martedì 8 dicembre 2015

Cooties (2014)

Oggi il Bollalmanacco va incontro a tutti gli insegnati frustrati d'Italia parlando di Cooties, horror diretto nel 2014 dai registi Jonathan Milott e Cary Murnion.


Trama: a causa di una partita avariata di bocconcini di pollo i bambini di una scuola elementare diventano delle belve assetate di sangue e gli insegnanti rimasti bloccati all'interno dell'edificio dovranno cercare di sopravvivere.



Cooties è una parola strana ma carina, che non avevo mai sentito prima di guardare questo film. Credevo derivasse dallo slang e venisse utilizzata per indicare i bambini in generale, magari in senso dispregiativo, invece "cooties" è un po' come il nostro "ce l'hai", nella misura in cui i maschietti e le femminucce rifiutano di venire toccati dagli esponenti del sesso opposto in quanto portatori appunto di "cooties", una sorta di bacillo immaginario particolarmente schifoso. Non c'è però nulla di immaginario nella malattia che colpisce i pargoli nella pellicola di Jonathan Milott e Cary Murnion, nata dall'ingestione di un pasto già di per sé poco sano (giuro su Cthulhu che non mangerò mai più i Chicken Nuggets del MacDonald, la mia cosa preferita all'interno di quelle schifoserie svunce) e diffusa come da tradizione attraverso il contatto fisico tipico appunto del "ce l'hai", con l'aggiunta di un graffio o un morsetto. La banale, noiosa e frustrante giornata di un corpo insegnante formato da casi umani si trasforma così in una lotta per la sopravvivenza nella quale le già imbarazzanti regole, fobie o convinzioni deontologiche di ciascun maestro diventano o dei mezzi per contrastare la ferocissima masnada di pargoli sanguinari oppure i veicoli per una dipartita più celere; massimi esempi di rara demenza sono l'odioso vicepreside col suo falso buonismo, l'insegnante di educazione fisica che riesce tuttavia a diventare una sorta di badassissimo giustiziere sul finale, persino la "mamma in carriera" con una mano sul telefonino, il culo sul SUV e l'occhio ciecamente rivolto al proprio importantissimo universo interiore, incapace di capire cosa stia succedendo ai figli messi al mondo a mo' di status symbol. I bambini selvaggi di Cooties si ribellano ad un sistema che li vuole parcheggiati per ore lontani da famiglie troppo impegnate ma il film offre anche la rivincita ad insegnanti costretti ad affrontare alunni resi idioti e maleducati da genitori inqualificabili e a veder sminuito il valore del proprio importantissimo lavoro; il risultato è un divertente bagno di sangue che potrebbe fungere da valvola di sfogo per chi si ritrovasse costretto ogni giorno ad affrontare le situazioni al limite del surreale presentate all'inizio del film.


A fronte di parecchie scene splatter, sequenze abbastanza cattive e un make-up realistico e rivoltante (ma mai quanto la lunghissima scena introduttiva dei titoli di testa, che mostra nel dettaglio la realizzazione del nugget avariato) ciò che comunque la fa da padrone in Cooties è la sua anima supercazzola di film che non si prende sul serio neppure per un secondo. L'ambiente lavorativo nel quale gravitano gli insegnanti è degno di una sit-com americana, così come i protagonisti, tagliati con l'accetta ma in qualche modo assai umani nell'esacerbare pregi e difetti riscontrabili nella maggior parte delle persone che ci circondano; lo scrittore frustrato di Elijah Wood, la maestrina tutta zucchero e soluzioni pacifiche, la zitella terrorizzata dagli uomini, l'asociale incapace di parlare, il macho, l'insegnante palesemente gay che tutti per tacito accordo fingono di considerare eterosessuale, persino la quintessenza degli stereotipi razziali racchiusi in un bidello giapponese risultano assurdi e familiari allo stesso tempo e ovviamente stridono perfettamente con la componente horror della pellicola. Poi, ovvio, Cooties non è assolutamente al livello di Shaun of the Dead o di altre commedie horror diventate cult, tuttavia gli attori coinvolti (anche comparse di lusso come lo Hugo di Lost o il regista Leigh Whannell) si sono palesemente divertiti, il film non è fiaccato da quell'aria di sciatteria tipica di altre produzioni simili e in generale i registi, per quanto siano dei novellini, si sono sicuramente impegnati per dare al pubblico qualcosa di simpatico e ben realizzato (ho trovato molto ben fatte in particolare la scena del contagio in cortile e la "festa" finale, che mi ha un po' ricordato una delle sequenze più riuscite di Clown). Soprattutto, bisognerebbe ricordare che il co-sceneggiatore è quel Ian Brennan che mi sta dando un sacco di gioie con la folle ed esilarante serie Scream Queens. Tenendo a mente questo dettaglio, Cooties diventa automaticamente un divertissement ideale per una serata di totale relax ad alto tasso di ignoranza citazionistica, zeppo di dialoghi sagaci da appuntarsi e riutilizzare. Aspettando, ovviamente, la fine dei titoli di coda.


Di Elijah Wood (Clint), Rainn Wilson (Wade) e Leigh Whannell (Doug) ho parlato ai rispettivi link.

Jonathan Milott e Cary Murnion sono i registi della pellicola, probabilmente americani e al loro debutto dietro la macchina da presa. Hanno un film in uscita.


Alison Pill interpreta Lucy. Canadese, ha partecipato a film come Scott Pilgrim vs. The World, Midnight in Paris e a serie come Psi Factor e CSI - Scena del crimine. Ha 30 anni e un film in uscita.


Jack McBrayer interpreta Tracy. Americano, ha partecipato a film come Talladega Nights - The Ballad of Ricky Bobby, Comic Movie e, soprattutto, alla serie 30 Rock; come doppiatore ha lavorato per i film Cattivissimo me, Ralph Spaccatutto e per serie come I Simpson e Phineas e Ferb. Anche produttore, ha 42 anni.


Nasim Pedrad, che interpreta Rebekkah, è l'ambigua Gigi di Scream Queens mentre il già citato Jorge Garcia, qui nei panni del fattone Rick, è stato il mitico Hugo di Lost. Se Cooties vi fosse piaciuto recuperate il meno allegro The Children! ENJOY!

10 commenti:

  1. L'ho visto recentemente su Bara Volante (mi pare). Me lo voglio recuperare per il cast d'attore... Che sono uno più caxxone dell'altro! Penso che alla fine non dovrei avere problemi... ahah

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    1. Guardalo perché ti fai delle grassissime risate!

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  2. Oddio ma deve essere carinissimo, da come ne parli XD

    PS: chi non sa fare nulla, insegna, e chi non sa insegnare insegna ginnastica.

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    1. Se ti sentissero i miei amici insegnanti avrebbero molto da ridire! :P

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  3. Bocciatissimo.Visto per il cast,abbandonato a metà per la noia.A noi le trashate piacciono,ma questa non ci ha intrattenuto manco per sbaglio.

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    1. Ma dai? Io non la smettevo più di ridere! :D

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  4. Visto che avevo giurato che non avrei mai fatto l'insegnante e invece mi trovo costantemente a lavorare con i bambini, questo film potrebbe essere una piccola rivincita.

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    1. Sì ma occhio perché è un po' sanguinosetto, potresti patirlo!

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