Terzo appuntamento col Bollodromo! Pensando e ripensando su cosa fare di questa rubrica sono arrivata comunque alla conclusione che vorrei parlare solo di cose belle, quindi niente critiche negative a meno che non abbia proprio un desiderio folle di mettere in guardia eventuali lettori (qualcuno ha detto Anderdedoum?) e niente post su cose MEH come per esempio Old Boy, tanto bello il film quanto deludente, almeno per la risoluzione finale, il manga. Dopo questo sproloquio, bando alle ciance e parliamo di un e-book che ho adorato: My Little Moray Eel di Lucia Patrizi! ENJOY!
Di cosa parla?
My Little Moray Eel è la storia di Sara, una ragazza dotata di un potere assai particolare che le consente di comunicare con le creature marine. Quando scoppia una guerra tra i terrestri e una popolazione di umanoidi che vivono sott'acqua, Sara si ritrova nel mezzo, dolorosamente costretta a scegliere tra i due mondi, quello in cui è nata e quello dove vorrebbe vivere...
Perché mi è piaciuto?
Io sono nata in Liguria ma non amo la spiaggia e il mare mi fa paura; lo rispetto ma mi intimorisce e le sue profondità mi terrorizzano, tanto che di notte non ho mai fatto un bagno. Allo stesso modo, se c'è un essere vivente che mi fa ribrezzo è proprio la murena, con quel muso "cattivo" e gli occhi inquietanti. Paradossalmente, leggere My Little Moray Eel mi ha fatto invece desiderare ardentemente di riuscire a trovare il coraggio di indossare una muta ed esplorare il mondo sconosciuto che Lucia ama così tanto, un amore che è stata in grado di riversare in ogni singola frase del suo splendido racconto. La murena (o meglio, Lui, come viene chiamato da Sara) attraverso gli occhi dell'autrice si trasforma in una creatura maestosa, nobile e bellissima, con la quale la protagonista vive un doloroso e complesso sentimento di amore, amicizia e reciproca dipendenza, raccontato con toni sussurrati e delicati. Altrettanto delicato è il modo in cui Lucia tratteggia Sara, una ragazza come tante altre, forse un po' più schiva, benedetta e maledetta da un potere che le donerà la possibilità di fare esperienze incredibili ma che, purtroppo, le impedirà di "vivere" nel senso più ampio del termine. La terribile guerra tra terrestri ed esseri marini, com'è giusto per un'appassionata di horror come Lucia, colpisce allo stomaco e regala momenti di vera ansia ma, in definitiva, sono Sara, Lui e il loro amico Ilio ad essere davvero importanti, sono la loro storia e il loro destino ad appassionare e, soprattutto, commuovere come poche altre cose lette ultimamente.
E quindi?
E quindi noi italiani leggiamo poco e ci buttiamo a pesce sui soliti autori stranieri, io per prima, quando invece c'è una marea di persone che scrivono per passione proprio ad un passo da noi. Lucia ha messo l'anima in questo lavoro e si vede, ma non solo: la storia scorre via in un soffio, lo stile è semplice e pulito, i dialoghi sono realistici e piacevoli da leggere. Poi certo, quando sarete arrivati all'ultima pagina rischierete di passare mezz'ora a piangere come ho fatto io ma ne sarà valsa la pena, fidatevi! E se volete ulteriori informazioni su My Little Moray Eel potete andare su Il giorno degli zombi, il blog dove è nato tutto!
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lunedì 6 ottobre 2014
domenica 28 settembre 2014
Il Bollodromo #2 - Letture estive
Torna il Bollodromo per un secondo appuntamento di sproloqui non cinematografici! Dato l'argomento ormai penserete che il Bollodromo si focalizzerà esclusivamente sui libri ma è solo un caso, effettivamente: ancora non so bene come gestire questo spazio (lo avrete capito!) ma mi piacerebbe anche parlare di serie TV, anime, manga, fumetti, viaggi, "esperienze", piccole manie, amori effimeri... insomma, di tutto quello che fa parte della mia vita. Per esempio, a fine ottobre sarò sicuramente a Lucca Comics in solitaria per tre giorni di immersione totale nel mondo nerd e mi piacerebbe scrivere un report dell'esperienza visto che non ho mai fatto un viaggio da sola, per quanto breve, né ho avuto modo di stare al Lucca Comics per più di mezza giornata risicata quindi probabilmente avrò un sacco di cose di cui parlare... vedremo! Nel frattempo vi lascio alle poche ma interessanti letture che hanno accompagnato la mia estete... ENJOY!
