
Trama: il film racconta la storia del difficile rapporto tra Jung e Freud, ulteriormente complicato dalla presenza di un'ex paziente dello psicologo tedesco, Sabina Spielrein.

Io sono una fan accanita di David Cronenberg, che è uno dei miei registi horror preferiti. La sua costante riflessione sulla psiche che muta la carne e viceversa è qualcosa di macabro e assolutamente affascinante. Era ovvio immaginare che, prima o poi, l'horror avrebbe cominciato ad andare stretto al regista canadese, e che avrebbe dovuto iniziare a battere altre strade. A Dangerous Method è l'ultima evoluzione della poetica cronenbergiana, un film riflessivo, fatto solo di dialoghi, di ragionamenti sulla natura umana, sul rapporto tra i due padri della psicologia moderna, su come l'uomo possa essere facilmente "plagiato" e costruito dagli altri grazie ad un complicato intreccio di desideri, limiti autoimposti e convenzioni sociali. Tuttavia il fan di Cronenberg si trova davanti una pellicola che, per certi versi, è assolutamente lontana dal suo stile e che, nonostante gli argomenti trattati, risulta quasi un freddo esercizio di vuota psicanalisi.

A costo di passare per ignorante(ssa), infatti, devo dire che A Dangerous Method non mi ha lasciato nulla, non mi ha provocato nessuna emozione. Premettendo che i miei "studi" filosofici si sono interrotti con la fine delle scuole superiori, di Freud e Jung non so praticamente nulla. Ho trovato quindi molto interessante la scelta di "semplificare" il confronto tra i due, riducendo il dibattito alla fondamentale diversità del loro approccio (mentre Freud, empiricamente, cercava solo di dare un volto alla malattia mentale ed interpretare i sogni, Jung puntava a guarire il paziente, cercando di guidarlo verso quello che credeva fosse il suo destino, minato appunto dalla malattia) così che lo spettatore potesse poi fare le opportune ricerche se la sua curiosità fosse stata stimolata. Mi è piaciuta anche l'idea di inserire questa donna malata ma estremamente acuta, Sabina Spielrein, come forza distruttiva in grado di deteriorare il rapporto tra i due studiosi e di portare alla malattia chi l'aveva curata, ovvero Jung, consentendogli nello stesso tempo di capire meglio la direzione che avrebbero dovuto intraprendere i suoi studi. Però, gira che ti rigira, mi è sembrato di stare a guardare una lunga, interminabile seduta psichiatrica imperniata su questi tre personaggi.

Non posso comunque dire che A Dangerous Method sia un film brutto, anzi. L'interpretazione dei tre attori protagonisti sfiora la perfezione: Keira Knightley, nonostante all'inizio sia assolutamente insopportabile, riesce a gestire un personaggio complicatissimo, costantemente a braccetto con la follia, mantenendo comunque la dignità di una persona realmente esistita; Michael Fassbender, oltre ad essere bellissimo, rende perfettamente l'idea dello studioso combattuto tra il desiderio di mantenere la sua professionalità e quello, molto più umano, di soccombere alla passione per la sua paziente; Viggo Mortensen, il migliore dei tre, è praticamente la reincarnazione di Freud. Quindi, riassumendo, A Dangerous Method non rientrerà mai nei miei film preferiti di Cronenberg, né lo eleggo come uno dei migliori dell'anno passato, ma è comunque una pellicola interessante, pur se adatta a pochi, pazienti e consapevoli spettatori.

Il Bollalmanacco ha già ospitato quasi tutti gli attori coinvolti, trovate i post che parlano di loro ai rispettivi link: Keira Knightley (Sabina Spielrein), Viggo Mortensen (Sigmund Freud), Michael Fassbender (Carl Jung) e Vincent Cassel (Otto Gross).
David Cronenberg è il regista della pellicola. Sicuramente il mio regista horror preferito dopo Carpenter e uno tra i più “viscerali” e complicati, sempre pronto a violare la carne e lo spirito dell’uomo per metterne a nudo il male e le perversioni, lo ricordo per film come i disturbanti Rabid, sete di sangue e Il demone sotto la pelle, Brood – La covata malefica, Scanner, Videodrome, La mosca, La zona morta, Inseparabili, l’incomprensibile (ah, ma prima o poi lo recensirò, e vedremo!) Il pasto nudo, eXistenZ, Spider e A History of Violence. Canadese, anche attore (da brividi la sua performance in Cabal) sceneggiatore e produttore, ha 68 anni e un film in uscita.

Ad interpretare Freud avrebbe dovuto essere inizialmente Christoph Waltz, che ha rinunciato per partecipare a Come l'acqua per gli elefanti (ma.... Christoph....) e anche Christian Bale era stato contattato per il ruolo. Francamente, credo che in questo caso Viggo Mortensen sia stata comunque la scelta migliore. A proposito del buon Viggo, se il film vi fosse piaciuto vi consiglierei di cercare A History of Violence, che è sempre diretto da Cronenberg e vede l'attore americano come protagonista. ENJOY!