martedì 10 marzo 2026

BollOscar: Se solo potessi ti prenderei a calci (2025) e Song Sung Blue - Una melodia d'amore (2025)

Domenica ci sarà la fatidica notte degli Oscar e io quest'anno sono un po' indietro, sia con le visioni sia con le pubblicazioni. In realtà, ho recuperato tutto quello che mi interessava, e ho avuto modo di visionare tutti i candidati alle nomination più importanti, quindi sto meditando di interrompere la Oscar Death Race, salvo per Arlo, che dovrebbe uscire il 12 marzo. Ma queste sono riflessioni inutili, lascerei quindi spazio alle mini recensioni dei due film di oggi, Se solo potessi ti prenderei a calci di Mary Bronstein, uscito nelle sale italiane la scorsa settimana, e Song Sung Blue - Una melodia d'amore di Craig Brewer. Non le ho accorpate perché sono due film brutti, anzi, in realtà sono entrambi molto belli, ma solo perché mi andava di parlare di questi e altri candidati prima di domenica, senza sacrificare la horror challenge, e anche perché sono accomunati dalla stessa nomination, quella alla Miglior attrice protagonista (mi spiace per entrambe, soprattutto per Rose Byrne, ma la statuetta a Jessie Buckley non la toglie nessuno quest'anno). Bando alle ciance dunque! ENJOY!


Se solo potessi ti prenderei a calci (If I Had Legs I'd Kick You) - Mary Bronstein
(2025)

Come "forse" avrete intuito sono molto abituata agli horror, eppure raramente ho provato ansia come guardando il film di Mary Bronstein. Se solo potessi ti prenderei a calci racconta l'orribile discesa nel burnout di una donna costretta a gestire il disordine alimentare della figlioletta, un enorme buco nel soffitto che le ha costrette entrambe a vivere in un motel e tutta una serie di personaggi odiosi, per nulla empatici, pronti a puntare il dito sulle mancanze della protagonista, aggredirla, a metterle i bastoni tra le ruote o a trattarla come se non esistesse. La sensazione che si ha guardando il film è un'angoscia tremenda, un'agghiacciante impotenza di fronte a una situazione sempre più caotica; più volte la protagonista, peraltro psicologa, sottolinea la sua impossibilità di avere il controllo degli eventi e l'ulteriore disagio di una mancanza di sonno che la logora ogni giorno di più, causandole persino delle allucinazioni visive e uditive. Se solo potessi ti prenderei a calci è un film che, con coraggio, racconta l'esistenza di una persona che non ha mai voluto essere madre (la bambina non viene mai inquadrata in viso, tranne sul finale, esiste solo come voce petulante e perennemente terrorizzata, oppure definita dal cibo rifiutato o dal rumoroso apparecchio che la nutre di notte) e che cerca di fare buon viso a cattivo gioco, impegnandosi per la salute fisica e psicologica di una creatura che, nonostante tutto, è arrivata ad amare. Rose Byrne, attrice che non mi aveva mai colpita più di tanto, ci mette anima e corpo, portando a casa l'interpretazione della vita e mostrando nello sguardo e nei gesti tutta la stanchezza di una vita ingiusta, la tristezza di esistere solo come "madre" e "psicologa", non come persona, e il terrore di una bestia in trappola. Non so se vi è mai capitato di trovarvi in una situazione, anche non grave, che avete vissuto malissimo e dalla quale eravate convinti non sareste mai usciti. Ecco, a me è successo, e la voglia era quella di prendere a testate un muro per la frustrazione e la paura, oppure di scappare facendo perdere le tracce; nell'interpretazione di Rose Byrne ho visto tutte queste cose e vi assicuro che arrivare alla fine di Se solo potessi ti prenderei a calci è stato molto difficile. Vi consiglio spassionatamente il film ma, qualora in questo periodo foste depressi, agitati, o soggetti ad attacchi di panico, fossi in voi eviterei.

Nomination: Miglior attrice protagonista, Rose Byrne.

Curiosità: Ero convinta che la frase del titolo fosse rivolta a quel mostro di bambina, invece l'ha inventata la regista a 18 anni e, non sapendo come intitolare il film, ha deciso di riutilizzarla. 



Song Sung Blue - Una melodia d'amore (Song Sung Blue) - Craig Brewer
 (2025)

Song Sung Blue rientra nel novero delle biografie di personaggi popolari in America ma completamente sconosciuti alla sottoscritta e racconta la storia della band Lightning & Thunder, ovvero Mike Sardina e la moglie Claire Stengl. Conosciutisi nel circuito degli "imitatori musicali", i due decidono, assieme ad altri musicisti, di mettere su un tributo a Neil Diamond, diventando, nel giro di qualche anno, la band più popolare del Wisconsin. Il film racconta non solo le peripezie lavorative della coppia, ma soprattutto la loro storia d'amore, i loro problemi personali e una sequela di sfighe alle quali sarebbe difficile credere, se solo non fossero accadute sul serio. L'impostazione tutto sommato classica e "prevedibile" del film passa in secondo piano di fronte all'effettiva simpatia dei due protagonisti, decisamente affiatati, e alla loro forza d'animo, alimentata da un enorme desiderio di cantare e risplendere sul palco. Anche chi, come me, non dovesse conoscere Neil Diamond, potrà apprezzare i tanti numeri musicali del film, anche perché sia Hugh Jackman che Kate Hudson sono degli ottimi attori, capaci di entusiasmare e commuovere sia col canto che con le loro interpretazioni (anche se la nomination l'ho trovata esagerata). Ottimo anche il cast di contorno, dove spiccano bellissime facce che fa sempre piacere rivedere (Michael Imperioli e James Belushi, sto parlando con voi!) e la giovane Ella Anderson, una rivelazione alla quale auguro una splendida carriera. Sarei una bugiarda se non dicessi che Song Sung Blue era un film che non avevo affatto voglia di guardare, invece non solo mi ha piacevolmente sorpresa, ma ad un certo punto mi ha sconvolta com'era riuscito a fare solo Sirat. Recuperatelo, se non lo avete visto al cinema, perché è davvero carino... poi però non prendetevela con me se non smetterete più di cantare Sweet Caroline!  


Nomination: Miglior attrice protagonista, Kate Hudson.

Curiosità: il film è la drammatizzazione del documentario omonimo diretto dal regista Greg Kohs nel 2008, quindi rientra nella categoria dei remake. 





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