venerdì 20 maggio 2016

The Boy (2016)

Ultima degli ultimi (in più di un senso visto che credo di essere l'unica ad esserlo andata a vedere al cinema), martedì ho guardato The Boy, del regista William Brent Bell.


Trama: Greta è una ragazza americana che si reca in Inghilterra per lavorare come babysitter alle dipendenze di una ricchissima famiglia. I problemi sorgono quando il bambino da accudire si rivela una bambola di porcellana, la cui cura è governata da strettissime regole...



Forse dovrei considerare la chiusura del Bollalmanacco. No, non è uno sfogo dovuto alla mancanza di commenti, lettori o quant'altro ma semplicemente alla mancanza di memoria. Alla fine della recensione di Le metamorfosi del male avevo scritto "Ormai il nome William Brent Bell l'ho segnato sull'agenda nera degli indesiderati e confido non mi farà mai più fessa". Infatti sono subito corsa al cinema a vedere The Boy, fresca come un quarto di pollo. Fortunatamente la mia dabbenaggine stavolta non è stata punita o, meglio, non come avrei meritato, in quanto The Boy non è un film orribile come L'altra faccia del diavolo o insignificante come Le metamorfosi del male, bensì un prodottino simpatico che si lascia guardare dall'inizio alla fine. Ovviamente, chi legge da un po' di tempo il blog sa benissimo che la mia opinione è viziata da un atavico terrore nei confronti di bambole, pupazzi, clown e affini, fobia che mi ha quasi portata alla morte durante il primo tempo del film (mai ho benedetto tanto la scelta di rimettere l'intervallo!), alla fine del quale ho letteralmente chiesto pietà all'amico Ale sussurrando "Ale, io me ne vado! Non ce la faccio più!"; d'altronde, il maledetto Brahms, questo il nome del bambolotto, fa percepire la sua presenza incombente anche quando non è inquadrato e l'intera prima parte del film è giocata interamente sul mistero che lo circonda, sulle regole da seguire pedissequamente per non incorrere nella sua ira e sulla condizione solitaria della bambinaia Greta, straniera in terra straniera e per di più in fuga da una situazione familiare a dir poco cupa. La seconda parte è più "tranquilla" e mi ha lasciata pressoché indenne, anche perché Greta fortunatamente comincia ad assecondare il pupazzo e viene trattata bene di rimando, senza contare che nella testa dello spettatore mediamente scafato potrebbe cominciare a farsi strada tutta una serie di ipotesi capaci di mettere in discussione ciò che viene mostrato all'interno del film. E più non dimandate.


Si diceva, William Brent Bell. Il regista ha fortunatamente scelto di abbandonare lo stile found footage per abbracciare un più anonimo ma sicuramente molto più piacevole approccio classico; niente telecamere nascoste, per intenderci, che in casa di Brahms non arriva nemmeno il WI-FI, ma comunque tante soggettive ad altezza bambolotto, riprese ad ampio respiro tipiche degli horror a tema "casa infestata" e parecchi omaggi a gente del calibro di Carpenter e della bonanima di Wes Craven, soprattutto nella seconda parte del film. L'ambientazione, per chi come me ama l'Inghilterra e le vecchie magioni nobiliari, è uno dei punti forti del film, con scenografie che ricreano alla perfezione il senso di isolamento e solitario terrore a cui viene sottoposta la protagonista, grazie anche ad un valido utilizzo di specchi, porte, soffitte e quant'altro possa servire a nascondere eventuali presenze malevole agli occhi dei personaggi e dello spettatore. Neanche a dirlo, il punto debole del film, al di là di una storia che può convincere come no, dipende come al solito dall'occhio di chi guarda, sono invece gli attori; presenze anonime dalla personalità appena abbozzata (il garzone sarà anche simpatico ma è fastidioso come una zanzara mentre il fidanzato manesco sarebbe da appendere al muro subito), non ce n'è uno che rischi di rimanere impresso nella memoria dello spettatore, nemmeno la bellissima Lauren Cohan la quale, perlomeno, ha la fortuna di godere di un minimo di approfondimento psicologico, per quanto trito e ritrito. D'altronde, il vero protagonista del film è il bambolotto Brahms, con quella faccia già inquietante di suo che i realizzatori sono riusciti a rendere ancora più terrificante grazie ad abili giochi di luce in grado di infondergli una strana, impenetrabile e malvagia espressività (se fossi stata in Greta avrei rifiutato il lavoro per principio, ovviamente), quindi se avete paura di questo genere di film come la sottoscritta potreste anche apprezzare. Diciamo che stavolta Bell è riuscito a non farsi schifare come in passato ma, tanto, chi se ne frega: probabilmente la prossima volta avrò di nuovo dimenticato il suo nome!


