venerdì 11 luglio 2014

Le origini del male (2014)

Spinta dalla sua semplice presenza in sala, dalla sua natura di horror e nonostante le recensioni tra il tiepido e il distruttivo, qualche giorno fa sono andata a vedere Le origini del male (The Quiet Ones), diretto dal regista John Pogue.

No, dico. Sembrano due film diversi...
Trama: un gruppetto di ricercatori conduce un esperimento sulla giovane Jane, apparentemente affetta da una sorta di sdoppiamento della personalità. La verità, neanche a dirlo, sarà molto più inquietante...


Ho 33 anni, film horror ne ho visti un bel po' ma ancora, sinceramente, non riesco a capire cosa spinga la gente (o me, se per questo) a definire un film di genere "bello" o "brutto". De Le origini del male ho letto le peggio cose, alcune scritte anche da persone che definirei "guru" dell'argomento e, giuro, sono uscita dal cinema sentendomi una boccalona demente perché, di fatto, a me il film è piaciuto. Non sarà innovativo né girato in modo tale da far gridare al miracolo ma riesce a costruire la tensione a poco a poco, si concentra sui personaggi, a tratti mette paura e, in generale, porta lo spettatore ad interessarsi alla vicenda senza lasciarlo col sorrisetto indulgente e scoglionato di chi aspetta solo che i letti comincino a muoversi o le telecamere a girare incontrollate. A tal proposito, a mio avviso la colpa di tanto astio verso questo film è da attribuire anche ai distributori italiani, che hanno sdoganato Le origini del male come l'ennesima pellicola sugli esorcismi, tratta da una storia vera (leggere le note in fondo, please), UN'ESPERIENZA CINEMATOGRAFICA FUORI DA OGNI IMMAGINAZIONE (il tutto scritto in lettere maiuscole, ché laGGente è scema) con una locandina orrenda, una sorta di Paranormal Activity ambientato negli anni '70 dove demoni e fantasmi compaiono in ogni fotogramma a fare BUH!. No. Le origini del male è lento, ha una struttura classica, si prende il suo tempo, anche quello (orrore!!) di far parlare i protagonisti e impegnarli in dialoghi che non siano solo il solito "uh, il lampadario si è mosso - ommioddiocosadobbiamofare??", presenta un paio di personaggi ben distanti dall'essere la solita carne da macello per horror, richiede un minimo di impegno da parte dello spettatore e non fa SEMPRE paura. Insomma, se vogliamo fare paragoni siamo più dalle parti di The Conjuring che di Paranormal Activity, con quel pizzico di classe Hammer in più e quel goccio di Wanitudine in meno. Questi sono tutti motivi validi, almeno per me, per apprezzare Le origini del male ma capisco che non siamo tutti uguali. Persone avvisate, mezze salvate, dicono.


Le origini del male è curatissimo anche dal punto di vista tecnico. La colonna sonora è semplicemente commovente, con pezzi dei T-Rex e altri classiconi del rock inglese; molto d'atmosfera anche lo score originale che, forse, è l'unico elemento "scorretto" del film assieme agli effetti sonori, in grado di rendere sordi e provocare infarti. A parte questo dettaglio, l'ambientazione british tipicamente 70ies mi è sempre molto gradita e gli attori coinvolti non sono i soliti dementi inespressivi messi lì tanto per. Basterebbe infatti anche solo nominare Jared Harris per far venire voglia di andare a vedere Le origini del male: il personaggio del Professor Coupland è ambiguo, viscido e crudele, spinge protagonisti e spettatori a volerlo morto fin dal primo istante e, ovviamente, a sperare che tutte le sue teorie ed esperimenti si rivelino o il trucchetto del ciarlatano che meriterebbe di essere oppure la ferma volontà di ignorare un demone che, sperabilmente, gli mangerà la testa prima della fine della pellicola. Anche la giovane Olivia Cooke, che già avevo avuto modo di apprezzare in Bates Motel, fa la sua degna figura senza abbandonarsi ai facili isterismi che il ruolo di "pazza" comporterebbe (si veda Keira Knightley in A Dangerous Method!) e riesce ad essere allo stesso tempo inquietante e fragile, in qualche modo "diversa" eppure molto umana. Validi anche i pochi altri attori presenti, a partire dal co-protagonista, reso ancora più interessante perché, di fatto, non viene mai spiegato il suo ambivalente rapporto nei confronti della religione: questo è il punto a favore definitivo di Le origini del male perché, tolto l'ovvio e scioccante momento in cui i due segreti principali vengono rivelati, non si perde in lunghissimi, svilenti e pedissequi spiegoni. Quindi, riassumiamo. Le origini del male è un film imprescindibile per ogni amante dell'horror o del cinema? No. E' un film onesto (non certo grazie ai distributori italiani) e meritevole di almeno una visione? Secondo me sì, andate pure tranquilli e non rimpiangerete gli euro spesi!


Di Jared Harris, che interpreta il professor Joseph Coupland, ho già parlato QUI.

