Nel bel mezzo della pandemia, quando a differenza di molti ho avuto la (s)fortuna di continuare a lavorare, ho chiesto a Lucia quali horror guardare assolutamente tra quelli che escono non dico quotidianamente ma quasi e lei mi ha fatto il nome di Sea Fever, diretto nel 2019 dalla regista Neasa Hardiman.
Trama: una biologa marina sale a bordo di un peschereccio e nel corso della battuta di pesca si imbatte in una creatura marina sconosciuta e pericolosa, che nel giro di breve tempo infetta l'equipaggio...
La sea fever è l'equivalente marino della cabin fever, ovviamente declinata all'interno di un luogo ancora più scomodo e pericoloso, circondato da mare profondo, dove non si fa fatica a capire come la gente possa dare di matto per l'ansia, le privazioni e la claustrofobia. Bella ligure, che sono, eh? Comunque, nel caso del film di Neasa Hardiman "sea fever" ha anche un significato più letterale, è una febbre che colpisce l'equipaggio di una nave dopo l'incontro con un gigantesco animale sconosciuto i cui tentacoli secernono un liquido non solo pericoloso per la struttura delle navi ma anche e soprattutto per gli umani, che si ritrovano a fare da incubatrici per piccole, inquietanti bestiole. L'equipaggio di pescatori, spinti dal bisogno di lavoro verso una zona interdetta al traffico marino ma comunque ricca di pesce, si ritrovano in balìa tra l'istinto di sopravvivenza e il desiderio di mantenere l'attività, ed è la biologa marina Siobhan ad introdurre una terza, importantissima variante, ovvero la necessità di preservare la comunità da un'infezione mortale e potenzialmente inarrestabile, anche a costo di sacrificare poche persone. I risultati di queste interazioni non saranno scontati come accade nella maggior parte degli horror a tema "pandemico", perché a differenza di molti altri film dove i personaggi idioti "vanno in cantina anche se sanno che la casa è infestata (cit.)" qui abbiamo una protagonista che incarna il lume della ragione, sicuramente scomoda, sicuramente in contrasto con qualunque sentimento e rimpianto umano, talvolta persino così "sfacciata" da considerare l'animale sconosciuto come un organismo che merita di esistere tanto quanto noi, eppure sempre pronta ad offrire soluzioni concrete e potenzialmente utili, per quanto alla fine poco efficaci. Il risultato è dunque una trama avvincente, zeppa di tutti gli elementi che rendono efficace un film a tema pandemico-claustrofobico, e anche originale, per quanto possibile.
Il climax del film viene raggiunto più o meno a metà della sua durata, quando si concentrano anche gli elementi gore e i momenti in cui la paranoia si fa violenta e insinuante, dopodiché l'ottima costruzione dei personaggi che troviamo nella prima parte va un po' a farsi friggere in un prefinale a mio avviso sbrigativo (Freya? Boh.), che fortunatamente lascia il posto a un finale d'impatto, molto bello sia a livello di sceneggiatura che di regia. C'è da dire che io sono molto parziale quando si parla di Irlanda e mi è bastato godermi l'accento utilizzato dai bravissimi attori, tutti perfetti per i ruoli che sono stati loro assegnati, a partire dalla bellissima Hermione Corfield, "rossa portasfortuna" in grado di incarnare un personaggio allo stesso tempo fragile e deciso, costretto ad accollarsi soluzioni scomode e ad affrontare la diffidenza degli altri compagni di sventura senza mai indietreggiare di un passo; tra i comprimari, spiccano l'interessante Olwen Fouéré, che avrei voluto onestamente vedere molto di più sullo schermo, e la coppia "rude" e malinconica formata da Connie Nielsen e Dougray Scott ma in generale ho apprezzato tutto il cast, senza distinzioni. Se vi piace il genere, Sea Fever non vi deluderà, anche se forse neppure questo è un film molto adatto alla paranoia da Covid-19.
Di Connie Nielsen (Freya) e Dougray Scott (Gerard) ho già parlato ai rispettivi link.
