mercoledì 17 giugno 2015

Brood - La covata malefica (1979)

La Danza Macabra di Stephen King mi ha ricordato che di tutti i film scritti e diretti dal regista David Cronenberg me ne mancavano giusto un paio; uno di questi era Brood - La covata malefica (The Brood) del 1979.


Trama: Frank Carveth cerca di tirare fuori dalla casa di cura gestita dal Dottor Raglan, esperto di rabbia, la moglie Nola, convinto che le cure del dottore stiano facendo peggiorare la salute della donna. Nel frattempo, i membri della famiglia Carveth cominciano a venire coinvolti in strani e sanguinosi omicidi...


Diavolo di un Cronenberg. Solo dalla sua mente contorta poteva nascere un film in grado di rendere tangibili ed inquietanti le emozioni negative derivanti dal suo vero e tumultuoso divorzio (con vertenza di custodia annessa) dall'allora moglie Margaret Hindson. Da questa brutta esperienza di vita vissuta, il geniaccio canadese è riuscito a trarre ispirazione e regalare così allo spettatore uno dei grandi classici dell'horror mondiale, nonché l'ennesimo tassello della sua personale poetica del body horror, agendo come i protagonisti di Brood: David ha preso la propria rabbia, il proprio disagio e le frustrazioni e li ha trasformati in qualcosa di tangibile da scatenare contro il mondo, rendendo così Brood uno squisito esempio di metacinema. Guardando il film, infatti, si può avvertire fin dalle prime sequenze un odio neanche tanto velato verso la moglie e madre Nola, una pazza iraconda priva di qualsiasi qualità positiva, e contemporaneamente un senso di amore impotente verso la piccola Candice, costretta a subire le peggiori cose senza che nessuno, men che meno gli inadeguati genitori, possa proteggerla dagli inevitabili traumi psicologici e dalle loro inevitabili, terribili conseguenze. Nonostante tutto questo, però, neanche il padre e marito, Frank, è descritto come un eroe, anzi: Cronenberg non sembra provare simpatia neppure per il personaggio maschile della pellicola, che viene descritto come un uomo costretto a mettere una pezza ad un matrimonio sbagliato solo quando è ormai troppo tardi, una persona incapace di fare il padre e costantemente distratto da cose "più importanti", a rischio di perdere la figlioletta. In tutto questo, è ovviamente immancabile il tipico dottore "Cronenberghiano", un altro adepto della "nuova carne" capace di dare un corpo alle emozioni intangibili, a rischio di scatenare orrori inenarrabili sull'umanità ignara; come spesso accade nei film di Cronenberg, il dottor Hindle è un personaggio borderline e fortemente ambiguo, spinto più da una sorta di egoistico autocompiacimento che da un reale desiderio di liberare i suoi pazienti dalla rabbia che li affligge, incapace di fermarsi davanti alle pericolose deformazioni causate dal suo metodo di cura.


Ma in soldoni come si manifesta fisicamente la rabbia in questa pellicola? Beh, se non avete ancora visto Brood - La covata malefica non sarò io a rovinarvi il gusto di scoprire la sequenza più raccapricciante del film, quella in cui viene mostrato tutto l'orrore delle deformità nate da una rabbia incontrollabile; vi basti solo sapere che il colpo di scena finale è per stomaci incredibilmente forti (non a caso la scena è stata censurata in parecchie versioni della pellicola) e che stravolge in maniera crudele uno dei concetti più belli dell'esistenza umana. In generale comunque il film è molto efferato, nonostante il body count sia basso. Cronenberg cerca di celare per buona parte della pellicola l'aspetto degli assassini che cominciano ad assaltare i membri della famiglia Carveth, preferendo concentrarsi sui sanguinosi effetti delle loro azioni e su pochi, raccapriccianti dettagli in grado di provocare brividi lungo la schiena dello spettatore e allo stesso tempo alimentare la sua curiosità; proprio per questo, personalmente ho trovato visivamente più debole la seconda parte di Brood (ovvero quando il "mistero" viene svelato), nonostante il concetto che sta alla base della trama non perda la sua forza nemmeno per un secondo. Neanche a dirlo, anche gli attori scelti sono perfetti per i loro ruoli: il volto stravolto dall'odio di Samantha Eggar (il cui personaggio, secondo la leggenda, condivide molte caratteristiche con la ex moglie di Cronenberg) non è di quelli che si dimentica facilmente e Oliver Reed ha una presenza scenica difficile da ignorare, un carisma naturale che rende assolutamente plausibile la morbosa dipendenza dei pazienti del Dottor Raglan, peraltro viscido ed ambiguo come pochi. Brood - La covata malefica non è un film per tutti, ormai l'avrete capito, ma se riuscirete a racimolare un po' di fegato per guardarlo riuscirete a godervi uno dei capolavori incontrastati del genere horror e anche uno dei migliori Cronenberg "d'annata".


