martedì 7 febbraio 2017

Smetto quando voglio: Masterclass (2017)

Lo aspettavo più di La La Land e, alla faccia della febbre da Oscar che ha portato gli spettatori a guardare La battaglia di Hacksaw Ridge, sabato sono corsa a vedere Smetto quando voglio: Masterclass, diretto e co-sceneggiato da Sidney Sibilia.


Trama: accusati di svariati crimini, i membri della cosiddetta "banda dei ricercatori" si riuniscono per aiutare la polizia a stroncare sul nascere il traffico di smart drugs, con esisti imprevedibili...


Smetto quando voglio è stato uno di quei film che nel 2014 mi aveva folgorata e, come ben sapete, è MOLTO raro che un film italiano mi faccia questo effetto. La magica combinazione tra sceneggiatura esilarante, regia accattivante ed interpreti effettivamente molto bravi era riuscita nella non facile impresa di entusiasmarmi parecchio e quando è uscita la notizia di un sequel (assieme al quale è stato girato in contemporanea, alla Matrix, il terzo capitolo della saga, che chissà quando uscirà però!), confermata poi dai trailer, il mio fanciullino interiore è esploso di felicità. Ma, per restare in tema Matrix, questo Masterclass è maffo come Matrix Reloaded ed è riuscito a spalancare le porte del diludendo? Assolutamente no! Il secondo capitolo della saga dedicata alla banda dei ricercatori ha le stesse caratteristiche positive del primo film ma è in qualche modo più "rilassato": conoscendo il "gioco" da cui è partito tutto, gli sceneggiatori hanno investito Pietro e soci di una specie di aura supereroistica, votandoli alla causa del bene e trasformandoli in una task force speciale impegnata a riconoscere e debellare quelle stesse smart drugs che li avevano arricchiti nel primo film. L'intento di critica sociale è quindi venuto un po' meno e il piglio del film è diventato più avventuroso, tanto che gli stessi personaggi ammettono ad un certo punto di preferire la vita sregolata della banda a quella precedente, in quanto finalmente le loro capacità vengono messe al servizio di un bene più grande, ma quello che non è diminuito è il divertimento dello spettatore. Senza fare troppi spoiler, allo zoccolo duro della banda vengono aggiunti un paio di altri membri i quali, a mio avviso, sono un po' il punto debole del film (non che non siano simpatici ma tolgono spazio a beniamini quali per esempio Mattia, Arturo e Bartolomeo) e il tutto viene reso ancora più interessante perché Masterclass è costruito come un lunghissimo flashback che racconta parte di ciò che è accaduto a Pietro e soci tra l'arresto e la nascita del figlio suo e di Giulia, pargoletto che vediamo alla fine del primo film.


Aggiungere altro sulla trama sarebbe un delitto, anche perché sul finale Masterclass prende una direzione ancora diversa, quindi spenderò giusto un paio di parole sulla realizzazione. Per quel che riguarda la regia, Sydney Sibilia riprende lo stile "acido" e moderno del primo film, abbondando in  panoramiche rapide, primissimi piani, prospettive "strane" e omaggi ad altre pellicole sullo stesso filone: personalmente, ho apprezzato tantissimo la citazione di A Scanner Darkly di Richard Linklater, con l'introduzione della tecnica del rotoscoping  in un momento assolutamente calzante. Il montaggio serrato, la fotografia carica e la colonna sonora (un mix di musiche d'atmosfera e successi punkettoni) fanno il resto e rendono Masterclass un prodotto tecnicamente superiore rispetto alla media delle commedie italiane che ci vengono propinate mensilmente, in più questa volta c'è stato un aumento dei budget per quello che riguarda scenografie ed effetti speciali e si vede (la sequenza finale sul treno e l'inseguimento all'interno del parco archeologico sono realizzati benissimo). Gli attori, dal canto loro, sembrano ormai perfettamente a loro agio con i personaggi interpretati e vederli azzuffarsi sullo schermo è come avere davanti dei vecchi amici, magari un po' più colti, con i quali cazzeggiare la sera; se Edoardo Leo, Fresi e i già citati Valerio Aprea, Libero De Rienzo e Lorenzo Lavia, ai quali vanno aggiunti gli immancabili e fantastici Pietro Sermonti e Paolo Calabresi, danno come sempre il bianco, le nuove aggiunte non sono male (soprattutto l'avvocato esperto in diritto canonico!) e l'unico neo del cast restano come sempre le pochissime quote rosa, poco incisive se paragonate ai colleghi uomini. Insomma, la banda dei ricercatori è tornata alla grande e l'unico vero difetto del film è l'attesa di Smetto quando voglio - Ad Honorem che, sinceramente, avrei voluto guardare appena finito Masterclass. Non farmi aspettare troppo, Sydney!!


