giovedì 28 maggio 2009

Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)

Esistono film da vedere assolutamente, pietre miliari imperdibili per ogni cinefilo che si rispetti. Io oggi mi cospargo il capo di cenere, ammettendo che per la bellezza di 28 anni ho ignorato una pellicola come Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo’s Nest), girato da Milos Forman nel 1975. Il film in questione ha vinto la bellezza di cinque Oscar tutti meritatissimi: migliore attore protagonista Jack Nicholson, migliore attrice protagonista Louise Fletcher, miglior regista, miglior film e miglior sceneggiatura non originale (il film è tratto dall’omonimo libro di Ken Kesey). Non so se riuscirò a parlare di un capolavoro così bello, che è entrato di diritto nel mio novero di film assolutamente preferiti, ma ci proverò.

 


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La storia è quella di R.P. McMurphy, violento e folle galeotto che viene portato in un istituto per malati mentali, per definire se è realmente pazzo o se nelle sue azioni c’è del raziocinio. La sua presenza, va da sé, sconvolge la vita dell’istituto, normalmente scandita dalle ferree regole della fredda e dura infermiera Ratched, portando una ventata di libertà tra i pazienti, e rivelando anche qualche segreto…


 


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Questo bellissimo film conferma la mia passione per le opere “corali” girate in ambienti difficili, dove una singola persona cerca di cambiare la realtà cupa che lo circonda, riuscendoci o meno, come in Le ali della libertà, Il miglio verde, in modi differenti anche Mystic River. Film con una trama solidissima, sostenuta da attori davanti alle cui interpretazioni qualsiasi altra cosa scompare e si rimane a bocca aperta a guardarli ed ascoltarli, immedesimandosi e commuovendosi. Qualcuno volò sul nido del cuculo è giustamente entrato nella storia perché conta tutti questi elementi e tratta temi universali inserendoli in un ambiente particolare e “delicato” come quello degli istituti mentali, senza cadere in facili clichè o baracconate da film di serie z.


 


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Il cuore del film è ovviamente l’R.P. McMurphy di Jack Nicholson, la cui vitalità, la presunta follia, la profonda umanità rimangono impresse anche dopo aver spento il dvd. Un folle in un mondo di pazzi, oppure l’unico sano in un luogo dove la vera follia è l’impossibilità di evadere dalla malattia mentale, dove tutto viene tenuto sotto controllo, sacrificando la felicità dei pazienti per un presunto ordine? La presenza di Mac, come lo chiamano i degenti del manicomio, è un toccasana per tutti, un piccolo ciclone di caos che regala l’illusione di libertà, assai più umano di dottori e sorveglianti: non a caso è l’unico che riesce ad instaurare una sorta di relazione di amicizia con il sordomuto gigante indiano Chief, e a porre domande pericolose che ridestano i pazienti.


 


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Molte sono le immagini allegre e folli del film, a cominciare dalla battuta di pesca, la partita di basket, l’ultimo dono di Mac che come un novello Babbo Natale regala ai suoi compagni una vigilia indimenticabile, la scena finale ormai diventata cult. Ma questa libertà incarnata da Mac vive una netta contrapposizione con la repressione “terapeutica” portata avanti dall’infermiera Ratched, vero idolo malvagio del film. Ad un certo punto i dottori commentano che l’unica che può combattere la follia di Mac, l’unica in grado di capirlo, è proprio quella che lui odia di più, ovvero l’infermiera stessa. Infatti, dove Mac combatte con la libertà e la “pazzia”, l’infermiera ribatte con la repressione e la fredda razionalità che sconfina nella crudeltà quando ai suoi occhi è ormai chiaro che non saranno più i suoi metodi a farle ottenere l’obbedienza e il rispetto dei pazienti. Tutta l’allegria della parte iniziale del film viene risucchiata e abbattuta da un triste e violento finale, che tuttavia non segna la vittoria dell’infermiera, anzi. Il seme della libertà, per quanto duramente represso, è stato piantato, e qualcuno deciderà di proteggerlo e farlo suo, superando il terrore palpabile che ogni personaggio del film prova: terrore di sé stessi, terrore del mondo esterno, terrore degli sbagli che ognuno compie, terrore del giudizio altrui. E’ questa la differenza tra Mac e tutti gli altri, ciò che lo rende “folle” e quindi pericoloso. La mancanza assoluta di paura, una salda volontà di vivere senza limiti, l’impossibilità quindi di essere manipolato se non con metodi drastici e definitivi. Non a caso lui è l’unico che è costretto a stare nell’istituto: come dice l’infermiera Ratched gli altri sono liberi di andarsene quando vogliono, rinchiusi per loro scelta. Ma Mac sa benissimo che nessuno di loro è realmente libero, presi come sono dalla paura del mondo esterno e il sottile, crudele gioco psicologico dei loro carcerieri che alimenta questa paura e soffoca ogni stimolo di ribellione, rendendoli degli automi, assuefatti alle medicine e ai ritmi dell’ospedale.


