Uno sfortunato incidente accorso nel periodo Natalizio è coinciso con la possibilità di passare del tempo bloccata in casa a guardare film... quindi, per cominciare, ho deciso di recuperare Free Fire, uscito in Italia (ma non a Savona) a inizio dicembre e diretto nel 2016 dal regista Ben Wheatley, anche co-sceneggiatore.
Trama: uno scambio di armi e denaro non va per il verso giusto e i coinvolti cominciano a spararsi, diffidenti l'uno dell'altro...
Immagino che tutti ricorderete il finale de Le Iene, uno stallo in cui i protagonisti, alla fine, si ritrovano l'uno contro l'altro e si sparano a vicenda. Fine. Ecco, Free Fire prende la sparatoria, l'allunga per un'ora e mezza e la trasforma in un film divertente, movimentato, angosciante e bellissimo. Merito di Ben Wheatley (e della moglie alla sceneggiatura), regista col quale ho un rapporto controverso ma che non si può dire abbia mai sbagliato un film o, meglio, che non sforni qualcosa di particolare e zeppo di personalità ogni volta. Free Fire, per esempio, poteva essere una tamarrata unica, perché la base è quanto di più action e banale ci sia al mondo: ci sono due gruppi di malviventi, un gruppo vuole i fucili, l'altro vuole i soldi, una persona fa l'intermediario. La fiducia reciproca è poca, già di partenza, e ovviamente succede qualcosa che innesca la miccia della tensione e trasforma una fabbrica abbandonata in un terreno di guerra dove tutti i protagonisti hanno come obiettivo la sopravvivenza e la morte di qualcun altro, vuoi per vendetta, vuoi per antipatia, vuoi per puro e semplice interesse personale. In un film banale (leggi: in un action USA) probabilmente la fabbrica ad un certo punto esploderebbe oppure ci sarebbe il macho man della situazione che, rimediando giusto una ferita sul finale, si ergerebbe su tutti i coinvolti scrollandosi di dosso le pallottole come acqua, qui la situazione è invece un po' diversa. Tanto per cominciare, i protagonisti di Free Fire sono uno più cretino dell'altro. Vanesi, innamorati della propria voce e al 90% ignoranti delle regole base di convivenza criminale se non addirittura pesci piccoli dal carattere rissoso, sembrano dei bambini impegnati in un gioco da adulti. Quando cominciano a volare le prime pallottole, una bellissima sequenza ce li mostra sconvolti, con un ralenti impietoso ad inquadrare corpi non tanto pronti ad armarsi a loro volta bensì desiderosi di allontanarsi dalla prima persona colpita, diretti verso qualunque riparo in grado di offrire salvezza perché consapevoli che la situazione sta per buttare molto, molto male. Da lì comincia un'ininterrotta sinfonia di pistole che sparano, gente che urla (di dolore ma anche per minacciare, chiamare i compagni, manifestare la propria disperazione o semplicemente rompere le palle al prossimo) e John Denver che canta, qualcosa che non solo non da tregua ai personaggi ma nemmeno allo spettatore.
Se l'idea di ambientare il tutto negli anni '70 è un raffinato tocco di classe che delizia gli occhi con costumi e pettinature a tema (e soprattutto impedisce ai protagonisti di avere un cellulare!), quella di utilizzare una fabbrica abbandonata è funzionale alla trama stessa. La scenografia, oltre a essere molto evocativa, è piena di nascondigli di fortuna ma anche di piccole cose in grado di far male e vedere i personaggi costretti a strisciare in mezzo ai vetri, le schegge di legno o i cocci di cemento crea un immediato senso di fastidio; ovviamente, la cinepresa di Ben Wheatley indugia su ogni espressione di dolore, su ogni ferita e persino sulle pallottole ma di tanto in tanto si allarga a mostrarci per intero il "campo da gioco" e le posizioni dei vari giocatori, rannicchiati dietro protezioni di fortuna, mentre un montaggio serratissimo porta quasi a voler chinare la testa per paura che una pallottola possa raggiungere persino noi spettatori. Gli attori, poi, sono perfetti. Assieme ad alcuni caratteristi che si imprimono a fuoco nella memoria pur senza avere un nome di richiamo, ci sono attori più conosciuti come Cillian Murphy, Armie Hammer e Brie Larson che interpretano alla perfezione i loro personaggi e soprattutto c'è Sharlto Copley. Ora, voi forse non avete idea di quanto fossi arrivata non sopportare Copley ma qui è decisamente il migliore del mazzo con quei baffoni assurdi e quell'accento caricatissimo (dal mio umile punto di vista Free Fire perde almeno cinque punti doppiato in italiano. Poi, fate voi) che lo rendono un personaggio esilarante ma, ovviamente, da non sottovalutare. L'inglesotto Ben Wheatley si riconferma dunque Autore a tutto tondo da tenere sottocchio. Magari non facile (anche se in questo caso fortunatamente non mi è esploso il cervello come con High Rise o Kill List) ma comunque originalissimo e pronto a sperimentare, oltre che dannatamente bravo. Di questi tempi è quasi un miracolo!
