Trama: La dottoressa Matheson e il suo assistente Tom sono due fisici specializzati nello smascherare ciarlatani che si fanno passare per medium. Quando il sensitivo cieco Simon Silver torna alla ribalta dopo anni di assenza dalle scene, però, i due capiscono che l'uomo potrebbe infrangere davvero ogni loro certezza...
Red Lights è un film fastidioso. Non saprei come altro definire una pellicola girata molto bene, con un cast grandissimo, una sceneggiatura in grado di incuriosire lo spettatore e mettergli alternativamente ansia e dubbi... che però si sgonfia in un finale loffio e un delirante pseudo-spiegone sul pre-finale. Diciamo che il film mi ha presa e coinvolta tantissimo fino al punto in cui Tom va dal "buon" Silver in quella sorta di studio/catapecchia per indemoniati, poi il mio cervello non è più riuscito a seguire e capire una mazza e per fortuna si parla solo degli ultimi dieci minuti. Fino a quel momento Red Lights era andato alla grande, con questo Simon Silver sibillino, il traumatico passato della dottoressa, gli inspiegabili fenomeni che cominciano a perseguitare Tom, il senso palpabile di qualcosa di irrazionale che stona con la realtà che conosciamo, il tutto immerso in una fotografia azzurrina, quasi uggiosa, costruito con un montaggio serrato ma non caotico, affidato ad una regia classica ma efficace. E poi vabbé, niente, come ha detto la mia compagna di visione "non sapevano come finirlo" e Cortés è uscito fuori dal seminato cercando dapprima di sviare vigliaccamente lo spettatore facendogli annusare odore di zolfo (il vecchio sibilante, la tenda rossa tipo la loggia nera di Twinpeaksiana memoria, il confine tracciato col sale...) per poi sbulaccare vergognosamente sul finale cercando il colpo di scena che non ti aspetti. E grazie al ca... che non te lo aspetti: capisco che Tom/Cillian Murphy cercasse a tutti i costi un sensitivo come lui e che avesse puntato tutte le sue speranze su Silver, ma a che pro crearsi falsi fenomeni paranormali solo perché questo disgraziato ha avuto per due volte la sfiga che due dei suoi più grandi nemici morissero d'infarto proprio mentre lui era nei paraggi? Di più: 'a Spaventapasseri, sei un sensitivo e lasci che uno ti spacchi faccia e denti contro lavandini e cessi? Tutto si spiegherebbe se Tom non avesse avuto coscienza della sua natura di sensitivo, ma i flashback finali lascerebbero intendere il contrario, quasi come se il ragazzo avesse volutamente celato i suoi poteri fino a quel momento, rifiutando appunto di riconoscere e rivelare sé stesso. Quindi, ribadisco, spiegatemi questo Red Lights, perché da sola non ci arrivo.
E qui, ovviamente, finisce la recensione, se tale si può definire. Mi dispiace ma non posso fare altro, anche perché, oltre a sottolineare l'ovvia bravura degli interpreti e il mio stupore nel vedere che la sorellina delle gemelle Olsen non è irritante come pensavo, Red Lights non regala momenti di delirio cinefilo né colpisce per scelte particolarmente ardite o innovative per quanto riguarda gli aspetti tecnici (anzi, a proposito: il sosia di De Niro che interpreta il giovane Silver in alcuni brevi filmati d'epoca è talmente fasullo che non si può guardare, una roba a cui non riesce a rimediare neppure la citazione di X- Files con il poster "I Want to Understand" al posto di "I Want to Believe"). Certo, De Niro che svolazza fa impressione ma era una cosa già vista nel trailer. Quindi, molto bastardamente, non ve lo consiglio (non l'ho capito!) ma vi chiedo di guardarlo comunque, così me lo spiegate. Aspetto soprattutto le risposte dei simpatici (sebbene rari) anonimi che finalmente potranno darmi della scema per un motivo reale!
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| ....stai parlando con me? |
Rodrigo Cortés è il regista e sceneggiatore della pellicola. Spagnolo, ha diretto anche Buried - Sepolto. Anche produttore, attore e compositore, ha 39 anni.
Se il film vi fosse piaciuto, consiglierei I segni del male, perché anche qui si combatte l'eterna battaglia tra fede e scienza. ENJOY!




