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venerdì 5 febbraio 2016

Balle spaziali (1987)

Chiedo perdono, qualche tempo fa vi ho buggerati. Avevo promesso di non toccare più l'argomento Star Wars fino al 2017 ma oggi ci picchierò molto vicino grazie al post dedicato ad uno dei miti della mia infanzia: Balle spaziali (Spaceballs), diretto e co-sceneggiato nel 1987 dal regista Mel Brooks.



Trama: in una galassia lontana lontana il malvagio Presidente Scrocco, coadiuvato dal fido Casco Nero e dal Colonnello Nunziatella, trama per rubare l'aria al pianeta Druidia. Cerca così di rapire la principessa Vespa ma deve fare i conti con Stella Solitaria e il suo aiutante Rutto, protetti dal potere dello Sforzo...



Alzi la mano chi oggi ha più di 30 anni e ancora ricorda con gioia le serate passate davanti alla TV a guardare scult come Balle spaziali!! All'epoca dei suoi passaggi televisivi questa parodia "minore" di Mel Brooks era probabilmente famosa quanto la trilogia che metteva alla berlina e non c'era ragazzino che non si scompisciasse dalle risate davanti alle mattane di Casco Nero, al potente Yogurt con il suo Sforzo, all'abominevole Pizza The Hutt, all'"allarme" vergine di Dorothy, al tenero Rutto e all'inopportuna Comandantessa Zircon, apprezzando forse più le fantasiose e a tratti geniali forzature dell'adattamento italiano che la storia in sé (col senno di poi posso affermare tranquillamente che come parodie sono molto meglio riuscite Robin Hood - Un uomo in calzamaglia e Dracula morto e contento, non nomino ovviamente Frankenstein Jr. perché lì siamo nell'empireo dei cult). Storia che ricalca piuttosto fedelmente quella dei primi due Guerre Stellari, con personaggi che sono le parodie delle loro controparti "reali" e un protagonista che è l'unione di Han Solo e Luke Skywalker, dotato dell'arrogante piacioneria del primo e dei poteri del secondo; Balle spaziali gioca interamente sulle esilaranti gag dei "cattivi" (Scrocco, Nunziatella e soprattutto Casco Nero fanno a gara per accaparrarsi il ruolo di massimo idiota nel film ma vince di misura il primo pare, almeno a quello che dicono ad un certo punto gli altri due!) e affonda i denti della sua parte più satirica nelle scandalose campagne marketing condotte da Lucas, il quale ha convertito fin da subito la trilogia di Guerre Stellari in una macchina per soldi basata interamente sul merchandising. Nel mondo di Scrocco e persino in quello di Yogurt tutto è basato sul profitto e qualsiasi oggetto compaia sullo schermo reca fiero il logo di Balle Spaziali, pellicola dove i protagonisti sono consapevoli di trovarsi all'interno di un film, tanto da utilizzarne la videocassetta per trovare i nemici oppure augurarsi di ritornare in un seguito (che, dispiace dirlo, c'è stato solo in Italia, nel momento in cui dei titolisti/distributori scellerati hanno deciso di tradurre Martians, Go Home! con Balle Spaziali 2 - La vendetta).


