mercoledì 9 dicembre 2015

Pay the Ghost (2015)

Vi avverto che questo post e il prossimo verteranno su Nicolas Cage, non so il perché di questa terrificante coincidenza. Oggi tocca all'horror Pay the Ghost, diretto dal regista Uli Edel e tratto dall'omonimo racconto breve di Tim Lebbon.


Trama: la sera di Halloween, il professore universitario Mike Lawford perde il figlioletto nel bel mezzo di una parata. Un anno dopo, lui e la moglie si ritrovano vittime di fenomeni paranormali che lascerebbero supporre un tentativo del bambino di comunicare con loro...



Prima di guardare Pay the Ghost mi aspettavo chissà quale aberrazione, un trionfo "horror" di faccette, fisime e parrucche Cageane, il tutto immerso in una storia ai limiti dell'inverosimile portata avanti sul filo del trash. Invece il film di Uli Edel è una normalissima, banale e quasi rilassante ghost story che, se devo essere sincera, per metà della sua durata risulta anche prodotto dignitoso e gradevole, nei limiti di un film di genere girato a scopi alimentari. La trama è quella classica in cui un fantasma vendicativo sceglie casualmente alcune vittime sulle quali scagliare un'antica maledizione, con conseguente tentativo dei poveri sfortunati di risolvere misteri sempre più pericolosi e tornare a vivere un'esistenza normale, possibilmente non ammorbata da spettri, avvoltoi e visioni traumatiche; Pay the Ghost gioca sull'ambientazione Halloweeniana e cerca di affascinare lo spettatore mediamente ignorante con un paio di leggende celtiche e simboli arcani per una volta non "satanici", il resto poi segue un canovaccio visto e stravisto. Dal momento in cui Mike e la moglie scoprono cosa si nasconde dietro il rapimento del figlio il film diventa infatti un susseguirsi di medium, sussurri spettrali e morti più o meno sanguinose, concludendosi in fretta e furia con un finale loffio e facilone che non fa temere neppure per un istante per la vita dei protagonisti (l'idea poi che nei bassifondi di New York si celi, guarda un po', il ponte per l'aldilà custodito da un barbone cieco mi ha fatto alzare talmente gli occhi al cielo che a momenti perdo la vista anch'io!) ma che, purtroppo, fa preoccupare all'idea di un seguito. Della serie, il titolo consiglia di pagare il ghost ma magari 'sti benedetti soldi diamoli anche ai produttori altrimenti muoiono di fame, poverini.


La trama è dunque banale e spesso scontata, la regia di Uli Edel, ex Ragazzo dello Zoo di Berlino, talmente anonima ed innocua che lì per lì pensavo ci fosse un signor Nessuno dietro la macchina da presa, gli effetti speciali il solito mix di artifici digitali e poco sangue finto... ma chi se ne frega di questi dettagli, voi siete qui per Cage, vero? Ebbene, vi dirò che Nicolas è stranamente molto misurato e a un certo punto è riuscito persino a coinvolgermi nel suo dolore. E' stato solo un attimo in cui mi sono presa a schiaffi fortissimi onde scacciare il temporaneo incantesimo, ma abbastanza per sorvolare sui chili di cerone che gli hanno messo in faccia o sul suo modo di correre assai simile a quello di un vecchio sciancato (Cage è sempre stato zoppo o è una cosa recente? Illuminatemi, please!) ed annuire di fronte alla sua interpretazione di padre e marito addolorato ma caparbio. Anche i capelli mi sono sembrati i suoi ma a questi punti comincio a pensare di essere stata ubriaca, non ci sono altre spiegazioni. Scherzi a parte, non mi aspettavo nulla da Pay the Ghost e questa non aspettativa è stata ripagata (fortunatamente non con un tributo di pargoli, non saprei dove metterli!) ecco perché scrivo questo post serenamente e priva di odio o astio nei confronti dei coinvolti. E' vero, nessuno mi restituirà mai il tempo che ho perso guardando Pay the Ghost ma, sinceramente, piuttosto che partire per gli USA e tormentare Uli Edel o Tim Lebbon con voci fantasmatiche preferisco essere buona e risparmiare la fatica a voi, consentendovi di spendere le vostre ore di libertà in maniera ben più proficua.


Di Nicolas Cage, che interpreta Mike, ho già parlato QUI.

Uli Edel è il regista della pellicola. Tedesco, ha diretto film come Christiane F. - Noi i ragazzi dello zoo di Berlino, Body of Evidence ed episodi di serie come I segreti di Twin Peaks. Anche sceneggiatore e produttore, ha 68 anni e un film in uscita.


Sarah Wayne Callies interpreta Kristen. Meglio conosciuta come la Lori di The Walking Dead, ha partecipato anche ad altre serie come Numb3rs, Prison Break e Dr. House. Americana, ha 38 anni e un film in uscita.


Se Pay the Ghost vi fosse piaciuto recuperate The Woman in Black. ENJOY!


15 commenti:

  1. Diciamo così:Luca Gabbia ne ha fatte di peggiori,questo film è banale ma non bruttissimo,e vista la media della sua produzione recente,è già un successo.
    Concordo con la corsa sciancatissima(e involontariamente ridicola),con gli accenni di recitazione(ancora,un successo visti i suoi lavori recenti),ma i capelli no Bolla,decisamente non sono i suoi,anche se il parrucchino è meno poraccio del solito XD

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    1. Dici che il capello non è il suo? Secondo me sì ma gli hanno messo abbondanti dose di tinta giallognola!

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  2. Oddio...Nicola Gabbia + quella piaga di Lori di the walking dead...mi fa quasi paura...

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    1. Combo micidiale ma lei è meno peggio del solito!!

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  3. Una curiosità: come sei riuscita ad inserire il termine "dignitoso" in un post che parla di Nicholas Cage? :)

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    1. Abilità, mio caro. Si chiama abilità. O incoscienza, non rammento!

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  4. Mi è sembrato un film di una banalità sconcertante... non che mi aspettassi niente di meglio, eh :D

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    1. Ma infatti basta prenderlo per quello che è e non ci si arrabbia neppure!

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  5. Grande Uli Edel, è colpa sua se da ragazzino sono diventato miope...

    Comunque no, Cage da giovane era dinamico e anche piuttosto snodato. Vi ricordate la scena fantastica di Cuore Selvaggio dove urla e tira calci rotanti all'aria, senza senso?
    Probabilmente non sta benissimo neanche fisicamente, oltre che finanziariamente... povero Nic...

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    1. Ah, infatti, un tempo saltava come un grillo ma era giovane giovane. Adesso gli action avranno richiesto lo scotto!

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  6. Cage è sempre una garanzia di perdibilità.

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  7. Vorrei vederlo per farmi delle grasse ghignate alla faccia di Cage, ma Edel non lo sopporto proprio...

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    1. Non si riconosce credo dietro la macchina da presa, tanto la regia è anonima...

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  8. Visto ieri sera, e devo dire che concordo su tutto: pensavo peggio, tranne che per la corsa di Cage. ;)

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    1. Il nulla cosmico, di fatto. Innocuo, ma per importare in Italia film simili sarebbe meglio dedicarsi ad altri horror!

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