martedì 27 marzo 2018

I simili (2015)

L'avevo puntato qualche tempo fa leggendone QUI e facendo un giretto su Netflix ho recuperato I simili (Los Parecidos), diretto e sceneggiato nel 2015 dal regista Isaac Ezban. Il post sarà più breve del solito in quanto qualunque spoiler sarebbe peccato mortale!


Trama: in una notte di pioggia, nel 1968, delle persone si ritrovano in una stazione degli autobus dove cominciano ad accadere delle strane cose...


Ho scelto I simili all'interno dello sterminato catalogo Netflix perché cercavo un film breve da guardare nel solito ritaglio di tempo, senza sapere altro a parte che a Simone era piaciuto parecchio, e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Di sicuro non mi sarei aspettata una pellicola delirante e zeppa di idee, che sfrutta le atmosfere e i topoi della fantascienza anni '60 contaminandole col body horror (nell'accezione più stretta del termine) e a qualcosa di più sottilmente Lovecraftiano, spiazzando lo spettatore a più riprese con una serie di dettagli apparentemente stridenti che acquistano significato con il prosieguo della visione. Isaac Ezban è bravissimo a creare suspance fin dall'inizio, affidando ad un narratore onnisciente (affiancato da alcune trasmissioni radio sempre più inquietanti) il compito di catturare l'attenzione dello spettatore prima ancora che lo facciano i due protagonisti con i loro problemi e l'arrivo di personaggi sempre più strani e misteriosi. All'inizio abbiamo Ulìses, che deve raggiungere l'ospedale dove la moglie sta per partorire, e Irene, incinta e in fuga da un marito violento; tutti e due hanno scelto l'autobus come mezzo di trasporto ma, a quanto pare, Città del Messico è completamente bloccata da piogge torrenziali e le corriere sono tutte in ritardo, i telefoni non funzionano, i taxi sono troppo costosi, il bigliettaio scorbutico non aiuta, dopo un po' le persone all'interno della stazione cominciano a stare male e molte di esse hanno qualcosa da nascondere, in parole povere è un gran casino. Ed è un gran casino per me scrivere de I simili senza fare spoiler perché il bello di un film simile è guardarlo senza sapere nulla, tornando alle atmosfere innocenti ma sicuramente terrificanti di un tipo di Cinema "vecchio" (senza dimenticare serie come Ai confini della realtà!), all'interno del quale la storia conta più dell'effetto speciale e dove persino le idee più spregiudicate e assurde acquistano una loro "serietà". Più volte, durante la visione de I simili, mi sono ritrovata a ridere come una pazza e un istante dopo a vergognarmi per averlo fatto, in quanto le implicazioni di ciò che viene raccontato nel film vanno a braccetto con la fantascienza più pessimista e i Dylan Dog più riusciti, portando lo spettatore a dubitare non solo di ciò che viene mostrato sullo schermo... ma anche a fare paranoiche considerazioni sul proprio concetto di realtà.


Quello che vorrei consigliare ai quattro gatti che staranno leggendo queste righe è di non farsi influenzare dall'apparente "pochezza" della messa in scena de I simili. Ezban gira (a mio avviso benissimo, senza arzigogoli ma con molta dimestichezza) con l'ausilio di una cinepresa digitale le cui immagini nitidissime sono state in seguito sporcate dal direttore della fotografia ricavandone un meraviglioso effetto vintage e lo stesso gusto per il "vecchio" caratterizza i pochi effetti speciali, i quali talvolta potrebbero fare gridare all'orrore più di un perfezionista. A questo bisogna aggiungere che gli attori non sono propriamente indimenticabili, soprattutto le donne, nonostante ci siano una faccia in particolare che rimane impressa, grazie a un'incredibile sinergia di casting, make-up e sceneggiatura, e un'altra che per me è già diventata sinonimo di assoluto ed inaspettato disagio. Tutto questo però, ripeto, non deve condizionarvi perché I simili è un meraviglioso giocattolo con un cervello, che non si limita a cavalcare l'onda della nostalgia presentandosi come l'ennesimo prodotto di vuota forma priva di sostanza; nel marasma dell'offerta Netflix e nel delirio di prodotti sci-fi horror che stentano a raggiungere il livello di sufficienza eppure lo stesso invadono cinema e mercato dell'home video, I simili è un'opera capace di lasciare il segno e farsi ricordare con piacere dallo spettatore talmente fortunato da riuscire a vederla. Se amate i film un po' weird e la fantascienza con leggere contaminazioni horror non potete proprio farvelo scappare anche perché rischiate che lo tolgano!

Isaac Ezban è il regista e sceneggiatore della pellicola. Messicano, ha diretto film come The Incident. Anche produttore e tecnico degli effetti speciali, ha 32 anni e un film in uscita.


Fernando Becerril, che interpreta Martín, oltre ad essere un attore molto prolifico in patria ha partecipato anche a pellicole dal respiro più internazionale come L'insaziabile, La maschera di Zorro e Viaggio in paradiso; Humberto Busto, che interpreta Álvaro, aveva invece già lavorato con Ezban nel film The Incident, in qualche modo "collegato" a I simili e disponibile anch'esso su Netflix. Detto questo, se I simili vi fosse piaciuto potreste recuperare L'invasione degli ultracorpi, Terrore dallo spazio profondo e La cosa. ENJOY!


2 commenti:

  1. Me lo segno!
    Mi ricorda molto i film dell'horror classico.

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    Risposte
    1. Sì, omaggia gli horror/sci-fi anni '60 ma ha un gusto per l'assurdo tutto particolare. Guardalo perché non saprei descriverlo meglio!

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