 


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Come ho già detto, gli attori sono perfetti, a partire dall’ovvio Jack e dall’altra vincitrice Louise Fletcher. Ma il cast riserva grandi sorprese, mostrandoci un giovanissimo e dolcissimo Danny De Vito nei panni di un ritardato, il sempre lunatico ed inquietante Christopher Lloyd, l’esordiente Brad Dourif (anche lui candidato come miglior attore non protagonista, ahimé non ha vinto l’Oscar seppure il personaggio di Billy sia triste e bellissimo) e l’enigmatico Will Sampson nei panni di Chief. Altre comparse sono dei veri malati mentali, giusto per rendere il tutto il più realistico possibile. Tra i presenti anche Scatman Crothers, che i più ricorderanno come il Dick Halloran nello Shining di Kubrick. Un film da vedere e rivedere, imprescindibile a mio avviso, che piacerà sicuramente a tutti. Un caposaldo assoluto.




Milos Forman è il talentuoso regista della pellicola. I suoi film sono sempre qualcosa di grandioso, particolare, non per tutti i gusti. Personalmente, amo molto i suoi film, tra i quali rammento Hair, Amadeus, Larry Flint – Oltre lo scandalo, Man on the Moon. Il regista Ceco ha 77 anni e un film in uscita.


 


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Jack Nicholson interpreta McMurphy. Penso che sia superfluo presentare l’attore più bravo di Hollywood, scoperto dal genio di Corman, l’attore a cui basta uno sguardo per comunicare qualsiasi emozione, capace di fare piangere un momento prima e quello dopo far morire di paura, e di essere cool, patetico, buono, cattivo, luciferino ed angelico nello stesso film. Corteggiato, e giustamente, da qualsiasi regista di fama mondiale, tra i suoi splendidi film rammento La piccola bottega degli orrori, I maghi del terrore, Easy Rider, Cinque pezzi facili, Chinatown, Professione: Reporter, Shining, Il postino suona sempre due volte, Voglia di tenerezza (il secondo Oscar della sua carriera), L’onore dei Prizzi, Affari di cuore, Le Streghe di Eastwick, Batman (cacca su Heath Ledger!! U__u Era uno splendido Joker, il migliore!!), Codice d’onore, Wolf – La belva è fuori, Tre giorni per la verità, Blood and Wine, Mars Attacks!, Qualcosa è cambiato (per il quale ha vinto l’Oscar), A proposito di Schmidt, Terapia d’urto, Tutto può succedere, The Departed. Ha 72 anni.


 


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Louise Fletcher interpreta l’odiosa infermiera Ratched. Ammetto che, nonostante la filmografia sterminata, non ho mai notato sullo schermo l’attrice americana. Eppure qualcuno dei suoi film l’ho visto, come L’Esorcista II – L’eretico, Fenomeni paranormali incontrollabili, Invaders, Sfida tra i ghiacci, Scomodi omicidi e Cruel Intentions. Per la TV ha partecipato a episodi di Perry Mason, Ai confini della realtà, L’ispettore Tibbs, Racconti di mezzanotte, Star Trek, Settimo cielo e E.R. Ha 75 anni.


 


340xOvviamente Louise è la vecchietta.. omiodio ma l'altro non è quel bolso di Pacey??


Brad Dourif interpreta il patetico Billy Bibbit. Strano il destino di questo attore, condannato, nonostante l’indubbia bravura, a passare ai posteri come LA voce (anche se noi italiani non ne beneficiamo..) del bambolotto Chucky della serie La bambola assassina, a cui è rimasto fedele per tutta la saga. Tra i suoi altri film ricordo I cancelli del cielo, Dune, Velluto blu, Mississippi Burning – Le radici dell’odio, L’Esorcista III, il nostrano Trauma, Alcatraz – L’isola dell’ingiustizia, Nighwatch, Alien – La clonazione, Urban Legend, La profezia, Il Signore degli Anelli (era Vermilinguo ne Le due Torri e ne Il Ritorno del Re), Halloween: The Beginning. Per la TV ha partecipato a Moonlighting, Miami Vice, La signora in giallo, Racconti di mezzanotte, X – Files, Star Trek, Millenium, Law and Order. Ha 59 anni e la bellezza di undici film di prossima uscita, tra cui H2, la seconda parte della saga di Rob Zombie dedicata alle gesta di Michael Myers e, forse, il remake de La bambola assassina, previsto per l’anno prossimo.