La vendetta del diavolo
Autore: Joe Hill
Titolo originale: Horns
L'ho letto perché: a breve uscirà il film omonimo di Alexandre Aja, avente Daniel Radcliffe come protagonista. Non volevo arrivare all'appuntamento impreparata.
Di cosa parla? Il libro racconta la storia di Ig, ingiustamente sospettato da tutti di avere violentato e ucciso l'amore della sua vita. Dopo un anno e una sbronza particolarmente pesante Ig si sveglia con un paio di corna dotate di un incredibile potere...
Mi è piaciuto? Moltissimo. Joe ha ereditato l'abilità paterna di evocare mostri "della porta accanto" paurosamente credibili e in più riesce ad aggiungere quel tocco nerd-pop che lo rende ancora più accattivante. Preparatevi a ridere e a inorridire davanti agli imprevedibili effetti del potere di Ig e anche a commuovervi per una storia d'amore che, nonostante alcune esagerazioni tipicamente letterarie, non potrà che coinvolgervi e farvi sognare anche in mezzo agli incubi!
Ideale per: gli irriducibili King-addicted che cercano qualcosa di nuovo ma altrettanto valido.
L'incubo di Hill House
Autore: Shirley Jackson
Titolo originale: The Haunting of Hill House
L'ho letto perché: ne sento parlare da anni, soprattutto da Stephen King. E il mio amico Ale aveva appena finito di leggerlo.
Di cosa parla? Hill House è una casa maledetta, una delle più terribili. Un gruppo di persone si reca in loco per studiarne gli strani fenomeni e ne subiscono gli effetti...
Mi è piaciuto? L'ho trovato ipnotico e molto particolare. Più che un romanzo horror è la descrizione perfetta di una mente fragile e allo sbando, il triste epilogo di un'esistenza abituata alla sconfitta e di una donna in cerca di un posto da chiamare "suo". "Ti arrise la vittoria, ti arriderà l'amor" è un ritornello che vi si insinuerà nel cervello a lungo, lasciandovi preda della malinconia.
Ideale per: chi non cerca brividi a buon mercato ma preferisce immergersi in atmosfere più riflessive.
Friend (anche ripubblicato come Deadly Friend)
Autore: Diana Henstell
L'ho letto perché: ne ha parlato Lucia QUI e mi è salita la scimmia cosmica.
Di cosa parla? Piggy è un ragazzino geniale ma introverso che ha un solo amico, il robot Bee Bee, costruito con le sue mani. Costretto a trasferirsi in una piccola città a causa del divorzio dei suoi genitori e di un "errore" da lui commesso, Piggy riesce a fare amicizia solo con Samantha, la vicina di casa, di cui si innamora. Nel giro di brevissimo tempo il ragazzino perde però sia Bee Bee che Samantha e decide di resuscitare quest'ultima impiantandole nel cervello il software del robot...
Mi è piaciuto? Da morire. Dimenticate quella belinata trash di Dovevi essere morta perché Friend fa molta più paura e non si limita semplicemente a questo. Il romanzo della Henstell scava innanzitutto nella terribile solitudine del protagonista, nell'ancor più orribile (e taciuta, ovviamente) consapevolezza che non tutti i genitori, nemmeno quelli "equilibrati", possono riuscire ad amare incondizionatamente i propri figli e offre un triste spaccato di adolescenza inquieta e difficile. Dimenticate ovviamente il teen horror che invoglia le ragazzine a limonare con dei morti perché qui lo zombie è veramente raccapricciante, quanto di più anatomicamente realistico ci possa essere; detto questo, la storia d'amore tra Piggy e Sam è una delle più commoventi che abbia mai letto.
