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martedì 14 novembre 2023

When Evil Lurks (2023)

E' il caso horror del momento, quindi non potevo esimermi dal vedere When Evil Lurks (Cuando acecha la maldad), diretto e sceneggiato dal regista Demián Rugna.


Trama: due fratelli si ritrovano a dover proteggere se stessi e i loro cari da un male insinuante e inarrestabile...


Cercate un horror capace di fare realmente paura e di mettervi addosso anche una discreta tristezza? When Evil Lurks è ciò che fa al caso vostro. Per darvi un'idea di quello che si è messo in testa stavolta Demián Rugna (già responsabile, nel caso ve lo foste dimenticato, dell'angosciante Aterrados), dovete immaginare un ibrido tra The Outcast di Robert Kirkman, Il male di Dylan Dog e The Dark and the Wicked, "sporcato" da una doverosa punta di critica sociale che, tuttavia, non pretende di elevare un horror brutale e diretto come un'accettata in faccia. Il regista è partito dalla condizione sociale disagiata di chi vive nelle isolate campagne argentine, lontano dai luoghi di potere e decentrato rispetto agli interessi del governo, magari costretto anche a curare i propri campi con roba non proprio sana o regolamentata (andate a vedere la mostra World Press Photo a Torino. Lì si parla di Messico ma il senso del discorso è lo stesso), e da lì ha realizzato una tristissima riflessione sul Male ineluttabile, che non guarda in faccia a nessuno e distrugge, incontrollato, anche chi ha le migliori intenzioni. Il regista spiega ben poco e la storia comincia in medias res, ovvero in un universo narrativo dove capita che le persone vengano possedute e, di conseguenza, esista addirittura un protocollo governativo per disporre dei demoni senza che l'infezione si propaghi. Purtroppo, i due fratelli Pedro e Jimi scoprono a loro spese che, coi loro vicini, il governo se l'è presa molto comoda (un anno) e, come se non bastasse, l'addetto inviato ad eliminare il posseduto non ha fatto una bellissima fine; prede della paura, dell'ignoranza e della disperazione, i due fratelli e un signorotto del luogo cercano di metterci una pezza prima che sia troppo tardi, ma prendono ogni decisione sbagliata. Ora, il bello della sceneggiatura di Rugna non è solo che ti catapulta in un incubo ad occhi aperti senza prepararti, ma anche che i protagonisti (per quanto incappino inevitabilmente nelle scelte scellerate tipiche di un horror altrimenti la storia non andrebbe avanti) non risultano mai posticci o stupidi, bensì vittime di un meccanismo di malvagia predestinazione/furbizia demoniaca che, ad ogni perdita, si porta via una parte del cuore dello spettatore, il quale già dopo pochi minuti si lascia coinvolgere dal legame tra Pedro e Jimi e arriva a volergli bene.


Rugna lo sa, e giustamente infligge ai protagonisti i colpi peggiori, senza lesinare in schifo ripugnante e momenti di terrore. Questi ultimi li ricava con l'attesa, la semplice attesa di qualcosa di brutto anticipato con parole ed inquadrature insistite, ombre che si scorgono con la coda dell'occhio, luoghi bui dove non si può utilizzare la luce elettrica, attori persi in mezzo ad un inquadratura che li rende vulnerabili a tutto ciò che potrebbe entrare in campo da un momento all'altro. Lo schifo ripugnante passa invece attraverso il make up del posseduto che scatena l'orrore iniziale, talmente purulento e sporco che si sente praticamente la puzza dallo schermo, ma fosse solo quello. Animali e bambini non vengono risparmiati dalla violenza messa in scena da Rugna, che mostra tutto ciò che è lecito mostrare tra sangue e frattaglie, e più c'è dolcezza ed innocenza, più vi garantisco che verranno pervertite in modo da farvi venire un coccolone. When Evil Lurks però non è un mero campionario di efferatezze da superare sequenza dopo sequenza, alzando costantemente l'asticella del disgusto, bensì una vicenda narrata coi toni della tragedia, che parla di abbandono e pregiudizio, di forza di volontà schiacciata da qualcosa di più grande, della fine di una civiltà in cui anche chi è buono, chi ama con sincerità la sua famiglia, chi cerca di fare del suo meglio, viene alla fine inghiottito da un male alimentato da disinteresse, lassismo e tanta, troppa paura. When Evil Lurks non è un film perfetto, ci mancherebbe, ma in un anno dove, a livello di horror, a farmi battere seriamente il cuore c'è riuscito solo Flanagan con la sua Caduta della casa degli Usher, è diventato nel giro di pochissimo il primo della lista, riconfermando la capacità di Demián Rugna di entrare sotto pelle con pochi danari e tanto entusiasmo. Non perdetevelo nemmeno per sbaglio e pregate che venga distribuito presto in Italia!


