venerdì 13 gennaio 2017

Sing (2016)

Tra anteprime saltate e date di uscita non rispettate mi ha fatta un po' penare ma finalmente martedì ho visto Sing, diretto nel 2016 dai registi Christophe Lourdelet e Garth Jennings.


Trama: per salvare il suo teatro ormai cadente e sommerso dai debiti, l'impresario Buster Moon decide di indire un concorso canoro aperto a tutti gli abitanti della città. Un errore di stampa richiama più gente del previsto ma anche una montagna di guai...


Tra le (molte) cose che detesto ci sono i film che raccontano di come giovanotti/e di belle speranze riescano a diventare tra mille traversie delle star del mondo dello spettacolo e, neanche a dirlo, i reality show a tema musicale. I primi li detesto perché sono quanto di più fasullo e banale esista al mondo (solo Chazelle col suo Whiplash è riuscito a conquistarmi, vedremo se riuscirà anche con La La Land!), popolati da personaggi bellocci ma insipidi che, solitamente, sfondano profondendosi in balli e canzoni di dubbio gusto bimbominkiesco che già da soli basterebbero ad uccidermi; i secondi li odio perché fondati sul concetto di "giuria popolare" che di musica non capisce mediamente una mazza e vota in base a simpatie che nulla hanno a che vedere con l'effettiva qualità del cantante in gara, spesso influenzata da giudici che già non si possono definire cantanti, figurarsi esperti di musica. Soprattutto, di entrambi i generi detesto la serietà tipica di chi se la crede tantissimo ed è per questo che, invece, ho adorato Sing, film d'animazione che racchiude in sé la storia di persone che diventano famose unita al concetto "appassionati allo sbaraglio" tipico del reality odierno, arrivando a ricordarmi i bei tempi nostalgici de La corrida, con un koala pasticcione e sognatore al posto di Corrado. La trama di Sing è un pretesto per regalare allo spettatore quasi due ore di scoppiettanti numeri musicali che accompagnano le storie di "ordinaria" quotidianità di personaggi che sentono di poter dare qualcosa in più: accanto a due animali da palcoscenico come il maiale Gunther e il topo Mike ci sono infatti Rosita, casalinga frustrata, la timida Meena, dotata di una voce splendida ma impossibilitata ad esibirsi davanti ad altri, il giovane Johnny, che il padre vorrebbe instradare in una vita criminale, e la ribelle Ash, reduce da una relazione finita male. Ad unirli tutti assieme sotto lo stesso tetto ci pensa Buster, impresario teatrale in pesante odore di fallimento che non è riuscito a tenere in piedi il teatro regalatogli dal padre nonostante l'indubbio entusiasmo e l'amore per il mondo dello spettacolo; tornando al tema reality, i tempi purtroppo cambiano e Buster non è riuscito a cogliere il mutamento dei gusti del pubblico, che al giorno d'oggi vuole le canzonette, lo scontro sul palco e la possibilità di sognare in grande piuttosto che l'aulica bellezza di un'opera o l'aura da gran diva di una primadonna come la pecora Nana.


E così, partendo da questa trama simpatica ma esile, dove persino il messaggio di fondo un po' si perde (bisogna sempre inseguire i propri sogni e fare quello che si ama per riuscire al meglio, va bene, ma non per tutti nella realtà è così quindi la cosa mi pare un po' superficiale: come giustamente ha detto Toto alla fine "Sì ma Buster rimarrà sempre e comunque un impresario incompetente!"), quello che veramente rimane di Sing sono i numeri musicali, a dir poco esilaranti. La colonna sonora comprende la bellezza di ottantacinque canzoni, che spaziano dagli anni '40 ad oggi, più arie di musica classica, brani di colonne sonore e ovviamente pezzi scritti apposta per il film (peraltro molto gradevoli, soprattutto Set it All Free e l'immancabile Faith, che fanno sentire alla radio tutti i giorni), rendendo così Sing una full immersion musicale modellata alla perfezione su ogni personaggio e situazione rappresentata, al punto che persino chi non sopporta i musicarelli non potrà fare a meno di cantare e ballare sulla poltrona del cinema. Per non fare spoiler, non sto ad elencare i numeri e le canzoni che mi sono piaciute di più, anche perché altrimenti scriverei un post chilometrico, dico solo che la palma del miglior personaggio va al già citato Gunther e alla vecchia iguana Miss Crowley, un trionfo di senilità ambulante, ma il gruppetto che meriterebbe uno spin-off o che, perlomeno, avrebbe meritato una scena post credit (che non c'è, alzatevi pure appena i calamari finiscono di cantare Faith) è quello delle tenerissime pandine rosse giapponesi che si infervorano sulle note di Kira Kira Killer, cantata dall'immancabile Kyary Pamyu Pamyu. Un plauso ai responsabili del doppiaggio italiano che, per una volta, non hanno italianizzato nessuna delle canzoni presenti e, soprattutto, non sono ricorsi ad eventuali cantantucoli figli di qualche reality ma hanno scelto di lasciare intatte le performance dei doppiatori originali: Seth MacFarlane è giustamente famoso per la sua imitazione di Sinatra e sarebbe stato un peccato non poterlo ascoltare mentre Scarlett Johansson, Taron Egerton e Tori Kelly hanno delle voci talmente belle e adatte allo stile dei loro personaggi che sostituirle sarebbe stato un delitto. Insomma, Sing è il film ideale per passare una serata in allegria e credetemi quando vi dico che, usciti dalla sala, vi verrà una voglia di cantare inaudita!


