Trama: un uomo fa lo stuntman di giorno mentre di notte funge da autista per vari rapinatori. Quando un colpo va storto il nostro diventa il bersaglio di un gruppo di mafiosi e la situazione si aggrava perché nel frattempo lui si è innamorato della moglie di uno dei suoi complici…
Drive mi ha spiazzata. Quando è uscito l’ho snobbato senza troppe remore, pensando ad una schifezza alla Fast & Furious, poco convinta dalla bolsa faccetta di Ryan Gosling. L’ho recuperato quasi per scommessa, dopo aver letto recensioni contrastanti scritte da chi lo ha amato follemente e chi lo ha odiato. Ammetto che, per la prima mezz’ora, credevo sarei finita nel secondo gruppo. Per carità, la regia di Refn è tecnicamente ineccepibile, le immagini del guidatore lo fanno diventare tutt’uno con la macchina ed è quasi simpatico vedere come questo genio del volante una volta messi i piedi per terra diventi un gatto di marmo incapace persino di parlare. Ma dopo il primo entusiasmo suscitato dai bei titoli di testa e da una colonna sonora splendida, che richiama le melodie Twinpeaksiane di Badalamenti, stavo cominciando a chiedermi quanto mutismo insensato e quanti momenti imbarazzanti o fintamente buonisti avrei ancora dovuto sopportare. Ed è stato lì che Drive mi ha presa per la collottola e mi ha portata a “cambiare corsia”.
Dopo la prima mezz’ora, infatti, il film diventa scorsesiano nel senso più positivo e meraviglioso del termine. Non sarò la prima e non sarò, credo, l’ultima a paragonare il protagonista di Drive al Travis Bickle di Taxi Driver: entrambi disadattati, entrambi costretti dalle circostanze a diventare giustizieri per proteggere le donne di cui si innamorano. Però il “guidatore” (sì perché Ryan Gosling nel film un nome non ce l’ha o se lo chiamano giuro che non ho colto…) a differenza di Travis non è un povero derelitto facile da ingannare ma un uomo con le palle, quasi superumano, distante dalla gente comune. Nessuno lo fa fesso: lui ha le sue regole (io vi aspetto in macchina per cinque minuti, dopo sono affari vostri, vi ci lascio…), il suo modo di risolvere le cose, i suoi metodi. Di conseguenza, dopo l’ultima, sanguinosa rapina, il registro del film cambia ed assistiamo alla trasformazione del protagonista, da silenzioso protettore della famiglia di Irene a feroce giustiziere di criminali che non esita (giustamente) neppure a prendere a ceffoni le donne che tentano di ingannarlo. Il ritmo della pellicola accelera di botto e noi spettatori non possiamo fare altro che aspettare, rapiti e finalmente interessati al freddo protagonista e al suo destino, di capire come e quando calerà la mannaia su di lui, su Irene o sui loro nemici, trattenendo il fiato e sgranando gli occhi davanti all’efferatezza del meraviglioso mafioso interpretato da Albert Brooks (è il genere di personaggio che adoro, non c’è niente da fare) e dello stesso Ryan Gosling.
In definitiva, voto più che positivo a questo Drive. Non mi è sembrato il capolavoro dell’anno, nonostante molti lo abbiano fatto passare per tale. Ma è un film sicuramente ben diretto, ben recitato (grandissimo Ron Perlman, che in originale carica talmente tanto l’accento da risultare inverosimile, ma d'altronde interpreta un ebreo che vorrebbe essere un mafioso di Little Italy..) e con delle sequenze splendide: le mie preferite sono quella della morte “dolce” tramite rasoiata sul braccio, quella scioccante dell’agguato nel motel e quella del bacio al ralenty in ascensore, attimo di pausa prima dello scatenarsi della violenza, seguito dalla bellissima immagine di Irene che scompare dietro le porte che si chiudono. E, come ho già detto, perfetta la colonna sonora (che io credevo, appunto, composta da Badalamenti visto che così riportano i titoli di testa della versione che ho visto io; mentre mi si dice che l’autore è invece Cliff Martinez), soprattutto la splendida canzone che invita il protagonista a diventare “a real human being and a real hero”. Nonostante l’incertezza del finale, direi proprio che il protagonista c’è riuscito.
Di Ron Perlman, qui nei panni di Nino, ho già parlato qua. Già ospite del Bollalmanacco anche la bravissima Carey Mulligan, che interpreta la dolce Irene.
Nicolas Winding Refn è il regista della pellicola, per la quale ha vinto il premio come miglior regista all’ultimo festival di Cannes. Danese, tra i suoi film conosco solo Pusher e solo per sentito dire, mi toccherà recuperare qualcosa. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 41 anni e un film in uscita.
Ryan Gosling interpreta il protagonista. Canadese, è uno degli attori emergenti attualmente più quotati e ha già ottenuto una nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista. Lo ricordo per film come Lars e una ragazza tutta sua (che devo ancora vedere…) e Crazy Stupid Love, oltre a serie come Piccoli brividi, Psi Factor e Hercules. Anche produttore, ha 31 anni e quattro film in uscita.
Bryan Cranston interpreta Shannon. Americano, attualmente è molto conosciuto per il suo ruolo di protagonista nella serie Breaking Bad, che mi interesserebbe ma non ho ancora avuto modo di vedere. Ha partecipato a film come Salvate il soldato Ryan, Little Miss Sunshine e Contagion, oltre a serie come Chips, Quando si ama, Baywatch, Power Rangers, Walker Texas Ranger, La signora in giallo, Sabrina - Vita da strega, X - files, Una famiglia del terzo tipo, Jarod il camaleonte, Malcom, How I Met Your Mother; ha inoltre doppiato alcuni episodi delle serie I Griffin e American Dad!. Anche regista, produttore e sceneggiatore, ha 55 anni e sette film in uscita, tra cui il remake di Atto di forza, dove interpreterà Cohaagen.
Albert Brooks (vero nome Albert Lawrence Einstein) interpreta Bernie. Americano, ha partecipato a film come Taxi Driver (dove interpretava l'odioso collega di Cybill Shepherd, Tom) e Out of Sight, prestato la voce a personaggi de Il Dottor Dolittle, Alla ricerca di Nemo, I Simpson - Il film e della serie I Simpson, inoltre ha partecipato anche alla serie Weeds. Anche sceneggiatore e regista, ha 64 anni e un film in uscita. E' stato nominato all'Oscar come miglior attore non protagonista per il film Dentro la notizia.
Oscar Isaac, che qui interpreta il marito di Irene, ha partecipato anche al deludente Sucker Punch nei panni del laido proprietario del bordello dove la protagonista sognava di esibirsi. Date un’occhiata anche al medico che ad un certo punto ricuce il protagonista: trattasi nientemeno che di Russ Tamblyn, alias l’ambiguo Dr. Jacoby de I segreti di Twin Peaks. Personalmente, ammetto comunque che avrei trovato MOLTO più interessante la pellicola se il protagonista fosse stato quel figo di Hugh Jackman, come doveva essere all’inizio. Detto questo, vi comunico che il prossimo film on demand sarà A Dangerous Method di David Cronenberg. ENJOY!