mercoledì 11 febbraio 2015

Birdman (2014)

Nonostante piovessero boicottaggi da ogni dove, anche io sono finalmente riuscita a guardare Birdman (Birdman or The Unexpected Virtue of Ignorance), diretto e co-sceneggiato nel 2014 dal regista Alejandro González Iñárritu  nonché candidato a ben 9 premi Oscar (Miglior Film, Michael Keaton Miglior Attore Protagonista, Edward Norton Miglior Attore Non Protagonista, Emma Stone Miglior Attrice Non Protagonista, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Scenografia, Miglior Sonoro e Miglior Montaggio Sonoro).


Trama: dopo anni passati ad interpretare un supereroe, l'attore ormai decaduto Riggan decide di concedersi una seconda chance e di adattare, dirigere ed interpretare un'opera teatrale. Tra problemi familiari, prime donne e un soverchiante senso di insicurezza sconfinante nella pazzia l'operazione non si rivelerà affatto facile..


Da Birdman non sapevo proprio cosa aspettarmi, lo ammetto. A parte tutte le recensioni positive che non sono andata a leggere nel dettaglio per non rovinarmi la sorpresa e i cori di entusiasmo praticamente unanimi letti nei vari status cinefili di Facebook, devo candidamente confessare, nonostante conoscessi quasi tutti i titoli dei film da lui girati, che di Iñárritu non avevo mai visto nulla finora e che quindi la mia scimmia per la pellicola in questione derivava semplicemente dal "sentito dire". E anche, ovviamente, dal fatto che Michael Keaton, un attore che ho sempre particolarmente amato, si fosse portato a casa un Golden Globe per l'interpretazione di Riggan. Arrivare vergini al matrimonio di questi tempi non ha più senso (se mai lo ha avuto) ma indubbiamente arrivare vergini alla visione di un film spesso paga e io sono così riuscita a gustarmi Birdman senza termini di paragone che mi costringessero a dire "eh ma gli altri film di Iñárritu erano meglio" e con occhi e cuore ancora liberi di provare meraviglia per delle immagini già cult (ma quant'è bello e colorato il negozio di alcoolici?) racchiuse in una fotografia nitida e pulita e per uno stile di regia particolarissimo ed elegante, dove la colonna sonora a dir poco bizzarra di Antonio Sanchez (composta in prevalenza da assoli di batteria che seguono i protagonisti nei momenti più concitati della pellicola) si fonde con la particolarissima scelta di realizzare il film come se fosse un lunghissimo piano sequenza. Grazie ad un montaggio geniale, i personaggi si muovono senza soluzione di continuità nel tempo e nello spazio mentre la telecamera li segue instancabile, dentro e fuori dal teatro cuore della vicenda e nelle strade di una New York caotica, dove tutti vorrebbero essere famosi, amati o riconosciuti. La realtà si mescola alle visioni del depresso Riggan, schiacciato da un passato che lo vuole ancorato ai vecchi fasti del cinema commerciale, scardinando ogni pretesa di verosimiglianza con sequenze che parrebbero prese pari pari da un film degli X-Men mentre le vicende dei protagonisti si intrecciano a quelle dell'opera che portano in scena, annullando ogni confine tra teatro e vita reale, che cominciano così ad influenzarsi reciprocamente.