Del regista e co-sceneggiatore Sydney Sibilia ho già parlato QUI. Edoardo Leo (Pietro Zinni), Paolo Calabresi (Arturo), Libero De Rienzo (Bartolomeo), Pietro Sermonti (Andrea) e Valeria Solarino (Giulia) li trovate invece ai rispettivi link.

Stefano Fresi interpreta Alberto Petrelli. Nato a Roma, ha partecipato a film come Almost BlueRomanzo criminale, La prima volta (di mia figlia) Al posto tuo. Anche compositore, ha 42 anni e un film in uscita, l'imminente Smetto quando voglio: Ad Honorem.


Valerio Aprea interpreta Mattia Argeri. Nato a Roma, ha partecipato a film come Nessuno mi può giudicare, Boris - Il film, Smetto quando voglio e a serie come La squadra, Incantesimo 4, Il maresciallo Rocca e Boris. Ha 49 anni e un film in uscita, Smetto quando voglio: Ad honorem.


Lorenzo Lavia interpreta Giorgio. Nato a Roma, figlio di Gabriele Lavia, ha partecipato a film come La lupa, Smetto quando voglio e a serie come Don Matteo. Ha 45 anni e un film in uscita, Smetto quando voglio: Ad honorem.


Luigi Lo Cascio interpreta Walter Mercurio. Nato a Palermo, lo ricordo per film come I cento passi, La meglio gioventù e Buongiorno notte. Anche regista e sceneggiatore, ha 50 anni e due film in uscita, tra i quali Smetto quando voglio: Ad honorem.


Greta Scarano interpreta Paola Coletti. Nata a Roma, ha partecipato a film come Suburra e a serie quali Don Matteo, Romanzo criminale - La serie e Squadra antimafia. Ha 29 anni.


Rosario Lisma, che interpreta l'avvocato Arturo, era stato il padre del protagonista nel film La mafia uccide solo d'estate. Del film esiste anche un fumetto uscito la settimana scorsa in allegato alla Gazzetta dello sport, scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Giacomo Bevilacqua; l'ho preso e sinceramente non è nulla di che ma come gadget è una cosa simpatica, anche perché si trova con quattro diverse cover variant. Meglio recuperare Smetto quando voglio se vi fosse piaciuto Masterclass e attendere con gioia Ad Honorem! ENJOY!

31 commenti:

  1. Su due cose sono d'accordo: la comunque superiorità del film a qualsiasi altro italico prodotto di presunto stile comico, e la rilassatezza assoluta di questo secondo episodio. Una rilassatezza cosi evidente da non far gridar più a nessun miracolo e far ridere con il contagocce. Contento per te che sia rimasta soddisfatta dopo la prova Maiuscola dell'esordio, ma il grosso passo indietro è innegabile. Difficile che mi becchi pure il terzo episodio ora, o forse si, ma con la clausola che "smetto quando voglio"... ;)

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    1. Sicuramente si ride di meno ma, come dice Sauro sotto, il film è più strutturato e il cliffhanger finale è degno di un film aMMeregano! :)
      Quindi ben venga Ad Honorem!

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  2. Secondo me invece è nettamente superiore al primo episodio: stavolta si ride molto meno ma si guadagna in ritmo, costruzione, sceneggiatura e spessore cinematografico. E' insomma un film "vero", molto più maturo rispetto agli sketch fragili (seppur carinissimi) del primo capitolo. Non sembra nemmeno un film italiano per lo stile che adotta e per la capacità di reggere azione e toni da dark-comedy. Mi è piaciuto molto.

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    1. Io aspetto che esca l'ultimo per riguardarmi la trilogia per intero e fare eventuali confronti, anche per il primo film mi era piaciuto davvero tantissimo. Questo è ancora diverso, hai ragione su tutto, ed è molto intelligente il modo in cui si è ricollegato al primo :)

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  3. Recuperato il primo con gran godimento, mi appresto a lanciarmi sul secondo, magari con l'ultimo mercoledì a 2€!

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    1. Assolutamente, non te lo perdere!! :)

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    2. E grazie anche per il commento sul fumetto. Fra l'altro anche Fumettologica ne parla malissimo. Lo eviterò.

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    3. Dagli autori coinvolti sinceramente mi aspettavo di più e ti dirò che sono deludentissime anche le varie cover: io ho cercato (e trovato, nonostante la distribuzione vergognosa) quella di Zerocalcare ma la prima reazione, condivisa anche con l'amico che mi ha gentilmente comprato il fumetto, è stata "Ma come? Sembra fatta parecchio a tirar via...". Insomma, a differenza del film mi è parso in generale un lavoro poco curato. Peccato!

