Trama: quando Ben, uno scimpanzé domestico, contrae la rabbia, Lucy e i suoi amici devono cercare di sopravvivere alla sua furia omicida...
Il filone "scimmie assassine" ha vissuto un periodo di gloria nella seconda metà degli anni '80 e poi, che io sappia, il genenere monkey horror si era andato un po' a perdere. Sì, una scimmia mostruosa è tornata prepotentemente sotto i riflettori grazie ad Oz Perkins, ma non è la stessa cosa, anche se The Monkey è meraviglioso. Dopo il piccolo assaggio avuto con Nope, serviva un horror con le scimmie vecchio stampo e ce lo ha offerto su un piatto d'argento Johannes Roberts, il quale si è fatto le ossa cominciando con gli squali. Ben - Rabbia animale (che, da qui in avanti, chiamerò col titolo originale, Primate, perché quello italiano non si può sentire né vedere) è un horror d'assedio "basico", privo di significati nascosti o metaforoni, creato con l'esplicito intento di divertire il pubblico (se, per divertimento, uno intende cagarsi in mano dall'inizio alla fine del film). C'è uno scimpanzé che ha contratto la rabbia, e l'unico compito della sceneggiatura è quello di creare situazioni varie e plausibili che portino i ragazzi protagonisti a finire sotto le grinfie della bestia, per poi morire nei modi peggiori; l'impianto è molto simile a Cujo, non a caso una delle opere cartacee e cinematografiche preferite dal regista, ma Primate è meno statico e logorante, più vicino all'idea di uno slasher con una scimmia al posto del serial killer. Prima che mi stiate chiedendo se mi si è inaridito il cuore, io un minimo di empatia per Ben l'ho provata, ché non è mica colpa sua se è stato morso e contagiato, ma è proprio qui che giocano un po' sporco Johannes Roberts e compagnia, perché il minimo segno di debolezza sentimentale da parte dei protagonisti significa morte certa, per loro o per altri. Considerato, inoltre, che lo scimpanzé era stato allevato dalla madre della protagonista, prima di morire per un tumore, e che è cresciuto con le figlie a mo' di fratellino, l'aspetto emotivo è preponderante, soprattutto quando i protagonisti sono costretti ad accettare l'idea che ormai Ben non è più la bestiola intelligente e tenera che conoscevano.
Johannes Roberts, come ho scritto all'inizio, si è fatto le ossa con squali e serial killer mascherati, quindi sa bene come gestire ambienti chiusi (per quanto grandi) dai quali non è possibile uscire, oltre ad essere assai abile con le riprese subacquee e le piscine, ambiente, quest'ultimo, dove si svolge almeno metà film. Poiché è affetto dalla rabbia, Ben è costretto a stare lontano dall'acqua, ma la sua natura di primate viene lo stesso sfruttata dalla regia trasformandolo in una minaccia che può arrivare da direzioni inaspettate, così che ogni panoramica degli ambienti, ogni piano americano, ogni inquadratura di quinta è una minaccia alle coronarie dello spettatore. Il pregio più grande di Primate è però l'utilizzo di effetti speciali analogici. Ben non è una creatura digitale, bensì un attore che indossa un costume realizzato dalle abili mani di esperti del settore e si vede, perché la creatura è dotata di una personalità, dei modi anche teneri, una profondità che nessuna scimmia digitale avrebbe potuto trasmettere. E nessuna scimmia vera sarebbe potuta entrare in completa modalità killer, visto il modo in cui Ben, verso il finale, arriva a somigliare più a un demone che a un essere vivente, anche in virtù di una crescente sete di sangue che genera splatterate da voltastomaco, di quelle che ormai si vedono raramente al cinema. Anche per questo motivo, Primate è un film da godere in sala, senza sottovalutarlo: fila via veloce che è un piacere, in un'ora e mezza mette talmente tanta ansia che staccare gli occhi dallo schermo è impossibile, non lesina dettagli gore, a volte strappa persino qualche risata e sfrutta l'handicap di uno dei protagonisti in maniera interessante e funzionale. L'unico dubbio che mi è rimasto, alla fine del film, è quanto ci metterà la famiglia protagonista a finire sotto i ponti dopo tutti i risarcimenti che dovranno pagare, alla faccia della casa da sogno a strapiombo sulla roccia. Ma affari loro, così imparano a deturpare il paesaggio e a trattare le povere scimmiette con superficialità.
Del regista e co-sceneggiatore Johannes Roberts ho già parlato QUI.
Troy Kotsur interpreta Adam. Americano, lo ricordo per film come Number 23 e CODA - I segni del cuore (per il quale ha vinto un Oscar come miglior attore non protagonista); inoltre ha partecipato a serie quali CSI:NY, Scrubs e Criminal Minds. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 58 anni.
Jess Alexander, che interpreta Hannah, era Vanessa ne La sirenetta mentre Charlie Mann, che interpreta Drew, era nel cast di The Watchers. Se Ben - Rabbia animale vi fosse piaciuto recuperate Monkey Shines - Esperimento nel terrore, Link, Shakma - La scimmia che uccide e Cujo. ENJOY!





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