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martedì 12 luglio 2022

Notte Horror 2022: Dovevi essere morta (1986)


Buona sera a tutti quelli che sono arrivati qui dopo l'ottimo antipasto servito da Arwen. Il titolo da me scelto come secondo appuntamento della Notte Horror odierna è una sorta di nomen omen, visto il caldo devastante che mi ha annullato le funzioni vitali: Dovevi essere morta (Deadly Friend), diretto nel 1986 dal regista Wes Craven e tratto dal romanzo Friend di Diana Henstell.


Trama: Paul è un ragazzo geniale che, dopo essersi trasferito in una casa nuova con la madre e il robot da lui creato, BB, fa amicizia con Samantha, la quale è costretta a subire le sevizie di un padre violento. Tra i due ragazzi nasce un tenero sentimento, ma la tragedia è dietro l'angolo...


Per me, Dovevi essere morta nasce prima come collage di scene truci raccontate dagli amici più grandi, intorno ai primissimi anni '90, e solo in seguito come film, quando ho cominciato a registrare tutto quello che veniva programmato su Notte Horror. Forse è per questo motivo, o forse perché la sequenza in questione è davvero impressionante, che ho marchiata a fuoco nel cervello, da anni, la fine ingloriosa della maledetta Elvira per mano di pallone da basket (una roba che continua a mettermi ansia, tanto che ho avuto difficoltà a dormire anche a 41 anni suonati, ché provateci voi a farlo tenendo il lenzuolo sulla testa perché "non è che ho paura di Samantha, naah!, avevo solo voglia di fare una sauna!"); in generale, comunque, Dovevi essere morta mi aveva fatto così paura, in quella scena e durante il terrificante finale, che per esorcizzare il tutto avevo anche inciso su cassetta la "BB song" che si sente durante i titoli di coda. Pensate com'ero scema: la sentivo iniziare, mi ca*avo in mano, e mandavo avanti il nastro, soprattutto se ero sola in casa. Nonostante questa "passione", è passato tantissimo tempo dall'ultima volta che ho visto Dovevi essere morta e, con l'arrivo di internet, non solo hanno cominciato a comparirmi sotto gli occhi articoli sempre meno lusinghieri sul film in questione ma ho avuto anche la fortuna di leggere Friend, che ha delle atmosfere talmente cupe, tristi e rivoltanti, oltre a dei personaggi più che tridimensionali, da lasciarmi a mia volta perplessa sulla bontà dell'operazione di Craven (il romanzo, per la cronaca, lo trovate sul Kindle Store a UN euro, ma è solo in lingua inglese: continuo a ripetere quello che ho scritto QUI, mi offro di tradurlo, spargete la voce a qualche editore illuminato e coronate il mio sogno di lavorare come traduttrice, grazie!).


In effetti, visto oggi, con quel minimo di senso critico che a 14/15 anni mi mancava, Dovevi essere morta è un pasticcio. Craven e lo sceneggiatore Bruce Joel Rubin erano partiti con l'idea di realizzare un thriller PG-rated con elementi sci-fi e sovrannaturali, imperniato sì sulla macabra storia d'amore tra Paul e Sam, ma soprattutto sulla natura estremamente negativa di quegli adulti che avrebbero dovuto amarli e proteggerli. Di questa visione, oltre alla presenza di BB e alla resurrezione di Sam, in Dovevi essere morta è rimasta solo la cattiveria del padre di Sam e della vecchia Elvira (nel libro la madre di Paul non è in grado di amarlo anche se vorrebbe, nel film abbiamo a che fare con una donna clueless ma comprensiva), mentre il sentimento totalizzante tra Paul e Sam, che nella storia originale raggiunge i livelli di un'ossessione a causa dell'orribile solitudine che provano entrambi i protagonisti, si è affievolito fino a diventare una tenera amicizia ulteriormente distrutta da un montaggio che l'ha ridotta a pochi momenti spezzettati. Tutte le parti gore presenti nel film, che in seguito sono state a loro volta tagliate e ridotte per ottenere un R rating, sono state volute dai produttori dopo avere scoperto la fama di violento regista horror di Wes Craven, con sommo scorno del nostro che, per una volta, voleva fare un film senza maniaci, senza sangue, senza sogni terrificanti; cosa ancora più "divertente", quel finale che da ragazzina mi aveva terrorizzata è stato appiccicato con lo sputo dall'allora presidente della Warner Bros., e fa a pugni con tutto ciò che viene mostrato in precedenza sul legame che avrebbe dovuto intercorrere tra Sam e Paul. 