Balle Spaziali è ricco di trovate simpatiche ma c'è da dire che dopo quasi 30 anni dalla sua uscita quello che porta lo spettatore ad apprezzarlo sono soprattutto i camei di attori amatissimi in quegli anni e le citazioni capaci di non soccombere al tempo che passa (John Hurt e l'alien ballerino meriterebbero l'Oscar ancora oggi, così come la citazione de Il pianeta delle scimmie mentre Max Headroom chi se lo ricorda più?). Il compianto John Candy nei panni di Rutto è fantastico nella sua incosciente tenerezza canina e vedere spuntare Michael Winslow ad imitare la vocetta del radar mette i brividi lungo la schiena ma è a Rick Moranis che va il mio amore eterno: il suo Casco Nero è la banalità del male, la mancanza di spina dorsale di un ragioniere occhialuto costretto a fare la voce grossa, un umanissimo (e basso) Gatto Silvestro al quale toccano le peggiori sfighe. Da il bianco anche Mel Brooks, che non solo è regista e co-sceneggiatore ma interpreta anche due personaggi, il cattivissimo Presidente Scrocco (col suo saluto esilarante) e l'anziano Yogurt con il suo Sforzo, ovvero lo Schwartz, in lingua originale. A questo punto, poveracci, mi tocca spezzare una lancia per gli adattatori al doppiaggio perché se mi dovessi trovare davanti un'opera di Mel Brooks da tradurre probabilmente mi metterei a piangere, zeppe come sono di riferimenti alla cultura Yiddish e, ovviamente, a quella Americana: trasformare Pizza the Hutt (riferimento a Jabba the Hutt, ovviamente, ma anche alla catena Pizza Hut) in Pizza Margherita, il Colonnello Sandurz (dal colonnello Saunders del Kentucky Fried Chicken, ecco perché a un certo punto Casco Nero gli da del pollo) in Colonnello Nunziatella e, appunto, lo Schwartz (che non vuol dire nulla in effetti ma ricorda tanto la parola Yiddish Schwanz, ovvero coda o fallo, non a caso le spade laser si tengono in maniera "equivoca") in Sforzo e tante altre "acrobazie" linguistiche meritano il plauso per il tentativo di venire incontro al pubblico italiano e rendere il film più fruibile e divertente. A voi, non resta altro che scoprirlo o ri-scoprirlo e augurarvi che lo Sforzo sia con voi!!


Di Mel Brooks, regista, sceneggiatore e interprete sia di Scrocco che di Yogurt, ho già parlato QUI. John Candy (Rutto), Rick Moranis (Casco Nero), Bill Pullman (Stella Solitaria), Michael Winslow (Addetto al radar), John Hurt (John Hurt) e Tony Cox (Dink) li trovate invece ai rispettivi link.

Daphne Zuniga interpreta la Principessa Vespa. Americana, ha partecipato a film come La mosca 2, Pandora's Clock - La Terra è in pericolo e a serie come Casa Keaton, Melrose Place e Nip/Tuck; come doppiatrice, ha lavorato per le serie Johnny Bravo e Spaceballs: The Animated Series. Anche produttrice e regista, ha 44 anni e tre film in uscita.


Dick Van Patten (vero nome Richard Vincent Van Patten) interpreta Re Roland. Americano, ha partecipato a film come Pistaaa... arriva il gatto delle nevi, Tutto accadde un venerdì, Quello strano cane di... papà, Robin Hood - Un uomo in calzamaglia e a serie come Strega per amore, Wonder Woman, L'uomo da sei milioni di dollari, Happy Days, Chips, La famiglia Bradford, Love Boat, La signora in giallo, Genitori in blue jeans, Baywatch e That's 70s Show; come doppiatore, ha lavorato nella serie I Griffin. E' morto nel 2015 all'età di 86 anni.


Joan Rivers (vero nome Joan Alexandra Molinsky) è la voce originale di Dorothy. Americana, ha partecipato a film come Senti chi parla, La signora ammazzatutti, I Puffi, Iron Man 3 e a serie come Love Boat, Perfetti... ma non troppo e Nip/Tuck; inoltre ha lavorato come doppiatrice per le serie Spaceballs: The Animated Series, I Simpson e il film Shrek 2. Anche sceneggiatrice, produttrice e regista, è morta nel 2014 all'età di 81 anni.


Dom DeLuise (vero nome Dominick DeLuise) è la voce originale di Pizza Margherita. Americano, lo ricordo per film come Mezzogiorno e mezzo di fuoco, L'ultima follia di Mel Brooks,  Robin Hood - Un uomo in calzamaglia, Il silenzio dei prosciutti e Killer per caso, inoltre ha partecipato a serie come Beverly Hills 90210, Una famiglia del terzo tipo, Hercules e Sabrina vita da strega; come doppiatore, ha lavorato nelle serie The Ren & Stimpy Show, Mucca e Pollo, Scuola di polizia, Rugrats, Il laboratorio di Dexter, Robot Chicken, Spaceballs: The Animated Series e per i film Brisby e il segreto di Nimh, Fievel sbarca in America, Oliver & Company e Fievel conquista il West. Anche regista e produttore, è morto nel 2009 all'età di 75 anni.