Del regista e co-sceneggiatore Ben Wheatley ho già parlato QUI. Sam Riley (Stevo), Michael Smiley (Frank), Brie Larson (Justine), Cillian Murphy (Chris), Armie Hammer (Ord), Sharlto Copley (Vernon), Noah Taylor (Gordon) e Jack Reynor (Harry) li trovate invece ai rispettivi link.
Enzo Cilenti interpreta Bernie. Inglese, ha partecipato a film come e a serie quali Kick-Ass 2, Guardiani della galassia, La teoria del tutto, Sopravvissuto - The Martian, High Rise e a serie come Il trono di spade. Anche produtore, ha 44 anni.
Babou Ceesay, che interpreta Martin, ha esordito al cinema con l'esilarante Tagli al personale. A Luke Evans era stato offerto il ruolo di Vernon ma l'attore ha dovuto rinunciare in quanto impegnato sul set de La bella e la bestia e anche Olivia Wilde ha declinato l'invito a partecipare al film. Se Free Fire vi fosse piaciuto recuperate Le iene, The Departed e Green Room. ENJOY!
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martedì 24 aprile 2018
mercoledì 15 luglio 2015
Predestination (2014)
Senza un perché, in questi giorni ho deciso di guardare un film passato di soppiatto nelle nostre sale ma di cui quasi tutti stavano già parlando bene, ovvero Predestination, diretto e co-sceneggiato nel 2014 dagli Spierig Brothers e tratto dal racconto Tutti voi zombie di Robert Heinlein.
Trama: un uomo con il potere di viaggiare nel tempo deve impedire che un terrorista faccia innumerevoli stragi nel cuore dell'America...
E voi ora direte: bella schifezza di trama. O meglio, quanta banalità! A mia discolpa posso solo dire che l'enorme problema di Predestination, se siete degli ignoranti come me e non avete mai letto il racconto di Heinlein, è l'impossibilità di scrivere più di così, pena rischio di incappare in spoiler mortali. Fidatevi, non vi piacerebbe conoscere altri dettagli sul film degli Spierig Brothers anche perché la cosa più bella è lasciarsi rapire dal racconto de "la ragazza madre" e venire a poco a poco a scoprire tutto ciò che nasconde Predestination. Ho detto ovviamente scoprire, non capire. Predestination, nonostante la fondamentale prevedibilità dei suoi colpi di scena, è il film più complesso ed intrigante che ho visto nell'ultimo anno, zeppo di paradossi temporali in grado di fulminare il cervello a chiunque dovesse mettersi a ragionarci troppo ma allo stesso tempo popolato da protagonisti talmente umani che sarebbe impossibile non interessarsi alle loro sorti tanto che, cullati dalla voce fuori campo de "la ragazza madre", diventa quasi ininfluente seguire le indagini sul cosiddetto "fizzle bomber" che sta minacciando l'America. Sulla trama quindi altro non dirò, se non che il mio amore per i personaggi è stato talmente grande da farmi sorvolare su un incredibile WTF che probabilmente avrà inficiato il giudizio di molti spettatori meno sensibili... ma non è stato solo l'amore a farmi apprezzare Predestination. O meglio, non solo l'amore per i protagonisti.
La verità che mi sono innamorata perdutamente di Sarah Snook. Già me n'ero accorta guardando Jessabelle ma con Predestination ne ho avuto la conferma: adoro il suo viso delicato, gli occhi espressivi e la capacità di interpretare eroine allo stesso tempo forti e fragili senza mai calcare la mano o esagerare le peculiarità che caratterizzano i suoi personaggi. Ethan Hawke è sempre bello da vedere e piacevole da sentire ma è Sarah Snook il cuore pulsante di Predestination, l'attrice giovane che riesce a rubare la scena al vecchio attore consumato non solo grazie alla bellezza ma soprattutto grazie al carisma. E gli Spierig Brothers sono altrettanto bravi. A fronte di una storia che si può tranquillamente definire fantascientifica, i gemellini tedeschi scelgono di raccontarla in modo sobrio e quasi classico, riducendo al minimo la violenza e gli effetti speciali e preferendo lasciare che questi ultimi siano "naturali", realizzati da ingegno manuale invece che da orridi ritocchi in CG. Gli Spierig Brothers, con le loro inquadrature eleganti e il gusto vintage per scenografie e costumi, nascondono in ogni sequenza (e persino nella scelta della colonna sonora!!) dei dettagli per nulla casuali in grado di risultare molto significativi col senno di poi e confezionano così uno di quei film poco pubblicizzati, poco conosciuti e tuttavia molto più gradevoli ed intriganti di tanti altri loro sponsorizzatissimi cugini. Insomma, mi tocca concludere perché ogni altra parola rischierebbe lo sconfinamento in territorio spoiler. Per me Predestination è stata la sorpresa dell'estate e lo consiglio caldamente... tuttavia, nonostante il mio entusiasmo sarebbe meglio che i non cultori dei paradossi temporali si astenessero perché conosco molta gente che mi ricoprirebbe d'insulti dopo aver visto un film simile!!
