venerdì 16 settembre 2016

La famiglia Fang (2015)

Attirata dal trailer e dalla bontà degli interpreti, la settimana scorsa ho guardato La Famiglia Fang (The Family Fang), diretto nel 2015 dal regista Jason Bateman e tratto dal romanzo omonimo di Kevin Wilson.


Trama: i fratelli Annie e Baxter Fang sono due ex bambini prodigio che i genitori utilizzavano durante le loro famosissime performance di "sketch interattivi". Cresciuti con mille problemi, sono costretti a riallacciare i rapporti con i loro genitori solo per poi vederli scomparire, presumibilmente morti in un incidente stradale. Mentre Baxter accetta il triste destino toccato alla coppia, Annie si convince che l'incidente sia l'ennesimo sketch messo in piedi dai due e costringe il fratello ad indagare...



La famiglia Fang è uno di quei film potenzialmente interessanti, con tutte le carte in regola per piacere che, invece, si ammoscia e delude senza un perché. Non è una brutta pellicola La famiglia Fang, intendiamoci. La trama si concentra sulla strana vita di due ex bambini prodigio, "costretti" dai genitori a partecipare a spettacoli teatrali estemporanei, assai simili a delle candid camera, come Bambino A (Annie) e Bambino B (Baxter); le immagini della famiglia divertita, con i bambini allegri complici delle trovate dei genitori, fanno a pugni con l'alcoolismo in cui si è rifugiata Annie, attrice ormai in declino, e l'indigenza nella quale è costretto a vivere Baxter, scrittore privo di ispirazione. Proprio un incidente accorso a quest'ultimo spinge i membri della famiglia a ritrovarsi ma l'irriverenza artistica che caratterizzava le vecchie performance di Caleb e Camille (questi i nomi degli anziani genitori) si è ormai prosciugata in una costante, trita e deprimente ripetizione delle gag passate, aggravata dal cambiamento dei tempi e dalla palese incapacità di Caleb di affrontare la triste realtà dell'inevitabile declino artistico. La riunione di famiglia, funestata da litigi e risentimenti, dura poco perché Caleb e Camille, dopo essere partiti per un viaggio, scompaiono, lasciando supporre di essere stati vittime di un incidente conclusosi con un rapimento e, presumibilmente, la loro morte; Baxter accetta la cosa con rassegnazione mista a sollievo mentre Annie si convince che questa sia l'ennesima "bufala" ordita dai genitori, cosa che porta i due ad indagare. E' qui che il film si impantana nei suoi difetti perché, se è vero che il contrasto tra passato e presente è interessante quanto l'analisi fatta sul personaggio di Caleb e sulla natura dell'Arte, la parte "gialla" che costituisce l'ossatura della pellicola è priva di mordente, Annie e Baxter sono la quintessenza dello stereotipo del bambino prodigio cresciuto male e quel paio di personaggi di contorno sembrano quasi pretestuosi nella cieca fiducia che provano nei confronti delle opere dei Fang.


La trama del romanzo di Kevin Wilson richiama molto le atmosfere tanto care a Wes Anderson, tanto da rievocare spesso I Tenenbaum (Caleb e Camille sono due genitori terribili tanto quanto Royal Tenenbaum, hanno traumatizzato i figli, anzi continuano a farlo, eppure non capiscono di essersi comportati da egoisti e perseverano nei loro errori), tuttavia La famiglia Fang manca di stile per quel che riguarda scenografie, costumi e regia, salvandosi giusto nelle già citate sequenze ambientate nel passato. Jason Bateman come attore drammatico ha il suo perché, come produttore e regista è comunque coraggioso nel suo desiderare di mettersi alla prova, ma La famiglia Fang è sostenuta giusto da una bellissima colonna sonora, composta da Carter Burwell, e dalla splendida prova d'attore di Christopher Walken. Sarà perché il resto del cast non brilla (perlomeno la Kidman sembra meno rifatta del solito, è già qualcosa...) o sarà perché ultimamente al povero Walken toccavano solo comparsate di dubbio gusto in film sempre più maffi, bisogna dire che il personaggio di Caleb calza alla perfezione al sempre inquietante attore ed è uno dei ruoli migliori che lo hanno visto impegnato recentemente. Papà Fang è infatti una persona orribile che non esita a manipolare i suoi familiari per "amor d'Arte", imponendo drastiche scelte di vita persino alla moglie succube, e i dialoghi che lo vedono protagonista sul finale o durante il finto documentario che viene mostrato nel corso della pellicola sono agghiaccianti, al punto da stringere il cuore; la bravura di Walken è quella di farci scoprire la vera natura di Caleb attraverso improvvisi scatti d'ira che distruggono la facciata gioviale dell'uomo, costringendo non solo i suoi familiari ma soprattutto gli spettatori a provare le stesse sensazioni di spiacevole sorpresa sperimentate dal pubblico delle performance artistiche dei Fang. Onestamente, Walken è l'unico elemento che mi sento di salvare in toto all'interno di una pellicola dalla quale mi aspettavo ben di più, anche se ammetto che ora la curiosità di leggere il romanzo mi è venuta. Insomma, bene ma non benissimo. Provaci ancora, Bateman!


Del regista Jason Bateman, che interpreta anche Baxter Fang, ho già parlato QUI. Kathryn Hahn (Camille da giovane), Nicole Kidman (Annie Fang), Christopher Walken (Caleb Fang) e Harris Yulin (Hobart Waxman) li trovate invece ai rispettivi link.


Se La famiglia Fang vi fosse piaciuto recuperate I Tenenbaum. ENJOY!

11 commenti:

  1. La Famiglia Fang è uno di quei film che non riesco ad inquadrare dal trailer. E non ti nego che mi fa venire voglia di vederlo.

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    1. Purtroppo il trailer è meglio del film, un po' fiacco.

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  2. Anche a me ispirava, ma ultimamente mi sta passando la voglia di vederlo, nonostante Walken :/ e che tristezza la Kidman, pensare che era una bellissima donna...

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    1. La Kidman qui non è nemmeno così rifatta come in altri film ma è indubbio che ormai i suoi fasti sono lontanissimi...

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  3. Non so se mi ispira, credo lascerò perdere per film più in linea con i miei gusti.

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  4. anche per me una mezza delusione, Walken salva tutto, o almeno porta tutto a sufficienza...

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    1. Walken è davvero un mostro e il suo personaggio è oggettivamente quello scritto meglio. Il resto è un po' banale...

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  5. Delusa allo stesso modo, con una storia così e un cast così, poteva venirne fuori qualcosa di bellissimo. E invece, è peggio che brutto, piuttosto inutile e dimenticabile.

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    1. Dimenticabile è la parola giusta, ahimé.

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  6. vorrei vederlo, ma soprattutto vorrei leggere il romanzo che magari è più memorabile del film. Chissà, magari approfitto dei Fazi al -25% ;)

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    1. Non sapevo fosse stato tradotto anche da noi, quasi quasi lo infilo nell'e-reader allora!

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