L'imprevedibile virtù dell'ignoranza è quella di Riggan, attore "commerciale" quindi automaticamente inferiore, che osa "violentare" l'arte suprema del teatro cercando di superare i suoi limiti e diventando il personaggio famoso e amato che avrebbe sempre voluto essere. Riggan si è convinto (o meglio è stato convinto dal suo "lato oscuro") di avere sbagliato tutto nella vita, di aver abbandonato la strada della fama facile per un moto di orgoglio che gli è costato moglie, figlia e carriera, ed è altrettanto conscio di avere davanti un'ultima chance per riscattarsi almeno ai propri occhi se non a quelli del suo alter ego, il tenebroso, cinico e frustrato Birdman, che vorrebbe tornare a volare adorato da masse di spettatori nerd. Non è un caso che sia Michael Keaton ad interpretare Riggan: d'altronde lui è stato il primo attore ad indossare la maschera di Batman quando ancora nessuno si filava i cosiddetti "cinecomic" e da quell'interpretazione non ha ricevuto alcuno slancio per la sua carriera, tanto che era dal 2008 che non recitava in un ruolo da protagonista. La critica di Birdman all'establishment hollywoodiano del successo a tutti i costi e al progressivo calare della qualità del Cinema, con produzioni sempre più indirizzate ad un target giovane e zeppe di attori che un tempo si sarebbero sparati piuttosto che abbassarsi ad interpretare determinati personaggi, è palese ma, allo stesso tempo, il film è  anche infarcito di molti altri riferimenti agli attori che compongono il cast, tutti bravissimi e tutti rappresentati in modo parodico e volutamente "colpiti" nelle loro interpretazioni più famose e blasonate (si veda Naomi Watts e la sua bisessualità in Mulholland Drive o la proverbiale intrattabilità di Edward Norton). Birdman è quindi un film dedicato esclusivamente ad un pubblico cinefilo? Io non credo. Il dramma umano di Riggan è radicato in una tradizione letteraria che vede il protagonista opporsi con tutte le sue forze ad un destino che sia lui che gli altri considerano ineluttabile e già scritto e perdere la retta via a causa di consiglieri fraudolenti (e, nel caso dell'uomo-uccello di Birdman, inquietantissimi); l'impianto teatrale e la lentezza dei primi dieci minuti potrebbero scoraggiare parecchi spettatori ma il mio consiglio è quello di non lasciarsi abbattere, perché Birdman è il primo, vero capolavoro di quest'anno. Una gioia per gli occhi e per la mente, da vedere e rivedere.


Di Michael Keaton (Riggan), Emma Stone (Sam), Zach Galifianakis (Jake), Naomi Watts (Lesley), Andrea Riseborough (Laura) ed Edward Norton (Mike) ho già parlato ai rispettivi link.

Alejandro González Iñárritu è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Messicano, ha diretto film come Amores Perros, 21 Grammi - Il peso dell'anima, Babel e Biutiful. Anche produttore e compositore, ha 47 anni e un film in uscita.


Se Birdman vi fosse piaciuto innanzitutto tifate perché vinca almeno metà degli Oscar (soprattutto per regia e attore protagonista) e recuperate Il cigno nero e magari anche Il ladro di orchidee. ENJOY!




46 commenti:

  1. Visto ieri pomeriggio.
    E' una bomba!
    Un film così non lo vedevo da secoli!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono perfettamente d'accordo con te!! :D

      Elimina
  2. gli altri film di Inarritu non sono meglio: sono diversi da questo....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A prescindere, li devo recuperare :P

      Elimina
  3. Anche io ho affrontato la pellicola senza sapere bene cosa aspettarmi, anzi, con la paura che avrebbe potuto infastidirmi... cosa che, invece, non è successa...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Piccola domanda: gli altri film di Iñárritu invece come li hai trovati? Cioé, da dove nasceva la paura del fastidio?

      Elimina
    2. Più che nei confronti di Inarritu, di cui ho visto solo la cosiddetta "trilogia della morte", era un timore nei confronti di M.Keaton, che non ho mai apprezzato particolarmente.
      Comunque, tornando alla tua domanda, Amores Perros e Babel mi sono piaciuti molto, 21 grammi invece l'avevo trovato abbastanza pesante, all'epoca.

      Elimina
    3. A me invece Keaton ha sempre fatto tantissima simpatia :D Comunque segno i titoli che hai apprezzato di più, tanto per cominciare!

      Elimina
  4. Oggi vado a vederlo per la terza volta (la prima volta al cinema, però). Secondo te mi è piaciuto? ;)
    Capolavoro.
    Recupererò tutto di Inarritu, pure i filmini del matrimonio, se ne ha fatti.
    Una domanda: il doppiaggio è all'altezza della pellicola?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E chi l'ha visto doppiato...? :P

      Elimina
    2. posso rispondere anch'io? :)
      Il doppiaggio non è MAI all'altezza. punto.

      Elimina
    3. Con il tempo ho capito che purtroppo è vero.

      Elimina
    4. Ho trovato il doppiaggio ottimo, comunque.
      Confermo tutto ciò che ho detto: uno dei film più belli degli ultimi anni.

      Elimina
    5. Perchè il doppiaggio non è mai all'altezza?

      Elimina
    6. Non parlo di Birdman, che grazie all'"ottima" distribuzione italiana non ho potuto vedere in sala, ma in generale concordo con Poison perché ultimamente denoto parecchio lassismo, sia nell'adattamento che nel doppiaggio. Forse solo i film Disney si mantengono ancora altissimi nella qualità, com'è sempre stato.