Neasa Hardiman è la regista della pellicola. Irlandese, ha diretto episodi della serie Jessica Jones ed è anche produttrice e sceneggiatrice.
Hermione Corfield interpreta Siobhan. Inglese, ha partecipato a film come Mission: Impossible - Rogue Nation, PPZ: Pride and Prejudice and Zombies, King Arthur: Il potere della spada, Star Wars - Gli ultimi Jedi e Slaughterhouse Rulez. Ha 27 anni.
Olwen Fouéré interpreta Ciara. Irlandese, ha partecipato a film come This Must Be the Place, Mandy e Animali fantastici: I crimini di Grindelwald.
Se Sea Fever vi fosse piaciuto recuperate La cosa e Alien. ENJOY!
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domenica 24 maggio 2020
venerdì 15 gennaio 2016
The Vatican Tapes (2015)
O belin, stavolta non ci sono cascata (anche perchè il Multisala di Savona non me ne ha dato la possibilità) e ho guardato The Vatican Tapes, diretto nel 2015 dal regista Mark Neveldine, senza spendere un euro al cinema. Eh su, quando è troppo è troppo.
Trama: Nei meandri più reconditi del Vaticano si nasconde un archivio di filmati relativi a sospetti casi di possessione demoniaca. L'ultimo e il più eclatante è quello della giovane Angela, che richiederà persino l'intervento di un cardinale...
Lo ammetto. Per un attimo The Vatican Tapes mi aveva convinta che non sarei riuscita a prendere sonno la notte. Quello che mi terrorizza più di un horror "demoniaco" sono le interviste a presunti esorcisti veri oppure dei documentari sul tema delle possessioni e purtroppo The Vatican Tapes comincia mostrando allo spettatore proprio degli stralci di interviste reali tratte probabilmente da speciali televisivi o altri video; fortunatamente il terrore è durato solo 5 minuti scarsi, sfortunatamente mi sono dovuta sorbire per il restante minutaggio l'ennesimo, sciapo film americano a base di indemoniate ed esorcisti incompetenti. Alla classica trama in cui la tizia sfortunata a un certo punto comincia a scapocciare mettendo di mezzo la famiglia, ignari passanti, ancor più sfortunati impiccioni che solitamente fanno una brutta fine e un numero variabile di prelati che saranno infine costretti ad esorcizzarla e conseguentemente morire nel tentativo, The Vatican Tapes aggiunge un paio di note colorite tali da alzare un po' il tiro della possessione e aspirare di assurgere ai livelli de L'esorcista o Il presagio. Aspetta e spera, si diceva un tempo, visto che gli sceneggiatori hanno tirato in ballo improbabili riferimenti alla vita di Cristo onde giustificare la nascita della sua demoniaca controparte: sì, la protagonista sta in coma 40 giorni poi "risorge" come Gesù, va bene, sputa addosso al Cardinale tre uova che dovrebbero essere l'antitesi della Trinità (sic) ma non venitemi a dire che la sua nascita può essere una sorta di "immacolata concezione" visto che, di fatto, la madre ha copulato nonostante non volesse poi darla alla luce. Inoltre, ritengo che per essere un novello Anticristo tu ci debba nascere come Damien, altrimenti in virtù di cosa il Dimonio ti sceglierebbe in mezzo a miliardi di persone su tutta la Terra? Troppo facile mandare una in coma, contare 40 giorni e poi fare tanta libera tutti, suvvia!
