mercoledì 27 luglio 2011

Non lasciarmi (2010)

Nonostante la mia passione per i film più truci e beceri sono una di quelle persone che al cinema piange molto volentieri. Intendiamoci, se vedessi Scusa ma ti chiamo amore non spremerei nemmeno una lacrima, ma ho una trilogia di pellicole “maledette” che mi fanno cominciare a singhiozzare fino a star male: Edward mani di forbice, Papà ho trovato un amico e L’uomo bicentenario. Senza contare varie ed eventuali, alle quali si è aggiunto lo struggente e bellissimo Non lasciarmi (Never Let Me Go), diretto nel 2010 dal regista Mark Romanek e tratto dall’omonimo libro di Kazuo Ishiguro.



Trama: Kathy, Ruth e Tommy sono tre ragazzini che conducono una vita normale in un college severo ma apparentemente normale. In realtà, il loro destino è già segnato perché, come tutti i loro compagni, i tre sono stati creati come “banca di organi” per le altre persone, e avranno un’aspettativa di vita assai breve. Crescendo, i tre percorreranno strade separate e arriveranno a capire l’orribile realtà in cui vivono…



Non lasciarmi è un film devastante. E’ quel genere di pellicola che io adoro, perché è “piccola”, per nulla ridondante, delicata come una piuma, eppure molto più valida di tanti altri roboanti drammoni che ci vengono ogni tanto propinati; è un film che ci fa innamorare dei personaggi e ci rende così molto più partecipi della loro terribile vicenda, perché si concentra sul loro stato d’animo, sulle loro scelte, sui loro rimpianti e anche sui loro errori, attraverso la dolce e nostalgica voce narrante di Kathy, un personaggio meravigliosamente forte e allo stesso tempo fragile. Non lasciarmi colpisce lo spettatore perché mostra il dramma di tre umanissime persone create per essere solo delle “cose”, dei ricettacoli di pezzi di ricambio, che nonostante ciò conoscono e sperimentano tutto quello che fa parte di una vita “normale”: amore, speranza, delusione, tristezza, odio, amicizia, perdita. Non è un film facile né allegro, non ricerca soluzioni ad effetto oppure liete ma lascia un senso costante di rassegnazione e speranza frustrata, perché fin dall’inizio ci rendiamo conto che i tre protagonisti, crescendo, non diventeranno supereroi e non riusciranno a cambiare il mondo ma potranno solo cercare di vivere al massimo nel tempo che verrà loro concesso… che è poi quello che deve fare la maggior parte di noi.



Non lasciarmi si regge completamente sulla stupenda performance di Carey Mulligan, che infonde alla sua Kathy una dignità e una malinconia struggenti, tanto che non ci si stancherebbe mai di sentirla narrare le vicende della pellicola; a farle da contrappunto è il personaggio di Keira Knightley, più consapevole e calcolatore ma altrettanto umano, perseguitato dal terrore della solitudine e della morte. Alle immagini malinconiche della natura che circonda i protagonisti (splendida quella della spiaggia con il relitto affondato) si affiancano quelle fredde ed asettiche del college, degli appartamenti e degli ospedali, che mirano ad affermare la spersonalizzazione dei ragazzi “allevati” solo per fornire pezzi di ricambio, e tutto viene unito e reso ancora più commovente da una stupenda colonna sonora che risuona a lungo nella mente dello spettatore, anche dopo che il film è finito. Purtroppo Non lasciarmi è passato quasi in silenzio nei cinema italiani, come al solito. Se non siete riusciti a vederlo vi consiglio di cercarlo, perché merita tantissimo. Personalmente, cercherò il romanzo in libreria.



Di Keira Knightley, ovvero Ruth, ho già parlato qui.

Mark Romanek è il regista della pellicola. Tra i suoi altri (pochi film) ricordo l’interessante One Hour Photo con Robin Williams (che ha anche anche sceneggiato). Americano, anche sceneggiatore e produttore, ha 52 anni e un film in uscita.



Carey Mulligan interpreta Kathy. Inglese, la ricordo per aver partecipato a Orgoglio e pregiudizio, Wall Street: il denaro non dorme mai e alla miniserie televisiva Bleak House, oltre che ad alcuni episodi di Dr. Who. L’anno scorso è stata nominata all’Oscar come miglior attrice protagonista per un film che non conoscevo, An Education. Ha 26 anni e due film in uscita.



Andrew Garfield interpreta Tommy. Americano, ha partecipato a film come Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il Diavolo e The Social Network, nonché ad alcuni episodi di Dr. Who. Ha 28 anni e due film in uscita, tra cui l’imminente reboot di Spiderman, dove lui interpreterà proprio l’amichevole Uomo Ragno di quartiere.



Charlotte Rampling interpreta Miss Emily. Inglese, la ricordo per film come Yuppi Du (ebbene sì, quello con Celentano… mi costringevano a guardarli!!), L’orca assassina, Angel Heart – Ascensore per l’inferno e Basic Instinct 2. Ha 65 anni e cinque film in uscita, tra cui l’imminentissimo Melancholia di Lars Von Trier.



Tra gli altri interpreti, segnalo l’ormai onnipresente Domnhall Gleeson, qui nei panni di Rodney. E ora vi lascio con il trailer originale... ENJOY!!

4 commenti:

  1. Ho iniziato a guardarlo senza sapere esattamente di cosa il film parlasse... l'ho iniziato seguendo una storia che per quanto triste, come può essere la vita in un orfanotrofio per dei bambini, era relativamente normale... la mazzata è arrivata dal nulla, di pari passo con quella che è piombata tra capo e collo a loro, messi di fronte alla realtà di quanto li attendeva in futuro.
    L'aberrazione di un'esistenza come mero portatore di organi che passa per la normalità... si può immaginare nulla di più agghiacciante?
    Secondo me sì ed è proprio la completa mancanza di difese di questi ragazzi, che anche crescendo non fanno nulla per ribellarsi al loro destino. Lo rifiutano, lo temono, se ne dolgono... ma è ciò che comunque li attende.

    Se devo trovare un difetto, è l'aver messo un'aggiunta potenzialmente interessante e l'averla lasciata lì a morire: il loro 'possibile' (è passato un pò da che ho visto il film.. ricordo bene?), la persona da cui sono stati clonati.

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  2. Effettivamente la storia del "possibile" rimane un po' lì sospesa. Non avendo letto il libro, però, non posso dire se è solo un riempitivo o se è una cosa importante... io l'ho visto un po' come un altro modo per mostrare la fondamentale insicurezza di Ruth, che riuscirebbe a sentirsi "vera" e importante solo se riuscisse a vedere questo doppio, per essere effettivamente consapevole di servire a qualcosa...

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  3. Me l'aveva consigliato un'amica appassionata di film strappalacrime e l'ho guardato.
    Mi è piaciuto molto,sia la storia che l'interpretazione degli attori,nonostante non vada pazza per Andrew Garfield.
    Invece un'attrice che mi è piaciuta enormemente è Carey Mulligan che ho apprezzato ancor di più in An Education,in cui ci sono anche i miei amati Peter Sarsgaard e Alfred Molina.

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    1. Carey Mulligan in questo film è meravigliosa... ma per fortuna anche tutti gli altri interpreti sono fantastici!
      An Education è un po' che vorrei guardarlo, visto che dici che è bello provo a recuperarlo ^^

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