domenica 22 febbraio 2015

Selma - La strada per la libertà (2014)

Stasera verranno consegnati i premi Oscar e, nonostante i post debbano ancora uscire, io ho fatto del mio meglio per guardare praticamente tutti i film che concorreranno a qualche statuetta "importante". L'ultimo in ordine di tempo è stato Selma - La strada per la libertà (Selma), diretto nel 2014 dalla regista Ava DuVernay e candidato a due Oscar, uno per il Miglior Film e uno per la Miglior Canzone, Glory.


Trama: nel 1965, Martin Luther King si batte affinché i neri ottengano il diritto di voto e la chiave del movimento di protesta è riuscire ad organizzare una pericolosa, benché pacifica, marcia da Selma a Montgomery, in Alabama.


Selma è un film che mi incuteva timore, come tutte le pellicole che, in qualche modo, hanno a che fare con delle figure storiche moderne. Alla matematica certezza di perdermi nei nomi e nelle date, infatti, si aggiunge di solito la paura di avere davanti una mattonata retorica della peggior specie e questo Selma, che aveva anche troppi legami col pesantissimo The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca, sembrava davvero averne tutte le caratteristiche. Fortunatamente esiste Lucia, con la quale di solito mi trovo assai d'accordo in fatto di gusti, che ha cominciato a magnificare il film subito dopo averlo visto spingendomi così a recuperarlo, cosa che mi ha permesso di guardare uno dei migliori biopic in un anno che è stato anche troppo pieno di esempi mediocri del genere. Lungi da essere una menosissima prosopopea sul razzismo e sugli ideali di Martin Luther King, Selma è innanzitutto un film su un uomo. Un uomo sulle cui spalle un'intera comunità ha posato desideri, speranze, paure e odio, pretendendo che lui se ne facesse carico, senza mai sbagliare, senza mai tirarsi indietro, accompagnando i suoi sostenitori verso una battaglia contro dei mulini a vento che avrebbero intimorito lo stesso Don Chisciotte. Il film si intitola Selma e non "King" proprio per questo motivo; la cittadina di Selma e la marcia fino a Montgomery, sono lo snodo cruciale da cui si dipanano tutti i dubbi e le incertezze di Martin Luther King, afflitto da problemi personali, incalzato dai ragionamenti non interamente sbagliati del presidente Johnson (vero è che il vecchio testone cercava di accontentare i bianchi cercando di procrastinare le leggi elettorali ma non era neppure sbagliato concentrarsi prima su problemi come l'ignoranza e la povertà) e sconvolto dalla consapevolezza di avere sulle mani il sangue di molti suoi "fratelli neri" morti nel tentativo di resistere pacificamente ai soprusi e manifestare per i propri diritti in uno stato, l'Alabama, ancora profondamente razzista. King viene così quasi interamente spogliato del suo ruolo di icona e Selma diventa un film corale in cui, giustamente, molti uomini e donne "grandi" ma anche "semplici" influenzano in qualche modo le scelte del protagonista facendo la Storia come noi la conosciamo.  


Selma può vantare una bella sceneggiatura dunque, scorrevole ed emozionante, non banale, una vicenda interpretata magistralmente da tutti gli attori coinvolti a cominciare da un intenso David Oyelowo che riesce ad incarnare perfettamente il lato umano di Martin Luther King, ma anche tutti i personaggi "di contorno" (che, come ho detto sopra, di contorno non sono) finiscono ognuno per ritagliarsi un piccolo spazio importante e ben definito, risultando tridimensionali e credibili quanto il protagonista. Detto questo, tutti quelli che hanno visto Selma saranno però d'accordo col fatto che la mancata candidatura di Ava DuVernay per la regia è stata uno scandalo di proporzioni epiche, perché al di là della sceneggiatura (alla quale peraltro ha messo mano anche la DuVernay sebbene non venga accreditata) e degli attori sono molte le sequenze che rimangono nel cuore dello spettatore dopo la visione del film. L'aggressione dei manifestanti durante la prima marcia verso Montgomery, con le violente figure dei poliziotti che emergono dalle nebbie dei gas lacrimogeni per colpire le persone indifese, ha un sapore horror, quasi post-apocalittico, ed è girata con rara maestria ma è solo l'esempio più eclatante (o meglio, quello che più mi ha colpita) di una pellicola che è piena di bellissime immagini, dove l'equilibrio della composizione e un sapiente uso delle luci si fondono per sottolineare sia i momenti salienti che quelli solitamente ritenuti "di passaggio". A questo proposito, ho molto apprezzato, per esempio, le immagini che accompagnano le inevitabili scritte in sovraimpressione che riassumono il destino dei protagonisti alla fine del film, montate assieme in un modo troppo particolare per essere casuale, arrangiate in modo diverso per ogni personaggio. Davanti a tanta bravura trovo quindi ancora più scandaloso il contentino offerto al film per la moscia canzone Glory che accompagna i titoli di coda, forse la parte più debole di una colonna sonora altrimenti assai azzeccata. Peccato davvero: Selma - La strada della libertà è un grandissimo film e meriterebbe, oltre ad una visione assicurata, molti dei riconoscimenti che sono stati accordati a pellicole ben più celebrate che, al confronto, risultano mediocri. Maledetta Academy, maledetta!


