venerdì 30 maggio 2014

Cheap Thrills (2013)

Spinta dalla lettura di recensioni molto positive e dalla presenza dell'adorabile David Koechner, l'altra sera ho deciso di guardare Cheap Thrills, diretto nel 2013 dal regista E.L. Katz.


Trama: Craig, sposato e padre di famiglia, si ritrova improvvisamente senza lavoro e con un avviso di sfratto sulla porta. La stessa sera incontra il vecchio amico Vince e un'eccentrica coppia di ricchi annoiati che, con la promessa di soldi facili, coinvolge i due in un vortice sempre più perverso di prove e scommesse...


Cheap Thrills rientra di diritto in quel prospero, intrigante filone di commedie nerissime dove la risata va spesso e volentieri a braccetto con orrore, disagio ed angoscia, più o meno accennati; tra gli esempi più alti del genere o, meglio, tra quelli che più ho amato, mi vengono giusto in mente Piccoli omicidi tra amici, Cose molto cattive o Una cena quasi perfetta (Cheap Thrills assomiglia più alla vecchia pellicola di Danny Boyle che a quelle con Cameron Diaz tra l'altro). Tuttavia, sarà perché mala tempora currunt, sarà perché nel frattempo sono entrata negli Enta, ho riso davvero poco guardando il film di E.L. Katz e non perché mancasse il divertimento, anzi: Cheap Thrills nel corso della sua prima metà scodella una serie di situazioni grottesche da manuale, che non avrebbero affatto sfigurato in una di quelle tipiche commedie idiote americane... però, anche durante questi momenti esilaranti, si avverte palpabile IL DISAGIO. IL DISAGIO, scritto a caratteri cubitali, esplode prepotentemente nel finale che, per quanto prevedibile (come tutto il film del resto), riesce a lasciare lo spettatore con un soverchiante senso di vergogna ed impotenza. Diciamoci infatti la verità: per tutto il film il nostro ruolo coincide con quello di Violet e Colin, i due ricchi annoiati che scommettono su cosa sarebbero disposti a fare due poveracci disperati per avere dei soldi facili e, come loro, trepidiamo tra lo schifato e il divertito nell'attesa di scoprire quali saranno le reazioni di Craig e Vince davanti alle proposte sempre più estreme della coppia. IL DISAGIO però nasce dal fatto che noi non saremo MAI come Violet e Colin ma, molto più facilmente, rischieremmo di trovarci nei panni di Craig e Vince, disperati e con l'acqua alla gola, disposti a rinunciare a dignità, umanità e amicizia per riuscire a sopravvivere in una società che non ci uccide con guerre, carestie o epidemie, bensì con un semplice avviso di sfratto o licenziamento, con una sudata laurea che ci consente a malapena di diventare meccanici sottopagati, con aspirazioni e sogni di grandezza schiacciati dall'impietosa natura "pratica" del mondo che ci circonda mentre ci chiediamo diffidenti cosa pensino di noi i nostri amici e come fare per ottenere approvazione, riscatto o affermazione sociale. In una società come questa nascono i mostri peggiori e basta un solo attimo di debolezza per morire, non necessariamente in senso fisico, e diventare talmente orribili, così brutti "dentro" e fuori da terrorizzare persino i nostri figli. Capirete quindi che, nonostante le premesse, c'è davvero poco da ridere e qui sta l'intelligenza di un film che è molto più di quel che appare.

IL. DISAGIO.
Come in un'opera teatrale di alta caratura, pochi sono i protagonisti e ancora meno gli ambienti in cui si muovono, ma ovviamente entrambi gli elementi sono ottimi. Tra le quattro mura di un bar prima e di una villa poi si consuma il dramma che vede coinvolti degli attori in stato di grazia che non fanno mai dubitare, nemmeno per un attimo, della verosimiglianza delle persone portate su schermo. Pat Healy è il perfetto medioman, l'uomo della strada che non farebbe male a una mosca né rimarrebbe impresso durante un incontro: la contrapposizione con lo scapestrato strozzino interpretato da Ethan Embry è palese e diventa la chiave del gioco al massacro rappresentato nella pellicola dal momento in cui Healy si abbruttisce fisicamente e mentalmente, spillando sangue dall'anima e dal corpo, mentre Embry risulta sempre più sfigato e patetico, disperatamente invidioso della vita apparentemente perfetta dell'amico di un tempo e disposto a qualunque bassezza pur di mostrarsi "superiore" e degno agli occhi dei due ricconi. Dall'altra parte della barricata, invece, si trova la coppia incarnata da David Koechner e Sarah Paxton, lei bellissima, annoiata ed eterea e lui caciarone ed inquietante come pochi, semplicemente inarrivabili e perfetti, la moderna rappresentazione del "male". Per quel che li riguarda, il regista indugia sui dettagli, sui gesti, sulle espressioni appena accennate (soprattutto della Paxton) e sul sottile gioco di sguardi che, fin dall'inizio, lascia intuire che sotto l'atteggiamento indolente di lei e quello compagnone di lui c'è molto di più. Anzi, c'è molto meno di quello che ci aspetteremmo. Perché i due riccastri, a dirla tutta, si limitano a sventolare soldi e proporre scommesse, senza forzare la mano, senza essere violenti o subdoli, con una sincerità di intenti e, soprattutto nel caso dell'inarrivabile Koechner, con una simpatia che ha del disarmante. Non c'è nessuna "tela del ragno", nessun complotto, nessuna machiavellica macchinazione ed è questa la cosa terribile e bellissima di un film che vi consiglio spassionatamente di vedere... per poi magari riflettere su quello che si nasconde dentro di voi, tra una risata a denti stretti e l'altra.


Di Pat Healy (Craig), Ethan Embry (Vince), Sarah Paxton (Violet) e David Koechner (Colin) ho già parlato ai rispettivi link.

E. L. Katz è il regista della pellicola, al suo primo film. Presto uscirà The ABCs of Death 2, che includerà anche un episodio diretto da lui. Americano, anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 33 anni.


Se Cheap Thrills vi fosse piaciuto, non perdetevi 13 Beloved (o 13: Game of Death, i titoli variano) e magari le altre commedie nere che ho citato qui e là durante il post. ENJOY!


10 commenti:

  1. ne avevo gia' letto da Lucia. Interessante, prima o poi gli daro' una occhiata

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    1. Guardalo perché merita davvero! :)

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  2. Bellissimo film, mi ha veramente colpita.

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    1. Sì, è decisamente attuale e scritto bene, cosa non da poco per i film che escono ora!

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  3. Non credo che possa riuscire a sopportarlo.
    Lo salto :/

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    1. Naah, perché? E' una visione adatta anche a chi non ha 80 cm di pelo sullo stomaco, tranquillo :)

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  4. Risposte
    1. Sì, guardalo perché lo vedo molto "tuo" :D Ci uscirebbe una bellissima recensione, scommetto!

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  5. Finito di vedere ora. Davvero una bomba. Ne parlerò a brevissimo.

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    1. Corro a leggere la recensione allora! :D

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