mercoledì 12 luglio 2017

Monkey Shines - Esperimento nel terrore (1988)

Siccome questa è la settimana delle scimmie, oggi si torna nei tanto amati anni '80, nella fattispecie al 1988, quando George Romero dirigeva e sceneggiava Monkey Shines - Esperimento nel terrore (Monkey Shines), partendo dal racconto omonimo di Michael Stewart.


Trama: rimasto paralizzato in un incidente stradale, Allan tenta il suicidio. L'amico scienziato Geoffrey decide quindi di fare addestrare Ella, una delle scimmiette del suo laboratorio, affinché l'animaletto gli tenga compagnia e soprattutto per poter continuare indisturbato i suoi esperimenti sull'intelligenza dei primati. Il legame tra Ella e Allan prende tuttavia una strana e pericolosa piega...



In quanto gibbonetto egli stesso, il Bolluomo alias Mirco ha una passione per i primati così ho biecamente scelto di sfruttare questo suo debole per invogliarlo alla visione di Monkey Shines. Ricordavo vagamente questo film dai tempi in cui passava spesso in televisione e, da bambina, mi capitava di guardarlo rimanendo ogni volta delusa perché speravo si trattasse invece di Link, horror inglese del 1986 un po' più violento e meno psicologico, avente per protagonista un orango invece di una scimmietta cappuccino. Presto o tardi parlerò anche di Link in quanto, se mi passate la battuta, la scimmia di riguardarlo mi è rimasta ma oggi è il caso di spendere due parole su questo strano "esperimento" di George Romero, probabilmente uno dei suoi film meno riusciti anche a causa delle pesanti ingerenze degli studios (non è un caso che, dopo Monkey Shines, il regista sia tornato al cinema indipendente). A distanza di trent'anni e anche visto con un'ottica più adulta, purtroppo Monkey Shines continua a non entusiasmarmi: troppo poco horror, troppo poco thriller, troppo televisivo e, soprattutto, troppo carina la scimmietta protagonista, un esserino tenerino che non fa paura neppure quando mostra i dentini col musetto arrabbiatusso. Alé, scrivo come una demente ma Ella è davvero deliziosa, al punto che viene spontaneo emettere gridolini estatici anche quando la bestiola compie le peggiori nefandezze e perdonarle tutto. D'altronde, qui la critica Romeriana non è rivolta all'animale, quanto all'uomo che cerca di sovvertire la natura per i suoi propositi, senza pensare che la Creazione, se provocata, sa reagire nei modi peggiori; ancora, nel film si parla di emozioni grezze e primordiali che neppure delle iniezioni di cellule cerebrali possono placare, anzi, al limite tra uomo e animale si viene a creare un legame empatico/psichico che cancella i confini tra le due nature con risultati devastanti... o meglio, avrebbero potuto essere devastanti ma la verità è che Monkey Shines si concentra molto sul melodramma, su diatribe tra dottori e scienziati dai metodi ugualmente detestabili e infine su improbabili storie d'amore che spezzano l'azione e annacquano la tensione claustrofobica che dovrebbe derivare dalle condizioni del protagonista, paralitico costretto a sottostare ai voleri di una creatura imprevedibile (tensione resa mille volte meglio da Rob Reiner con Misery non deve morire, per esempio).


La mancanza di ritmo è un po' la croce di questo Monkey Shines il quale, ridotto nel metraggio e magari privo del finale posticcio voluto dagli studios, avrebbe potuto assurgere al rango di cult, anche perché Romero inanella una crudeltà dietro l'altra, prendendo in giro lo spettatore e lo stesso protagonista con quella "giornata perfetta" girata all'inizio prima di gettargli addosso una sequela ininterrotta di sfighe assortite. A pensarci, l'unica cosa "vera" o, meglio, l'unico personaggio bello dentro e fuori è la dolce Melanie interpretata da Kate McNeil perché, per il resto, tutto ciò che circonda Allan dopo l'incidente mostra un'inquietante doppia natura, come a dire che la tragedia è riuscita a tirare fuori tutto il marcio di una vita apparentemente perfetta: amici ambigui e pericolosi, fidanzate fedifraghe, medici incompetenti, madri ossessive, infermiere psicopatiche e, ovviamente, un odio furibondo per tutto ciò che è toccato in sorte al protagonista, amplificato dalla natura selvaggia della piccola Ella. Purtroppo, tutto ciò viene portato sullo schermo da Romero con uno stile insolitamente piatto, quasi svogliato, che non impedisce al regista di confezionare un paio di scene interessanti e particolari (l'amplesso tra Allan e Melanie, allo stesso tempo naturale e "complicato", rimane più impresso dell'atroce e gratuito omaggio al chestburster di Alien) ma, in definitiva, passa e lascia davvero poco, sia in termini di inquietudine che di bellezza visiva. Probabilmente, alla fine della visione di Monkey Shines ricorderete con orrore soltanto un giovane Stanley Tucci particolarmente viscido e sarete colpiti dall'insana voglia di tenere in casa una scimmietta cappuccina, magari una capace di mettere su un po' di musica e abbracciarvi nei momenti di sconforto. Oppure di trovarvi un ragazzo/a gibbonetto, vedete un po' voi.


Del regista e co-sceneggiatore George Romero ho già parlato QUI. Stephen Root (Dean Burbage) e Stanley Tucci (Dr. John Wiseman) li trovate invece ai rispettivi link.

Jason Beghe interpreta Allan Mann. Americano, ha partecipato a film come Thelma & Louise, Soldato Jane, X-Files - Il film, Chiamata senza risposta, X-Men - L'inizio e a serie quali La signora in giallo, L'ispettore Tibbs, X-Files, Melrose Place, Dharma & Greg, CSI - Scena del crimine, CSI: NY, Numb3rs, Criminal Minds, Ghost Whisperer, Medium e soprattutto Chicago Med, Chicago Fire, Chicago Justice e Chicago P.D.. Ha 57 anni e un film in uscita.


John Pankow interpreta Geoffrey Fisher. Americano, ha partecipato a film come Miriam si sveglia a mezzanotte, Rambo 2 - La vendetta, Il segreto del mio successo, Miracolo sull'8a strada, Talk Radio e a serie quali Miami Vice, Innamorati pazzi e Ally McBeal. Ha 63 anni e due film in uscita.


Joyce Van Patten interpreta Dorothy Mann. Americana, ha partecipato a film come Appuntamento al buio, Io & Marley, Un weekend da bamboccioni, This Must Be the Place e a serie quali Ai confini della realtà, Perry Mason, Tre nipoti e un maggiordomo, Colombo, ... e vissero infelici per sempre, I Soprano e Desperate Housewives. Anche produttrice, ha 73 anni.


Se Monkey Shines - Esperimento nel terrore vi fosse piaciuto recuperate Link... io spero di farlo presto! ENJOY!

6 commenti:

  1. Risposte
    1. Vedi? Lo dicevo io! XD E' impossibile prendere sul serio la sua minaccia!

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  2. Film che non funziona, deludente sul piano narrativo e anche su quello realizzativo. Ma credo sia proprio il soggetto fin troppo ancora alla "realtà" ad affossare tutto.

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    1. Mah, il tema della "dipendenza" sarebbe stato molto affascinante a mio avviso, purtroppo il film riserva comunque ben poche emozioni.

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  3. A me invece è sempre piaciuto un sacco.
    Secondo me l'hai sottovalutato. ;)

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    1. Mah, ti dirò che mi sono molto annoiata durante la visione. E lo stesso vale per Link. Comincio a temere che il film visto da ragazzina fosse Shakma...

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