venerdì 13 settembre 2013

Bollalmanacco On Demand: Persepolis (2007)

Ed eccoci di nuovo al discontinuo appuntamento con la rubrica On Demand. Da oggi in poi prometto di diventare un po’ più regolare, ma conoscendomi non ci conterei troppo. Promesse da marinaio a parte, con questo post accontento il paziente Toto che, mesi e mesi or sono mi ha chiesto di recensire Persepolis, diretto nel 2007 da Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi, autrice dell’omonima graphic novel autobiografica. Il prossimo film On Demand sarà invece Paganini Horror che... sono sincera, non rammento più chi me lo avesse chiesto (o mi avesse sfidato a riguardarlo), mannaggia! ENJOY!

Trama: attraverso un lungo flashback ripercorriamo l’infanzia, l’adolescenza e la maturità di Marjane Satrapi, segnata dalle guerre e dalle contraddizioni del suo paese natale, l’Iran.


Il mio migliore amico Toto, ormai è risaputo, mi odia. Dopo avermi fatta piangere come un vitello davanti a L'attimo fuggente (a cui peraltro ero già preparata) ha deciso di darmi la mazzata finale con questo Persepolis. Che, per inciso, è uno dei cartoni animati più belli che abbia mai visto, sebbene sia riduttivo chiamarlo "solo" cartone. Persepolis è un romanzo di formazione, è un'autobiografia, è un modo intelligente per far capire e conoscere anche agli ignoranti come la sottoscritta un pezzo di tragica storia moderna ed è, infine, uno spaccato di vita anche troppo reale di quello che deve affrontare quotidianamente una donna afflitta da un'intelligenza, una consapevolezza e una sensibilità leggermente superiori alla media. Vedere come una bimbetta vivace, curiosa e animata da grandi aspirazioni, come emulare Bruce Lee o essere profeta, sia cresciuta per diventare una donna disagiata, cinica, triste ed impossibilitata a trovare il suo posto nel mondo (triste parallelo tra la protagonista e l'Iran, che a inizio film troviamo fiaccato dalla dittatura e dalla guerra ma comunque vivace e moderno mentre alla fine viene descritto come un Paese oppresso dalla religione, invivibile ed immutabile) mi ha messo più ansia di tutti i film horror che vedo mensilmente e mi ha abbattuta oltremodo, soprattutto perché Persepolis, nonostante l'animazione raffinata e l'abbondante ironia di cui è pervaso, non fa assolutamente sconti e dipinge molto chiaramente l'ignoranza, il menefreghismo, l'avidità e la paura di cui sono impastati non solo il disastrato mondo orientale, ma anche la civiltà occidentale di cui andiamo tanto fieri.


La Satrapi racconta così in modo comunque lieve e delicato una pagina tra le più nere della storia mondiale e cerca di trarre dalla sua vita difficile un insegnamento per lei e per gli spettatori. Gli elementi negativi non mancano ma, per fortuna, non mancano neppure personaggi forti e positivi, seppur umani ed imperfetti; la nonna è un formidabile modello di donna grintosa e orgogliosa, la vera musa ispiratrice della Satrapi alla faccia di Dio e dei filosofi, un grillo parlante che funge da coscienza anche quando la protagonista va all'estero, mentre lo zio politicamente impegnato rappresenta il primo duro scontro della piccola Marjane con una realtà che prende gli spiriti ribelli e li soffoca fino alle estreme conseguenze. L'intera vicenda viene portata su schermo con un'animazione semplice ma a suo modo poetica, con uno stile assai lontano da quello dell'animazione mainstream, stilizzato quasi ma molto gradevole; la prevalenza del bianco e nero non pregiudica minimamente la bellezza della pellicola né la rende fastidiosa da vedere ma anzi rende il tutto ancora più elegante e vintage. Completa il tutto una deliziosa colonna sonora che a un certo punto sfodera persino The Eye of the Tiger e i Metallica, gruppo occidentale e per questo bandito in Iran, protagonista di una delle sequenze più divertenti ma anche significative del film. Se, come me, non avete mai visto questo Persepolis, è quindi giunto il momento di recuperarlo prima che sia troppo tardi!


Di Catherine Deneuve, che in originale doppia la madre di Marjane, ho già parlato qui.

Vincent Paronnaud è co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Francese, ha diretto anche Pollo alle prugne. Ha 43 anni.


Marjane Satrapi è co-regista e co-sceneggiatrice della pellicola. Iraniana, ha diretto anche Pollo alle prugne. Anche, ha 44 anni e due film in uscita.


Chiara Mastroianni doppia, in originale, Marjane da ragazza e da adulta (in italiano la doppiatrice è la brava Paola Cortellesi). Francese, figlia di Catherine Deneuve e Marcello Mastroianni, ha partecipato a film come Prêt-à-Porter, Libero burro e Pollo alle prugne. Ha 41 anni e un film in uscita.


Tra i doppiatori italiani segnalo la presenza di Sergio Castellitto nei panni del papà di Marjane. Nel 2008 il film ha ricevuto la nomination all'Oscar come miglior pellicola d'animazione ma la statuetta gli è stata rubata (indegnamente, diciamo!) dal pur bello Ratatouille. Per rimanere in tema cartoni dunque, se vi è piaciuto Persepolis (la cui graphic novel si trova tranquillamente in Italia o su Amazon ed è edita da Rizzoli Lizard), recuperate Valzer con Bashir e La tomba delle lucciole oppure cambiate genere e buttatevi su Arrivederci ragazzi. ENJOY!!

16 commenti:

  1. Film bellissimo, toccante e sentito, drammatico e divertente.
    Mitica Marjane!

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    1. Mitica sì, adesso recupero anche la versione cartacea!

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  2. Bellissimo e toccante. Lo so che l'ha appena detto Ford, ma mi tocca ripeterlo! :)

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  3. Omissilleb e etnaccot, ecco tanto per cambiare, comunque ti consiglio anche un altro film di animazione che è una perla; L'illusionista.

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    1. E allora segno tra i millemila recuperi, grazie!!

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  4. Un tipo di animazione che non ti aspetti ma che ti stupisce, come tutto il film che ti arriva dritto al cuore.

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  5. L'ho preso da tempo, ma no l'ho ancora visto...

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    1. Guardalo perché merita! Io mi sono pentita di non averlo guardato prima...!

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  6. Molto bello davvero! Lo ricordo bene come un caertone molto originale, mi aveva colpito la storia dello zio perseguitato e sono d'accordo che può servire per conoscere un pezzo di storia contemporanea non proprio dimenticata, ma magari poco conosciuta.

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    1. Più che altro la storia in questione ci è sempre stata raccontata dal punto di vista di qualche action o thriller o polpettone occidentale, mentre per una volta è bello vedere il punto di vista di un'iraniana!

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  7. Io non ho ancora avuto il coraggio di vederlo perché il fumetto mi era piaciuto troppo.. La Satrapi è di una delicatezza e di una veridicità sorprendenti!

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    1. Visto che l'ha curato lei sono sicura che film e fumetto saranno similmente belli!

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  8. Capolavoro. Non ci sono altre parole. Adesso però non puoi non leggere il fumetto, ci sono molti più dettagli che il film non sfrutta a dovere.

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    1. Tranquilla che, appena lo troverò in qualche libreria, lo comprerò. Altrimenti, c'è sempre Amazon!

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