Del regista Demián Rugna ho già parlato QUI.


Se When Evil Lurks vi fosse piaciuto, recuperate Aterrados The Dark and the Wicked. ENJOY!

domenica 4 novembre 2018

Terrified (2017)



Ne ho letto su I 400 calci e, incuriosita, ho provato a recuperare Terrified (Aterrados), diretto e sceneggiato nel 2017 dal regista Demián Rugna. 



Trama: in un quartiere argentino si susseguono morti, sparizioni ed eventi misteriosi. Un trio di studiosi decide di indagare...



Io non so se è perché l'ho visto in condizioni di favorevole solitudine e buio, ma Terrified è uno degli horror che mi ha messo più ansia in quest'ultimo periodo. E pensare che la solfa è sempre la stessa: voci spettrali, movimenti improvvisi nel buio, un pizzico di found footage che non può mancare, qualche jump scare di tanto in tanto, il solito terzetto di studiosi incuranti della natura maligna delle forze alle quali vanno incontro. E allora, cos'ha Terrified più degli altri film? Probabilmente nulla, ma ecco cosa ho percepito io. Innanzitutto, ha un'atmosfera assai simile a quella del vecchio Ju-On e non solo perché la storia del film non segue una linea cronologica consequenziale; il fulcro di tutto è ciò che accade in casa di quello che, apparentemente, dovrebbe essere il protagonista ma da lì l'indagine dei tre studiosi si dipana toccando ciò che è accaduto prima e mostrando quello che accade dopo, mescolando tre piani temporali diversi. Come in Ju-On, a questo straniamento temporale si aggiunge l'inquietudine di una maledizione, se possiamo chiamarla così, che non si limita a rimanere chiusa tra quattro mura ma si propaga per tutto il quartiere, come un virus, contagiando con la follia e il terrore tutti coloro così sventurati da avere anche solo minimamente a che fare col "male". Nel corso del film viene data una spiegazione a questo "male" ma devo ammettere che l'ho trovata una delle più fiacche e deliranti mai udite (l'acqua? Really?) e conta davvero poco per l'economia della storia, che funziona soprattutto per il suo riversare addosso ai personaggi le peggiori cose senza un perché, soprattutto addosso a personaggi che a un bel momento ammettono di avere una fifa blu e fanno una delle cose più sensate mai viste in un horror, dopo ovviamente l'essere scappati. Una cosa inutile, d'accordo, ma sempre meglio di quelli che si caricano in spalla una cinepresa e riprendono persino il demone che gli sta mozzicando il braccio, per dire.


A proposito di riprese, per me non è facile riportare a parole quello che occhi e mente hanno percepito perché, come avrete capito, di cinema m'intendo praticamente nulla, ma sta di fatto che Terrified ha delle inquadrature molto particolari, che contribuiscono a creare un senso di orrore crescente. La cinepresa di Rugna (cognome che, a dispetto di tutto, mi fa ridere: in dialetto ligure una "rugna" è uno che rompe le palle piagnucolando) ama indugiare su aperture buie, che siano un prosaico e classico spazio sotto il letto oppure gli scarichi dei lavandini, piuttosto che squarci all'interno di qualche mobile; il regista si perde in quei meandri bui, ci riversa addosso l'attesa di vedere chissà quale cosa uscire da lì e ci stuzzica con una colonna sonora da lui creata che accentua il senso di inquietudine, claustrofobia e pessimismo che a poco a poco ci prende guardando Terrified. Anche la fotografia è buia, cupa e malata come quella del già citato Ju-On, al punto che il film appare più raffazzonato di quello che è e le presenze maligne diventano esponenzialmente più brutali e terrificanti proprio perché di loro si vede ben poco. Nell'unica sequenza in cui l'orrore ci viene sbattuto in faccia, esso è un orrore statico e minaccioso, che incombe come una presenza ingombrante, sgradevole e decisamente "sbagliata"; anche in questo caso, più che puntare sullo jump scare il regista e sceneggiatore ha scelto di sfruttare la tensione data dall'attesa che succeda qualcosa, così che i nervi dello spettatore si tendano ben prima che il senso dell'orrore arrivi a sfogarsi. A pensarci bene, tolta una scena decisamente splatter e alcuni esempi di make up a dir poco terrificante, Terrified si basa quasi interamente su sottili suggestioni visive ed uditive, alle quali però i protagonisti consigliano di non affidarsi troppo... e allora, forse, è meglio dar loro retta e fare finta di non aver  sentito quei piccolissimi rumori "casalinghi" che sicuramente vi faranno venire degli infarti dopo aver visto questo film.

Demián Rugna è il regista e sceneggiatore della pellicola. Argentino, ha diretto film come The Last Gateway e You Don't Know Who You're Talking To. Anche produttore, attore, tecnico degli effetti speciali e compositore, ha 39 anni.




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