 


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Danny De Vito interpreta il dolce e pacioso Martini. Quello che manca in altezza, questo splendido attore, produttore e fine regista (nonché idolo della mia infanzia scellerata) lo compensa in arguzia. Tra i film nei quali ha partecipato come attore ricordo Il dittatore dello stato libero di Bananas, Voglia di tenerezza, il divertentissimo All’inseguimento della pietra verde (e il suo degno seguito, Il gioiello del Nilo), I gemelli, il geniale La guerra dei Roses (di cui è anche regista), Batman – Il ritorno (dove ha interpretato un meraviglioso Pinguino), Last Action Hero, Senti chi parla adesso, Mezzo professore tra i Marines, Junior, Get Shorty, Matilda 6 mitica (nonostante il titolo idiota è una bellissima pellicola di cui è anche regista), Space Jam, Mars Attacks!, Hercules (dava la voce a Filottete), il bellissimo L.A. Confidential, L’uomo della pioggia, The Big Kahuna, Man on the Moon, Austin Powers in Golmember, Big Fish, Be Cool. Per la TV ha partecipato a Starsky & Hutch, la storica sitcom Taxi (che ha portato al successo geni del male come Adam Kaufman e Christopher Lloyd), Friends. Ha dato inoltre la voce a Herb Powell, il fratellastro di Homer, in due episodi dei Simpson. Ha 65 anni e quattro film in uscita.


 


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Christopher Lloyd interpreta il folle Taber. E con quegli occhi spiritati il marchio di folle gli è rimasto, consentendo al buon Zemekis di regalargli (e regalarci) lo storico ruolo dello scienziato Doc in Ritorno al futuro e nei suoi due seguiti, nonché, in altra occasione, un magistrale ed indimenticabile zio Fester nei due film dedicati a La famiglia Addams. Anche lui è un mito della mia infanzia e per ricordarlo al meglio consiglierei di guardare Il postino suona sempre due volte, Star Trek III: alla ricerca di Spock, il cultissimo Signori il delitto è servito, Chi ha incastrato Roger Rabbit, Quattro pazzi in libertà, Dennis la minaccia, l’interessante Cosa fare a Denver quando sei morto, la versione televisiva di Alice nel paese delle meraviglie, Man on the Moon. Per la TV ha partecipato al già citato Taxi, Malcom, Masters of Horror, Una pupa in libreria, Numb3rs e Law & Order. Ha inoltre doppiato l’ormai storico Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta (chi ricorda ancora la serie Duck Tales?), Anastasia e il recente Le avventure del topino Desperaux. Il nostro ha 71 anni e la bellezza di otto film in uscita tra cui, si spera, qualcosa che promette davvero bene: Piranha 3D. Pauuraaa!!!!


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E ora, anche se so che non dovrei, vi lascio con una parodia di una delle scene più belle del film, fatta ovviamente da una delle serie più belle della TV... I Simpson!!! La qualità del video è scarsa, ed è pure in spagnolo, ma non ho trovato di meglio... ENJOY!!!



 



5 commenti:

  1. ... mi scusi..
    non riesco a non emozionarmi ogni volta...

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  2. è un film straordinario. l'ho visto, decine di volte, e non riesco ad emozionarmi ogni volta.
    io ne parlavo qui
    http://ilcavalloditroia.splinder.com/post/14340199

    felice che lo abbia scoperto anche lei.

    RispondiElimina
  3. Grazie per essere passata!! ^__^

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  4. Ne avevo ovviamente sentito parlare a più riprese ma solo ora l'ho visto e non posso che confermare ogni osservazione fatta a riguardo : P

    Jack Nicholson ha una faccia particolare.. i personaggi folli gli calzano a pennello con quell'espressione un pò cattiva che si ritrova, gh..

    Impressione mia o i film di questo genere di oggi puntano più sul tragico ed il patetico/penoso?
    Alla fine ti lasciano più sconforto che speranza, al contrario di un film come questo...

    E grandissimi Simpson XD

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  5. Grande Babol.
    Adoro questo film, anche io non ho resistito, tempo fa, e ne ho parlato nel mio blog. Splendido.
    E la chicca dei Simpson, porca miseria, mi mancava... O_O
    Grazie. :D

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