Il risultato di questo delirio di tagli e rimaneggiamenti è che, fondamentalmente, allo spettatore arriva a non fregare nulla né di Sam né di Paul, soprattutto quando il rapporto tra i due diventa quello tra padrone perplesso e cagnolino disobbediente, e purtroppo ciò che premeva a Craven è stato ridotto ad una noiosa appendice tra un'omicidio e l'altro. Lo stesso robot BB (o, se preferite, Johnny 5 di Corto Circuito, film che adesso ho una voglia matta di riguardare) è mal sfruttato, nella misura in cui la reazione di Paul alla sua dipartita, dopo trenta secondi di disperazione assoluta, pare quasi di menefreghismo che scompare giusto nel momento in cui al ragazzo serve l'aiuto di Tom per tentare di salvare Sam; non a caso, prima della scomparsa di BB il film somiglia parecchio, salvo l'incubo imposto di Sam, all'idea originale del regista, dopodiché si comincia la rincorsa all'horror fine a se stesso e del legame tra personaggi non importa più nulla a nessuno, importano solo le tre sequenze in cui le vittime subiscono una morte orribile (per quanto giusta, almeno le prime due) e il tripudio di effetti speciali splatter che risultano ottimi ancora oggi. Personalmente, non mi è dispiaciuta nemmeno l'interpretazione dell'allora esordiente Kristy Swanson, che spicca su un cast non proprio brillantissimo o memorabile; nonostante il trucco che si potrebbe definire indegno di un brutto cosplay di zombi, le sue movenze robotiche sono inquietanti e lo stesso vale per lo sguardo vuoto e feroce che rifila ai malcapitati bersagli della sua inevitabile vendetta. Insomma, non parliamo del film più bello di Craven, anzi, diciamo che Dovevi essere morta è uno dei suoi passi falsi peggiori, ma con tutto il bagaglio di ricordi che il film si porta dietro non posso volergli male al 100%, anche perché altrimenti rischierei di dovermela vedere con Samantha!


Del regista Wes Craven ho già parlato QUI mentre Anne Ramsey, che interpreta Elvira, la trovate QUA. 

Kristy Swanson interpreta Samantha. Americana, la ricordo per film come Hot Shots!, Buffy l'ammazza vampiri, Sesso e fuga con l'ostaggio e serie quali Alfred Hitchcock presenta, Genitori in blue jeans e CSI: Miami. Anche produttrice, ha 53 anni.


Matthew Labyorteaux, che interpreta Paul, si è in seguito dato al doppiaggio di cartoni animati e videogiochi e, a proposito di doppiaggio, la voce di Charles Fleischer accomuna il robot BB a Roger Rabbit! ENJOY!

Se volete continuare la Notte Horror nelle prossime settimane, di seguito trovate i link ai post di chi ha partecipato prima di me e il Bannerone col resto degli appuntamenti!

La Bara Volante - American Mary (se siete curiosi, ne ho parlato anch'io QUI)
Il Zinefilo - Darkman (se siete curiosi, ne ho parlato anch'io QUI)



venerdì 13 dicembre 2019

I Goonies (1985)

Lunedì e martedì anche il multisala savonese ha aderito alla splendida iniziativa di far tornare al cinema I Goonies, diretto nel 1985 da Richard Donner. Potevo forse perderlo?


Trama: il giorno prima dell'esproprio forzato delle loro case, un gruppo di ragazzini denominatosi Goonies parte alla ricerca del tesoro di Willy l'orbo, sepolto da qualche parte nelle caverne sotto la cittadina.


Parlare de I Goonies è come parlare di uno di famiglia, visto che mi tiene compagnia da quando ero bambina. A onor del vero non lo riguardavo da almeno una decina d'anni, complice lo scarso utilizzo della TV e la precedenza accordata a film ancora da vedere, ma mi è bastato sedermi in sala martedì per ritrovare tutte le sensazioni di gioia, meraviglia e divertimento che questo piccolo gioiello suscita in me da sempre. I Goonies è la quintessenza di ciò che dovrebbe essere un film d'avventura per ragazzi, non a caso è un prodotto uscito dalle mani esperte di Steven Spielberg e Chris Columbus, che ne hanno firmato la sceneggiatura. Innanzitutto, ha dei personaggi iconici i cui tratti salienti possono venire riassunti in un'unica, fondamentale scena introduttiva sulla scia di un folle inseguimento con sparatoria (fateci caso, bastano pochi fotogrammi per ognuno: Mouth è lo sbruffoncello, Data l'inventore pasticcione, Chunk il ciccione ingenuo e casinista, Mikey il "capo" ragionevole e malinconico, a cui viene dedicata qualche inquadratura in più); questi stessi personaggi si rapportano tra loro con un cameratismo realistico e divertente e la loro avventura straordinaria nasce da problemi terribilmente ordinari, ovvero debiti, povertà e persone senza scrupoli (tre cose che, se ricordate, doveva affrontare anche il protagonista di Gremlins, sempre scritto da Columbus), che rischiano di rappresentare la fine non solo della loro amicizia ma anche della loro infanzia, dei loro sogni cancellati a colpi di carte bollate. La ricerca del tesoro di Willy l'orbo rappresenta la speranza di fuga, la fantasia che corre in aiuto di ragazzini schiacciati dalla realtà ed è giusto che presenti tutti i topoi di un romanzo d'avventura, con enigmi da risolvere, pericoli mortali, trappole e nemici senza scrupoli che cercano di far loro la pelle, anche se questi nemici sono l'esilarante terzetto formato dalla famiglia Fratelli. Aggiungiamo poi l'indispensabile elemento horror, qui rappresentato da scheletri in abbondanza e soprattutto dal mitico Sloth, che non sfigurerebbe dietro le intercapedini de La casa nera anche se alla fine è tanto buonino come Lupo De' Lupis e più che una creatura paurosa è il vero tesoro scoperto dai Goonies.


