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mercoledì 11 settembre 2019

Offspring (2009)

Sono andata a ritroso come i gamberi e, dopo The Woman e Darlin' ho recuperato Offspring, diretto dal regista Andrew van den Houten nel 2009 e tratto dal romanzo omonimo di Jack Ketchum.


Trama: sulle coste del Maine, due famiglie vengono attaccate da un gruppo nomade di cannibali, in cerca di cibo e neonati da rapire.



Forse non è stata una grande idea recuperare Offspring dopo The Woman e Darlin' ma evidentemente c'era un motivo per cui a venire continuamente citato è ricordato è il film di Lucky McKee e non quello di Andrew van der Houten. Quest'ultimo è infatti un "banale" film a tema uomo contro natura, un survival movie dove persone tranquille e più o meno simpatiche (tranne il marito di una delle due donne, che avrebbe dovuto morire male al secondo minuto) vengono attaccate senza apparente motivo da un branco di cannibali che infieriscono su di loro in modi più o meno violenti, sanguinosi e fastidiosi. Nessun intento di critica sociale, messaggi femministi inesistenti, personaggi tagliati con l'accetta e tante scelte sbagliate (da parte dei protagonisti) tipiche dell'horror di serie B sono le caratteristiche di Offspring, che si fa ricordare giusto per la sfacciataggine con cui sfrutta la presenza di bambini cannibali istigando lo spettatore a volerli vedere morti nonostante la loro natura "innocente" e per il modo in cui si serve di poveri neonati per alimentare l'ansia e il sentimento di odio verso chi, nei film successivi, sarebbe diventato il beniamino del pubblico, ovvero la Donna (in effetti il personaggio caratterizzato meglio, mentre gli altri cannibali sono abbastanza dimenticabili). Interessante, inoltre, la presenza del già citato ex di una delle protagoniste femminili, una sorta di precursore del Chris di The Woman ma molto più caricaturale, un uomo abietto che non cessa di prevaricare la ex moglie e torturarla anche nelle situazioni più disperate, sacrificando il desiderio di sopravvivenza a quello di infierire ulteriormente.


Il resto, mi duole dirlo, ma è poca cosa. Benché sia stato girato nel 2009, Offspring ha lo stile squallido degli anni '90 e non parlo solo della regia o della fotografia, piatte che più non si può, tanto da sembrare quelle di un film TV dell'epoca, ma anche delle mise degli interpreti, un po' tutti, indistintamente, cani maledetti salvo la sempre magnetica Pollyanna McIntosh. Nulla da eccepire, invece, per quanto riguarda il reparto gore, segno che ai realizzatori interessava sicuramente più "scioccare" il pubblico con efferatezze assortite che non raccontare una storia come nei due film successivi. Anzi, tra seni nudi, morsi in parti decisamente dolorose per una donna, flagellazioni e quant'altro, direi che Offspring sconfina spesso e volentieri sul terreno della exploitation, non a caso agli uomini viene riservato un trattamento brutale ma rapido mentre la violenza sulle due poveracce protagoniste viene reiterata; non c'è nulla di divertente o divertito in quello che viene mostrato e, complice anche la messa in scena rozza e violentissima, spesso sembra di avere davanti uno di quei cattivissimi horror anni '70 zeppi di pessimismo e brutte persone. Personalmente, salvo pochi esempi, non è un genere che mi appassioni granché, forse anche perché sto invecchiando e tendo ad evitare di deprimermi, ma se vi piacciono queste atmosfere allora apprezzerete Offspring tanto quanto The Woman e Darlin'. Io, probabilmente, lo dimenticherò già domani.


Di Art Hindle (George Chandler) e Pollyanna McIntosh (la Donna)  ho già parlato ai rispettivi link.

Andrew van den Houten è il regista della pellicola e interpreta l'assistente del medico. Americano, ha diretto film come Headspace. Anche produttore e sceneggiatore, ha 40 anni.


Amy Hargreaves interpreta Amy Halbard. Americana, ha partecipato a film come Brainscan - Il gioco della morte e La stanza delle meraviglie. Ha 49 anni e un film in uscita.