Di Matthew McConaughey (voce originale di Buster Moon), Reese Witherspoon (Rosita), Seth MacFarlane (Mike), Scarlett Johansson (Ash) e John C. Reilly (Eddie) ho già parlato ai rispettivi link.

Christophe Lourdelet è il co-regista della pellicola, al suo primo lungometraggio. Francese, è conosciuto principalmente come animatore e, per quanto sia assurdo, non riesco a trovare foto di costui.
Garth Jennings è il co-regista e sceneggiatore della pellicola, inoltre doppia la folle Miss Crawley. Inglese, ha diretto film come Guida galattica per autostoppisti e Son of Rambow. Anche attore, ha 45 anni.


Taron Egerton è la voce originale di Johnny. Inglese, ha partecipato a film come Kingsman: Secret Service e Legend. Ha 28 anni e tre film in uscita tra cui Kingsman: The Golden Circle.


Peter Serafinowicz è la voce originale del padre di Johnny. Inglese, lo ricordo per film come Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, Shaun of the Dead, Grindhouse, The World's End e Guardiani della Galassia; come doppiatore, ha partecipato a serie quali American Dad!, Adventure Time e South Park. Anche sceneggiatore, produttore e compositore, ha 45 anni e tre film in uscita tra i quali il seguito di John Wick.


L'elefantina Meena è doppiata in originale da Tori Kelly, cantante americana di cui, sinceramente, non avevo mai sentito parlare e pare che nel cast di voci ci siano anche Wes Anderson, Chris Renaud ed Edgar Wright. Se Sing vi fosse piaciuto recuperate Pets - Vita da animali e Zootropolis. ENJOY!

12 commenti:

  1. Adorabile!io e l bacarospa gli ultimi minuti non riuscivamo a stare ferme sulla sedia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaah nemmeno io! Anche perché ho avuto la fortuna di guardarlo in una sala enorme popolata solo da cinque persone!

      Elimina
  2. Carinissimo!
    E che gioia, per una volta, non cancellare l'operata dei doppiatori originali "ricantandoci" sopra. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un sollievo che non ti dico, guarda.

      Elimina
  3. Io non amo troppo queste "cose" con le canzoni ma lo vedrò ugualmente appena posso.. ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Neppure io di base ma le mettono in un contesto talmente simpatico che è impossibile non lasciarsi catturare!!

      Elimina
  4. Anch'io detesto i reality musicali e solo poco meno i film con appassionati di qualcosa che diventano famosi, e anch'io invece ho trovato questo film divertentissimo.
    Secondo me il fatto che Moon rimanga incompetente e la vicenda finale dei soldi aiutano a non veicolare una morale da "se hai talento e ci credi ce la farai", nel senso che non è detto che poi i personaggi dopo i titoli di coda diventino famosi o balle varie. Secondo me quello che se ne ricava è che impegnarsi nella loro passione li ha aiutati a crescere, e mi sembra un messaggio dignitoso.
    Condivido il parere sull'ottima scelta di non doppiaggio. Mi sono innamorata della voce di Seth MacFarlane *_*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Seth MacFarlane è scemo come un tacco ma è uno dei doppiatori migliori in circolazione, ha una voce bellissima ed è anche un discreto figo, altro che Peter Griffin :P
      sulle conclusioni finali del messaggio sono d'accordo con te, assolutamente!

      Elimina
  5. Dopo l'esperienza poco esaltante con Alla ricerca di Dory, credo resterò per un po' lontano dal cinema d'animazione.
    Però questo sembra il filmino musicale e simpatico il giusto per farmi fare pace con il genere.

    Non sapevo che tra i doppiatori ci fossero Seth MacFarlane e Scarlett. Meno male che non hanno osato doppiarli, almeno nella parti cantate. Una scelta sensata, per una volta. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo è sciocchino ma almeno i personaggi sono funzionali alla trama e non viceversa. Poi contiene tanti di quei successi musicali che secondo me uno come te non può proprio perderlo, fermo restando che trattasi di visione molto disimpegnata! :)

      Elimina
  6. Ho capito. Mi sta facendo l'effetto "Pets". Ovvero: pensavo fosse una scemata, invece è uscito qualcosa di carino. E darò la possibilità anche a "Sing".
    L'unica critica che faccio è sulla promozione italiana. Più che martellante, come quella Disney, mi è sembrata patetica. Cioè... sembrava che supplicassero al pubblico come dei mendicanti! Come se dicessero: "Venite a vedere il nostro film, altrimenti moriamo di fame!" XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io fortunatamente la promozione l'ho persa, nel senso che non seguo tanto queste cose, mi godo i film basandomi sull'estro :P Però se è come dici tu avrebbe anche senso, visto che "Venite a vedere lo spettacolo altrimenti muoio di fame" è un po' il concetto su cui si basa Sing!

      Elimina

Se vuoi condividere l'articolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...