Ideale per: chiunque abbia guardato Dovevi essere morta. Purtroppo, anche se meriterebbe di venire pubblicato in Italia al posto di quell'immonda rumenta che troppo spesso insozza le librerie, Friend si trova solo in inglese: editori, mi offro volontaria per tradurlo ovviamente!
Il seme inquieto
Autore: Anthony Burgess
L'ho letto perché: mette assieme distopia, cannibalismo, un regime che costringe all'omosessualità e altre simili amenità. Non potevo perderlo.
Di cosa parla? Il libro racconta le (dis)avventure dello sfigatissimo antieroe Tristram, i cui tentativi di "maturazione" prima e quelli di ricongiungersi alla moglie fedifraga poi vengono costantemente frustrati dagli imprevedibili cambiamenti sociali di un'Inghilterra da incubo.
Mi è piaciuto? Nonostante una traduzione a mio avviso un po' "ridondante" è sempre piacevole perdersi nel delirio linguistico e narrativo di Burgess, che qui è davvero sfrenato. Le risate che provoca inevitabilmente Il seme inquieto sono sempre seguite da un brivido lungo la schiena e un incombente presagio di sventura perché l'universo immaginato dallo scrittore sarà anche grottesco ed esagerato ma le basi fondanti della società sono pericolosamente simili alle nostre...
Ideale per: chi non ha paura di sperimentare!
La vendetta del diavolo
Autore: Joe Hill
Titolo originale: Horns
L'ho letto perché: a breve uscirà il film omonimo di Alexandre Aja, avente Daniel Radcliffe come protagonista. Non volevo arrivare all'appuntamento impreparata.
Di cosa parla? Il libro racconta la storia di Ig, ingiustamente sospettato da tutti di avere violentato e ucciso l'amore della sua vita. Dopo un anno e una sbronza particolarmente pesante Ig si sveglia con un paio di corna dotate di un incredibile potere...
Mi è piaciuto? Moltissimo. Joe ha ereditato l'abilità paterna di evocare mostri "della porta accanto" paurosamente credibili e in più riesce ad aggiungere quel tocco nerd-pop che lo rende ancora più accattivante. Preparatevi a ridere e a inorridire davanti agli imprevedibili effetti del potere di Ig e anche a commuovervi per una storia d'amore che, nonostante alcune esagerazioni tipicamente letterarie, non potrà che coinvolgervi e farvi sognare anche in mezzo agli incubi!
Ideale per: gli irriducibili King-addicted che cercano qualcosa di nuovo ma altrettanto valido.
L'incubo di Hill House
Autore: Shirley Jackson
Titolo originale: The Haunting of Hill House
L'ho letto perché: ne sento parlare da anni, soprattutto da Stephen King. E il mio amico Ale aveva appena finito di leggerlo.
Di cosa parla? Hill House è una casa maledetta, una delle più terribili. Un gruppo di persone si reca in loco per studiarne gli strani fenomeni e ne subiscono gli effetti...
Mi è piaciuto? L'ho trovato ipnotico e molto particolare. Più che un romanzo horror è la descrizione perfetta di una mente fragile e allo sbando, il triste epilogo di un'esistenza abituata alla sconfitta e di una donna in cerca di un posto da chiamare "suo". "Ti arrise la vittoria, ti arriderà l'amor" è un ritornello che vi si insinuerà nel cervello a lungo, lasciandovi preda della malinconia.
Ideale per: chi non cerca brividi a buon mercato ma preferisce immergersi in atmosfere più riflessive.
Friend (anche ripubblicato come Deadly Friend)
Autore: Diana Henstell
L'ho letto perché: ne ha parlato Lucia QUI e mi è salita la scimmia cosmica.
Di cosa parla? Piggy è un ragazzino geniale ma introverso che ha un solo amico, il robot Bee Bee, costruito con le sue mani. Costretto a trasferirsi in una piccola città a causa del divorzio dei suoi genitori e di un "errore" da lui commesso, Piggy riesce a fare amicizia solo con Samantha, la vicina di casa, di cui si innamora. Nel giro di brevissimo tempo il ragazzino perde però sia Bee Bee che Samantha e decide di resuscitare quest'ultima impiantandole nel cervello il software del robot...