Nel film compare lo stesso scrittore e sceneggiatore Jack Ketchum nei panni di Max Joseph mentre Tommy Nelson, che interpreta il piccolo Luke, compare anche, non accreditato, in The Woman. Se il film vi fosse piaciuto o volete anche solo sapere come prosegue la storia, recuperate The Woman e Darlin', decisamente migliori di Offspring. ENJOY!

venerdì 2 giugno 2017

The Void (2016)

Salutato da tutti (o quasi) come l'horror dell'anno, potevo forse perdermi The Void, diretto e sceneggiato nel 2016 dai registi Jeremy Gillespie e Steven Kostanski? Assolutamente no!


Trama: un poliziotto porta in ospedale un ragazzo drogato e in stato di shock, solo per ritrovarsi bloccato nella struttura assieme ad infermieri e degenti, assediato da uomini incappucciati fuori e terrificanti mostri ultraterreni dentro...



Probabilmente mi ha salvata il Giappone. E' un modo scemo di cominciare un post, lo ammetto, ma le due settimane passate lontane da blog e internet mi sono servite ad evitare la maggior parte delle lodi sperticate piovute su The Void e ad approcciare la pellicola di Gillespie e Kostanski senza l'hype riservato a, che so, film come Get Out. Essendo priva di aspettative, The Void mi è di conseguenza piaciuto parecchio, pur senza scatenare in me l'amore, e sono riuscita a guardare il film alternando stati di sincero interesse, mal di testa da spiegone, fascinazione per il mondo lovecraftiano che sta alla base dell'intera vicenda e disgusto per il bestiario mostrato dai due registi. Senza scazzi da diludendo né ardori da adolescente horroromane posso quindi offrire il mio pacato e senza dubbio non richiesto parere, cominciando dai pregi di The Void, evitando possibilmente qualsiasi tipo di spoiler. Il primo punto di forza del film è sicuramente l'atmosfera claustrofobica che lo pervade dall'inizio alla fine, rinsaldata nella prima parte dall'assoluta ignoranza dei protagonisti relativamente alla situazione in cui vengono a trovarsi: bloccati in un ospedale andato per metà a fuoco per ragioni sconosciute, i personaggi si ritrovano impossibilitati ad uscire (fuori ci sono assassini incappucciati che da soli basterebbero a dissuadere persino l'uomo più coraggioso del mondo) e impossibilitati a rimanere (dentro ci sono mostri abominevoli che mangiano le persone), ancor peggio l'unico poliziotto presente è ferito, c'è una ragazza in procinto di partorire e in assenza di medici sono rimaste solo le infermiere. Insomma, un bel casino e inquietudine a palate, per non parlare dell'abbondanza di elementi splatter che fin da subito caratterizza la pellicola. A questi punti, è bene sottolineare l'altro pregio di The Void, pellicola che non si perde in lunghe introduzioni e va subito all'osso (alla carne?) della questione, lasciando la risoluzione dei misteri per dopo, vale a dire dopo almeno mezz'ora di carneficina e incubi che paiono usciti dritti dalla penna di Lovecraft e dalla cinepresa del Carpenter de La cosa, in quanto il "disteso" clima di diffidenza in corsia è praticamente lo stesso. Tuttavia, qui cominciano anche i problemi della pellicola, se di problemi si può parlare e se, giustamente, siete persone dal palato fino che dall'horror vorrebbero qualcosina di più... oppure se non siete come la sottoscritta, che dello splatter e dello schifo si stufa dopo cinque minuti.