Quella de I Goonies è una storia che non perde freschezza da più di trent'anni (anche se noi, da maledetti stronzi quasi quarantenni, abbiamo avuto modo di porci domande scomode che non riporterò in questa sede) ma anche gli altri aspetti della pellicola sono invecchiati benissimo. La colonna sonora funge da suono pavloviano, bastano le prime note per tornare bambini e la faccia di Cindy Lauper per profondersi nel peggiore dei karaoke, ma è bellissimo anche farsi accompagnare da Donner nei meandri oscuri e zeppi di "tracobetti" del sottosuolo di Goon Docks, tra sequenze frenetiche di pura azione e commoventi primi piani ispirati, per non parlare poi della ricchezza e dell'inquietante maestosità della nave di Willy l'orbo, sia all'interno del suo rifugio sia in quell'ultimo viaggio verso l'ignoto, salutata dagli increduli abitanti della cittadina. C'è da dire poi che, visto dopo trenta e fischia anni, I Goonies regala anche delle gioie a livello di casting; si ride parecchio all'idea di un Brand che, per vendicarsi di tutti i soprusi subiti nel corso del film, decide di schioccare le dita ed eliminare un buon 50% della popolazione e si possono trovare parecchie similitudini tra la dolce, quieta testardaggine del piccolo Mikey e la pazienza di Samvise Gamgee, ma il mio cuore ovviamente è sempre per Corey Feldman e le mattane spagnole del suo Mouth, oltre che per l'accento smaccatamente siculo che il doppiaggio italiano ha appioppato a mamma Fratelli e ai sue due figli rincoglioniti. A prescindere da quale personaggio amiate di più, non c'è dubbio che quello de I Goonies è stato un casting particolarmente ispirato che funziona alla perfezione oggi come allora e non c'è uno solo degli attori che non vorrei abbracciare e ringraziare per aver contribuito a realizzare quello che, a mio avviso, è il film per ragazzi più bello di sempre. Un vero peccato che alla proiezione serale delle 21 ci fossimo quasi solo noi adulti, perché per un bambino vedere una pellicola simile al cinema potrebbe diventare un ricordo indelebile ed importante.


Del regista Richard Donner, che compare non accreditato nei panni di un poliziotto, ho già parlato QUI. Sean Astin (Mikey), Josh Brolin (Brand), Corey Feldman (Mouth) e Robert Davi (Jake) li trovate invece ai rispettivi link.

Joe Pantoliano interpreta Francis. Americano, lo ricordo come Ralph Cifaretto de I Soprano ma ha partecipato a film come L'impero del sole, Il fuggitivo, Baby Birba - Un giorno in libertà, Congo, Bound - Torbido inganno, Matrix, Memento, Daredevil e a serie come MASH, I racconti della cripta, Oltre i limiti, Roswell; come doppiatore ha lavorato ne I Simpson e SpongeBob Squarepants. Anche produttore, sceneggiatore e regista, ha 68 anni e tre film in uscita.


Anne Ramsey interpreta Mamma Fratelli. Americana, ha partecipato a film come Dovevi essere morta, Getta la mamma dal treno, S.O.S. Fantasmi e a serie quali Charlie's Angels, Wonder Woman, Starsky & Hutch, Chips, La signora in giallo, Casa Keaton, Supercar e ALF. E' morta nel 1988 all'età di 59 anni.


Ke Huy Quan, che interpreta Data, aveva partecipato l'anno prima a Indiana Jones e il tempio maledetto nel ruolo di Short. Cosa faccia ora l'ex ragazzino è un mistero, probabilmente vive girando per convention nerd mentre Jeff Cohen, alias Chunk, ha appeso da molto la recitazione al chiodo ed è diventato un famoso avvocato. Heather Langenkamp aveva fatto il provino per il ruolo di Andy ma, anche se Spielberg e Donner erano entusiasti della sua performance, l'attrice era troppo vecchia per il ruolo; Spielberg ha cercato di scusarsi anni dopo offrendo alla Langenkamp il ruolo della dottoressa Ellie Sattler in Jurassic Park ma l'attrice si era già impegnata con Nightmare - Nuovo incubo. Detto questo, se I Goonies vi fosse piaciuto recuperate Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi, Scuola di mostri, Mud, Navigator, Explorers e Stand by Me - Ricordo di un'estate. ENJOY!


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