domenica 24 gennaio 2016

Cinema Italiano I Love You - Almost blue (2000)


Prima che venissimo colpiti da una serie di lutti invernali (ciao ciao Bowie, Rickman e Scola...) con l'ormai mitico gruppetto di Blogger avevamo pensato di ricordare all'Italia l'esistenza di un cinema nostrano carino e disimpegnato ma non necessariamente legato a quell'attore il cui cognome fa rima con "orgoglione". Siccome però tutti i film che volevo vedere li avevo già recensiti temo di aver commesso un clamoroso autogol che, più che spingere i lettori ad amare il cinema italiano recente, li allontanerà ancora di più: ho infatti scelto di guardare Almost Blue, diretto e co-sceneggiato nel 2000 dal regista Alex Infascelli e tratto dal romanzo omonimo di Carlo Lucarelli. ENJOY!


Trama: L'ispettrice Grazia Negro, esperta informatica, riesce a ricondurre alla mano di un singolo assassino una serie di omicidi irrisolti commessi a Bologna, anche grazie all'aiuto di un ragazzo cieco. Il killer però si sente braccato e comincia ad avvicinarsi pericolosamente ai due...



Sono passati 16 anni eppure ricordo ancora molto bene il battage pubblicitario che si era creato attorno ad Almost Blue, tratto da un romanzo all'epoca abbastanza famoso e diretto da un regista giovane e promettente come Alex Infascelli (che fine ha fatto poi? E' sparito? Non mi fate andare a Chi l'ha visto?, eh!), così come ricordo di essere corsa al videonoleggio appena la cassetta era diventata disponibile e di averlo visto almeno un paio di volte. Ad attirarmi erano stati sicuramente il trailer e la locandina, nei quali spiccava l'inquietante figura del killer glabro interpretato da Rolando Ravello e i suoi terrificanti occhi, non a caso ancora oggi gli elementi che spiccano maggiormente all'interno del film, oltre al titolo inusuale per una produzione italiana, "profumato" di esotico e legato ad una bella canzone di Chet Baker. All'epoca poi avevo apprezzato il piglio "acido" della regia di Infascelli, la scelta intelligente di non mostrare mai il killer per intero o in viso se non poco prima del finale, la soggettiva non solo visiva ma anche uditiva dell'assassino, l'abbondanza di scene splatter e delle prospettive che richiamavano lo stile di Dario Argento; tuttavia, qualche giorno fa mi sono resa conto che ricordavo poco altro di Almost Blue e mi sono stupita, decidendo così di ripetere la visione a distanza di quasi vent'anni. Diciamo che l'interpretazione di Ravello e la regia di Infascelli continuano a risultarmi gradite, così come l'idea di basare la trama su un killer capace di cambiare letteralmente pelle oppure la palese fascinazione di Lucarelli e degli sceneggiatori verso un mondo allora sconosciuto e potenzialmente pericolosissimo come quello delle chat (il terminale usato all'inizio dall'assassino è praticamente un pezzo d'antiquariato, certi discorsi oggi risultano di un'ingenuità incredibile!), per il resto bisognerebbe stendere un velo pietoso.


Come spesso accade, ciò che affossa una produzione nostrana coraggiosa (o meglio: OGGI sarebbe coraggiosa, in quegli anni la scena thriller-horror italiana stava morendo ma boccheggiava ancora tenacemente) e di genere come Almost Blue si può riassumere essenzialmente in due difetti fatali: attori cani e dialoghi pessimi. Almost Blue funziona quando la musica di Chet Baker e quella dei Massimo volume la fanno da padrone, quando le immagini scorrono violente e schizofreniche sullo schermo e il terrore di trovarsi alle spalle il terribile killer trasformista diventa palpabile ma appena i personaggi aprono bocca viene voglia di sventrarli. Indolenti, noiosi, sciocchi, sciapi: i poliziotti rappresentati in Almost Blue sono la quintessenza del mollo, vagano per lo schermo scazzati e litigiosi, con gli attori costretti ad immedesimarsi in ruoli da "duri" connotati solo dallo spreco di sigarette e da una generale incapacità di sorridere; la protagonista Grazia Negro è donna "con le palle" solo nel momento in cui non è impegnata a sbavare ai piedi del suo superiore oppure ad innamorarsi (ma perché poi? Vi siete parlati due volte, che vada bene...) del povero cecato interpretato da un giovanissimo ed incolore Claudio Santamaria e, di fatto, ha il carisma e il sex appeal di una mutanda di ghisa. Essendo un film ambientato in Italia c'è poi un utilizzo spropositato di accenti dialettali ma il problema di questo abuso tipicamente nostrano è l'incapacità degli attori di coniugare l'accento regionale alla capacità di recitare senza dare l'idea di leggere da un gobbo dialoghi improbabili che nessuno si sognerebbe mai di riportare nella realtà. Si salva, come ho detto, solo Rolando Ravello, forse perché dice due frasi in tutto il film o forse perché è l'unico personaggio con una connotazione vagamente interessante, chissà. Sta di fatto che ho scelto proprio il film peggiore per celebrare il cinema italiano ma almeno ora, siccome scripta manent, sono sicura che non riguarderò Almost Blue una quarta volta!


