Trama: dopo aver assistito a un incidente stradale mortale, una coppia di fidanzati comincia a venire perseguitata da un'entità demoniaca...
Uscito un po' in sordina e bocciato da molti, in realtà Passenger è un horror dignitosissimo, con delle ottime intuizioni e una solida regia. Persino la trama, nonostante si appoggi sui tipici cliché delle storie a tema "infestazione demoniaca", ha degli sprazzi originali, perché a memoria non rammento un horror in cui siano le strade americane ad essere infestate da entità che si legano in maniera inscindibile alle sfortunate automobili che le incrociano, portando alla morte autisti e passeggeri (ma se mi sbaglio, scrivete pure i titoli nei commenti!). Gli sventurati del caso sono Maddie e Tyler, una coppia di fidanzati che gira l'America a bordo di un van. Tra i due, che pur sono innamoratissimi, ci sono delle divergenze taciute: la massima ambizione di Tyler è vivere libero, assieme a Maddie, a bordo di un camper, senza mettere mai radici, mentre Maddie vorrebbe finalmente crearsi una famiglia in un luogo da poter chiamare casa. Il comprensibile fastidio di Maddie nei confronti della nuova vita on the road (io sono una couch potato, quindi mi mette quasi più paura l'idea di vivere passando da un parcheggio all'altro, usando le palestre per fare la doccia, che trovarmi davanti un demone) si acuisce quando i due si imbattono in un incidente stradale mortale e, subito dopo, cominciano a succedere cose abbastanza strane e terrificanti all'interno del van, tutte riconducibili a una creatura sovrannaturale. Passenger va spedito come un treno nei primi due atti, durante i quali viene introdotta la demoniaca figura del "passeggero" del titolo, il suo modus operandi atto a fare impazzire le persone prima di ucciderle, e la sua lore, fatta di regole ben precise da seguire, nel caso si voglia tentare di sopravvivere. Nel prefinale, purtroppo, queste stesse regole vengono disattese o piegate ai voleri di una trama sempre più legata agli schemi dell'horror demoniaco, cosa che rende difficile allo spettatore non sentirsi un po' preso in giro. Inoltre, Passenger si indebolisce proprio quando la presenza tangibile dell'entità diventa preponderante, appoggiandosi sempre più a jump scare telefonati, diversamente da una prima parte in cui le apparizioni del maligno vengono centellinate, costringendo André Øvredal a sbrigliare tecnica e fantasia a beneficio della tachicardia della gente in sala.
Il regista realizza almeno tre sequenze davanti alle quali bisognerebbe togliersi il cappello. La prima è quella iniziale, dove la magistrale tensione creata da una lentissima panoramica il cui punto di vista è situato all'interno della macchina si combina ad un sonoro da brividi e un montaggio intelligente (per non parlare dell'omaggio alla terrificante scena del ciclista in Il seme della follia!); la seconda è interamente ambientata in un parcheggio, e impiega più o meno la stessa tecnica per enfatizzare il terrore e il senso di spaesamento della protagonista; la terza sfrutta invece in maniera originale un'opera inaspettata, Vacanze romane, un film che con l'horror non c'entra nulla ma che penso non riuscirò mai più a guardare allo stesso modo. André Øvredal si conferma dunque un ottimo regista di genere che sa il fatto suo, in grado di confezionare ottimi e divertenti horror "commerciali". Personalmente, ho anche apprezzato il sembiante del "passenger", soprattutto nelle inquadrature che lo vedono ripreso da lontano, di scorcio, appena fuori dal campo visivo, perché l'insieme mi ha ricordato il Bob di Twin Peaks, contribuendo non poco al terrore provato durante le sue apparizioni. Meno interessante il volto del demone, ahimé, che ho trovato poco originale, ma tutto sommato si tratta di un piccolo difetto che, assieme agli altri citati nel post, non inficia il valore di un film interamente dedicato alla paura fine a se stessa, senza ambizioni elevate di critica sociale, o di realizzare un capolavoro che rimarrà negli annali. Ogni tanto c'è bisogno anche di questo tipo di horror medi ma genuini per mandare avanti la baracca, quindi il mio consiglio è quello di premiare Passenger andando a vederlo in sala!





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