Del regista e sceneggiatore David Cronenberg ho già parlato QUI mentre Art Hindle, che intepreta Frank Carveth, lo trovate QUA.

Oliver Reed interpreta il dottor Hal Raglan. Inglese, ha partecipato a film come Oliver!, I diavoli, Tommy, La stangata 2, Le avventure del Barone di Munchausen e Il gladiatore. E' morto nel 1999 all'età di 61 anni.


Samantha Eggar (vero nome Victoria Louise Samantha Marie Elizabeth Therese Eggar) interpreta Nola Carveth. Inglese, ha partecipato a film come Il favoloso dottor Dolittle, The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta e a serie come Colombo, Starsky e Hutch, Love Boat, La signora in giallo, Magnum P.I. e Cold Case; come doppiatrice, ha lavorato per le serie Prince Valiant ed Hercules (dopo aver doppiato anche il film Disney). Ha 76 anni.


La piccola Cindy Hinds, che interpreta Candice, sarebbe poi comparsa anche ne La zona morta, sempre di Cronenberg. A questo proposito, se Brood - La covata malefica vi fosse piaciuto recuperate anche Rabid - Sete di sangue, Il demone sotto la pelle e Videodrome. ENJOY!

16 commenti:

  1. Oh! il mio secondo Canadese preferito ;-) COmplimenti per il recupero, personalmente amo moltissimo quel pazzoide di Cronenberg, i suoi primi Horror sono uno meglio dell'altro, questo secondo me ha fatto registrare un boom di vasectomie nel 1979 ;-) Ottimo commento, cheers!

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    1. E il primo chi è?
      Sì, anche io adoro Cronenberg o, meglio, adoro i suoi vecchi film ché quelli nuovi sono un po' lontani dai miei gusti...

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  2. Penso che questo sia il mio Cronenberg horror preferito. Sì, mi piace anche di più di Videodrome, anche se è grezzo e ancora un po' immaturo, è talmente potente come immagini e così carico di significati che racchiude in sé tutta la poetica del matto canadese.

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    1. Forse perché l'ho visto quando ero ancora MOLTO permeabile a quello che per me era un modo sconosciuto di fare horror, continuo a preferirgli Videodrome; ciò non toglie che la prima metà e la scena finale mi hanno lasciata senza fiato e che ci sarebbe sa scriverci un libro, altro che un post :)

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    1. Hmmm se ho capito bene i tuoi gusti direi proprio di no :D

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  4. Ho letto su Facebook "Astenersi stomaci deboli"... ora capisco il perchè!

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    1. Io vi voglio bene e vi avviso! :D

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  5. ihih già solo il titolo me gusta! ;)

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    1. Se non l'hai mai visto recuperalo, è molto bello!!!

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  6. capolavorone, senza se e senza ma...nient'altro da aggiungere ^_^

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    1. Sono qui casi in cui dev'essere il film a parlare :P

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  7. :O ma da quanto tempo non venivo qui? Ma non sei venuta a riprendermi per le orecchie?
    Comunque, questo è uno dei Cronenberg che manca anche a me, cosa che credo sia illegale in almeno tre regioni del Canada.

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    1. Infatti ho qui la polizia della Nuova Carne Canadese che mi sta alle costole! XD
      Naah tranquilla. Prima o poi l'importante è tornare *__*

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  8. Filmone totale, senza dubbio! Pure a me la scena finale ha disgustato abbastanza...

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    1. Mamma mia, me l'aspettavo ma non così devastante!!

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