Del regista William Brent Bell ho già parlato QUI.

Lauren Cohan interpreta Greta Evans. Americana, la ricordo innanzitutto per il ruolo di Maggie Greene nella serie The Walking Dead, inoltre ha partecipato a film come Batman vs Superman: Dawn of Justice e ad altre serie come Supernatural, Beautiful, CSI: NY e Cold Case. Ha 34 anni e un film in uscita.


Per la serie "dove l'ho già visto": Rupert Evans, che interpreta Malcom, era l'agente che diventava il "babysitter" di Hellboy nel primo film dedicato alla creatura di Mike Mignola. Detto questo, se The Boy vi fosse piaciuto recuperate La bambola assassina, Dolls, L'evocazione - The Conjuring e anche La casa nera. ENJOY!

16 commenti:

  1. Noi l'abbiamo trovato piuttosto carino,certo non un plot terribilmente originale :D , ma ho apprezzato molto il "doppio genere",il seppur minimo approfondimento psicologico,e Lauren secondo me la pagnotta a casa la porta.
    Ho anch'io il terrore dei bambolotti di porcellana!!!!Ma ancora di + dei pagliacci,difatti non ho mai visto IT perchè solo il flano mi terrorizzava oltremisura XD

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    1. It è da vedere prima o poi ma ti capisco perché anche io sono terrorizzata da clown e bambolotti XD

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    2. Io soffro proprio di coulrofobia,anche Ronald MacDonald mi fa cagare in mano XD

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    3. A me fanno più effetto i mimi e le statue viventi per strada che il maledetto Ronald XD

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  2. Carino, però quando ho saputo che volevi andare a vederlo al cinema ti avrei incatenato al tuo pc. Carino e risparmiabile (esiste, 'sta parola?), però c'è di peggio in giro. In quanto alla protagonista: con un po' più di cura, poteva risultare meno idiota. L'accento sulla sua mancata maternita è proprio messo a caso, quando poteva essere il cuore del tutto. :)

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    1. Effettivamente la sua mancata maternità spiega almeno in parte il suo comportamento ma, diciamolo... non è che se perdo un figlio comincio a saltellare dalla gioia all'idea di vivere con una bambola semovente in casa!!! O__O

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    2. Dovevano, appunto, calcare di più la mano. Renderla più "ossessiva".
      Ma sò idioti, non ci pensano, e scambiano per idioti noi.
      Non ci caschiamo, invece! :-P

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  3. Io probabilmente sono l'unico che non l'ha visto, ormai questo film è dappertutto...comunque quasi quasi me lo scarico ;)

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    1. Mah, per una serata di divertimento ci sta :)

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  4. Quoto la paura di bambole e clown.

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    1. Temo sia una fobia assai diffusa!

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  5. Mi sono ripromesso di non vedere più horror con bambolotti, bamboloni e fantocci del genere XD

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  6. Al secondo scherzetto del sogno avrei spaccato il pc, ma noi povery non possiamo lanciarci andare a sfoghi di rabbia. L'ho mal sopportato, ma capisco che per chi è sensibile ai finti bimbi questo sia antipatico da vedere!

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    1. Io ormai coi sogni non ci casco più, obiettivamente, li riconosco lontano un miglio. Ma i bambolotti mi ammazzano lo stesso!

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  7. Filmettino-ino-ino, che sfiora il ridicolo in più punti. No :)

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    1. Personalmente ho visto di peggio anche se è vero che accontentandosi si spinge il cinema, soprattutto quello di genere, ad aberrazioni sempre più prive di nerbo...

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