martedì 13 gennaio 2026

Una di famiglia - The Housemaid (2025)

Per concludere il pellegrinaggio cinematografico di inizio anno, la settimana scorsa sono andata a vedere anche Una di famiglia - The Housemaid (The Housemaid), diretto nel 2025 dal regista Paul Feig e tratto dal romanzo omonimo della scrittrice Freida McFadden.


Trama: Millie, ragazza dal passato turbolento, cerca disperatamente un lavoro e si convince di aver risolto tutti i suoi problemi quando viene assunta come governante dalla ricca Nina. Già il primo giorno, però, Millie capisce di avere di fronte una donna con gravi problemi psichici, che non perde occasione per renderle la vita un inferno...


Non ero granché convinta di andare a vedere Una di famiglia, lo ammetto. Mi sono fatta trascinare dall'entusiasmo di un'amica da qualche settimana a digiuno di horror e thriller visti al cinema, e ho dato fiducia al progetto giusto in virtù della presenza di Amanda Seyfried, che mi piace sempre molto. Ero scettica, in primis, a causa di Paul Feig, che non ho mai associato al thriller nemmeno dopo avere visto il gradevolissimo Un piccolo favore e, men che meno, dopo il suo orribile sequel. Fortunatamente, Una di famiglia è l'equivalente un po' più curato di un thriller televisivo anni '90, e affianca ad una certa prevedibilità della trama la curiosità di capire dove andranno a parare le serie di situazioni al limite dell'assurdo che coinvolgono Millie, giovane in cerca di lavoro che finisce per fare la governante a casa dei ricchi Winchester. Siccome Una di famiglia non va per il sottile, fin dall'inizio Millie viene bersagliata senza pietà dalla folle padrona di casa, Nina, un incrocio tra Iriza Legan e le compagne di scuola di Lovely Sara, per di più gelosa marcia di un marito bello come il sole e buono come il pane (in entrambi i sensi), di fronte al quale Millie non riesce a rimanere indifferente. Esatto, come avrete capito Una di famiglia è un thriller condito con un pizzico di spicy, ma senza esagerare, ché non siamo nei perversi anni '90, e qui è tutto filtrato dalle risatine delle booktoker pruriginose; si dà un colpo al cerchio e uno alla botte, consentendo anche a chi non è avvezzo a generi più "forti" e "complessi" di passare una serata divertente al cinema, con la punta del piede immersa nel torbido pantano dell'animo di personaggi problematici. E poiché non siamo più negli anni '90, un elemento importante della trama è l'empowerment femminile, che a un certo punto trasforma Una di famiglia nella versione ripulita e moralmente più "accettabile" di quel filone cinematografico di cui fa parte anche Promising Young Woman. Ma ho detto anche troppo, meglio cambiare argomento.


Premesso dunque che Una di famiglia è "spazzatura" (e qui citerei una favolosa utente di Letterboxd che ha commentato il film con un "se questo è spazzatura, allora io sono un procione"), ciò che impedisce di venire infastiditi dalla puzza è la confezione di lusso in cui è racchiuso. Lasciando da parte le scene di sesso, ben realizzate ma, per quanto mi riguarda, eccitanti come le copertine di un Harmony, Paul Feig come al solito sguazza nell'ambiente che gli è più consono, ovvero quello della ricca borghesia, tra ambienti ed edifici favolosi, comfort moderni e abiti femminili dal gusto squisito. Come già in Un piccolo favore, anche in Una di famiglia la luce accecante di una raffinata opulenza nasconde un profondo disagio che sconfina nella malattia mentale, e questo vale sia per gli splendidi costumi e scenografie, ma anche per gli interpreti, ulteriore valore aggiunto del film. La punta di diamante del cast è Amanda Seyfried, che molla gli ormeggi e si affida senza vergogna a un overacting che farebbe arrossire persino Nicolas Cage, risultando convincentissima dall'inizio alla fine. Sydney Sweeney, giustamente "dimessa" (ovvero come potrei essere io dopo parrucchiere, estetista, chirurgo estetico e una settimana di sonno ininterrotto), le fa da misurato contraltare senza farsela menare troppo, pur con occasionali dimostrazioni di comprensibile fragilità, mentre Brandon Sklenar si arricchisce piano piano di sfumature. Inizialmente, l'attore si mescola alle suppellettili, condividendone profondità ed espressività, dopodiché acquista sempre più spessore, offrendo una delle interpretazioni più divertenti di questo inizio anno. Ciò non vale, ovviamente, per colui che è inspiegabilmente diventato il feticcio di Paul Feig, il nostrano Michele Morrone. Già vittima di un personaggio che, almeno nel film, è utile quanto il due di coppe a briscola, il manzo pugliese perde il confronto impari con la pala da giardiniere che gli hanno messo in mano e con la quale, in tutta sincerità, avrei più piacere a passare 365 giorni. E siccome, rileggendo queste ultime righe, ho timore che mi scambierete per le pazze alle quali piace leggere roba come Forked, Unhinged ecc., mi taccio e, con mia stessa sorpresa, mi limito a consigliarvi di dare una chance a Una di famiglia - The Housemaid, perché potreste anche divertirvi. 


Del regista Paul Feig ho già parlato QUISydney Sweeney (Millie Calloway), Amanda Seyfried (Nina Winchester) ed Elizabeth Perkins (Signora Winchester) le trovate invece ai rispettivi link.

Brandon Sklenar interpreta Andrew Winchester. Americano, ha partecipato a film come Vice - L'uomo nell'ombra e Drop. Ha 36 anni e un film in uscita. 


Attualmente, Una di famiglia - The Housemaid ha già ottenuto il via libera per un sequel, che dovrebbe intitolarsi The Housemaid's Secret e vedere il ritorno sia di Paul Feig alla regia che di Sydney Sweeney nei panni di Millie. Considerato che l'autrice Freida McFadden ha scritto tre libri e un racconto di quella che, nel tempo, è diventata una saga, potrebbe anche non essere finita qui. Nell'attesa, se Una di famiglia - The Housemaid vi fosse piaciuto, potete recuperare L'amore bugiardo - Gone Girl e La ragazza del treno. ENJOY!

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