In pratica succede che, dopo l'inizio ssssspumeggiante! (cit.) di The Void, Gillespie e Kostanski si siedono o, meglio, non osano più di quanto sia necessario, almeno in termini di regia e montaggio. Allo spettatore viene consentito solo di intuire, tra spizzichi e bocconi, l'orrore ultraterreno che si nasconde nelle viscere dell'ospedale, e il modo in cui è realizzata la pellicola costringe gli occhi ad un tremendo sforzo per sopravvivere a flash, luci stroboscopiche, ombre persistenti che impediscono di cogliere le creature (probabilmente realizzate in maniera artigianale, senza ausilio della CGI, ma chi è riuscito a capirlo?) nella loro interezza. Vero, il "male cosmico" può portare alla follia ma, suvvia, almeno un mostrillo per intero vorrete farmelo vedere o no? L'altro problema di The Void è che, a fronte di una trama tutto sommato semplice e prevedibile (a un certo punto il termine "telefonato" diventa una certezza e il destino di ogni personaggio risulta tristemente chiaro), da metà film in poi i registi si perdono in aulici spiegoni e deliri da villain che rendono la follia strisciante di Lovecraft una sorta di imposizione, un passaggio da questo mondo all'altro che in qualche modo sa di forzato, al punto che l'inquietudine scompare, lasciando semplicemente il posto al disgusto causato da quel poco che viene mostrato. Siamo più nel campo dello Yuzna che del Seme della follia Carpenteriano ma, come ho detto, si tratta di uno Yuzna meno coraggioso e più sfacciato, che alla fine si permette di citare a piene mani Clive Barker e persino il Lucio Fulci de L'aldilà, quasi volesse dare un contentino agli spettatori più esigenti. Ed effettivamente, The Void lascia dietro di sé delle bellissime immagini, una certa diffidenza nell'aggirarsi per casa con le luci spente, la sensazione di aver visto comunque un bell'horror (che mi sento di consigliare spassionatamente a cultori e semplici appassionati e non è detto rimarrà escluso dalla cinquina di fine anno)... ma anche il sospetto che si potesse fare molto, molto di più, soprattutto visto che uno dei registi ha firmato quella genialata cattivissima di W is for Wish, che coraggio ne aveva da vendere. Nel frattempo, la voglia matta che mi ha messo di riguardare tutti i film citati è un risultato senza dubbio positivo!


Di Kenneth Welsh, che interpreta il Dottor Richard Powell, ho già parlato QUI mentre Art Hindle (Mitchell) lo trovate QUA.

Jeremy Gillespie è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Canadese, ha diretto film come Father's Day ed è anche compositore, attore e tecnico degli effetti speciali.
Steven Kostanski è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Canadese, ha diretto film come Father's Day e il segmento W is for Wish del film The ABCs of Death 2; è anche responsabile di trucco ed effetti speciali, attore, produttore, animatore e stuntman.


Aaron Poole interpreta Daniel Carter. Canadese, ha partecipato a film come The Conspiracy e a serie quali X-Files e Relic Hunter. Anche produttore, ha due film in uscita.


Ellen Wong interpreta Kim. Canadese, ha partecipato a film come Scott Pilgrim vs. the World, The Cirlce a serie quali Son of Zorn. Anche sceneggiatrice e produttrice, ha 32 anni e un film in uscita.


Kenneth Welsh e Kathleen Munroe, che interpreta Allison, avevano partecipato a Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti come padre e figlia. Detto questo, se The Void vi fosse piaciuto recuperate quel trionfo de Il principe del male e aggiungete il già citato Il seme della follia oltre a La cosa e Hellraiser. ENJOY!

mercoledì 17 giugno 2015

Brood - La covata malefica (1979)

La Danza Macabra di Stephen King mi ha ricordato che di tutti i film scritti e diretti dal regista David Cronenberg me ne mancavano giusto un paio; uno di questi era Brood - La covata malefica (The Brood) del 1979.


Trama: Frank Carveth cerca di tirare fuori dalla casa di cura gestita dal Dottor Raglan, esperto di rabbia, la moglie Nola, convinto che le cure del dottore stiano facendo peggiorare la salute della donna. Nel frattempo, i membri della famiglia Carveth cominciano a venire coinvolti in strani e sanguinosi omicidi...


