Dici, siamo in un brutto periodo, parliamo di film allegri? No. Oggi parliamo di Hosts, la roba più cattiva vista quest'anno, diretta e sceneggiata dai registi Adam Leader e Richard Oakes.
Trama: una cena di Natale diventa un incubo quando due degli ospiti cominciano a manifestare violenti comportamenti...
Hosts non è solo cattivo. E' proprio bastardo. Fatto con due sterline e ambientato all'interno di una casa (due, dai. Più un pezzetto di bosco), instilla orrore nel modo in cui dovrebbero farlo tutti gli horror degni di questo nome: con poche, brevissime sequenze introduttive presenta i protagonisti e ce li fa amare tutti, dal primo all'ultimo, fosse anche per la loro normalità e banalità, perché al posto loro potremmo esserci noi. E così succede che dopo aver assistito a un dolcissimo scambio di regali tra Jack e Lucy, lui uomo dotato di una faccetta da cucciolo tenerissima, e all'intimità di una famiglia a cui la vita ha già chiesto moltissimo, vedere queste persone fatte a pezzi, torturate psicologicamente e terrorizzate proprio sotto Natale, porca miseria, come direbbe Titty Ferro fa "male, male, male da morire". E poco importa da dove venga la minaccia e perché a un certo punto la gente si sia messa a sbroccare, quel che conta è tenere infilate le unghie nelle ginocchia per l'ansia di capire cosa succederà a questi poveracci, "colpevoli" di essere figli di Dio e di cercare felicità nella loro (apparente) unità familiare, ignorando più o meno scientemente le piccole magagne e gli scheletri nell'armadio di coloro ai quali più vogliono bene.
Poiché per "gustarvi" Hosts e rimanere disgustati e sconvolti, com'è successo a me in almeno un paio di scene, sarebbe meglio che del film sapeste poco o nulla, spenderò giusto ancora qualche riga per parlarvi del modo in cui è stato realizzato. Adam Leader e Richard Oakes sono due esordienti, eppure riescono a far fruttare tutti i pochi mezzi a loro disposizione, creando un'atmosfera lugubre e squallida grazie a luci non proprio perfette e insinuando all'interno di una normale casetta borghese una dimensione da incubo fatta di inquadrature ribaltate, angoli sghembi e ambienti claustrofobici, il tutto condito da melodie inquietanti che distorcono la solitamente adorabile Danza della fata dei confetti e, neanche a dirlo, litri di sangue, rosso che più non si può. Un plauso anche agli attori, magari non tutti memorabilissimi, ma il biondo Neal Ward è l'elemento assolutamente indimenticabile del film, l'unico a cui non servono azioni particolarmente violente e scioccanti per farsi ricordare: basta un musetto imbronciato e tenerello che nel giro di qualche sequenza si trasforma in una maschera di spietatezza pura senza perdere quel tocco di incredulità che porta lo spettatore a urlare "ma eri così simpatico e caruccio, nuoooH!". True story. Come ho scritto su Facebook, Hosts è un film che SCONSIGLIO sotto Natale, a meno che non vi vogliate fare malissimo, ma se avete stomaco forte e desiderio di deprimervi, andate pure in fiducia.
Adam Leader e Richard Oakes sono i registi e sceneggiatori della pellicola. Inglesi, anche attori e produttori, hanno un film in uscita.