Mettiamo da parte la trama insipida e diamo a Cesare quel che è di Cesare. Perlomeno The Vatican Tapes ci prova ad essere un film, a differenza delle altre porcate horror che sbarcano sui lidi italici mensilmente: il regista sa tenere in mano una cinepresa (che è già tanto per chi si cimenta nel genere di questi tempi...) e nonostante l'ausilio delle obbligatorie riprese "dal vero", senza le quali ormai un horror neppure te lo distribuiscono, cerca di creare un minimo di tensione senza ricorrere per forza a mezzucci scorretti come porte che sbattono, mostri che fanno "BUH!" e simili. Anzi, vi dirò persino che l'esorcismo è piuttosto cazzuto, anche perché il Cardinale intepretato da Peter Andersson è particolarmente incazzoso e fuori di testa, peccato che si concluda con la sagra dell'effetto speciale digitale d'accatto e con un finale aperto che purtroppo mi fa temere un eventuale seguito della storia. Anche gli attori non sono malvagi, in effetti. Nel cast spiccano dei bravi e famosi caratteristi come Michael Peña e Dougray Scott (Djimon Hounsou per quel che si vede non fa neanche testo e sembra di avere davanti quel cojone di Balotelli travestito da prete) e Olivia Taylor Dudley interpreta l'indemoniata con convinzione e misura, preferendo ad occhi roteanti e bocca spalancata un atteggiamento di freddo e minaccioso distacco. Insomma, poteva essere peggio ma diamine se poteva anche essere meglio! Da vedere se proprio non avete nient'altro da fare e avete un'ossessione compulsiva che vi porta a guardare tutti i film a tema demoniaco, altrimenti evitate, ché di questi tempi al cinema passano pellicole molto ma molto migliori!
Di Michael Peña (Padre Lozano) e Djimon Hounsou (Vicario Imani) ho già parlato ai rispettivi link.
Mark Neveldine è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Crank, Crank - High Voltage e Ghost Rider - Spirito di vendetta. Anche attore, produttore, sceneggiatore e stuntman, ha 43 anni.
Olivia Taylor Dudley interpreta Angela. Americana, ha partecipato a film come Chernobil Diaries - La mutazione, Transcendence, Paranormal Activity: The Ghost Dimension e a serie come CSI: Miami. Anche sceneggiatrice, ha 31 anni e due film in uscita.
Dougray Scott (vero nome Stephen Dougray Scott) interpreta Roger. Scozzese, ha partecipato a film come Deep Impact, La leggenda di un amore - Cinderella, Mission: Impossible II, Il gioco di Ripley, Dark Water e a serie come Highlander, Desperate Housewives, Doctor Who e Hemlock Grove. Anche produttore, ha 51 anni e un film in uscita.
Peter Andersson, che interpreta il Cardinale Bruun, aveva partecipato ai tre film dedicati alla trilogia Millenium nei panni dell'avvocato Nils Bjurman. Se The Vatican Tapes vi fosse piaciuto potete recuperare L'esorcista e L'evocazione - The Conjuring, il resto dei film simili è praticamente fuffa. ENJOY!
Trama: Nei meandri più reconditi del Vaticano si nasconde un archivio di filmati relativi a sospetti casi di possessione demoniaca. L'ultimo e il più eclatante è quello della giovane Angela, che richiederà persino l'intervento di un cardinale...
Lo ammetto. Per un attimo The Vatican Tapes mi aveva convinta che non sarei riuscita a prendere sonno la notte. Quello che mi terrorizza più di un horror "demoniaco" sono le interviste a presunti esorcisti veri oppure dei documentari sul tema delle possessioni e purtroppo The Vatican Tapes comincia mostrando allo spettatore proprio degli stralci di interviste reali tratte probabilmente da speciali televisivi o altri video; fortunatamente il terrore è durato solo 5 minuti scarsi, sfortunatamente mi sono dovuta sorbire per il restante minutaggio l'ennesimo, sciapo film americano a base di indemoniate ed esorcisti incompetenti. Alla classica trama in cui la tizia sfortunata a un certo punto comincia a scapocciare mettendo di mezzo la famiglia, ignari passanti, ancor più sfortunati impiccioni che solitamente fanno una brutta fine e un numero variabile di prelati che saranno infine costretti ad esorcizzarla e conseguentemente morire nel tentativo, The Vatican Tapes aggiunge un paio di note colorite tali da alzare un po' il tiro della possessione e aspirare di assurgere ai livelli de L'esorcista o Il presagio. Aspetta e spera, si diceva un tempo, visto che gli sceneggiatori hanno tirato in ballo improbabili riferimenti alla vita di Cristo onde giustificare la nascita della sua demoniaca controparte: sì, la protagonista sta in coma 40 giorni poi "risorge" come Gesù, va bene, sputa addosso al Cardinale tre uova che dovrebbero essere l'antitesi della Trinità (sic) ma non venitemi a dire che la sua nascita può essere una sorta di "immacolata concezione" visto che, di fatto, la madre ha copulato nonostante non volesse poi darla alla luce. Inoltre, ritengo che per essere un novello Anticristo tu ci debba nascere come Damien, altrimenti in virtù di cosa il Dimonio ti sceglierebbe in mezzo a miliardi di persone su tutta la Terra? Troppo facile mandare una in coma, contare 40 giorni e poi fare tanta libera tutti, suvvia!
