5. Racconti della cripta – Il cavaliere del male (Tales From the Crypt: Demon Knight, 1995)
Un motivo per amarlo: Billy Zane che gigioneggia, nei panni del Diavolo, dall’inizio alla fine. Con quella sua faccia da piacione, anche quando si fa cavare un occhio o sputa una spugnetta dalla bocca. Love at first sight, infinitamente trash.

4. Il tocco del male (Fallen, 1998)
Due motivi per amarlo: 1) un cast della madonna, buttiamo giù due nomi: Denzel Washington, John Goodman, Donald Sutherland, Embeth Davidtz, Elias Koteas, James Gandolfini, tutti in stato di grazia. 2) La trama ricorda un po’ l’inquietante L’Alieno, di Jack Sholder. Il terrore di non sapere, di potersi trovare accanto un killer demoniaco a causa di un semplice tocco, l’incapacità di distinguere amici fidati da nemici mortali. Capolavoro di tensione.

3. Il signore del male (Prince of Darkness, 1987)
Tre motivi per amarlo: 1) Alice Cooper che barboneggia senza ritegno assieme ad altri clochard assassini consapevoli della venuta del Signore. Brividi. 2) Un finale che più pessimista e ingannevole non si può, perché dal Principe delle Tenebre non c’è scampo… O forse sì? 3) Quella maledetta colonna di liquido verde che incombe sui protagonisti, li possiede, goccia per goccia, li ingloba e li trasforma in esseri repellenti.

2. L'ultima profezia (The Prophecy, 1995)
Quattro motivi per amarlo: 1) Altro film con un cast incredibile: l’onnipresente Elias Koteas, Christopher Walken, Viggo Mortensen, Amanda Plummer.. devo aggiungere altro? 2) La splendida, poetica e gotica idea che anche altri Angeli, oltre a Lucifero, abbiano deciso di ribellarsi a Dio per il troppo amore nutrito dal Creatore verso gli umani. A tal proposito, leggete anche Angel Sanctuary di Kaori Yuki, tanto per. 3) Christopher Walken nei panni di Gabriel è la quintessenza del fascino del male: si appolaia sulle tombe come un uccello, toglie la vita con un “shh” e la ridà come se niente fosse. Meraviglioso. 4) L'ultima profezia è il primo di una lunga serie di film dedicati all’argomento, ma non fatevi ingannare: l’unico bello da vedere è questo, gli altri sono fuffa.

1. Rosemary’s Baby (id., 1968)
Cinque motivi per amarlo: 1) Non c’è una goccia di sangue in tutto il film eppure Polanski riesce a creare un clima tale di paranoia che c’è da mettersi a piangere per la paura in più di un momento. 2) La scena surreale del sogno con possessione demoniaca è un capolavoro e mette i brividi. Anton La Vey special guest star nei panni di Satana, il che è tutto dire. 3) La triste, dolcissima ninna nanna che accompagna i titoli di testa e di coda del film, cantata da Mia Farrow. 4) Il finale. Quella culla nera, con una croce d’argento capovolta al posto dei giocattoli. L’urlo straziante di una madre inorridita, circondata da satanisti fanatici. Momento di vera ansia. 5) Mia Farrow, ovvio. Mentre le altre madri diventano floride nella gravidanza, lei deperisce, si annulla, si rinchiude nella paranoia. Ovvio, quel taglio Vidal Sassoon non aiuta.
