mercoledì 8 gennaio 2014

Bolle di ignoranza: 40 anni vergine (2005)

Torna la rubrica Bolle di ignoranza, dove si parla di film che mi è capitato di vedere già iniziati, magari distrattamente, impossibili quindi da recensire, perché sarebbe come farlo senza sapere una mazza, da cui l'ignoranza del titolo. Le particolarità di questi post sono trama abbozzata, un paragrafo di commento e niente approfondimenti finali, tanto sarà difficile che riguardi con attenzione un film come 40 anni vergine (The 40 Year Old Virgin), scritto con la collaborazione di Steve Carell e diretto nel 2005 dal regista Judd Apatow. ENJOY!


Trama: Steve Carell è un tizio che, come dice il titolo, a 40 anni è ancora vergine. I suoi colleghi, una volta scoperto il vergognoso segreto, cercheranno di trovargli l'anima gemella ma chi fa da sé fa per tre...

Best. Scene. EVAH.
Durante una di queste cene post-natalizie mio padre stava facendo la solita maratona di zapping. A un certo punto però, il mio sguardo si è posato sull'adorato Seth Rogen e il mio cuore si è spezzato nel sentire la sua incredibile vocina spazzata via da un doppiaggio italiano indegno. Sia come sia, al vedergli le braccia tutte tatuate mi sono convinta a sorvolare sull'increscioso dettaglio, la mano è scattata in automatico a bloccare le velleità del genitore (che avrebbe proseguito nello zapping, ovviamente) e, pur ammorbata dalla presenza di Steve Carell, che notoriamente non amo, ho continuato la visione di quello che avevo intuito essere 40 anni vergine. Che, Rogen a parte, è comunque un filmetto divertente e adattissimo alla faccetta nescia di Steve Carell, diventatomi in un paio d'ore più simpatico di quanto non fosse prima. A dir la verità, la prima parte mi è sembrata più frizzante e divertente rispetto la seconda, dove si ripetevano un po' troppe situazioni sempre uguali e l'atmosfera passava dal demenziale al sentimentale, ma l'affiatamento del cast (nel quale spiccano Paul Rudd e una simpatica Catherine Keener) compensa la presenza di questi momenti fiacchi e di alcune battute da avanspettacolo. Certo, quasi due ore basate interamente su gag a sfondo sessuale taglierebbero le gambe di chiunque e se 40 anni vergine fosse stato più corto ne avrebbe guadagnato parecchio, ma il finale sulle note di Aquarius, con tanto di balletto scombinato dell'intero cast, vale un po' di pazienza e accondiscendenza. In due parole, 40 anni vergine mi è sembrato un film simpatico, l'ideale per una serata completamente senza pensieri (anche se, complice l'argomento, me ne sono venuti un paio TINTI su Rogen... vabbé!).

16 commenti:

  1. L'ignoranza ci sta tutta :)
    Ricordo che lo vidi con gli amici quando aveva giusto giusto 18 anni!
    Che serataccia hahahah

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    1. Ahahah credo che 18 anni sia il target per questo genere di film, altro che 40! ;P

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  2. Mah, io l'ho sempre scansato :D

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    1. Non posso darti torto, alla fine è una belinata :P

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  3. L'ho iniziato con tutte le buone intenzioni, ma più o meno a metà mi sono annoiata e quindi lo lascerò a metà e passerò oltre!:)

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    1. Ma infatti secondo me è un ottimo film "da sottofondo", da tenere lì mentre fai dell'altro!

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  4. è una cagata pazzesca, ma almeno ha fatto conoscere al pubblico il mitico Seth

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    1. E questa è cosa buona e giusta, anche se doppiato non rende nemmeno la metà!

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  5. Mi è sempre parso una gran minchiata, per questo l'ho evitato. Carell però mi è piaciuto tantissimo ne "Il matrimonio che vorrei"..bella commediola, te la consiglio!

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    1. E allora me la segno, anche se lo sopporto poco :P

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  6. il mitico judd apatow ha fatto di meglio, però questo film resta parecchio spassoso.
    una visione completa ci sta tutta!

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    1. Mah, magari con calma recupero gli altri di Apatow allora :)

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  7. Judd Apatow è na merda e sta porcata ne è la prova, ho retto i primi 10 minuti e poi preso dallo sconforto ho spento, con quell'altra vaccata di Katherine Heigl gravida ho retto anche meno, forse un paio di minuti, sto Apatow mi sembra il Neri Parenti/Carlo Vanzina a stelle e strisce.

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    1. Sinceramente ho troppi pochi elementi per giudicare ma, effettivamente, non è proprio un genere che mi appassiona...

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  8. La foto del poster è stupenda, quasi geniale...

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