Mi è piaciuto? Da morire. Dimenticate quella belinata trash di Dovevi essere morta perché Friend fa molta più paura e non si limita semplicemente a questo. Il romanzo della Henstell scava innanzitutto nella terribile solitudine del protagonista, nell'ancor più orribile (e taciuta, ovviamente) consapevolezza che non tutti i genitori, nemmeno quelli "equilibrati", possono riuscire ad amare incondizionatamente i propri figli e offre un triste spaccato di adolescenza inquieta e difficile. Dimenticate ovviamente il teen horror che invoglia le ragazzine a limonare con dei morti perché qui lo zombie è veramente raccapricciante, quanto di più anatomicamente realistico ci possa essere; detto questo, la storia d'amore tra Piggy e Sam è una delle più commoventi che abbia mai letto.
Ideale per: chiunque abbia guardato Dovevi essere morta. Purtroppo, anche se meriterebbe di venire pubblicato in Italia al posto di quell'immonda rumenta che troppo spesso insozza le librerie, Friend si trova solo in inglese: editori, mi offro volontaria per tradurlo ovviamente!
Il seme inquieto
Autore: Anthony Burgess
L'ho letto perché: mette assieme distopia, cannibalismo, un regime che costringe all'omosessualità e altre simili amenità. Non potevo perderlo.
Di cosa parla? Il libro racconta le (dis)avventure dello sfigatissimo antieroe Tristram, i cui tentativi di "maturazione" prima e quelli di ricongiungersi alla moglie fedifraga poi vengono costantemente frustrati dagli imprevedibili cambiamenti sociali di un'Inghilterra da incubo.
Mi è piaciuto? Nonostante una traduzione a mio avviso un po' "ridondante" è sempre piacevole perdersi nel delirio linguistico e narrativo di Burgess, che qui è davvero sfrenato. Le risate che provoca inevitabilmente Il seme inquieto sono sempre seguite da un brivido lungo la schiena e un incombente presagio di sventura perché l'universo immaginato dallo scrittore sarà anche grottesco ed esagerato ma le basi fondanti della società sono pericolosamente simili alle nostre...
Ideale per: chi non ha paura di sperimentare!
lunedì 21 luglio 2014
Il Bollodromo: Angelize di Aislinn
Lo so cosa starete pensando. Che titolo idiota per questa rubrica. Che poi, rubrica. In verità è un po' che mi frulla per la testa l'idea di ritagliare, magari al lunedì (e non tutti, ché mica ho firmato un contratto), uno spazietto per parlare brevemente di cose che non siano il cinema. L'occasione per decidermi si è manifestata in questo libro scritto da Aislinn dal titolo Angelize, che ho comprato qualche mese fa durante la sua presentazione alla Feltrinelli di Savona. Per essere davvero sinceri, non credo di sapere recensire un libro quindi fidatevi, LEGGETELO. Se volete però che sia un po' più specifica, rimanete ancora con me. ENJOY!
Di cosa parla Angelize?
Come si evince dal titolo parla di Angeli o, meglio, di ibridi. Nel mondo di Aislinn, alcuni angeli puri hanno trovato il modo di reincarnarsi ed ottenere vita, sangue ed emozioni causando la morte degli esseri umani e costringendoli così a prendere il loro posto nelle schiere celesti. Solo che alcuni di questi umani "angelizzati", appunto, sono riusciti a riavere i propri corpi e tornare in vita (non vi dirò mai come) con tutte le conseguenze del caso.
Perché mi è piaciuto Angelize?
