecipato ad un paio di episodi di Will & Grace. Americano, ha 78 anni.

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Marty Feldman interpreta Igor. Comico inglese dalla faccia indimenticabile, frutto di disfunzioni alla tiroide e di un intervento andato male, oltre ad essere uno sceneggiatore prolifico e un regista, ha recitato in L’ultima follia di Mel Brooks. E’ morto nel 1982, all’età di 49 anni, per un avvelenamento da cibo, mentre girava il suo ultimo film, Barbagialla il terrore dei sette mari e mezzo. Come sempre, sono i migliori ad andarsene per primi.

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Peter Boyle interpreta la Creatura. Americano, lo ricordo per film come Taxi Driver, Danko, 4 pazzi in libertà, Malcom X, L’uomo ombra, Species II, Il Dottor Dolittle e Scooby – Doo 2: mostri scatenati, e per le partecipazioni ai telefilm NYPD ed X – Files. E’ morto nel 2006 all’età di 71 anni.

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Gene Hackman fa una comparsata nel ruolo del cieco. Famosissimo attore americano, lo ricordo per film come Il braccio violento della legge (che gli ha valso il primo Oscar come protagonista), Superman, Superman II (in entrambi i film interpretava Lex Luthor), Mississippi Burning - le radici dell’odio, Uccidete la colomba bianca, Il socio, Gli Spietati (secondo Oscar come miglior protagonista), Pronti a morire, Allarme rosso, Get Shorty, Piume di struzzo, Extreme Measures – Soluzioni estreme, Potere assoluto, Nemico pubblico, The Mexican, Heartbreakers – vizio di famiglia e I Tenenbaum; ha inoltre doppiato uno dei personaggi di Z la formica. Ha 81 anni.

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Madeline Kahn interpreta Elisabeth. Già collaboratrice di Mel Brooks dai tempi di Mezzogiorno e mezzo di fuoco, la ricordo per film come Barbagialla il terrore dei sette mari e mezzo e Signori il delitto è servito, serie tv come Lucky Luke e per aver doppiato Fievel sbarca in America e A Bug’s Life. Americana, è morta nel 1999 per un cancro alle ovaie, all’età di 57 anni.

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E ora un paio di curiosità. A dimostrazione di quanto sia ben scritto, Frankenstein Junior ha “rischiato” di vincere l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale (scritta da Mel Brooks e Gene Wilder), ma la statuetta gli è stata strappata da un rivale eccelso come Il Padrino parte seconda; inoltre, anche in quanto a scenografie il buon Mel Brooks non ha scherzato visto che, come viene sottolineato nei titoli di testa, il laboratorio utilizzato nel film è lo stesso che si vede nello storico Frankenstein di James Whale. Infine, dovete sapere che di Frankenstein Junior esiste, oltre ad un musical di Broadway, anche un remake turco del 1975 dal titolo Sevimli Frankestayn. Una chicca da cercare, secondo me, ma se non doveste riuscire a trovarla (cosa probabile…), consolatevi con il già citato Frankenstein del 1931, per apprezzare meglio i riferimenti contenuti in questa splendida parodia, oppure con l’altro “affronto” fatto da Mel Brooks ad un classico dell’horror gotico, ovvero Dracula morto e contento. Meno riuscito, ma ugualmente godibile. Vi lascio ora con qualche spezzone del musical tratto dal film, con la geniale Megan Mullally (la Karen di Will & Grace) nei panni di Elisabeth... ENJOY!!!

1 commento:

  1. Come si può non amare questo film?? *_*
    Al di là delle gag più famose, quelle a cui chiunque saprebbe replicare, il film è come un grande gioco.. penso alle facce di Gene Wilder, ai commentini sagaci di igor e alle varie allusioni inserite qui e là... insomma, da vedere e rivedere! XD

    .....

    .....

    Frau Blucher!

    RispondiElimina

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