John Pogue è il regista della pellicola. Americano, ha diretto anche Quarantena 2. E' stato anche sceneggiatore e produttore.


Sam Claflin (vero nome Samuel George Claflin) interpreta Brian. Inglese, ha partecipato a film come Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare, Biancaneve e il cacciatore e Hunger Games: La ragazza di fuoco. Anche produttore, ha 28 anni e quattro film in uscita, tra cui il doppio Hunger Games: Il canto della rivolta.


Olivia Cooke interpreta Jane. Inglese, ha partecipato a film come The Signal e alla serie Bates Motel. Ha 21 anni e due film in uscita.


Erin Richard, che interpreta la bionda Krissi, aveva già partecipato al film Open Grave e debutterà nella nuova serie Gotham come Barbara Kean (che poi dovrebbe essere Barbara Gordon, Acalia mi correggerà se sbaglio!). Nei titoli di coda si vedono alcune foto che suggerirebbero come l'intera vicenda sia stata effettivamente tratta da una storia vera. In realtà, le foto sono palesemente finte anche per un occhio poco allenato, tuttavia Le origini del male si ispira davvero ad una serie di esperimenti condotti in Canada negli anni '70 dall'inglese A.R.G. Owen e da sua moglie: fulcro dell'esperimento, denominato The Philip Experiment, era dimostrare come siano le forti convinzioni dell'essere umano a "creare" letteralmente spiriti e demoni, dando loro vita (per esempio, se mi immaginassi che nell'armadio viva un poltergeist e ogni giorno alimentassi questa fantasia malata, prima o poi il poltergeist arriverebbe davvero e l'avrei creato io). Il gruppo di studiosi aveva così creato un personaggio fittizio, tale Philip Aylesford, dotandolo di una vita passata ricca di dettagli, caratteristiche ben precise e così via, in modo da renderlo davvero reale e poterlo così "evocare" attraverso sedute spiritiche. Inutile dire che, nonostante durante le sedute il presunto fantasma così creato rispondesse "si" o "no" dando colpi sul tavolo, l'esperimento ha lasciato il tempo che ha trovato e non ha potuto dimostrare nulla. Leggete l'intera storia QUI se ne avete voglia. Poi, se Le origini del male vi è piaciuto, recuperate Oculus - Il riflesso del male, La madre, L'esorcista, Shining e L'evocazione -The Conjuring. ENJOY!


16 commenti:

  1. Babol, non avrei dato molta fiducia a questa pellicola. Non avevo sentito giudizi positivi ma è interessante quello che scrivi sulla sua struttura.. Capisco che il giudizio sia personale (a maggior ragione se si tratta di horror) ma, al di là del tema trattato, mi incuriosisce tecnicamente a questo punto. Valuto....

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    1. Mi è sembrato giusto essere onesta nella recensione e sottolineare come il mio giudizio sia strettamente personale. A me piace questo genere di horror, quindi l'ho apprezzato. Chi cerca altro forse dovrebbe evitare, soprattutto perché, come ho detto, la pubblicità italiana è abbastanza ingannevole...

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  2. La sai come la penso sugli horror :)
    Però devi dire che le locandine sono davvero interessanti

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    1. La locandina italiana è imbarazzante, quella inglese mi piace molto :)

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  3. ma lo sai che mi hai convinto? da quello che avevo visto con il trailer avevo pensato alla solita fuffa estiva ...ora una possibilità gliela dò...

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    1. Nah, secondo me la fuffa è ben altra :)

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  4. giusto a te poteva piacerti 'sta roba :)

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    1. Ahahah sono diventata così prevedibile? :P

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  5. Dovrei vederlo questo fine settimana.
    La pellicola ha tutto per piacermi, sebbene le recensioni finora lette mi avevano ammosciato di brutto.
    La tua rece è una botta di viagra per il sottoscritto. :-)

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    1. Ahahah ecco, spero che ti piaccia almeno un po' allora, altrimenti ti toccherà fare causa alla ditta!

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  6. allora me lo guarderò sicuro, se tu dici di stare tranquilli, non me lo perdo per nessun motivo al mondo, grazie per la segnalazione bollicina :)

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  7. "siamo più dalle parti di The Conjuring che di Paranormal Activity"
    Ecco questo mi basta per andare a vederlo. Tra l'altro non sei la sola che me ne ha parlato bene, anzi più di qualche mio conoscente speso tempo in pareri positivi

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    1. Sicuramente ricorda molto più quel genere "ghost story moderna" piuttosto che il found footage tutto spaventi e zero atmosfera, quindi vai sereno :)

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  8. Inizialmente pensavo fosse la trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di costantini... un thriller... meno male che non sono andata a vederlo, allora! Siamo coetanei, ma non sono amante del genere :)

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    1. Hai fatto bene allora! Purtroppo dietro ai titoli italiani spesso si nasconde la fregatura.
      Tra l'altro il romanzo che citi non lo conosco... merita?

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