      Elimina
    7. Ho capito. Io, in generale, sono un po' scettico su questo discorso del doppiaggio: mi sembra eccessiva la demonizzazione che se ne fa in certi ambienti. Anche perchè, per esprimere un parere sensato, dovrei essere in grado di apprezzare tutte le sfumature delle lingue straniere (che, ahimè, non so apprezzare).
      Per quanto mi riguarda, ci sono film che adoro - penso a "La 25a ora" o "Mi chiamo Sam" - anche, e proprio, per le voci dei doppiatori. Probabilmente quelle degli attori sono anche migliori, io questo non lo so, però i doppiatori hanno saputo emozionarmi.
      Poi c'è il discorso dei sottotitoli, che, inevitabilmente, ti distraggono dalle scene. O no?

      Elimina
    8. No, in questo senso ti capisco. Anche io non posso prescindere da un paio di doppiaggi, come quello di Arancia Meccanica, Shining, Alice nel paese delle meraviglie, i Simpson o altri che hanno accompagnato la mia infanzia e adolescenza, quando esistevano solo la TV e le videocassette :)
      Poi, avendo fatto lingue sia al liceo che all'università ho cominciato a preferire il film in lingua originale per parecchi motivi: l'esercizio, il fascino naturale che esercitano su di me le lingue straniere, la consapevolezza che alcune sfumature non potranno mai essere rese in un altro idioma, la censura culturale (non è che voglia per forza sentire dei bestemmioni come Jesus f**ing Christ resi in italiano in un film di Tarantino ma è che è interessante vedere come da noi il "figa" è sdoganato e ci fa orrore la bestemmia mentre "cunt" in America e Inghilterra è l'epiteto più volgare che possa essere usato mentre Cristo viene tranquillamente preso ad insulti...), l'effettiva mancanza di rispetto degli adattatori soprattutto per quel che riguarda le serie (ricordo ancora lo scempio di Buffy...) o i film "di cassetta", il disagio nel non cogliere determinati accenti o l'impossibilità di vedere l'interpretazione "originale" dell'attore in quanto il doppiatore, di fatto, re-interpreta il personaggio....

      Poi, ovviamente, va da persona a persona. Io i sottotitoli spesso non li leggo perché ormai l'inglese lo so bene, per altre lingue ovviamente tocca usarli ma non provo fastidio...

      Elimina
    9. Ah ecco, adesso sì che capisco il discorso. Se una persona riesce a comprendere la lingua straniera, è perfetto.
      Però non so se tutti i cinefili (brutta razza eh, come tutti quelli che, ostentando un'etichetta, si crogiolano nell'appartenervi; e lo dico da appassionato di cinema, leggere per credere: http://ilbuioinsala.blogspot.it/2014/11/scritti-da-voi-n-7-gianluca-life-is.html) abbiano questa tua cognizione di causa; magari mi sbaglio, ma a volte questo sbolognare il doppiaggio a priori, mi sembra un po' snob.
      Comunque sono con te con l'impossibilità di rendere, nel passaggio da una lingua (cioè da una cultura) all'altra, parecchie sfumature. Dello scempio di certi titoli, poi, non ne parliamo.

      Elimina
    10. Mah, io sono una di quelle che il "vecchio" doppiaggio lo ama. Il problema è che secondo me col tempo è diventato meno professionale. Poi, ovviamente parlo da "non competente appassionata di cinema" più che da cinefila, che sono davvero brutte bestie! XD

      Elimina
    11. Ah ok :)
      Comunque belle le notazioni a proposito di Edward Norton (non sapevo della sua proverbiale intrattabilità, eppure lui mi piace tantissimo) e della bisessualità di Naomi Watts nel film di Lynch: non ci avevo fatto caso, ma in effetti ci stanno tutte.

      Elimina
    12. Come attore piace un sacco anche a me ma effettivamente pare sia molto arduo da gestire sul set :)

      Elimina
    13. No, non sapevo. Hai una sua interpretazione preferita? :)
      (comunque ti ho risposto sul blog di Giuseppe)

      Elimina
    14. A me è piaciuto moltissimo in La 25ma ora ma anche nei film di Anderson da il bianco! :D

      Elimina
    15. Hai citato praticamente uno dei miei film preferiti, "La 25a ora". Comunque, se non li hai visti ancora, ti consiglio "American history X", "The score" e "Fight club": al di là dei film, che in ogni caso sono belli, lui è straordinario.

      Elimina
    16. Mi manca solo The Score, devo recuperarlo!