Il giorno celebrativo del cinema italiano non è mica finito, date un'occhiata a questi link:

Solaris: Io sono l'amore
White Russian: Non essere cattivo
Pensieri Cannibali: Non essere cattivo
Director's Cult: Il volto di un'altra
Mari's Red Room: Shadow
Non c'è paragone: Basilicata Coast to Coast
In Central Perk: Maicol Jecson
Delicatamente perfido: Italiano medio

27 commenti:

  1. Secondo me, Infascelli poteva diventare bravo, molto. La regia del film è notevole. Il resto... ingiudicabile. Peccato, perché il romanzo di Lucarelli è molto bello!

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    1. Infatti dopo aver ri-visto il film mi è venuta curiosità di leggere il libro o__O

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  2. Non ho letto il romanzo, ma a quanto pare ho fatto bene a risparmiarmi, all'epoca come oggi, il film. :)

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  3. QUesto film mi manca e sicuramente non mi hai messo addosso la voglia di vederlo!

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  4. Anch'io l'ho visto tanti tanti anni fa in vhs. Ricordo che mi convinse e che andai a vedere anche H2Odio, sempre di Infascelli, che mi convinse molto meno. A rivederli oggi non saprei. Meglio non rischiare, mi sa.

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  5. Anch'io l'ho visto tanti tanti anni fa in vhs. Ricordo che mi convinse e che andai a vedere anche H2Odio, sempre di Infascelli, che mi convinse molto meno. A rivederli oggi non saprei. Meglio non rischiare, mi sa.

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  6. Infascelli è un po l'eterna promessa mancata del nostro Cinema, poteva diventare uno dei più grandi registi italiani dei primi decenni del 2000, salvo poi perdersi più di una volta per strada.
    Le ultime notizie che ho ricevuto su di lui lo davano molto attivo nel settore dei videoclip musicali . Probabilmente ha fatto anche qualcosa in televisione, ma su questo non ne sono sicuro .

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    1. La filmografia su Imdb (che di solito è inaffidabile per quello che esula da produzioni in lingua anglofone) parla effettivamente di lavori per la TV e di un documentario del 2015 quindi direi che Infascelli è vivo e lotta con noi, anche se non lo sappiamo :)

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  7. Uno di quei film che avrei sempre voluto vedere, ma alla fine non mi sono mai impegnato fino in fondo per recuperarlo.
    Però a sentir te mi sa che non ho fatto troppo male... ;)

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  8. Visto pure io grazie al videonoleggio ne conservo un buon ricordo, ed è probabilmente grazie all'idea di Lucarelli che ora la musica la divido per colori... eviterò però di rispolverarlo, mi fido di te :)

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  9. A me era piaciuto all'epoca, però forse oggi può essere considerato demodé. Di maestro del brivido in Italia c'è (oggi) Dario Argento, e di brividi anche lui non è che ne stia dando molti...

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    1. Dario è anziano. Bisogna capirlo :D

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  10. Ne ho davvero vaghissimi ricordi... E' passato davvero tanto tempo

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  11. Visto una sola volta a quattordici anni. Ricordo che mi era piaciuto per via dello stile di regia decisamente atipico, ma è passato troppo tempo. Avevo una vaga voglia di rivederlo ma me l'hai fatta passare ^^'

    Infascelli... eh, chissà che fine ha fatto. L'ultima cosa che ha fatto è "H2Odio", uscito in dvd per il circuito delle tabaccherie, qualche videoclip e parecchia tv. La classica promessa mancata, come ha detto qualcun'altro.

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    1. H2Odio l'ho visto,e la cosa che ho pensato è stata:Americani vi prego rifatelo voi,così viene una figata.L'idea della gemella sopravvissuta, l'isola etc etc poteva venire un filmone,se ci fossero state delle attrici brave ed una produzione coi controca**i.

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    2. H2Odio è uno di quei film che avrei sempre voluto vedere ma siccome ne ho lette le peggio cose alla fine ho deciso di lasciare perdere. Ce ne sono tanti di film italiani che meriterebbero comunque un cast internazionale pur lasciando una regia nostrana, eh...

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  12. Mi dispiaceva aver perso il film,adesso non mi dispiace più,grazie Bolla <3 !
    Le altre rece non le leggo neppure,non c'è nulla che mi interessi manco di striscio ;)

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  13. Non l'ho visto, ma quello degli attori cani è un problema nazionale. Ho visto di recente "Il ragazzo invisibile" e non fosse stato per la recitazione, ma anche solo per la dizione, mi sarebbe piaciuto. E dire che abbiamo doppiatori ottimi.

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    1. E' quello purtroppo che mi frena il più delle volte e che mi porta a dare giudizi pessimi su film che invece sarebbero anche carini. Non capisco davvero perché succeda questo...

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    2. Il ragazzo invisibile è l'APOTEOSI del recitato male :P

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    3. E' questo che mi frena dal vederlo!

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  14. Mai visto niente di Infascelli, ci credi? Immagino sia colpa di tutte le cose BELLIIIIISSSIME che ho letto su H2Odio.

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    1. Ci credo, anche io H2Odio l'ho evitato per i tuoi stessi motivi!

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  15. Ho rivisto la pellicola in questione pure io qualche anno addietro e proprio come te, la ricordavo molto più riuscita di quanto non fosse. Infascelli all'epoca sembrava fosse il nuovo Argento, ma dopo "Il siero della Vanità" ho deciso di non recuperare più nulla del regista.

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    1. Forse è stato etichettato troppo presto e male, chissà. Vittima di alte aspettative, peccato perché registicamente parlando Almost blue è molto interessante..

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  16. Ricordo che al tempo non mi dispiacque affatto, lo comprai anche in vhs! Riguardandolo ora, chissà...

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    1. All'acquisto VHS non ero arrivata, solo all'affitto :P

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