venerdì 15 ottobre 2021

Nero come la notte (2021)

Secondo film della serie Welcome to the Blumhouse 2021, secondo "regalo"! Oggi parliamo di Nero come la notte (Black as Night), diretto dalla regista Maritte Lee Go.



Trama: una ragazza di New Orleans viene aggredita dai vampiri e, una volta persa una persona importante per mano loro, decide di vendicarsi...


Dopo i sobborghi dei vecchietti di Bingo Hell passiamo ai sobborghi di New Orleans popolati da drogati, barboni e vampiri. Sempre sobborghi sono, ché a quanto pare dev'essere il fil rouge dei  Welcome to the Blumhouse di quest'anno (scherzo, mi mancano ancora due film da vedere per essere certa di questa mia affermazione), e sempre con pesanti problemi sociali di povertà e disagio che diventano terreno fertile per un terrore sovrannaturale. Sulla carta questi horror "impegnati", alle cui problematiche sociali si aggiungono, in questo caso, un pizzico di coming of age a sfondo razziale e spunti di triste cronaca reale (la storia di Nero come la notte è legata a doppio filo alla tragedia dell'uragano Katrina), avrebbero tutte le potenzialità per diventare opere interessanti come quelle realizzate da Jordan Peele e dai suoi adepti, peccato che, vuoi per la messa in scena terrificante, la trama raffazzonata o gli attori non particolarmente brillanti, non hanno nemmeno un decimo della potenza di un Get Out o un Candyman. Nero come la notte, in particolare, si rivolge a un pubblico di adolescenti e ricicla vaghe atmosfere alla Buffy the Vampire Slayer (nominata un paio di volte nel film) per raccontare la storia di Shawna, ragazza povera, piena di vergogna per la sua pelle scura e per la tossicodipendenza della madre, che un giorno viene aggredita dai vampiri che infestano New Orleans e decide di fare piazza pulita con l'aiuto dell'amico gay, del ragazzo che le piace e di un cartonato che dovrebbe essere l'esperta di vampiri del posto ma che in realtà risulta uno dei personaggi più inutili della storia dell'horror. Come spesso accade in questi horrorini "da cestone", lo spunto e l'inizio non sono nemmeno male, e l'incontro/scontro tra Shawna e i vampiri, seguito dalla terribile scoperta della ragazza in casa della madre, sono molto coinvolgenti; succede però che il film si ammoscia dopo poco, infilando una serie di "snodi" uno più perplimente dell'altro, fino a raggiungere l'apice dell'assurdo in uno scontro tra vampiri ancestrali di natura africana e la "nuova" cricca di vampiri di New Orleans, pronti a creare un esercito di non morti per sottomettere gli inutili umani (che gli altri non mangiano perché poco elegante), ma probabilmente a quel punto vi sarete già addormentati.


Il problema di Nero come la notte è che Shawna potrebbe anche avere il carisma per essere un'ottima protagonista, ma a differenza di Buffy non è affiancata da personaggi in grado di supportarla e farla brillare: Pedro, detto Dro, è la triste caricatura dei cliché dei gay sudamericani, il pezzo di manzo che piace a Shawna è per l'appunto solo un pezzo di manzo e della "Giles" della situazione ho già parlato anche troppo sopra. I vampiri, ovviamente, non sono meglio. Quando mettono più paura i succhiasangue senza nome e quasi senza volto rispetto ai "pezzi grossi" che dovrebbero governarli, c'è qualcosa che non va, soprattutto se le scene in cui Shawna cerca di ucciderne uno vestita da tsoccola sembrano prese pari pari dall'ultima stagione di Sensualità a Corte con Madre e il conte di Bridgerton, e se un valido caratterista come Keith David va praticamente sprecato. Ecco, perlomeno a salvare per il rotto della cuffia Bingo Hell c'erano il gusto sanguinolento di Gigi Saul Guerrero e la faccia naturalmente inquietante di Richard Brake, qui c'è anche troppo poco sangue per essere un film di vampiri e i villain si dimenticano dopo cinque minuti dalla loro apparizione sullo schermo. Non pervenuta neanche la colonna sonora, men che meno la regia, e non mi sentirei di consigliarvi Nero come la notte neppure se adorate qualsiasi opera di fiction avente per protagonisti dei vampiri. A questo punto, mi vien da dire che la paura che dovrebbero fare i Welcome to the Blumhouse deriva semplicemente dall'attesa degli stessi, perché sono letteralmente terrorizzata all'idea di affrontare il prossimo.


Di Keith David, che interpreta Babineaux, ho già parlato QUI.

Maritte Lee Go è la regista della pellicola, al suo primo lungometraggio. Americana, è anche produttrice, sceneggiatrice e attrice e ha un film in uscita. 


Asjha Cooper
, che interpreta Shawna, è in questi giorni anche attiva su Netflix, essendo nel cast dell'altra "bella" sòla horror di ottobre,  C'è qualcuno in casa tua. ENJOY!

6 commenti:

  1. Un altro film che non mi farà perdere tempo perché non lo vedrò , sebbene mi divertano i film trash. Ma nel caso allora è meglio puntare sul trash vero.

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    1. Esatto. Questo non è trash, è solo moscio!

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  2. Non ho visto neanche un film di questo ciclo Amazon. E a questo punto capisco perché. 😂

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  3. Nah, direi che visto il recuperone di Buffy che mi sto godendo, resto fedele all'originale.
    Grazie per questo sacrificio!

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    1. Il recuperone di Buffy mi causa un'invidia enorme, sono anni che vorrei farlo dopo averne guardato le puntate e le repliche quotidianamente in tempi ben più felici e, figuriamoci, devo ancora finire Midnight Mass, chettelodicoaffare.

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