domenica 3 aprile 2016

Desconocido - Resa dei conti (2015)

Spinta da un paio di consigli recuperati in rete, ho deciso di dare una chance a Desconocido - Resa dei conti (El desconocido), diretto nel 2015 dal regista Dani de la Torre.


Trama: mentre sta accompagnando i figli a scuola il consulente finanziario Carlos riceve una telefonata da uno sconosciuto, che lo minaccia comunicandogli dell'esistenza di una bomba all'interno della macchina. Lo sconosciuto vuole più di 300.000 euro, in caso contrario Carlos e i figli esploderanno...


Tutto mi aspettavo da Desconocido ma non di passare la prima ora di film in preda all'ansia. Dotato di uno stile più americano che europeo, il film di Dani de la Torre ha, almeno nella prima parte, la stessa potenza della bomba che minaccia di far saltare in aria Carlos e i suoi figli perché riesce a concentrare all'interno di un ambiente chiuso come quello di un SUV non solo la minaccia di un ordigno pronto a deflagrare non appena i tre occupanti della macchina dovessero scendere a terra, ma anche le palesi dinamiche astiose presenti in una famiglia allo sfascio, dove i figli non hanno più rispetto né fiducia nei confronti di un padre troppo impegnato col lavoro per riuscire a costruire un legame con loro. Per il resto, la trama è molto semplice, quasi stringata: c'è una bomba nella macchina, Carlos viene minacciato telefonicamente da uno sconosciuto che vuole dei soldi PROPRIO da lui, per svariati motivi che non sto a spiegarvi c'è la necessità urgente di fare una sosta in ospedale ma il malvivente telefonico non ne vuole sapere. Punto. La storia di Desconocido è tutta qui ed effettivamente, una volta esauriti il rush iniziale e la botta di adrenalina, la pellicola si affloscia ricercando spiegazioni relative all'identità dell'attentatore che, pur essendo legate ad una triste realtà economica e sociale, poco importano allo spettatore, perlomeno non all'interno di questo genere di film, e anche il "gioco" della bomba perde di verve dal momento in cui lo sceneggiatore Alberto Marini (già autore di quel Bed Time devo ancora vedere) preferisce la staticità di un assedio al sovraccarico sensoriale dell'inizio.


Il dinamismo della prima parte nasce non solo dalla sceneggiatura ma da precise scelte di regia e montaggio, quest'ultimo serratissimo, mentre la telecamera passa dai primi piani minacciosi del telefono cellulare a quelli disperati di Carlos e dei suoi figli. Il resto della pellicola si assesta su sentieri più conosciuti, meno "coraggiosi" se vogliamo, resi tuttavia ancora abbastanza interessanti dall'utilizzo di bravi caratteristi. Non si può dire, infatti, che Luis Tosar non regga praticamente da solo il peso di un film che lo vede come unico protagonista o quasi; i figlioli, bontà loro, sono due peppie della peggior specie che farebbe molto piacere vedere morti nei modi peggiori (soprattutto la figlia, con quella faccetta odiosa) e Tosar ha un bel da fare ad interpretare il triplice ruolo di consulente finanziario senza scrupoli, padre sull'orlo di una crisi di nervi e ostaggio alla disperata ricerca di un modo per fuggire da una situazione insostenibile. Altrettanto bravi Fernando Cayo, che interpreta un ispettore abbastanza peculiare, e soprattutto la carismatica Elvira Mínguez, donna dal pelo sullo stomaco alto tre dita, molto mascolina e particolare, mentre il colmo del diludendo arriva alla scoperta dell'identità del "desconocido", non tanto per le motivazioni che lo spingono (comprensibilissime, per carità), bensì per l'utilizzo di un attore poco capace a catturarsi quel minimo di empatia necessaria per una trama come quella del film. A parte questo, Desconocido è un'ottima pellicola per una serata ad alto tasso di adrenalina; vi conviene recuperarlo prima che qualche furbone americano ne giri un remake, anche perché la possibilità che ciò avvenga è davvero molto alta!


Di Luis Tosar, che interpreta Carlos, ho già parlato QUI.

Dani de la Torre è il regista della pellicola. Spagnolo, anche sceneggiatore e produttore, è al suo primo lungometraggio e ha 41 anni.


Fernando Cayo, che interpreta l'ispettore Espinosa, era il marito di Belén Rueda in The Orphanage. Detto questo, se Desconocido - Resa dei conti vi fosse piaciuto recuperate In linea con l'assassino o Buried - Sepolto. ENJOY!


14 commenti:

  1. mi era piaciuto fino al piano sequenza centrale nella piazza di La coruna, poi diventa rimasticato e anche un po' scritto superficialmente, cmq ben girato non me lo aspettavo dagli spagnoli questo piglio action, però per me discreto...

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    1. Sì, da lì in poi si affossa un po'. Comunque un prodotto valido nel complesso!

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  2. Non ci avrei scommesso, e invece mi hai messo una buona dose di curiosità.
    Lo recupero. O almeno ci provo. :)

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    1. Ahah con due trottole per casa diventa più ostico darsi al cinema eh? Dai, piano piano recuperi anche questo! :)

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  3. La trama in effetti sembra molto "americana".

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    1. Sì, e neppure troppo originale. Però è molto ben fatto :)

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  4. E' da un po di tempo che dal Cinema iberico arrivano segnali molto interessanti, "El Desconocido" nè è uno.

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    1. Sì, un po' poco iberico ma comunque gradevole :D

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  5. Io non l'ho retto, tutte quelle urla, quei bambini insopportabili e quel padre cialtrone mi hanno innervosito dal primo all'ultimo minuto. E quando anche la trama si ammoscia, arrivando a quel buonismo pieno di spiegoni, dalla poltroncina volevo alzarmi io, altro che bomba :)

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    1. Lo spiegone finale ammoscia tutto ma l'inizio l'ho apprezzato anche e soprattutto per le dinamiche familiari isteriche. C'è da dire che io l'ho guardato in spagnolo, quindi sono rimasta molto affascinata anche dall'utilizzo della lingua in sé... devianza personale :P

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  6. Mi viene da dire "buona la prima", mi tocca vederlo per capire al 100%

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    1. Guardalo, secondo me potrebbe piacerti! :)

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  7. Ottima e molto tesa la prima parte, però a me non è dispiaciuta nemmeno la seconda. Non del tutto riuscita, ma da incoraggiare per aver cercato di inserire un contesto attuale all'interno di un thriller classico.

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    1. Il contesto l'ho apprezzato anche io ma è comunque troppo verboso per questo genere di film :)

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