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domenica 5 marzo 2017

T2 Trainspotting (2017)

E così, dopo tanto penare, anche io sono riuscita ad andare a vedere T2 Trainspotting, diretto da Danny Boyle, liberamente tratto da Trainspotting e Porno di Irvine Welsh e séguito del cultissimo Trainspotting. Come ne sarò uscita, io che la pellicola del 1996 l'avevo adorata?


Trama: vent'anni dopo la fuga di Renton da Edimburgo, il vecchio Mark torna a casa a seguito della morte della madre. Lì si riunisce a Spud, la cui vita è stata distrutta dall'eroina, e Sick Boy, ora gestore di un pub e colmo di risentimento per il tradimento dell'ex amico, mentre la minaccia di Begbie, appena evaso dal carcere e altrettanto infuriato con Renton, si fa sempre più pressante.


C'è una cosa, in vent'anni, che Renton non ha mai smesso di fare: correre. L'ex tossico che nel 1997 correva per fuggire dalla sicurezza di un grande magazzino, dopo due decenni lo fa su un tapis roulant, per mantenersi in forma, ma i risultati disastrosi sono sempre i medesimi. Si può continuare, per vent'anni, a correre cercando di sfuggire al passato che tenta di venirti a mordere le chiappe, alla nostalgia dei "bei tempi andati", alle dipendenze sbagliate, ad un destino che pare segnato per sempre? Chissà. Probabilmente sono le domande che si è posto Danny Boyle, al quale la cVitica non ha mai smesso di rinfacciare come dopo Trainspotting non avesse più azzeccato un film o quasi, terrificante The Beach in primis, ed eccolo quindi tornare dietro la macchina da presa per raccontarci le vicende di Renton e soci, in una zampata di nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi. Ma attenzione, perché Boyle ha utilizzato un approccio subdolo e, se vogliamo, anche un po' ipocrita/paraculo ma perfettamente in linea con la tristezza dei personaggi della pellicola e, soprattutto, con la tristezza malinconica del pubblico pagante. Quella generazione di trentenni quasi quarantenni che piangono, me compresa, beninteso, gli anni '80, i vecchi film, i vecchi libri, le vecchie sceneggiature, i vecchi calciatori, i vecchi attori, la vecchia moda, i vecchi amici, le serate passate a "parlare invece che mandarsi messaggi su whatsapp o su facebook" e i cui esponenti si trincerano dietro tutti i loro preziosi ricordi manco il passato fosse stato tutto rose e fiori, zeppo di felicità. Ancora una volta, a buona parte di noi manca giusto di spararsi dell'eroina in vena ma per il resto siamo identici a Renton, Spud, Sick Boy e Begbie, un branco di tristi figuri che nella vita non sono riusciti a combinare nulla se non riproporsi, sempre identici a loro stessi, cambiando giusto genere di dipendenza ma lo stesso incapaci di staccarsi da un passato diventato sempre più mitico nelle loro teste. Lo scegli la vita di un tempo, beffardo insulto ad una pubblicità progresso inglese, è diventato un invito a guardare avanti, a staccarsi dal passato e da un presente fatto di ca**ate per concentrarsi su ciò che si vuole davvero, sulle cose, banalmente, importanti come gli affetti veri, che rischiano di passare in un attimo e non tornare più, lasciando solo delle ombre sul muro (che scena, quella!) e dei crudeli rimpianti. Accogliere il passato solo se ci consente di guardare al futuro con occhi diversi, questo sembra volerci urlare Danny Boyle, in ogni fotogramma.