George Lucas si era letteralmente innamorato dello script del film, tanto da avere prestato a Brooks non solo il Millenium Falcon ma anche alcuni effetti speciali e scene "scartate" dalla trilogia... ovviamente, a condizione che non venisse prodotto alcun merchandising di Balle spaziali. Per quanto riguarda gli attori, pare che Brooks abbia cercato inutilmente di convincere Tom Cruise o Tom Hanks ad interpretare Stella Solitaria mentre Steve Martin sarebbe stata la prima scelta per il Colonnello Nunziatella. Del film, come ho detto, non è stato girato un seguito; in compenso, nel 2008 è uscita Spaceballs: The Animated Series, durata solo una stagione ed inedita in Italia. In conclusione, se Balle spaziali vi fosse piaciuto recuperate Robin Hood - Un uomo in calzamaglia, Frankenstein Jr., Mezzogiorno e mezzo di fuoco, L'aereo più pazzo del mondo, la trilogia de Una pallottola spuntata, Hot Shots! e Hot Shots! 2. ENJOY!

lunedì 7 febbraio 2011

Frankenstein Junior (1974)

Ogni tanto i gestori italiani di sale cinematografiche ne azzeccano qualcuna, e anche l’orrido multisala della mia zona si conforma alle (poche) iniziative degne di nota. In questo caso, la riproposta, in occasione dell’uscita in Blu-Ray, di un classico della demenzialità come Frankenstein Junior, diretto nel 1974 dal regista Mel Brooks.

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Dubito che qualcuno ancora non conosca la trama, ma comunque eccola: il dottor Frederick Frankenstein (si pronuncia franchenstin!) entra in possesso del diario del ben più famoso nonno e decide di recarsi nella sua antica dimora di famiglia in Transilvania. Lì, aiutato dal gobbo servo Igor (si pronuncia AIgor!), dalla procace assistente Inga e dalla misteriosa Frau Blucher, cerca di fare rivivere… la creatura.

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Non so spiegare la sensazione di vedere un simile classico, un simile capolavoro, restaurato e su schermo gigante, in una sala cinematografica. Dopo aver chiuso per un attimo gli occhi e superato lo scandaloso shock di trovare siffatta sala mezza vuota (ma quanto possiamo essere ignoranti e taccagni noi italiani…?), li ho riaperti per ritrovare dei vecchi amici che non vedevo da tempo: Frederick, Aigor, Inga, Frau Blucher, la Creatura, l’esilarante Elisabeth, sono personaggi ormai così incarnati nell’immaginario di ogni cinefilo che si rispetti che rivedere Frankenstein Junior è come avvolgersi ogni volta nella coperta preferita e rilassarsi, ridendo a crepapelle. Non importa che si conoscano a menadito ogni battuta, ogni gag, ogni gesto, ogni sguardo dei protagonisti e ogni nota della colonna sonora, perché ogni volta, comunque, il film raggiunge l’obiettivo e diverte.

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Detto questo, come posso anche solo pensare di essere obiettiva nel recensire Frankenstein Junior o di avere anche solo il diritto di scriverne? Non lo farò, quindi, mi limiterò a darvi un paio di motivi per vederlo assolutamente. Motivo numero 1: Aigor. Marty Feldman al suo meglio, uno dei personaggi più riusciti della storia del cinema, un servo bastardo dalla gobba semovente, dagli occhi pallati e dalla lingua tagliente. Motivo numero 2: il numero messo su da Frankenstein e dalla Creatura sulle note di Puttin’on the Ritz, con il mostro che ripete le parole finali della canzone ululandole e ballando cercando di stare dietro ad un Gene Wilder mai così in forma. Motivo numero 3: le gag ininterrotte, dalla storica “lupo ululà, castello ululì”, al nome Blucher che fa nitrire i cavalli ogni volta che viene pronunciato, all’enorme “swanstuck” della creatura, delizia della verginella fidanzata di Frederick, passando per mille altre deliziose “idiozie”. In due parole: un Mel Brooks in stato di grazia, la quintessenza della comicità inserita in un film talmente curato da poter competere con qualsiasi pellicola “seria”. Da vedere e rivedere, pena il ritrovarsi Frau Blucher in casa!!