Mettiamo da parte la trama insipida e diamo a Cesare quel che è di Cesare. Perlomeno The Vatican Tapes ci prova ad essere un film, a differenza delle altre porcate horror che sbarcano sui lidi italici mensilmente: il regista sa tenere in mano una cinepresa (che è già tanto per chi si cimenta nel genere di questi tempi...) e nonostante l'ausilio delle obbligatorie riprese "dal vero", senza le quali ormai un horror neppure te lo distribuiscono, cerca di creare un minimo di tensione senza ricorrere per forza a mezzucci scorretti come porte che sbattono, mostri che fanno "BUH!" e simili. Anzi, vi dirò persino che l'esorcismo è piuttosto cazzuto, anche perché il Cardinale intepretato da Peter Andersson è particolarmente incazzoso e fuori di testa, peccato che si concluda con la sagra dell'effetto speciale digitale d'accatto e con un finale aperto che purtroppo mi fa temere un eventuale seguito della storia. Anche gli attori non sono malvagi, in effetti. Nel cast spiccano dei bravi e famosi caratteristi come Michael Peña e Dougray Scott (Djimon Hounsou per quel che si vede non fa neanche testo e sembra di avere davanti quel cojone di Balotelli travestito da prete) e Olivia Taylor Dudley interpreta l'indemoniata con convinzione e misura, preferendo ad occhi roteanti e bocca spalancata un atteggiamento di freddo e minaccioso distacco. Insomma, poteva essere peggio ma diamine se poteva anche essere meglio! Da vedere se proprio non avete nient'altro da fare e avete un'ossessione compulsiva che vi porta a guardare tutti i film a tema demoniaco, altrimenti evitate, ché di questi tempi al cinema passano pellicole molto ma molto migliori!
Di Michael Peña (Padre Lozano) e Djimon Hounsou (Vicario Imani) ho già parlato ai rispettivi link.
Mark Neveldine è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Crank, Crank - High Voltage e Ghost Rider - Spirito di vendetta. Anche attore, produttore, sceneggiatore e stuntman, ha 43 anni.
Olivia Taylor Dudley interpreta Angela. Americana, ha partecipato a film come Chernobil Diaries - La mutazione, Transcendence, Paranormal Activity: The Ghost Dimension e a serie come CSI: Miami. Anche sceneggiatrice, ha 31 anni e due film in uscita.
Dougray Scott (vero nome Stephen Dougray Scott) interpreta Roger. Scozzese, ha partecipato a film come Deep Impact, La leggenda di un amore - Cinderella, Mission: Impossible II, Il gioco di Ripley, Dark Water e a serie come Highlander, Desperate Housewives, Doctor Who e Hemlock Grove. Anche produttore, ha 51 anni e un film in uscita.
Peter Andersson, che interpreta il Cardinale Bruun, aveva partecipato ai tre film dedicati alla trilogia Millenium nei panni dell'avvocato Nils Bjurman. Se The Vatican Tapes vi fosse piaciuto potete recuperare L'esorcista e L'evocazione - The Conjuring, il resto dei film simili è praticamente fuffa. ENJOY!
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