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venerdì 12 novembre 2010

Benvenuti al Sud (2010)

Nonostante detesti fare queste cose, sabato scorso mi sono “concessa” al gusto popolare per il semplice piacere di andare al cinema con i miei, per la prima volta dopo più di 10 anni. Quasi quasi me ne pentivo, data la ressa di pecore che, dopo più di due settimane e fischia di programmazione, ancora si sono radunate in massa all’ultimo spettacolo per vedere l’ormai famosissimo Benvenuti al sud di Luca Miniero, remake del francese Giù al Nord (Bienvenue chez les Ch’tis) girato nel 2008 da Dany Boon. Però per una volta il gusto popolare ha vinto, il film mi è piaciuto, nonostante non sia privo di difetti.

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La trama: Alberto è un impiegato delle poste che abita in uno squallido paesino della Brianza con l’ipocondriaca e apprensiva moglie Silvia ed il figlioletto. Dopo avere cercato, con un inganno, di farsi trasferire alla sede di Milano, per punizione viene mandato nel paesino di Castellabate, vicino a Napoli. Psicologicamente pronto per entrare praticamente in una zona di guerra, compianto da amici e parenti, Alberto scoprirà invece una grande verità: il forestiero che va a Sud piange due volte. Una volta quando arriva, e una volta quando se ne va.

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C’è voluto Bisio per risollevare le sorti della commedia italiana, affossata da anni e anni di cinepanettoni o filmetti “corali” costellati di comici televisivi e stelline della televisione. Ovvio che una cosa così non poteva essere farina del nostro sacco, e chissà quanti italiani si sono ingollati come degli ignari bibini un prodotto al 70% francese senza nemmeno saperlo, ma tant’è: Benvenuti al sud è un film simpatico, ben confezionato e talmente furbo da riuscire a nascondere i suoi difetti. Furbo perché affonda i denti in clichè e stereotipi esistenti praticamente dai tempi dell’unità d’Italia se non prima, e sicuramente lo spettatore del nord potrà riconoscersi negli esagerati (ma nemmeno poi tanto…) comportamenti di Alberto e consorte. Il primo è un povero impiegatucolo che vede Milano come un regno di meravigliose promesse economiche e illusioni di successo e che, quando viene mandato a sud, per ricordarsi la “bella” Brianza si porta dietro delle forme di puzzolentissimo gorgonzola e un immancabile giubbotto antiproiettile; la seconda è la tipica “bauscia” che appena sente nominare Napoli in tv si fa il segno della croce, e che predice al marito un futuro decisamente mortifero, vuoi per estemporanee epidemie di tifo, vuoi per mafia o rapine. Un’immagine che potrebbe forse offendere i leghisti, ma della quale essenzialmente il “nordico” con un po’ di cervello ride, quindi politically correct, anche perché alla fine i nostri si mostrano di larghissime vedute. Pubblico del nord accontentato. Per accontentare quello del sud invece ci viene presentato un paesino della provincia di Napoli che è praticamente un paradiso terrestre: tutti (o quasi) sono amici, tutti sono felici, non esistono criminalità né mafia, la gente vive libera e garrula, c’è un panorama della madonna e chi più ne ha più ne metta. In pratica immaginatevi il paesello dei tempi di Don Camillo ma più a sud, però con personaggi simili, pieni di difetti “umani” e per questo simpaticissimi. L’ovvio finale ci fa capire che la verità, così come la virtù, sta sempre nel mezzo, e che la soluzione ideale ai problemi che affliggono l’Italia sarebbe quella di venirsi incontro e aprire la mente al “diverso”, cercando sempre il meglio di ogni cultura. Un’utopia, diciamo.