Mel Brooks (vero nome Melvin Kaminsky) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Storico autore delle migliori parodie cinematografiche e non solo, lo ricordo per film come Per favore non toccate le vecchiette (che gli è valso un Oscar per la miglior sceneggiatura), Mezzogiorno e mezzo di fuoco, L’ultima follia di Mel Brooks, Balle spaziali, Robin Hood: un uomo in calzamaglia e Dracula morto e contento. Americano, ha 85 anni.

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Gene Wilder (vero nome Jerome Silberman) interpreta il Dottor Frederick Frankenstein. Collaboratore storico di Mel Brooks ed elegante, malinconico comico particolarmente famoso negli anni ’70 – ’80 e particolarmente odiato, chissà perché, da mia madre, lo ricordo per film come Per favore non toccate le vecchiette, l’originale Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere, Mezzogiorno e mezzo di fuoco, La signora in rosso, Non guardarmi: non ti sento, Non dirmelo… non ci credo e Alice nel paese delle meraviglie. Ha inoltre partecipato ad un paio di episodi di Will & Grace. Americano, ha 78 anni.

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Marty Feldman interpreta Igor. Comico inglese dalla faccia indimenticabile, frutto di disfunzioni alla tiroide e di un intervento andato male, oltre ad essere uno sceneggiatore prolifico e un regista, ha recitato in L’ultima follia di Mel Brooks. E’ morto nel 1982, all’età di 49 anni, per un avvelenamento da cibo, mentre girava il suo ultimo film, Barbagialla il terrore dei sette mari e mezzo. Come sempre, sono i migliori ad andarsene per primi.

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Peter Boyle interpreta la Creatura. Americano, lo ricordo per film come Taxi Driver, Danko, 4 pazzi in libertà, Malcom X, L’uomo ombra, Species II, Il Dottor Dolittle e Scooby – Doo 2: mostri scatenati, e per le partecipazioni ai telefilm NYPD ed X – Files. E’ morto nel 2006 all’età di 71 anni.

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Gene Hackman fa una comparsata nel ruolo del cieco. Famosissimo attore americano, lo ricordo per film come Il braccio violento della legge (che gli ha valso il primo Oscar come protagonista), Superman, Superman II (in entrambi i film interpretava Lex Luthor), Mississippi Burning - le radici dell’odio, Uccidete la colomba bianca, Il socio, Gli Spietati (secondo Oscar come miglior protagonista), Pronti a morire, Allarme rosso, Get Shorty, Piume di struzzo, Extreme Measures – Soluzioni estreme, Potere assoluto, Nemico pubblico, The Mexican, Heartbreakers – vizio di famiglia e I Tenenbaum; ha inoltre doppiato uno dei personaggi di Z la formica. Ha 81 anni.

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Madeline Kahn interpreta Elisabeth. Già collaboratrice di Mel Brooks dai tempi di Mezzogiorno e mezzo di fuoco, la ricordo per film come Barbagialla il terrore dei sette mari e mezzo e Signori il delitto è servito, serie tv come Lucky Luke e per aver doppiato Fievel sbarca in America e A Bug’s Life. Americana, è morta nel 1999 per un cancro alle ovaie, all’età di 57 anni.

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E ora un paio di curiosità. A dimostrazione di quanto sia ben scritto, Frankenstein Junior ha “rischiato” di vincere l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale (scritta da Mel Brooks e Gene Wilder), ma la statuetta gli è stata strappata da un rivale eccelso come Il Padrino parte seconda; inoltre, anche in quanto a scenografie il buon Mel Brooks non ha scherzato visto che, come viene sottolineato nei titoli di testa, il laboratorio utilizzato nel film è lo stesso che si vede nello storico Frankenstein di James Whale. Infine, dovete sapere che di Frankenstein Junior esiste, oltre ad un musical di Broadway, anche un remake turco del 1975 dal titolo Sevimli Frankestayn. Una chicca da cercare, secondo me, ma se non doveste riuscire a trovarla (cosa probabile…), consolatevi con il già citato Frankenstein del 1931, per apprezzare meglio i riferimenti contenuti in questa splendida parodia, oppure con l’altro “affronto” fatto da Mel Brooks ad un classico dell’horror gotico, ovvero Dracula morto e contento. Meno riuscito, ma ugualmente godibile. Vi lascio ora con qualche spezzone del musical tratto dal film, con la geniale Megan Mullally (la Karen di Will & Grace) nei panni di Elisabeth... ENJOY!!!

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