Trama: preoccupata per le condizioni mentali della madre, Laura chiede al suo ex marito di andare a controllarla. Per l'uomo è l'inizio di un incubo alla mercé dell'anziana donna...
La senilità e l'alzheimer stanno diventando mostri sempre più quotati all'interno del cinema horror, tanto più spaventosi perché purtroppo reali e diffusi. La vecchiaia, l'angoscia di avere a che fare con persone un tempo amate, completamente stravolte da una malattia che cancella i loro ricordi e ne altera le percezioni, sono cose che fanno paura, e molti autori cercano di esorcizzarle o venire a patti con esse. Vieja loca, fin dal titolo, sceglie una strada più grottesca rispetto ad altre opere a tema, e corre sul filo della hagsploitation; questo genere, che tanto andava di moda negli anni '50 e '60, nell'horror moderno ha però perso quella valenza di "ultima spiaggia" alla quale erano costrette dive ormai invecchiate, e non è più qualcosa che sminuisce le anziane attrici, anzi, semmai le eleva. Questo perché anche Alicia, la protagonista del film, non è caratterizzata come una semplice "vecchia pazza", nonostante molte sequenze del film siano uno squisito compendio di commedia nerissima. Alicia, come da definizione della figlia, è un "buco nero", una donna con la quale non era già facile avere a che fare in età più giovane, e i motivi diventano dolorosamente chiari man mano che il film prosegue. Il fantomatico César, per il quale Pedro viene scambiato da Alicia, è un mostro oscuro che ha tormentato il passato della donna, legandola a sé con la violenza, con una perversa pretesa di esclusività e, infine, con degli atroci delitti, e quando le difese mentali di Alicia crollano, il passato la travolge come un'onda di marea, portando con sé tutti gli sventurati che hanno a che fare con lei. A farne le spese in primis è il povero Pedro, appunto, che per una gentilezza fatta alla ex moglie preoccupata si ritrova a venire legato e torturato da una donna decisa a fargli pagare anni di abusi psicologici e fisici. La sceneggiatura di Martín Mauregui è impietosa, ma non è spietata nei confronti di Alicia, ed è ovviamente pessimista, perché una malattia terribile come quella descritta nel film contamina non solo il presente, ma anche l'affetto e i ricordi passati.
Tali premesse giustificano il ritmo ripetitivo della prima parte del film, che reitera in maniera angosciante situazioni e dialoghi (persino ricette, utile nel caso voleste imparare a fare l'alfajor), e a un certo punto mostra come, per Alicia, il tempo si sia riavvolto per poi fermarsi nel momento più terribile della sua vita. La ripetitività delle situazioni non stempera, però, l'inquietudine derivante dall'impotenza di Pedro, costretto non solo fisicamente, ma anche mentalmente, impegnato in un approccio faticoso atto a conquistare la fiducia dell'ex suocera, vista l'impossibilità di farla ragionare. L'ambientazione "casalinga" del film, girato per la maggior parte all'interno di una villa decadente la cui incredibile bellezza si è appannata nel corso del tempo, funziona come parallelo della condizione di Alicia, abbandonata a se stessa e priva di "manutenzione", eppure ancora solida, fiera; la casa di Alicia soffre di perdite idrauliche, cade a pezzi in alcuni punti, è un triste regno di disordine e caos, e nasconde terribili, oscuri segreti che sfuggono allo sguardo di chi viene distratto dall'aspetto apparentemente normale dell'anziana signora. Quanto agli attori, Carmen Maura si profonde in un'interpretazione senza freni che diventa la spina dorsale dell'intero film, dando vita ad un mostro, sì, ma con tristi sprazzi di umanità che spingono talvolta a provare pietà per questa "vecchia pazza", soprattutto sul finale. L'interazione con Daniel Hendler (che io, neanche a dirlo, non conoscevo ma che è uno degli attori più famosi in Uruguay), sempre sul filo della farsa, da vita ad un paio di sequenze ad alto tasso di tensione, inoltre lui è molto bravo a non farsi surclassare dal carisma di Carmen Maura, pur mantenendo sempre un'aura da medioman dimesso che lo rende ancora più tragico. In definitiva, Vieja loca è sicuramente un film che mi sarebbe piaciuto vedere al ToHorror e, nonostante non sia privo di difetti, è una visione che consiglio, soprattutto se vi piace questo genere di tematiche.





Nessun commento:
Posta un commento