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Ovviamente la trama, semplicissima e un po’ “caricata”, è un pretesto per mostrarci situazioni comiche interpretate con la solita garbata leggerezza dal buon Bisio, che si riconferma un ottimo attore, e da un affiatatissimo cast di supporto dove spiccano la grandiosa Angela Finocchiaro (la adoro, con quegli occhioni, la vocetta ansiosa, il piglio da milanesotta) e Nunzia Schiano, che interpreta la madre di Mattia, espressivissima come attrice e in grado di rendere il suo personaggio simpatico e verosimile da morire. Le gag saranno un po’ banalotte e parecchio vecchio stile, ma a me hanno fatto ridere, e sicuramente preferisco una comicità che prende in giro in maniera allegra gli stereotipi che dobbiamo affrontare tutti i giorni piuttosto che una “comicità” basata sul numero di “arivaffanculooooo!!” in cui si profonderanno De Sica, Boldi e allegra compagnia prima di riuscire a portarsi a letto il bagascione di turno. Fermo restando, e non posso evitare di dirlo, che di questi tempi un film simile non vale gli 8 euro spesi, non quando è possibile scaricarselo o guardarlo in streaming. Non desidero la morte del cinema, soprattutto di quello italiano, ma se penso che nella mia famiglia già abbiamo dovuto pagare 24 euro totali per un’ora e mezza di film mi viene da chiedere se non siano quelli che gestiscono sale e distribuzione a doversi mettere un po’ mano sulla coscienza e ritoccare i prezzi per tornare ad invogliare la gente ad andare al cinema. Sorvolando su questa mia postilla (ovviamente da buona ligure...), vi consiglio di mettere mano al portafoglio e andare a vedere Benvenuti a sud, perché è una commedia carina e ben fatta.

Luca Miniero è il regista della pellicola. Napoletano, ha girato il seguito del “caso” Notte prima degli esami, Questa notte è ancora nostra, e alcuni episodi di Ho sposato uno sbirro. Ha 44 anni.

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Claudio Bisio interpreta Alberto. Famosissimo comico piemontese, attualmente al timone della trasmissione Zelig, lo ricordo volentieri per film come il bellissimo Mediterraneo, Puerto Escondido e il particolare Nirvana, tutti di Salvatores peraltro. Ha 53 anni e due film in uscita; al momento, inoltre, potete trovarlo nelle sale con un'altra pellicola che, sicuramente, non andrò a vedere, ovvero Maschi contro femmine.

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Angela Finocchiaro interpreta Silvia. Bravissima comica milanese, ha cominciato a lavorare nei film di Maurizio Nichetti, come Ratataplan, Ho fatto splash, Volere volare, per poi continuare con Il portaborse, La bestia nel cuore, Mio fratello è figlio unico e, di recente, Il cosmo sul comò. Per la tv ha lavorato, oltre che come comica nella trasmissione Zelig, anche nelle serie Dio vede provvede e Dio vede e provvede 2. Ha 55 anni e due film in uscita, tra cui Bar Sport, dove tornerà a recitare proprio con Bisio.

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Tra le guest appearence del film segnalo quella del regista di Giù al Nord, Dany Boon, nei panni del francese che va in posta per spedire un pacco, e quella di Naike Rivelli, figlia di Ornella Muti, nei panni della poliziotta che ferma Bisio in autostrada. Della fortunata pellicola è già in preparazione un seguito con gli stessi interpreti, Benvenuti al nord, dove immagino i ruoli saranno invertiti. Ovvio il consiglio, che seguirò anche io, di guardare l’originale francese, anche se sicuramente a noi italiani farà molto meno ridere. A questo proposito, vi metto il trailer di Giù al nord: è incredibile come ogni scena che viene mostrata sia identica a quello del film di Miniero, nelle battute e persino nelle inquadrature e nei movimenti dei personaggi! ENJOY!

martedì 23 giugno 2009

Il Bollalmanacco on The Road: SANTORINI

Siccome di essere nerd la Bolla, ovvero io, non ne ha mai abbastanza, inauguro con il viaggetto che mi porterà in quel di Santorini una rubrica cinematografica che scriverò ogni qualvolta mi muoverò dalla terra natìa, cercando di capire se i paesi visitati hanno meritato, almeno una volta, di essere immortalati in una pellicola che non fossa quella di telegiornali/documentari.