Prima parlavo di ipocrisia/paraculaggine del regista ma in sostanza sono io che non so bene definire la sensazione provata guardando T2. Gli omaggi al primo film ci sono, e in abbondanza, al punto che quando non vengono riproposte intere sequenze ne arrivano altre a proporre varianti minime, quando non c'è la scenografia a tirarci un cazzotto fortissimo allo stomaco (quella maledetta camera di Renton, sempre identica, o il paesaggio scozzese immutato accanto alla fermata del treno) ci pensano dei bastardissimi accenni a quell'incredibile colonna sonora di vent'anni fa oppure dei remix creati ad hoc. Quando non c'è il sorriso mangiam**da di un Ewan McGregor che non sembra invecchiato nemmeno di un giorno arrivano i capelli ossigenati di Sick Boy, almeno i pochi che non sono andati in piazza. Quando non basta tutto questo, c'è la scrittura disordinata di un Ewen Bremner che da solo spezzerebbe il cuore ad un sasso, perché Spud nel primo film sarà anche stato un indegno cogl**ne ma vedere un VECCHIO indegno cogl**ne che è riuscito a sputtanarsi 4.000 sterline in eroina sprofondando negli abissi più abietti della società, abbiate pazienza, mi magona. Quindi, tornando all'"ipocrisia/paraculaggine" di Danny Boyle, forse sarebbe meglio definirla come un tentativo di riversare sullo spettatore le stesse sensazioni scomode ma condivisibili provate dai protagonisti, spingendoli ad esaltarsi come Begbie quando gli viene ricordata l'ormai mitica faccenda del boccale di birra lanciato alla cieca dal soppalco di un pub: al netto dei ventenni che popolavano la sala, i quali probabilmente avranno sentito parlare del primo Trainspotting senza nemmeno averlo visto e chissà cosa si saranno aspettati da questo film, T2 farà breccia essenzialmente nel cuore di chi ha amato il capostipite comprendendone comunque il gioco sottile e di chi ha pregato ardentemente per un sequel che non ne fosse una fotocopia pedissequa. I tempi di Trainspotting non possono più tornare, viene ribadito persino all'interno della pellicola, qualcuno (ma non vi dirò chi tra Renton e gli altri) lo ha capito, qualcun altro non lo capirà mai, qualcun altro accoglierà T2 col sorriso che merita e si asciugherà le lacrime di nostalgica commozione (qui mi tocca alzare la mano) per poi guardare avanti, lasciando i nostri amatissimi tossici ad un destino che è solo il loro, com'è giusto che sia.


Del regista Danny Boyle ho già parlato QUIEwan McGregor (Renton), Ewen Bremner (Spud), Jonny Lee Miller (Simon/Sick Boy), Robert Carlyle (Begbie), Kelly MacDonald (Diane) e Shirley Henderson (Gail) li trovate invece ai rispettivi link.

Comunque loro sono sempre due begli ometti, eh.
Lo scrittore Irvine Welsh torna ovviamente nel breve ruolo di Mikey Forrester. Se T2 Trainspotting vi fosse piaciuto recuperate senza indugio Trainspotting e magari aggiungete la lettura del romanzo omonimo e di Porno, su cui T2 è vagamente basato. ENJOY!


giovedì 23 febbraio 2017

(Gio) WE, Bolla! del 23/2/2017

Buon giovedì a tutti!! TEMO che il sito del multisala mi buggeri. Capisco la non uscita di Barriere (neppure al cinema d'élite, scandalo!) ma che snobbino anche l'ennesima commediola italiana, nella fattispecie Beata ignoranza, mi da da dire. Ho paura che dovrò vedere tutto ciò che mi interessa in fretta e furia prima che "rinsaviscano" e lo tolgano...  o prima che arrivi Logan! ENJOY!

The Great Wall
Reazione a caldo: Mah.
Bolla, rifletti!: Mi mette un sacco di dubbi questo film. Probabilmente a costumi, grandeur ed effetti speciali starà messo benissimo, per di più alla regia c'è Zhang Yimou, però temo anche la tamarreide gratuita. Ma tanto è l'unico film che il mio ragazzo mi accompagnerà a vedere, quindi devo approfittarne!

Jackie
Reazione a caldo: Meraviglia.
Bolla, rifletti!: Ne parlerò nei prossimi giorni ma vi consiglio di non perderlo, soprattutto se avrete la fortuna di vederlo proiettato in lingua originale. Natalie Portman offre un ritratto toccante e realistico della first lady più amata/odiata dagli americani, in più colonna sonora, costumi e scenografie sono splendidi.

T2 - Trainspotting
Reazione a caldo: Lacrime. Tantissime.
Bolla, rifletti!: Avranno scelto la vita? Qualcuno sì e qualcuno no, immagino, ma tant'è: a Renton e soci non posso dire di no, nemmeno dopo 20 anni e dopo la vecchiaia arrivata inesorabile ad inghiottire me e loro. Spero solo che ne varrà la pena!

Al cinema d'élite arrivano i belgi!

Un re allo sbando
Reazione a caldo: Hmmm!
Bolla, rifletti!: Pensavo fosse una supercazzola invece dalla trama sembra quel genere di film assurdo e carino che piace tanto a me. Il re del Belgio che si imbarca in un viaggio per salvare il suo regno assieme ad un documentarista inglese? Venduto!

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