Di David Oyelowo (Martin Luther King Jr.), Tom Wilkinson (Lyndon B. Johnson), Giovanni Ribisi (Lee White), Dylan Baker (J. Edgar Hoover), Tim Roth (Governatore George Wallace), Jeremy Strong (James Reeb), Cuba Gooding Jr. (Fred Gray), Alessandro Nivola (John Doar) e Martin Sheen (Frank Minis Johnson) ho già parlato ai rispettivi link.

Ava DuVernay è la regista della pellicola. Americana, ha diretto film come I Will Follow e Middle of Nowhere. Anche produttrice, sceneggiatrice e attrice, ha 42 anni e un film in uscita.


Oprah Winfrey interpreta Annie Lee Cooper ed è anche la produttrice della pellicola. "Donna più potente d'America" e conduttrice storica dell'Oprah Winfrey Show, come attrice la ricordo per film come Il colore viola e The Butler - Un maggiordomo alla casa bianca; inoltre, ha partecipato a serie come 30 Rock e doppiato film come La principessa e il ranocchio. Anche sceneggiatrice, ha 60 anni.


Ruben Santiago-Hudson interpreta Bayard Rustin. Americano, ha partecipato a film come Il principe cerca moglie, L'avvocato del diavolo, Shaft e a serie come NYPD; come doppiatore, ha lavorato per la serie Gargoyles. Anche sceneggiatore e produttore, ha 58 anni.


Colman Domingo interpreta Ralph Abernathy. Americano, ha partecipato a film come Lincoln, The Butler - Un maggiordomo alla casa bianca e a serie come Nash Bridges. Ha 45 anni e un film in uscita.


Wendell Pierce interpreta il reverendo Hosea Williams. Americano, ha partecipato a film come Sono affari di famiglia, Malcom X, Può succedere anche a te, Sleepers, Come ammazzare il capo... e vivere felici e a serie come Tutto in famiglia, Numb3rs e The Michael J. Fox Show. Anche produttore, ha 51 anni e due film in uscita.


In origine il film avrebbe dovuto essere diretto da Lee Daniels (altri interessati erano Steven Spielberg, Stephen Frears, Spike Lee e Michael Mann) e il cast comprendeva Hugh Jackman nel ruolo dello sceriffo Jim Clark, Liam Neeson in quello di Lyndon Johnson, Robert De Niro come George Wallace e Lenny Kravitz come Andrew Young; dopo che il progetto è passato ad Ava DuVernay l'unico ad avere mantenuto la parte è stato David Oyelowo, che fin dall'inizio era stato designato come Martin Luther King Jr. (sebbene Lee Daniels non lo ritenesse adatto). Detto questo, se Selma vi fosse piaciuto recuperate Grido di libertà, Malcom X e The Butler - Un maggiordomo alla casa bianca. ENJOY!


9 commenti:

  1. Davvero un buon prodotto, solido e onesto.
    Sicuramente, rispetto a The imitation game e La teoria del tutto, molto, molto più valido.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Non mi è dispiaciuto. Mi sento di consigliarlo, nonostante alcuni elementi del cinema di 20 anni fa.

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    1. E cos'ha che non va il cinema di 20 anni fa? :P

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  4. Eh, io avevo provato a vederlo domenica, ma lo trovavo un po' (tanto) sonnolento.
    Qualche volta, mi rimetto d'impegno ;)

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    1. Davvero? Pensa che io, pur temendo la mattonata, non sono riuscita a staccare gli occhi dallo schermo!

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  5. Avevo paura che fosse un pippone, gli darò una possibilità. Grazie! :D

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    1. Assolutamente, ti posso assicurare che è molto scorrevole ed emozionante. Grazie a te di aver letto il post! :D

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