Diavolo di un Cronenberg. Solo dalla sua mente contorta poteva nascere un film in grado di rendere tangibili ed inquietanti le emozioni negative derivanti dal suo vero e tumultuoso divorzio (con vertenza di custodia annessa) dall'allora moglie Margaret Hindson. Da questa brutta esperienza di vita vissuta, il geniaccio canadese è riuscito a trarre ispirazione e regalare così allo spettatore uno dei grandi classici dell'horror mondiale, nonché l'ennesimo tassello della sua personale poetica del body horror, agendo come i protagonisti di Brood: David ha preso la propria rabbia, il proprio disagio e le frustrazioni e li ha trasformati in qualcosa di tangibile da scatenare contro il mondo, rendendo così Brood uno squisito esempio di metacinema. Guardando il film, infatti, si può avvertire fin dalle prime sequenze un odio neanche tanto velato verso la moglie e madre Nola, una pazza iraconda priva di qualsiasi qualità positiva, e contemporaneamente un senso di amore impotente verso la piccola Candice, costretta a subire le peggiori cose senza che nessuno, men che meno gli inadeguati genitori, possa proteggerla dagli inevitabili traumi psicologici e dalle loro inevitabili, terribili conseguenze. Nonostante tutto questo, però, neanche il padre e marito, Frank, è descritto come un eroe, anzi: Cronenberg non sembra provare simpatia neppure per il personaggio maschile della pellicola, che viene descritto come un uomo costretto a mettere una pezza ad un matrimonio sbagliato solo quando è ormai troppo tardi, una persona incapace di fare il padre e costantemente distratto da cose "più importanti", a rischio di perdere la figlioletta. In tutto questo, è ovviamente immancabile il tipico dottore "Cronenberghiano", un altro adepto della "nuova carne" capace di dare un corpo alle emozioni intangibili, a rischio di scatenare orrori inenarrabili sull'umanità ignara; come spesso accade nei film di Cronenberg, il dottor Hindle è un personaggio borderline e fortemente ambiguo, spinto più da una sorta di egoistico autocompiacimento che da un reale desiderio di liberare i suoi pazienti dalla rabbia che li affligge, incapace di fermarsi davanti alle pericolose deformazioni causate dal suo metodo di cura.


Ma in soldoni come si manifesta fisicamente la rabbia in questa pellicola? Beh, se non avete ancora visto Brood - La covata malefica non sarò io a rovinarvi il gusto di scoprire la sequenza più raccapricciante del film, quella in cui viene mostrato tutto l'orrore delle deformità nate da una rabbia incontrollabile; vi basti solo sapere che il colpo di scena finale è per stomaci incredibilmente forti (non a caso la scena è stata censurata in parecchie versioni della pellicola) e che stravolge in maniera crudele uno dei concetti più belli dell'esistenza umana. In generale comunque il film è molto efferato, nonostante il body count sia basso. Cronenberg cerca di celare per buona parte della pellicola l'aspetto degli assassini che cominciano ad assaltare i membri della famiglia Carveth, preferendo concentrarsi sui sanguinosi effetti delle loro azioni e su pochi, raccapriccianti dettagli in grado di provocare brividi lungo la schiena dello spettatore e allo stesso tempo alimentare la sua curiosità; proprio per questo, personalmente ho trovato visivamente più debole la seconda parte di Brood (ovvero quando il "mistero" viene svelato), nonostante il concetto che sta alla base della trama non perda la sua forza nemmeno per un secondo. Neanche a dirlo, anche gli attori scelti sono perfetti per i loro ruoli: il volto stravolto dall'odio di Samantha Eggar (il cui personaggio, secondo la leggenda, condivide molte caratteristiche con la ex moglie di Cronenberg) non è di quelli che si dimentica facilmente e Oliver Reed ha una presenza scenica difficile da ignorare, un carisma naturale che rende assolutamente plausibile la morbosa dipendenza dei pazienti del Dottor Raglan, peraltro viscido ed ambiguo come pochi. Brood - La covata malefica non è un film per tutti, ormai l'avrete capito, ma se riuscirete a racimolare un po' di fegato per guardarlo riuscirete a godervi uno dei capolavori incontrastati del genere horror e anche uno dei migliori Cronenberg "d'annata".


Del regista e sceneggiatore David Cronenberg ho già parlato QUI mentre Art Hindle, che intepreta Frank Carveth, lo trovate QUA.

Oliver Reed interpreta il dottor Hal Raglan. Inglese, ha partecipato a film come Oliver!, I diavoli, Tommy, La stangata 2, Le avventure del Barone di Munchausen e Il gladiatore. E' morto nel 1999 all'età di 61 anni.


Samantha Eggar (vero nome Victoria Louise Samantha Marie Elizabeth Therese Eggar) interpreta Nola Carveth. Inglese, ha partecipato a film come Il favoloso dottor Dolittle, The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta e a serie come Colombo, Starsky e Hutch, Love Boat, La signora in giallo, Magnum P.I. e Cold Case; come doppiatrice, ha lavorato per le serie Prince Valiant ed Hercules (dopo aver doppiato anche il film Disney). Ha 76 anni.