Perché è semplice ed avvincente. La storia scorre veloce ed incalzante pagina dopo pagina; finisce un capitolo e quello successivo inizia raccontando quello che è successo poco prima ad un altro personaggio, cosa che mi ha spinta letteralmente a divorare le parole scritte pensando continuamente "e adesso? e adesso che succede??" (stesse domande che mi sono posta alla fine, come ho detto all'autrice: per me Angelize avrebbe dovuto durare altre 300 pagine da tanto mi ha presa la storia!) Altro punto a favore, neanche a dirlo, sono i protagonisti. Dimenticate gli angeli iperfighi o gli aggettivi iperbolici alla Stephanie Meyers perché Rafael, Haniel ed Hesediel sono tre normalissime persone con pochi pregi e tanti difetti, non belli né maledetti, solo esseri umani che cercano di rifarsi una vita e approfittare della seconda occasione che è stata loro concessa. E non sarà facile per loro, ovviamente. Non tanto per tutte le implicazioni sovrannaturali della questione ma proprio perché abitudini, traumi, pregiudizi e naturali paure sono degli ostacoli enormi che spesso annullano il desiderio di cambiare anche quando le occasioni sono propizie. Proprio come nella vita vera, eh? Poi, certo, se ci mettono lo zampino degli odiosi Angeli e Lucifero, quel Lucifero che compare per pochissimo ma riesce a portarsi via un pezzo del cuore sanguinante del lettore, l'impresa si fa ancora più difficile.
E quindi?
E quindi Angelize è un libro da acquistare assolutamente e non solo perché Aislinn è italiana (il romanzo è ambientato a Milano), simpaticissima e l'amore per le sue creature traspare in ogni pagina ma anche perché nello sterminato universo della narrativa mondiale "di genere" è sempre più raro trovare un libro in grado di lasciare soddisfatti dall'inizio alla fine. E quest'autunno esce la seconda parte... vorrete mica arrivare impreparati all'appuntamento con gli Angeli?
Come si evince dal titolo parla di Angeli o, meglio, di ibridi. Nel mondo di Aislinn, alcuni angeli puri hanno trovato il modo di reincarnarsi ed ottenere vita, sangue ed emozioni causando la morte degli esseri umani e costringendoli così a prendere il loro posto nelle schiere celesti. Solo che alcuni di questi umani "angelizzati", appunto, sono riusciti a riavere i propri corpi e tornare in vita (non vi dirò mai come) con tutte le conseguenze del caso.
Perché mi è piaciuto Angelize?
Perché è semplice ed avvincente. La storia scorre veloce ed incalzante pagina dopo pagina; finisce un capitolo e quello successivo inizia raccontando quello che è successo poco prima ad un altro personaggio, cosa che mi ha spinta letteralmente a divorare le parole scritte pensando continuamente "e adesso? e adesso che succede??" (stesse domande che mi sono posta alla fine, come ho detto all'autrice: per me Angelize avrebbe dovuto durare altre 300 pagine da tanto mi ha presa la storia!) Altro punto a favore, neanche a dirlo, sono i protagonisti. Dimenticate gli angeli iperfighi o gli aggettivi iperbolici alla Stephanie Meyers perché Rafael, Haniel ed Hesediel sono tre normalissime persone con pochi pregi e tanti difetti, non belli né maledetti, solo esseri umani che cercano di rifarsi una vita e approfittare della seconda occasione che è stata loro concessa. E non sarà facile per loro, ovviamente. Non tanto per tutte le implicazioni sovrannaturali della questione ma proprio perché abitudini, traumi, pregiudizi e naturali paure sono degli ostacoli enormi che spesso annullano il desiderio di cambiare anche quando le occasioni sono propizie. Proprio come nella vita vera, eh? Poi, certo, se ci mettono lo zampino degli odiosi Angeli e Lucifero, quel Lucifero che compare per pochissimo ma riesce a portarsi via un pezzo del cuore sanguinante del lettore, l'impresa si fa ancora più difficile.
E quindi?
E quindi Angelize è un libro da acquistare assolutamente e non solo perché Aislinn è italiana (il romanzo è ambientato a Milano), simpaticissima e l'amore per le sue creature traspare in ogni pagina ma anche perché nello sterminato universo della narrativa mondiale "di genere" è sempre più raro trovare un libro in grado di lasciare soddisfatti dall'inizio alla fine. E quest'autunno esce la seconda parte... vorrete mica arrivare impreparati all'appuntamento con gli Angeli?
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