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Santorini è, in breve, un isola vulcanica greca, appartenente all'arcipelago delle Cicladi. E' l'isola maggiore di un arcipelago in miniatura che conta anche Thirasia, Aspronisi, Palea Kameni e Nea Kameni, dove si trova un vulcano ancora attivo. La leggenda narra che da quelle parti potesse trovarsi la famigerata Atlantide, ma ovviamente la faccenda non si può dimostrare!


Per una cinefila come me, inaugurare una rubrica simile con Santorini è un pò una barzelletta, visto che ha funto da location per film che non sarei andata a vedere nemmeno se mi avessero puntato un cannone alla testa; d'altronde negli ultimi tempi la Grecia viene vista come un paradiso bucolico (vedi il recente Mamma mia!) dove la gente è caciarona e genuina, e dove gli americanacci abbruttiti dal lavoro e dallo stress della vita cittadina possono trovare un novello Eden. Detto questo, è facile capire che tipo di film possano richiedere una simile location: commedie adolescenziali, romantiche, tamarrate della peggior specie.


Al di là di serie tv olandesi e greche, documentari e sporadici pornazzi (d'altronde, Bisio lo diceva che la sua fidanzata, con l'amica Giovanna, in Grecia ci andavano solo per fare la P***ana, come mostra la famosa canzone Rapputt) pochi sono i film più o meno famosi ambientati tutti o in parte a Santorini.


Nel 1982, il regista Randal Kleiser (Navigator), continuava a scodellare film sentimentali dove gli amori nascevano grazie all'influenza di isole incontaminate, sulla scia del successo della sua opera più famosa, Laguna Blu.  Così, decise di ambientare a Santorini, e in generale in Grecia, il film Summer Lovers, storia di un triangolo tra due americani, rispettivamente la splendida Daryl Hannah (Kill Bill) e Peter Gallagher (che si faceva allegramente la moglie di Kevin Spacey in American Beauty), e un'archeologa francese. La villa che i due americani affittano pare sia ubicata ad Oia, e che ora sia un negozio di souvenir che porta lo stesso nome della pellicola. 


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Nel 2003, abitanti e turisti dovettero inchinarsi, quando al largo delle acque incontaminate, apparvero due canotti di proporzioni epiche, accompagnati da ancor più grandi boe: l'Angelina Jolie ancora non signora Pitt infatti deliziava i teenagers di mezzo mondo cercando tesori sommersi nell'incipit di Lara Croft Tomb Raider: la culla della vita (Lara Croft Tomb Raider: The Cradle of Life), dell'olandese Jan De Bont.


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Due anni dopo toccava alla figlia di Una mamma per amica, Alexis Bledel (Sin City) ad ammorbare l'aria del luogo, nel quale è stato ambientata parte del film 4 amiche e un paio di jeans (The Sisterhood of the Travelling Pants), filmetto tratto da un bestseller che racconta le esperienze di vita di quattro ragazzette che per la prima volta nella loro vita devono separarsi per le vacanze estive, che ognuna si fa per i fatti propri, crescendo e scoprendo... l'aMMMMore! Evviva. Il film ha avuto anche un seguito, uscito l'anno scorso, con le stesse attricette.


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Ma non paghi di accogliere fuffa made in USA, gli abitanti di Santorini hanno lasciato che anche il cinema "moderno e GGGiovane" italiano andasse ad insozzare le spiagge incontaminate, e che raccontasse l'ennesima storia della svolta esistenziale di un branco di giovinastri di belle speranze appena usciti dalla maturità, che si renderanno conto che c'è altro nella vita, oltre a ciò che vorrebbero per loro i genitori. L'orrore in questione è Che ne sarà di noi, diretto nel 2004 da Giovanni Veronesi (Il mio West, Manuale d'amore ed il suo seguito) e recitato, tra gli altri da, orrore!!!!, Silvio Muccino e dalla meno orrenda Violante Placido.


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Insomma, la morale è: andate in vacanza a Santorini, ma per carità, gentili abitanti del luogo, vedete di tenere lontani i registi o non verrà più nessuno!!! E ora, l'avete voluta voi... la versione originale del Rapputt..! di Bisio! ENJOY!


 


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