La piccola Cindy Hinds, che interpreta Candice, sarebbe poi comparsa anche ne La zona morta, sempre di Cronenberg. A questo proposito, se Brood - La covata malefica vi fosse piaciuto recuperate anche Rabid - Sete di sangue, Il demone sotto la pelle e Videodrome. ENJOY!

mercoledì 9 aprile 2014

Bollalmanacco On Demand: Terrore dallo spazio profondo (1978)

Torna l’appuntamento con il Bollalmanacco On Demand e questa volta la richiesta arriva dall’alto, ovvero da uno dei blogger più appassionati e sinceri che esista, Davide de Lo spettatore indisciplinato! Disquisendo su faccialibro di una pellicola storica come L’invasione degli ultracorpi il suo imperativo categorico è stato “Guarda il remake, è anche meglio!!” e io non me lo sono fatta dire due volte. Ecco quindi la recensione indegna di Terrore dallo spazio profondo (Invasion of the Body Snatchers), diretto nel 1978 dal regista Philip Kaufman. Il prossimo film On Demand sarà invece Moon. ENJOY!


Trama: gli abitanti di San Francisco vengono sostituiti a poco a poco da copie aliene prive di sentimenti od emozioni. Solo pochissime persone se ne accorgono e cercano di contrastare l'invasione...


Avevo visto L'invasione degli ultracorpi (tratto, come Terrore dallo spazio profondo, dal romanzo Gli invasati di Jack Finney) ai tempi delle superiori e l'avevo trovato affascinante e sottilmente inquietante, con quell'idea maccartista del nemico nascosto in mezzo alla popolazione, invisibile e perfettamente integrato, massimo emblema della paranoia anti-comunista. Nel film di Siegel non c'era nemmeno un effetto speciale eppure non si poteva evitare di provare un disagio profondo, in grado di andare ben oltre lo sguardo, una sensazione "a pelle" resa perfettamente da dialoghi e recitazione, un desiderio infausto di scendere in cantina e vedere se il baccellone alieno era lì, pronto ad assorbire e sostituire anche te, povero spettatore ignaro. Philip Kaufman con Terrore dallo spazio profondo abbandona ovviamente la paranoia politica e fa leva su un orrore più grafico (mai esagerato) e moderno, puntando più sulla de-personalizzazione già innescata dalla società e dal modo di vivere, con qualcosa di piccino ed innocuo che si introduce in casa sfruttando gli animi più sensibili e attacca familiari, amici ed amanti senza che nessuno, o quasi, se ne accorga. All'inizio vediamo infatti come la protagonista, Elizabeth, abbia un compagno che, bene o male, la considera davvero poco, preso com'è da lavoro e partite televisive che lo portano persino ad isolarsi con le cuffie: vero è che lei si accorge della sostituzione ma obiettivamente si potrebbe dire che Geoffrey è cambiato davvero poco e lo stesso vale per molti dei personaggi che popolano la pellicola di Kaufman. Considerato anche che Terrore dallo spazio profondo, fin dal principio, indica chiaramente che la Terra è sotto attacco alieno, la cosa consente agli sceneggiatori di giocare parecchio su questo aspetto della trama e rifilare allo spettatore parecchi colpi bassi (se ripenso al finale mi viene la tachicardia. Basterebbe solo questo a rendere Terrore dallo spazio profondo uno dei migliori remake mai girati), tenendolo in scacco e preda del dubbio costante riguardo alla natura di questo o quel personaggio.