Di Ethan Hawke (il barista) e Sarah Snook (la ragazza madre) ho già parlato ai rispettivi link.
I gemelli Michael e Peter Spierig, conosciuti come gli Spierig Brothers, sono i registi e co-sceneggiatori della pellicola. Tedeschi, hanno diretto film come Undead e Daybreakers - L'ultimo vampiro. Anche produttori e responsabili degli effetti speciali, hanno 39 anni.
Noah Taylor interpreta Mr. Robertson. Inglese, lo ricordo per film come Quasi famosi, Vanilla sky, Le avventure acquatiche di Steve Zissou e La fabbrica di cioccolato. Ha 46 anni e un film in uscita.
Se Predestination vi fosse piaciuto recuperate Source Code, Donnie Darko e magari Inception. ENJOY!
Trama: un uomo con il potere di viaggiare nel tempo deve impedire che un terrorista faccia innumerevoli stragi nel cuore dell'America...
E voi ora direte: bella schifezza di trama. O meglio, quanta banalità! A mia discolpa posso solo dire che l'enorme problema di Predestination, se siete degli ignoranti come me e non avete mai letto il racconto di Heinlein, è l'impossibilità di scrivere più di così, pena rischio di incappare in spoiler mortali. Fidatevi, non vi piacerebbe conoscere altri dettagli sul film degli Spierig Brothers anche perché la cosa più bella è lasciarsi rapire dal racconto de "la ragazza madre" e venire a poco a poco a scoprire tutto ciò che nasconde Predestination. Ho detto ovviamente scoprire, non capire. Predestination, nonostante la fondamentale prevedibilità dei suoi colpi di scena, è il film più complesso ed intrigante che ho visto nell'ultimo anno, zeppo di paradossi temporali in grado di fulminare il cervello a chiunque dovesse mettersi a ragionarci troppo ma allo stesso tempo popolato da protagonisti talmente umani che sarebbe impossibile non interessarsi alle loro sorti tanto che, cullati dalla voce fuori campo de "la ragazza madre", diventa quasi ininfluente seguire le indagini sul cosiddetto "fizzle bomber" che sta minacciando l'America. Sulla trama quindi altro non dirò, se non che il mio amore per i personaggi è stato talmente grande da farmi sorvolare su un incredibile WTF che probabilmente avrà inficiato il giudizio di molti spettatori meno sensibili... ma non è stato solo l'amore a farmi apprezzare Predestination. O meglio, non solo l'amore per i protagonisti.
La verità che mi sono innamorata perdutamente di Sarah Snook. Già me n'ero accorta guardando Jessabelle ma con Predestination ne ho avuto la conferma: adoro il suo viso delicato, gli occhi espressivi e la capacità di interpretare eroine allo stesso tempo forti e fragili senza mai calcare la mano o esagerare le peculiarità che caratterizzano i suoi personaggi. Ethan Hawke è sempre bello da vedere e piacevole da sentire ma è Sarah Snook il cuore pulsante di Predestination, l'attrice giovane che riesce a rubare la scena al vecchio attore consumato non solo grazie alla bellezza ma soprattutto grazie al carisma. E gli Spierig Brothers sono altrettanto bravi. A fronte di una storia che si può tranquillamente definire fantascientifica, i gemellini tedeschi scelgono di raccontarla in modo sobrio e quasi classico, riducendo al minimo la violenza e gli effetti speciali e preferendo lasciare che questi ultimi siano "naturali", realizzati da ingegno manuale invece che da orridi ritocchi in CG. Gli Spierig Brothers, con le loro inquadrature eleganti e il gusto vintage per scenografie e costumi, nascondono in ogni sequenza (e persino nella scelta della colonna sonora!!) dei dettagli per nulla casuali in grado di risultare molto significativi col senno di poi e confezionano così uno di quei film poco pubblicizzati, poco conosciuti e tuttavia molto più gradevoli ed intriganti di tanti altri loro sponsorizzatissimi cugini. Insomma, mi tocca concludere perché ogni altra parola rischierebbe lo sconfinamento in territorio spoiler. Per me Predestination è stata la sorpresa dell'estate e lo consiglio caldamente... tuttavia, nonostante il mio entusiasmo sarebbe meglio che i non cultori dei paradossi temporali si astenessero perché conosco molta gente che mi ricoprirebbe d'insulti dopo aver visto un film simile!!
Di Ethan Hawke (il barista) e Sarah Snook (la ragazza madre) ho già parlato ai rispettivi link.
I gemelli Michael e Peter Spierig, conosciuti come gli Spierig Brothers, sono i registi e co-sceneggiatori della pellicola. Tedeschi, hanno diretto film come Undead e Daybreakers - L'ultimo vampiro. Anche produttori e responsabili degli effetti speciali, hanno 39 anni.
Noah Taylor interpreta Mr. Robertson. Inglese, lo ricordo per film come Quasi famosi, Vanilla sky, Le avventure acquatiche di Steve Zissou e La fabbrica di cioccolato. Ha 46 anni e un film in uscita.
Se Predestination vi fosse piaciuto recuperate Source Code, Donnie Darko e magari Inception. ENJOY!
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