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  4. A me il primo era piaciuto, ma non esageratamente. Quell'anno, ad esempio, avevo preferito i Manetti Bros con Song'e Napule. Da me non so se arriverà.
    In caso, con la scusa del cinema a due ore, espatrio e lo guardo. :)

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    1. *a due euro (due ore di macchina no, non me le faccio!) :-P

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    2. Non lo so, Song'e Napule già dal titolo mi terrorizza, ho qualche problema con l'accento napoletano, che alla lunga mi fa salire il Salvini come quello torinese e quello genovese di Brumotti (che pure dovrei apprezzare, in quanto ligure. E invece no -.-)
      Col cinema a due euro DEVI andarlo a vedere!!!

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    3. Comprendo, ma al cinema l'accento mi piace. Gli attori automi con la dizione perfetta mai piaciuti. Poi qui, volutamente, è buffo e caricaturale. C'è il personaggio neomelodico dello stesso Morelli (Lollo Love, lo ricordo a distanza di anni!) che è meraviglioso. Poi è anche un discreto hard boiled. Devi vederlo!

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    4. Dipende dall'accento. Cioé, in un film come Smetto quando voglio è funzionale e lo adoro, in altri film mi fa venire solo voglia di morire XD
      Oddio, Lollo Love non ce la faccio!!! XDXD

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  5. A me non aveva convinto il primo, troppo sopravvalutato, e penso non mi convincerà neppure questo. ;)

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    1. Una chance dagliela comunque, magari a casa. Come ha detto Sauro, qui si sondano altri terreni e secondo me come film "d'avventura" potrebbe anche piacerti :)

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  6. E' sempre questo il problema dei sequel, rarissime volte riesce a ricreare la magia del primo, comunque lo vedrò anche se forse mi deluderà ;)

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    1. Più che diludendo, ti salirà la scimmia di vedere il terzo XD

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  7. Lo vado a vedere stasera... :D
    Il primo l'ho amato ora vediamo questo com'è ;)

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    1. Spero ti piaccia quanto è piaciuto a me :)

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  8. E beh, capisco il perché dell'attesa :D
    Io lo vedo in settimana, lo vorrei vedere mercoledì al cinema day... Ma solo a pensarci mi viene la febbre. Da noi il multisala è sempre pieno, devi fare a cazzotti per entrare.

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    1. Anche da noi, infatti ho adottato l'atteggiamento snob e vado quando pare a me pagando di più. Purtroppo non ho orari di lavoro che mi consentano di comprare i biglietti all'apertura del multisala...!

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  9. bene bene... temevo il peggio... contento dato che il precedente mi aveva veramente divertito...

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    1. Secondo me è ulteriormente "maturato". Spero ti possa piacere! :)

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  10. Il primo era stato presentato al BFI di Londra, quindi magari questo secondo capitolo riuscirà a sbarcare negli UK! Nel frattempo, in attesa di un miracolo, Dio benedica l'Home cinema che mi regala Bellocchio e i suoi bei sogni! ;-)

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    1. Chissà, speriamo. Altrimenti al primo viaggio nella Terra di Albione ti porto un DVD XDXD

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  11. Il primo mi era piaciuto parecchio, però devo dire che l'annuncio dei sequel non è che mi abbia entusiasmato troppo...
    Comunque se dici che non è un diludendo comincio a riprendere fiducia. :)

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    1. Io mi sono divertita come una cretina ma non faccio testo, adoro la banda! :P

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  12. La prima parte soffre della "sindrome Avengers", ovvero quella di aumentare il numero dei personaggi con relative presentazioni. Personaggi che non incidono significativamente sulla storia, andando un po' a tagliare il tempo in scena di Alberto (stavolta messo un po' in disparte mentre nel primo film secondo me era il personaggio top che racchiudeva in se un po' tutte le tematiche del film) e Bartolomeo. Edoardo Leo è una figura ma recita sempre con lo stampino e anche la storia con Giulia è tirata per le lunghe. Alcune gag son carine ma manca la spontaneità del primo film, l'effetto novità che si perde per forza di cose nella serialità. Tecnicamente non si discute e accontentarsi che sia il meglio del cinema italiano è cosa da poco, visto il livello che c'è in giro.

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    1. Il poco tempo riservato ad Alberto ha fatto patire anche me, come ho detto su i personaggi nuovi sono simpatici ma gli originali non si battono. Detto questo, per pronunciarmi definitivamente attendo il terzo capitolo!!

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    2. Ma poi dai battute come "c'è stata un'aspra diatriba legale" "prestazione puramente celebrativa" "eh no p***ino no, ti sto parlando di dinamiche personali anche di una certa complessità" "segna, bisogna risolvere questa cosa della secchezza delle fauci!" sono delle perle che in questo seguito manco l'ombra. In ogni caso, aspettiamo il terzo!

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    3. Ahahah oddio quanti ricordi! Che voglia di riguardare il primo capitolo!! XDXD

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