Molto, ovviamente, fanno anche gli attori, tutti bravissimi (a partire da un Donald Sutherland che all'inizio è semplicemente un eccentrico e sbrigativo dottore e poi, progressivamente, perde ogni traccia di giovialità ed incredulità ma c'è anche un insospettabile e luciferino Spock!), e soprattutto quei piccoli, insignificanti dettagli che Kaufman inserisce qua e là nella pellicola: sguardi che passano repentini tra la gente, persone che corrono senza un motivo apparente, scene che vengono volutamente riprese in modo che lo spettatore non veda precisamente quello che accade, tutti questi elementi contribuiscono ad accrescere inquietudine e disagio e funzionano meglio dell'effetto speciale brutalmente palesato. Non che gli effetti in questione siano fatti male, anzi. La nascita dei replicanti, implacabile ed inarrestabile, fa tuttora abbastanza senso, così come il progressivo disgregarsi delle povere vittime terrestri, ma è soprattutto il sonoro del film (omaggiato poi da Edgar Wright nel suo La fine del mondo) a far accapponare la pelle, sia per quella commistione di sibili e battiti cardiaci che accompagnano i baccelli nelle loro metamorfosi, sia perché ogni rumore naturale scema fino ad arrivare agli inquietanti titoli di coda senza musica sia, soprattutto, per il terribile urlo che gli alieni usano per segnalare la presenza di esseri umani nei dintorni. E chi ha visto il film capirà soprattutto quest'ultimo punto, mannaggia. Ora come ora non saprei dire se ho preferito l'originale (che non vedo da decenni) o questo remake ma, indubbiamente, Terrore dallo spazio profondo è l'intelligente evoluzione di un materiale di partenza che già funzionava alla perfezione, trasposto da una piccola comunità urbana ad una grande città e, per estensione, all'intera popolazione terrestre: sicuramente la pellicola di Siegel lasciava un minimo di speranza mentre quella di Kaufman, a partire dal cameo di Kevin McCarty, l'annulla completamente diventando così un tragico specchio dell'impotenza quasi volontaria del comune uomo della strada davanti a forze occulte (non necessariamente extraterrestri) più grandi di lui. Da recuperare assolutamente!!


Donald Sutherland (Matthew Bennell), Brooke Adams (Elizabeth Driscoll), Jeff Goldblum (Jack Bellicec) e Veronica Cartwright (Nancy Bellicec) li trovate ai rispettivi link.

Philip Kaufman è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come L'insostenibile leggerezza dell'essere, Henry & June, Sol levante, Quills - La penna dello scandalo e La tela dell'assassino. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 78 anni.


Leonard Nimoy interpreta il Dr. David Kibner. Indimenticabile Dr. Spock della storica serie Star Trek, ha partecipato ad altre serie come Ai confini della realtà, Perry Mason, General Hospital, Missione impossibile, Oltre i limiti e The Big Bang Theory. Come doppiatore, ha partecipato ai film Pagemaster - L'avventura meravigliosa, Atlantis - L'impero perduto e alle serie I Simpson Futurama. Anche regista, produttore e sceneggiatore, ha 83 anni.


Art Hindle interpreta il Dr. Geoffrey Howell. Canadese, ha partecipato a film come Black Christmas - Un Natale rosso sangue, Brood - La covata malefica, Porky's - Questi pazzi pazzi porcelloni!, Porky's II - Il giorno dopo e a serie come Starsky & Hutch, Dallas, MacGyver, Hunter, La signora in giallo, 21 Jump Street, Alfred Hitchcock presenta, Walker Texas Ranger, Beverly Hills 90210 Millenium. Anche regista e produttore, ha 66 anni e un film in uscita.


Kevin McCarthy compare in un cameo nel ruolo del Dr. Miles J. Bennell, ripreso direttamente da L'invasione degli ultracorpi, dove l'attore americano era protagonista. Ricordo anche la sua partecipazione a film come Morte di un commesso viaggiatore, I quattro dell'Ave Maria, Piranha, L'ululato, Salto nel buio, Matinee e a serie come Ai confini della realtà, Missione impossibile, Colombo, Love Boat, Dynasty, A-Team, Saranno famosi, L'ispettore Tibbs, La signora in giallo e Racconti di mezzanotte. E' morto nel 2010, all'età di 96 anni.


Tra gli altri attori presenti in Terrore dallo spazio profondo, segnalo la guest appearance di Robert Duvall nei panni del prete che all'inizio dondola sull'altalena e quella del regista de L'invasione degli ultracorpi, Don Siegel, che interpreta il tassista che dovrebbe portare Sutherland e la Adams all'aeroporto. Il film, come ho già avuto modo di dire, è il remake "ufficiale" de L'invasione degli ultracorpi ma negli anni seguenti la stessa storia è stata riproposta anche con Ultracorpi - L'invasione continua e Invasion, che vede la partecipazione di Veronica Cartwright: ammetto di non averli mai visti quindi non posso consigliarvi il recupero ma, se avete amato Terrore dallo spazio profondo, cercate almeno L'invasione degli ultracorpi, The Faculty, Il villaggio dei dannati (sia l'originale che il remake di Carpenter) e anche The Blob - Fluido mortale. ENJOY!

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