      Elimina
  5. Secondo me si sta un pò esagerando a definirlo Capolavoro.
    Anche perchè roba simile come Synecdoche o Holy Motors sono nettamente superiori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' nettamente superiore. Cazzo, il post bevuta è sempre duro. ;)

      Elimina
    2. Ahahah il Ford sverso? Mo' non me l'aspettavo!!
      Ti dirò che, per quanto il film di Carax sia nettamente più affascinante a livello visivo, a me è piaciuto più questo che Holy Motors mentre Synecdoche devo ancora vederlo T__T

      Elimina
    3. "Holy motors" non l'ho visto, "Synecdoche N-Y" sì: però non parlerei di superiorità; nel senso: credo che, da un certo livello qualitativo in poi, non si possa più parlare di superiorità o inferiorità tra film ma, più propriamente, di diversità. Synecdoche e Birdman trattano, più o meno, gli stessi temi; il primo, però, presenta un'autoreferenzialità particolarmente alta (che allontana un grosso pezzo di pubblico); il secondo, invece, risulta relativamente fruibile, non facilissimo, ma di certo più comprensibile. Con questo non voglio dire che la qualità di un film si misuri dalla sua fruibilità: dico, più semplicemente, che forse i due registi avevano obiettivi differenti.
      Paragonare i film in questo modo, personalmente, mi sembra fuorviante.

      Però sono d'accordo sull'abuso del 'capolavoro'. Come del 'genio' e di una serie di altre parole che, al contrario, andrebbero centellinate.

      Elimina
    4. Non saprei come ribattere visto che Synecdoche ancora mi manca, Holy Motors però è ancora diverso, sia per realizzazione che per temi e, rimanendo in argomento "fruibilità", è MOLTO più fuori portata per lo spettatore medio, zeppo di riferimenti ad altri film del regista che secondo me hanno visto solo cinefili ben più competenti ed onnivori. Affascinantissimo, come ho detto, ma troppo diverso per essere paragonato a Birdman.

      Elimina
    5. Ora non so io come rispondere, perchè "Holy motors" non l'ho visto :) però me lo segno.
      Comunque, in generale, il discorso era riferito al commento di James Ford.

      Elimina
    6. Segna perché è una visione che merita di sicuro!

      Elimina
  6. Un film persino troppo bello per essere vero.
    Capolavoro assoluto!

    Quanto agli altri film di Inarritu te li consiglio tutti a parte Biutiful che proprio non mi era piaciuto, però direi che con questo comunque non c'entrano più di tanto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ooooh vedo che siamo d'accordo!! :D

      Comunque Inarritu lo infilo subito tra gli autori da recuperare a prescindere :)

      Elimina
  7. T'è piaciuto, vedo. Pensa che da me si è beccato le cinque stellette ^^'

    RispondiElimina
    Risposte
    1. M'è piaciuto proprio tanto. Sono rimasta folgorata come l'anno scorso con The Wolf of Wall Street!

      Elimina
  8. Io invece Biutiful te lo consiglio proprio. Vedi tutto Inarritu, senza riserve. :)

    RispondiElimina
  9. Lo attendevo e non mi ha deluso, sono uscito dal cinema pieno di entusiasmo, consapevole che un film così difficilmente lo vedrò a breve ... un'opera unica, sì, da vedere e rivedere. Sarebbe giusto che alla notte degli Oscar si prendesse tutte le statuette alle quali è candidato. Cult-movie dell'anno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido ogni parola e anche di più! :D

      Elimina
  10. Delusione cocente per me invece. Trovo la scelta narrativa del piano sequenza un mero esercizio stilistico, che rende il film più un videogioco che una commedia nera dalle iperbole drammatiche. Ad ammazzare la pellicola è il regista stesso, a salvarla la storia e le magnifiche interpretazioni dei protagonisti, senza contare che comunque Lubezki anche questa volta compie un miracolo al pari, se non di più, di quanto fatto con "Gravity".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Addirittura un videogioco? A me invece come effetto è piaciuto molto, mi ha dato davvero l'idea di riuscire ad entrare nel cuore della vicenda.

      Elimina
    2. Ahahah non sei il solo a non avere apprezzato: secondo me 'sto Birdman sta dividendo più di Interstellar!

      Elimina
  11. Grazie della recensione! Io con tutti questi pareri contrastanti non sapevo se vederlo o no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per averla letta! Secondo me è un film che, a prescindere, merita davvero una visione!

      Elimina

Se vuoi condividere l'articolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...